6 aprile 2023 12:42

Schiphol
Il tribunale per ora vince sul governo olandese su Schiphol. Infatti il governo olandese aveva imposto all’aeroporto internazionale di Schiphol (tra i più trafficati d’Europa) un piano di riduzione del numero dei voli, da 500mila a 460mila all’anno. Nello specifico, l’aeroporto aveva annunciato l’intenzione di eliminare gradualmente i voli notturni (da mezzanotte alle 5), di vietare i jet privati e gli aerei più rumorosi e di abbandonare il progetto di una pista aggiuntiva.
Neanche il tempo di proporre di seguire l’esempio di Schiphol che un tribunale ha bloccato tutto, dopo la causa intentata dalle compagnie aeree e dalle organizzazioni dell’aviazione civile, guidate dal vettore olandese Klm.
Procedura
Per i giudici, il governo olandese non ha seguito la procedura corretta quando ha chiesto all’aeroporto di Amsterdam di ridurre il numero massimo di voli.
Il governo olandese, dopo la sentenza del tribunale, ha spiegato: «Stiamo studiando le motivazioni e valuteremo i prossimi passi da compiere. Stiamo cercando di trovare un nuovo equilibrio tra gli interessi dei residenti e dell’ambiente da un lato, e l’importanza economica di Schiphol per i Paesi Bassi dall’altro».
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Seconda amarissima osservazione. Per la prima volta nella storia di questo Paese il turismo è stato sulla bocca di tutti, giornali nazionali, telegiornali, nelle chiacchiere, ovunque. Ma non per l'importanza che ha, ma per una questione squisitamente politica. Che follia.
Bilancio
Infine il bilancio di tre anni e qualche mese di Santanchè al ministero. Senza dubbio Daniela Santanchè è arrivata a guidare il dicastero senza sapere nulla del turismo. Lentamente qualcosa l'ha imparato, ma naturalmente non ha potuto colmare le lacune che aveva ab origine. Ricordo che in una sala di 1600 agenti outgoing chiese di far arrivare in massa turisti in Italia. Ho ancora impressi nella testa gli sguardi sconcertati degli agenti di viaggio. Di queste situazioni ce ne sono state parecchie e questo giornale ha cercato di riportarle sempre con una certa precisione.
Una cosa bisogna riconoscergliela. Nel momento il cui l'Europa si stava convincendo ad approvare la nuova direttiva pacchetti, l'unico ministro ad opporsi è stata la Santanchè. E meno male, perché quella direttiva, per come era scritta avrebbe fatto più danni del Covid.
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Insomma questo è il quadro in sintesi. Il prossimo ministro (si parla di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni) prima di prendere in mano la situazione dovrà cercare di capire in che mondo è capitato. E non sarà facile. Mentre il turismo se la deve sbrigare da solo. Come al solito.
Giuseppe Aloe
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[post_content] => Potrebbero essere operativi già dal prossimo novembre i primi voli in continuità territoriale dall'aeroporto d'Abruzzo per Milano Linate e Torino Caselle. Questa mattina infatti, la seconda seduta della Conferenza dei servizi sugli oneri di servizio pubblico, presieduta dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio su delega del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha definito perimetri, parametri e caratteristiche del servizio da attivare in regime di continuità territoriale.
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[post_content] => C'è un filo invisibile che attraversa generazioni di albergatori italiani: non è fatto di numeri o di performance, ma di scelte, sacrifici, visioni. È questo filo che Bwh Hotels ha deciso di raccogliere e trasformare in un libro, un'opera editoriale inedita nel panorama dell'hotellerie tricolore.
Si intitola "Cuore d'albergo. Storie di donne e uomini. Racconti d'impresa e d'Italia", è il primo volume pubblicato dal gruppo alberghiero internazionale e racconta, non con dati e slide, ma con la forza della narrazione, dieci storie di impresa che attraversano il Novecento fino ai giorni nostri, con tutto il carico umano che questo significa.
C'è la famiglia Ratti, il cui percorso inizia agli inizi del '900 con Carmelita e un negozio di tessuti a Milano chiamato "La Babilonia", poi trasformato nel tempo in un vero e proprio impero alberghiero. C'è Pio Cancro, che a 26 anni perse tutto e ricominciò da un hotel fatiscente a Massafra, oggi struttura affiliata Bwh. C'è la famiglia Capuzzo, che nella Torino dell'occupazione nazifascista trasformò il proprio albergo in rifugio per famiglie ebree e punto di incontro per le staffette partigiane.
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Un racconto fedele
Le storie sono state raccolte e narrate da Simona Teodori, autrice di romanzi storici, che ha incontrato di persona le famiglie protagoniste per restituirne, con fedeltà e sensibilità letteraria, memorie, valori e visioni. Il progetto è stato coordinato da Rosa Giglio, head of marketing di Bwh Hotels Italy & South-East Europe, e da Daniele Viganò, imprenditore, autore di best-seller e speaker motivazionale.
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[post_content] => Negli ultimi mesi il turismo europeo sta risentendo in modo evidente delle tensioni legate all’attuale guerra nel Golfo, un conflitto che, pur essendo geograficamente distante, ha effetti concreti anche sulle scelte dei viaggiatori nel continente. In Europa, infatti, non si registra una situazione di reale pericolo diffuso, ma cresce una percezione di insicurezza che influenza il comportamento di una parte significativa dei turisti. Questa paura, stimata tra il 30% e il 50% a seconda dei casi, è alimentata dall’incertezza generale che ogni conflitto internazionale porta con sé.
A differenza delle aree direttamente coinvolte, dove il turismo subisce crolli drastici, in Europa l’impatto è più contenuto ma comunque rilevante. Si osserva infatti una riduzione degli arrivi turistici che può variare tra il 5% e il 15% in alcuni periodi, accompagnata da un aumento delle cancellazioni e da una maggiore prudenza nelle prenotazioni. Molti viaggiatori preferiscono organizzare viaggi più flessibili, con possibilità di modifica o annullamento, proprio per far fronte a eventuali sviluppi della situazione internazionale.
Spostamento dei flussi turistici
Un aspetto particolarmente evidente è lo spostamento dei flussi turistici. Piuttosto che rinunciare completamente a viaggiare, fino al 20% o 30% dei turisti tende a cambiare destinazione, privilegiando paesi percepiti come più sicuri e lontani da possibili ripercussioni del conflitto. In questo contesto, nazioni come Italia, Spagna e Grecia risultano spesso favorite, grazie alla loro immagine di stabilità e sicurezza.
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In conclusione, la guerra attuale nel Golfo non blocca il turismo in Europa, ma ne modifica profondamente le dinamiche. La paura è presente soprattutto come percezione e porta a un atteggiamento più cauto e selettivo da parte dei viaggiatori. Il risultato è un turismo che continua a esistere, ma che si adatta rapidamente al contesto internazionale, cambiando rotte, abitudini e priorità.
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Gli aeroporti europei
L'aeroporto europeo con il miglior piazzamento è stato Parigi Charles de Gaulle, al sesto posto assoluto. È il quarto anno consecutivo che si aggiudica il primo posto nella classifica europea.
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[post_content] => Il mercato alberghiero «deve fare focus sul fatturato, non sulle presenze». A lanciare il monito al mercato italiano è il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, che dal palco della quarta edizione del summit Pambianco dedicato all'hotellerie mette in guardia dai problemi connessi al conflitto in atto. «Non è a rischio il turismo di prossimità, ma lo è il turismo alto spendente, quello che arriva da lontano e che porta un contributo prezioso in termini di spesa media, di durata del soggiorno e di destagionalizzazione - spiega il presidente -. Aggiungo che gran parte degli investimenti effettuati nel mondo alberghiero ancora si concentra su un numero molto limitato di destinazioni, che subiscono così le conseguenze dell'overtourism e di prezzi alle stelle».
In verità, l'overtourism per Bocca è un non problema: «I turisti non sono mai troppi - aggiunge il presidente -; basti pensare che l'occupazione media degli hotel in Italia non supera il 50%. Ma l'80% dei flussi si concentra sul 4% del nostro territorio. E le strutture extra alberghiere, 650.000 quelle "ufficiali", non aiutano a rivitalizzare i piccoli borghi e i centri minori, in quanto sono nel 90% dei casi ubicate nelle destinazioni di maggior appeal».
Troppa burocrazia
Bocca interviene anche sul tema delle difficoltà burocratiche incontrate dagli imprenditori. «Lo sviluppo alberghiero andrebbe sostenuto a tutti i livelli. Facile ad esempio parlare di riconversione di edifici: chi tenta di farlo si trova impigliato in regole e permessi che rendono molto difficile portare un progetto a compimento. Servirebbero invece strade agevolate in grado di facilitare l'attività degli imprenditori seri. Un esempio su tutti: dovrebbe essere permesso il cambio di destinazione d'uso degli immobili, in modo tale da favorire la riconversione in hotel o in appartamenti in base alle diverse esigenze. Non dimentichiamoci che la spesa del turista per il soggiorno in hotel rappresenta il 30% del totale e che la restante parte viene distribuita fra trasporti, ristoranti, negozi, attività varie, con un'indubbia ricaduta positiva sull'economia dell'intero territorio».
Un altro tema sul quale lavorare è quello relativo alla scarsità di collegamenti efficienti. «Va sviluppata una rete ferroviaria locale più capillare ed efficiente e vanno incentivati gli scali aeroportuali minori. Anche il problema legato alla scarsità di taxi è inconcepibile e andrebbe risolto al più presto».
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La quotazione in Borsa si avvicina e la conferma viene dallo stesso presidente e a.d. di Alpitour World, Gabriele Burgio, che in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera sottolinea come, dopo l’aumento della partecipazione nel capitale di Alpitour messo a segno da Tip, la Borsa sia diventata «uno sviluppo naturale. Stiamo ragionando e stiamo studiando: quando arriveremo a 200 milioni di Ebitda avremo la dimensione giusta».
Malgrado la delicata situazione geopolitica, i tempi sono maturi: la corsa verso Piazza Affari è stata accelerata dai brillanti risultati conseguiti negli anni, culminati nell’ultimo bilancio, quello relativo all’anno finanziario 2024-25, che ha portato nelle casse del gruppo ricavi per quasi 2,3 miliardi di euro, in crescita del 9,8% sull’anno precedente e un utile pari a 75,4 milioni, in aumento del 41%.
«Per il futuro, potremmo replicare il nostro modello in altri Paesi oppure rafforzare la nostra presenza in Italia. Personalmente, propenderei per la seconda ipotesi, in modo da consolidare il nostro ruolo di interlocutore per gli italiani che vogliono viaggiare all’estero e per gli stranieri che vogliono venire in Italia”, che attualmente procurano quasi il 20% del fatturato totale.
Cambiamento strutturale
Il manager evidenzia poi un cambiamento strutturale che sta interessando il turismo: «Oggi i viaggi non sono più un consumo discrezionale, ma quasi essenziale» ha spiegato Burgio. Si tratta di un trend emergente, che Alpitour World soddisfa con una potenza di 27 hotel e 18 aerei, che procura in un anno qualcosa come 3,3 milioni di turisti-clienti.
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Sulla situazione attuale, Burgio prende tempo: la stagione forte nelle località interessate dal conflitto «era ormai agli sgoccioli perchè sta arrivando il caldo. Ovviamente, i conflitti generano paura e, quindi, spingono a rinviare la prenotazione delle vacanze». Il fatto però di proporre tante destinazioni diverse «ci rende meno esposti agli choc geopolitici: lo dimostra il fatto che in questi anni di permacrisi i nostri risultati sono sempre cresciuti».
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[post_content] => La Spagna accende i riflettori sul vasto patrimonio naturale in occasione dell’edizione 2026 di Orticola, la mostra-mercato di fiori e piante che ogni primavera anima i Giardini Pubblici Indro Montanelli di Milano, appuntamento di riferimento per la cultura del verde e del paesaggio, che si terrà dal 7 al 10 maggio prossimi.
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