25 ottobre 2023 12:30
E’ il centro storico di Venezia, con un’indice di esposizione turistica pari a 0,76, l’area a maggior rischio di overtourim della regione Veneto. Il dato potrebbe sembrare scontato, ma non è così. Provando ad andare oltre a opinioni, percezioni soggettive e correnti di pensiero, Federalberghi Veneto e Sociometrica, in collaborazione con Teamwork e Cherry Bank, hanno provato a studiare il fenomeno in maniera sistematica tramite un approccio analitico e dati oggettivi. Il rapporto è quindi partito da una serie di indicatori fondati su dati disponibili e costanti nel tempo, che chiunque potesse verificare e che avessero un valore oggettivo. Quello più efficace è apparso così la Tourism Exposure (Esposizione al turismo), costituita a sua volta da due indicatori fondamentali: l’intensità e l’estensione.
Il comune di Lazise primo per intensità dell’overtourism
L’intensità dell’overtourism valuta in particolare la concentrazione di turisti in una specifica area o destinazione durante un determinato periodo, rispetto alla popolazione locale. In altre parole quantifica la presenza turistica rispetto alla popolazione residente. In Veneto, ben il 65,5% dei comuni (su un totale di 563) è interessato al fenomeno turistico. Dai dati emerge come il comune di Lazise, in provincia di Verona, abbia il più elevato rapporto tra presenze turistiche e popolazione residente (1,5), vale a dire che i turisti in un giorno medio rappresentano il 150% della popolazione residente. Al secondo posto si colloca il comune di Cavallino-Treporti (1,4), seguito da San Michele al Tagliamento (1,3). Venezia, che non compare nella graduatoria dei primi 20 comuni del Veneto, merita un discorso a parte, in quanto l’indicatore cambia di molto se rapportato alla popolazione del centro storico (meno di 50 mila abitanti), dove notoriamente si svolge la vacanza, o se rapportato all’intera popolazione del comune (256.083 abitanti, dati Istat). Considerando i soli abitanti del centro storico, l’indicatore di intensità di turismo diventa 0,6, piazzando Venezia al nono posto della classifica.
L’estensione dell’overtourism è l’indice più critico per il centro storico di Venezia
L’estensione dell’overtourism valuta invece la diffusione geografica dei turisti su un’area o regione più ampia, ossia guarda l’ampiezza della presenza turistica su un territorio. In questo caso, Venezia è l’unica realtà in cui lo studio considera distintamente l’area di maggiore attrazione turistica (ovviamente il centro storico e le sue isole) rispetto al resto del comune (Mestre e terraferma). La città balza quindi al primo posto della graduatoria registrando un’altissima densità: 3.845 turisti/kmq, anziché 94,7 considerando l’intero territorio comunale. Seguono, staccati di molto, il comune di Cavallino-Treporti con 410 turisti/kmq e una superficie di 44,7 kmq e Peschiera del Garda con 333 turisti/kmq e una superficie di 18,3 kmq. Il report sottolinea, da una parte, le difficoltà nel definire le zone da considerare a maggiore attrazione turistica pur all’interno dello stesso comune (si pensi per esempio ai differenti sestieri di Venezia) e, dall’altra, si reputa necessario considerare diversi elementi quali la natura del territorio, la distribuzione dei flussi al suo interno, l’organizzazione della logistica… Il report considera poi le presenze extra alberghiere e quelle derivanti dalle locazioni turistiche brevi. La classifica non cambia molto sul fronte delle posizioni, ma moltissimo nei valori assoluti: l’isola di Venezia sfiora quota 5.050 turisti/kmq (5.048,5 per l’esattezza), mentre per Cavallino-Treporti la differenza è lievissima (da 410 a 416 turisti/kmq) e così dicasi per Peschiera del Garda (da 333 a 366 turisti/kmq).
Si può parlare di overtourism quando la Tourism Exposure è sopra quota 0,75
Una volta calcolati questi due indicatori (intensità ed estensione), lo studio si occupa quindi di normalizzarli, vale a dire di considerarli su una scala comune comparabile, e poi di combinarli insieme, per creare l’indicatore fondamentale sintetico della Tourism Exposure. È calcolato a zero a uno: dove le destinazioni raggiungono il valore zero significa che in quelle località sia l’intensità sia l’estensione del fenomeno turistico è minimo, o del tutto inesistente. Nel caso in cui il valore è invece uno significa che si è in presenza della massima esposizione del comune al fenomeno turistico. Ecco allora, come si segnalava all’inizio, che in sintesi, unendo i due indici, Venezia centro storico risulta al primo posto, raggiungendo il valore di 0,76. Ciò significa che, rispetto a una teorica saturazione totale della popolazione e del territorio dell’isola di Venezia rispetto al turismo, saremmo a quota 76% con un massimo teorico del 100%. Se invece, considerassimo Venezia in quanto comune, perciò considerando sia il totale della popolazione, sia il totale dell’estensione del comune, allora il comune nella sua interezza sarebbe al ventottesimo posto. Al secondo posto si colloca Lazise, con l’indice combinato dello 0,52, seguito da San Michele al Tagliamento a pari merito con cavallino Treporti (0,49).
Anche nel caso di questo indicatore sintetico e generale, risulta però difficile definire un valore oltre il quale vi sia un totale e complessivo overtourism, se non quando si raggiunga il valore massimo di uno o ci si collochi nelle sue vicinanze. Tuttavia, sottolinea l’analisi redatta da Sociometrica, è possibile predisporre indicativamente il paletto dello 0,75: valore di saturazione oltre cui la presenza turistica diventa difficilmente sostenibile e si innescano meccanismi negativi sia dal lato della domanda, perché i turisti non visiterebbero due volte una località troppo affollata, sia dal lato della residenzialità, perché la qualità della vita degli abitanti risulterebbe compromessa.
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Al centro del Festival il teatro con una rassegna che si compone di 10 titoli, di cui 3 prime nazionali. In questa edizione del Suq, i confini si attraversano per esplorare le culture di Paesi come Iran, Marocco, Libano, Algeria, Brasile.
Dopo il successo della 27ª edizione, che ha registrato circa 70.000 presenze, il Festival per l’edizione 2025 conferma sia il Patrocinio Unesco Commissione Nazionale Italiana, sia quello del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Quest’anno si aggiunge il riconoscimento di Unar – Ufficio nazionale contro le discriminazioni razziali.
Gli incontri di EcoSuq, che ha il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, spaziano dai temi della Sostenibilità a tavola, a Come costruire una città per bambini, dalla Campagna per lo Stop alle pubblicità fossili alle buone regole della Raccolta differenziata.
La musica nel segno femminile, comprende una serie di proposte internazionali, dai diversi stili.
Spazio anche agli incontri, dedicati a 3 libri freschi di stampa. Si comincia in apertura con un omaggio a Goffredo Fofi, a quasi un mese dalla morte (luglio ’25), legato al Suq da affettuosa amicizia, e idealmente a lui sarà dedicato il Festival.
Tre libri di recentissima uscita: Loris De Filippi, il 15, presenta “E ancora chiediamo perdono – Una testimonianza da Gaza” (ed. Mondadori); Marco Aime, il 18, presenta Ritratto di una onesta utopia. La vita e l’eredità di Thomas Sankara (Bollati Boringhieri) dedicato alla figura dell’indimenticato Presidente del Burkina Faso, padre di tante riforme importanti, morto assassinato alla fine degli anni ’80. Maria Pace Ottieri, il 19, con La prima volta che siamo stati bianchi (Sellerio) racconta la storia di un incontro tra un re e gran sacerdote africano con un gruppo di europei.
Il Suq Festival non può rinunciare alle cucine del mondo. Al Suq Festival si può cambiare gusto ogni sera. Sono 10 in questa edizione: Hong Kong, indiana, indonesiana, mediorientale, messicana, senegalese, siriana, libanese, sud americana, sud-est asiatica, tunisina.
Molti gli spettacoli teatrali a cominciare da sabato 13 giugno, h.21 l’anteprima del Festival a bazar chiuso vede protagonista Ascanio Celestini con “Poveri cristi”, in scena con Gianluca Casadei alla fisarmonica.
Per finire martedì 23, h.21 e mercoledì 24 giugno h.19 e h.21, nella Claque del Teatro della Tosse, prima nazionale di “Ballata della donna e del soldato. Versi e canzoni contro la guerra, da Bertolt Brecht e altre autrici e autori”, nuova produzione di Suq Festival e Teatro con Sara Cianfriglia, Irene Lamponi, Bintou Ouattara, e Carla Peirolero, con la cura drammaturgica e la regia di Eva Cambiale. Di fronte all’orrore dei conflitti in corso, la Compagnia del Suq sceglie di dare voce a un testimone lucidissimo del Novecento, Bertolt Brecht, uomo di teatro e di impegno politico, la cui poesia lascia ancora oggi il segno.
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Mazzi e l'overtorism. Ci risiamo. I nostri beneamati ministri del turismo hanno una ricetta per tutte le cose che non vanno nel turismo. Basta negarle. Basta cambiare nome e il gioco è fatto. Vediamo cosa ha detto il ministro Mazzi sul fenomeno dell'overtourism. Vediamo come cerca di risolverlo, visto che è compito suo cercare di organizzare e gestire il turismo in Italia.
«Il termine overtourism andrebbe bandito, perché danneggia il settore turistico e crea paura tra i potenziali visitatori». Questa l’affermazione del ministro Mazzi. «Istigare un clima di terrore non fa bene al Paese. Occorre piuttosto mostrarci accoglienti e gestire i numeri, perché l’Italia è ospitale, oltre a essere la Nazione più bella del mondo».
Negazione
Quindi basta negare una cosa affinché scompaia. E' bel modo di pensare. Basta dire che la morte non esiste così poi non si muore più. Lo dobbiamo nominare presidente del mondo questo ministro. Ha trovato il modo di cambiare l'assetto della vita.
Allora facciamo un concorso: troviamo un altro modo per definire overtourism. Per me il termine migliore è pigia-pigia.Che ne dite è più comprensibile, dà l'idea di cosa sia andare a Firenze o a Roma o a Venezia di questi tempi?
Il punto è che noi abbiamo bisogno di chi risolve i problemi, non di chi li nega. Negare una difficoltà non significa sistemare le cose, ma renderle ancora più complicate. Per la miseria!
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[post_content] => Debutta all'aeroporto di Milano Bergamo “NextBG - The New Way to Explore Bergamo”, il primo servizio di noleggio di biciclette elettriche premium attivato all’interno di un’aerostazione italiana.
Un progetto che nasce dalla collaborazione tra Dif Spa e Sacbo, la società di gestione del Milan Bergamo Airport, con il supporto dei partner tecnici Würth e Bergamont, accomunati da una visione condivisa orientata all’innovazione e alla mobilità sostenibile.
Sono oltre 25 le e-bike Bergamont (gruppo Scott Sports) di ultima generazione tra le quali si può scegliere a seconda di gusti e stile (e-Mtb premium dotate di vari comfort e disponibili in diverse varianti in base alle esigenze).
Il punto forte è la proposta cicloturistica. Oltre al semplice noleggio, si possono infatti vivere alcune esperienze guidate: in Città Alta, ad esempio, con “Città Alta, dove Bergamo racconta la sua storia”, gita di 4 ore comprensiva di guida cicloturistica, oppure la variante da mezza giornata che include il pranzo tipico bergamasco; in alternativa si può optare per la pedalata guidata tra le vigne del Moscato di Scanzo o fino al Castello di Malpaga, anche in questi due casi con opzione visita guidata, degustazione e pranzo. Tutte le proposte già disponibili sono illustrate sul sito Nextbg.it e altre saranno implementate nelle prossime settimane. Per chi desidera qualcosa di ancora più personale, NextBG progetta esperienze su misura, adatte a famiglie, coppie o viaggiatori individuali.
Milano Bergamo è del resto il primo scalo a livello europeo ad essere riconosciuto come bike friendly e il progetto si inserisce nel più ampio percorso intrapreso da Sacbo verso la sostenibilità, testimoniato dall'ottenimento nel 2021 della Certificazione Cycle Friendly Employere nel 2024 dal raggiungimento del livello Gold per la mobilità sostenibile. In collaborazione con Sacbo, NextBG presenta quindi non solo un nuovo servizio, ma un hub innovativo e attento alla mobilità sostenibile del futuro, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
L’idea di fondo, a cui ora si aggiunge il progetto NextBG, è creare le condizioni perché l’intera comunità che ruota attorno all’aeroporto possa utilizzare e valorizzare la bicicletta. Non solo i lavoratori aeroportuali, quindi, ma anche i viaggiatori, italiani e internazionali, che sempre più spesso ricercano infrastrutture e servizi che permettano loro di muoversi in modalità integrata, combinando diversi mezzi di trasporto sostenibili.
«Il nostro aeroporto ha sposato il concetto di multimodalità, concentrando il proprio piano di sviluppo su linee di programma che condensassero la sostenibilità in senso lato, l’accessibilità e un approccio quanto più versatile alla mobilità connessa ai servizi di trasporto aereo - dichiara Giovanni Sanga, presidente di Sacbo -. Il perimetro ciclabile che circonda il sedime aeroportuale consente di accedere a una ramificazione sempre più estesa della rete ciclabile territoriale e interprovinciale. Ne conseguono opportunità di grande interesse turistico, una vocazione che Sacbo sostiene da sempre e ora si concretizza con l’affidamento di un servizio noleggio e-bike che va oltre la fornitura del mezzo e propone escursioni di sicuro richiamo per chi ama esplorare e conoscere i territori nelle loro peculiarità più nascoste».
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[post_content] => Seconda edizione di Mirabilandia Summer Camp, il centro estivo per i figli dei dipendenti e collaboratori di Mirabilandia e per i ragazzi del territorio organizzato dal prossimo 15 giugno.
L’iniziativa – realizzata in collaborazione con l’associazione Tralenuvole – offrirà l’opportunità di vivere un’estate fra laboratori scientifici, attività ludico-ricreative e le attrazioni di Mirabilandia e di Mirabeach.
Un'iniziativa per il territorio
Il Summer Camp è aperto anche alla partecipazione dei bambini e dei ragazzi del territorio che, da quest’anno, potranno usufruire anche di un servizio di accompagnamento con mezzi pubblici. Un tutor del Summer Camp accompagnerà i ragazzi - dai 6 anni su - che da Ravenna vorranno raggiungere il centro estivo in autobus sia all’andata che al ritorno.
«Con grande soddisfazione riproponiamo per il secondo anno il Mirabilandia Summer Camp, che si è dimostrata una scommessa vincente. Tutti i genitori con bambini in età scolare affrontano il periodo estivo come un momento complesso per la gestione dei figli durante la pausa scolastica. Per questo abbiamo voluto creare uno strumento per aiutare la conciliazione fra i tempi di vita e di lavoro dei nostri collaboratori ma, fin da subito, ci siamo resi conto che poteva essere un’opportunità anche per il territorio e le tante adesioni della scorsa edizione ci hanno dato ragione. Confidiamo che anche quest’anno si possa offrire a tanti bambini e ragazzi l’opportunità di vivere un’estate unica e spensierata» spiega Sabrina Mangia, managing director di Mirabilandia e Mirabeach.
Il Mirabilandia Summer Camp sarà attivo dal 15 giugno al 28 agosto (ad eccezione del periodo 10-14 agosto), dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 18.30.
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Anantara Hotels & Resorts celebra il 25° anniversario con una campagna globale: "25 Years of unforgettable journeys". Da un singolo resort in Thailandia a oltre 50 hotel e resort in 24 Paesi nel mondo: un traguardo che festeggia le destinazioni, le persone e gli ospiti che hanno dato vita al brand.
Il brand è stato fondato nel 2001 da William Heinecke, chairman e founder di Minor International, con l’obiettivo di rispondere alla necessità di un marchio alberghiero di lusso capace di offrire soggiorni immersivi e basati sull’esperienza. La sua visione: un brand capace di valorizzare la scoperta culturale attraverso design ispirati alle tradizioni locali, cucina del territorio ed esperienze uniche. Il nome Anantara viene dal sanscrito e significa “senza fine“: un richiamo alla scoperta, ai nuovi orizzonti e al viaggio come esperienza di vita.
«Creare Anantara resta uno dei traguardi professionali di cui vado più fiero - spiega William Heinecke -. Costruire il brand da zero ci ha dato l’opportunità di applicare quanto appreso gestendo hotel in Thailandia per oltre 20 anni e di soddisfare la crescente domanda di viaggiatori esigenti, alla ricerca di esperienze locali memorabili e avventure autentiche, senza rinunciare a sistemazioni di lusso in cui tornare ogni sera».
La storia
Il primo resort, Anantara Hua Hin Resort, ha aperto le sue porte il 4 marzo 2001 nella località balneare di Hua Hin, a tre ore da Bangkok. Da Hua Hin, il brand si è espanso in tutta la Thailandia con Anantara Golden Triangle Elephant Camp & Resort nel nord del Paese e Anantara Bophut Koh Samui Resort nel sud, entrambe strutture firmate dal paesaggista Bill Bensley. L’espansione internazionale è iniziata nel 2006 con Anantara Dhigu Maldives Resort, primo progetto del marchio al di fuori della Thailandia e vera prova del suo potenziale globale, aprendo la strada allo sviluppo in Medio Oriente, Africa, Asia e, negli anni successivi, Europa. Nel 2015, il rebranding di una storica proprietà di Bangkok come Anantara Siam Bangkok Hotel ha rappresentato un traguardo personale per William Heinecke e un passaggio strategico per il brand, segnando la sua evoluzione da brand legato ai resort a realtà dell’hospitality presente anche nelle grandi metropoli internazionali.
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[post_content] => Qantas dovrà attendere fino al 2027 per l'arrivo del suo primo Airbus A350-1000 a raggio ultra-lungo dedicato al “Project Sunrise”: la casa costruttrice europea ha infatti annunciato il ritardo, attribuendolo a «problemi nella catena di approvvigionamento».
Fino a poco tempo le previsioni sul termine di consegna del primo A350-1000Ulr di Qantas puntavano a fine dell'anno, un'ambizione che era stata recentemente alimentata dall'uscita di un nuovo A350 dalla catena di montaggio di Tolosa.
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Qantas ha confermato ai media il ritardo, precisando che il primo aeromobile entrerà in flotta nell’aprile 2027, mentre i quattro velivoli successivi seguiranno a «breve distanza».
«Continuiamo a lavorare a stretto contatto con Airbus sul processo di consegna e certificazione che ci consentirà di avviare l’operatività di questi voli a lunghissimo raggio che entreranno nella storia», ha dichiarato un portavoce di Qantas.
Fornendo ulteriori dettagli sullo stato di avanzamento del suo primo A350-1000Ulr, la compagnia aerea ha dichiarato che l'aereo si trova ora nell'officina di verniciatura a Tolosa e che i voli di prova inizieranno entro poche settimane.
Una volta operativo, Qantas offrirà voli non-stop dall’aeroportointernazionale di Sydney Kingsford Smith sia all’aeroporto di Londra-Heathrow che al John F. Kennedy di New York, coprendo quasi 10.000 miglia nautiche in circa 22 ore. Un'autonomia estesa dunque, garantita da un serbatoio di carburante aggiuntivo da 20.000 litri, installato nella parte posteriore dell’aeromobile.
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[post_content] => La Svezia studia un pacchetto di aiuti a favore del settore del trasporto aereo: un'iniziativa che vuole dare man forte al comparto impegnato a fronteggiare l'impennata dei prezzi del carburante che minaccia di far aumentare le tariffe aeree in tutto il Paese.
Secondo quanto riferito da Travel Mole, che cita media locali, il governo punterebbe a stanziare 500 milioni di corone svedesi (52 milioni di dollari) a sostegno dell'aviazione; l'iniziativa è volta a proteggere la connettività e ad alleviare la pressione sui viaggiatori che devono far fronte all'aumento dei prezzi dei biglietti. Le misure arrivano in un momento in cui i prezzi globali del petrolio rimangono volatili a causa delle tensioni in corso in Medio Oriente.
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Federagit Confesercenti ha scritto al ministro del turismo Gianmarco Mazzi per chiedere un riesame immediato sulla sessione 2026 dell’esame di abilitazione alla professione di guida turistica, con la sospensione delle procedure, lo spostamento della prova scritta fissata al 5 giugno, la pubblicazione del verbale della Commissione su programma e griglie di valutazione e, soprattutto, l’apertura di un tavolo permanente con le associazioni di categoria.
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“Ci sono numerose questioni strutturali ancora irrisolte per una vera attuazione di una riforma che rafforzi la tutela della professione. In particolare, il tesserino di riconoscimento professionale non risulta ancora introdotto e il tavolo di confronto con il ministero della cultura, necessario per affrontare le questioni relative all'accesso delle guide nei siti museali statali, non è stato attivato. Mancano poi controlli efficaci sul territorio, non avendo il ministero ancora trasmesso alle regioni indicazioni operative che le sollecitino a verificare il rispetto delle norme sull’esercizio della professione”, sottolinea la presidente di Federagit.
“Federagit Confesercenti – si legge nella lettera inviata al ministro - desidera ribadire con chiarezza che non sono in discussione la riforma né la necessità di sessioni periodiche e nazionali di abilitazione. Proprio per tale ragione, una procedura costruita in termini così compressi, e in assenza di un reale confronto con le rappresentanze di categoria, rischia di produrre effetti contrari: indebolire la credibilità della riforma, esporla a contestazioni diffuse e generare tra i professionisti un clima di incertezza”.
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Assidema – associazione italiana destination manager entra nell’elenco del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, segnando un passaggio importante nel percorso di qualificazione del destination manager in Italia.
Il riconoscimento rafforza il lavoro avviato dall’associazione per dare maggiore chiarezza e riconoscibilità a una figura professionale sempre più necessaria in un turismo che non può limitarsi alla promozione, ma richiede competenze in grado di leggere la complessità dei territori, interpretare dati e dinamiche dei flussi, mettere in relazione comunità, risorse e attori locali, e costruire modelli di sviluppo capaci di generare valore nel tempo.
«Questo passaggio rappresenta una tappa importante di un percorso costruito nel tempo - dichiara Claudio Dell’Accio, presidente di Assidema -. Il nostro obiettivo è dare maggiore chiarezza e riconoscibilità alle competenze che sono sempre più decisive per il futuro del turismo italiano. Oggi le destinazioni non possono essere governate in modo improvvisato: servono metodo, dati, visione e professionisti capaci di trasformare il potenziale dei territori in sviluppo reale, sostenibile e duraturo».
L’inserimento riguarda l’elenco ufficiale previsto dalla Legge 4/2013 per le professioni non organizzate in ordini professionali e attesta la conformità dell’associazione ai requisiti previsti dalla normativa. Un passaggio che rafforza il ruolo di ASSIDEMA come realtà rappresentativa della figura del destination manager in Italia e che si inserisce in un percorso più ampio di confronto con istituzioni, università, operatori, territori e professionisti.
In questo scenario si collocano anche la convention nazionale prevista a fine anno e la campagna associativa già aperta, pensate come strumenti per consolidare una comunità professionale capace di contribuire in modo concreto all’evoluzione delle destinazioni italiane.
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