26 marzo 2026 15:07
Un 2025 connotato da significativi «programmi di sviluppo infrastrutturale e tecnologico dei servizi ai passeggeri», che viene archiviato con 16.937.976 passeggeri e 24.531 tonnellate di merci (+6.8%), consolidano la competitività dell’aeroporto di Milano Bergamo, sia a livello nazionale – stabilmente al terzo posto dopo Fiumicino e Malpensa – sia a livello europeo, dove occupa la 41esima posizione nella classifica di Aci Europe.
Sono alcuni dei dati che emergono dal bilancio di esercizio approvato da Sacbo Spa, società di gestione dello scalo orobico, per il 2025. Anno in cui, in linea con il cronoprogramma dei lavori pianificati, e approvati da Enac, sono stati conclusi i lavori di ampliamento delle sale check-in già da maggio e aperta a fine novembre la nuova area partenze, che ha raddoppiato complessivamente la superficie, rilocando e potenziando i controlli di sicurezza con apparecchiature di controllo radiogeno di ultima generazione.
«Il gruppo Sacbo ha confermato la propria capacità di adempiere agli impegni assunti, nel rispetto del Piano di Sviluppo Aeroportuale 2030, portando a termine nei tempi previsti opere essenziali per garantire capacità e standard operativi elevati con il concorso delle tecnologie più avanzate – ha sottolineato il presidente della società, Giovanni Sanga – Gli investimenti di gruppo per oltre 53 milioni effettuati nel 2025, finalizzati al potenziamento delle infrastrutture aeroportuali, vanno considerati come volano per la competitività del nostro scalo nel panorama del trasporto aereo internazionale e leva per la sostenibilità economica e ambientale.
Gli interventi di ampliamento realizzati nel terminal partenze hanno portato immediati benefici a passeggeri e operatori, assicurando efficienza e sicurezza. Siamo stati confortati dal mantenimento sostanziale dei livelli di traffico che si è snodato in un network di collegamenti sempre più esteso».
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[post_content] => Come la prossima generazione sarà destinata a trasformare il lusso, l’ospitalità e i modelli di leadership? Se ne è parlato al Bulgari Hotel durante la tavola rotonda organizzata da Glion Institute of Higher Education dal titolo “Gen Alpha: la generazione che reinventerà il lusso”.
Moderato da Sara Magro, il dibattito ha esplorato come la Generazione Alpha - i nati dopo il 2010 - sia destinata a ridefinire profondamente i codici, le aspettative e i modelli di business del lusso nei prossimi anni.
Secondo Bain & Company, le generazioni più giovani, tra cui Gen Z e Gen Alpha, rappresenteranno fino all’80% degli acquisti globali di beni di lusso entro il 2030, mentre la Gen Alpha è destinata a diventare la più grande generazione della storia, con oltre 2 miliardi di individui a livello globale. Cresciuta interamente nell’era dell’intelligenza artificiale, dell’iperconnessione e dell’immersione digitale permanente, la Gen Alpha sta già influenzando la percezione dei brand, la cultura digitale e i comportamenti d’acquisto molto prima di diventare una generazione di consumatori pienamente attiva.
L’evento ha evidenziato come Glion continui a essere in sintonia con le dinamiche in evoluzione che stanno plasmando il futuro dell’hospitality di lusso, preparando attivamente studenti e partner del settore alle trasformazioni che stanno già impattando il comparto.
Ospitata presso il Bulgari Hotel Milano, la tavola rotonda ha riunito Giovanni Manfredini, head of guest experience and event management specialisation presso Glion Institute of Higher Education; Margot Canfeur, director di L’Amour Agency; Stephen Alden, Glion Alumnus ed ex ceo di Raffles Hotels & Orient Express; Serena Dognini, hr manager del Bulgari Hotel Milano.
Ridefinire il lusso
Nel corso della discussione, i relatori hanno analizzato come le giovani generazioni stiano ridefinendo il lusso attraverso nuove aspettative legate ad autenticità, sostenibilità, personalizzazione, valore emotivo e rilevanza culturale. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla crescente tensione tra accessibilità ed esclusività in un’epoca dominata dalla visibilità sui social media e dall’esposizione digitale permanente.
Giovanni Manfredini ha commentato: «Per la Gen Alpha il lusso non sarà più soltanto sinonimo di esclusività, ma un’esperienza profondamente personale, costruita attorno all’identità, alle emozioni e ai valori individuali. Oggi i consumatori più giovani chiedono autenticità, trasparenza e connessioni significative con i brand: non basta più il prodotto, conta soprattutto come un’esperienza ti fa sentire. L’evoluzione del settore passerà quindi dalla capacità dei brand di creare ecosistemi esperienziali coerenti, umani e personalizzati».
La conversazione ha inoltre approfondito l’evoluzione dell’hospitality di lusso verso modelli sempre più emozionali, immersivi e orientati all’esperienza, nei quali la connessione umana e il significato assumono un ruolo sempre più importante rispetto ai tradizionali simboli di status. I relatori hanno evidenziato come i brand dell’ospitalità si stiano progressivamente trasformando in ecosistemi culturali, collocandosi all’incrocio tra lifestyle, benessere, comunicazione ed experiential design.
Stephen Alden ha aggiunto: «L’intelligenza artificiale trasformerà profondamente molti aspetti operativi del settore, dalla personalizzazione dei servizi all’efficienza delle esperienze. Tuttavia, il vero valore del lusso continuerà a essere umano: la connessione emotiva, il ricordo di come ci si è sentiti durante un’esperienza e la capacità di far sognare resteranno elementi centrali per costruire loyalty e desiderabilità. Oggi più che mai il lusso deve riuscire a creare esperienze iper-personalizzate, in grado di riflettere l’identità delle persone e generare relazioni durature nel tempo».
Serena Dognini ha concluso: «Le nuove generazioni cercano nel lavoro purpose, crescita personale, flessibilità ed esperienze autentiche. Nell’hospitality di lusso diventa quindi fondamentale valorizzare le persone, ascoltarle e farle sentire protagoniste del proprio percorso professionale, creando ambienti basati su autenticità, benessere, inclusività e spirito di squadra. Oggi i giovani talenti non cercano soltanto un brand prestigioso, ma realtà capaci di offrire formazione continua, attenzione alla persona e una cultura aziendale coerente con i loro valori».
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[post_content] => Barcellona sotto i riflettori del mondo intero ieri con la visita di Papa Leone XIV alla Sagrada Família, culminata con l’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo, evento centrale dell’Anno Gaudí e una delle tappe più significative della storia recente della basilica. Con i suoi 172,5 metri di altezza, la torre rappresenta il punto più alto della Sagrada Família e la rende la chiesa più alta del mondo.
A cento anni dalla morte di Antoni Gaudí, l'evento è stato uno straordinario omaggio all’architetto e al suo sogno di costruire un tempio concepito come una grande Bibbia di pietra, dove fede, arte e architettura si fondono per trasmettere il messaggio evangelico.
La torre di Gesù Cristo si trova al centro del gruppo di torri della Sagrada Família. È circondata dalle quattro torri degli Evangelisti, a cui si collega tramite dei ponti, e dalla torre della Vergine Maria, collegata internamente alla Torre di Gesù Cristo. Presenta dodici facce e raggiunge i 172,5 metri di altezza. È inoltre composta da dodici livelli di pannelli, la cui installazione è iniziata il 16 ottobre 2018 a partire da 85 metri dal suolo.
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Come riportato negli Àlbums del Temple, Gaudí desiderava che la croce risplendesse sia di giorno che di notte. Per questo motivo è stata realizzata con ceramica smaltata bianca e vetro, due materiali luminosi e allo stesso tempo resistenti agli agenti atmosferici. In più, sulle torri degli Evangelisti e degli Apostoli saranno installati dei proiettori destinati a illuminare il coronamento della torre.
All’interno della croce si trova la scultura dell’Agnus Dei, realizzata dall’artista italiano Andrea Mastrovito sulla base del progetto originale di Gaudí.
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[post_content] => Il settore turismo si conferma protagonista della ripresa economica dell'Egitto e nelle sue ambizioni di crescita, con gli ultimi numeri governativi che evidenziano un forte slancio nella spesa dei visitatori e negli arrivi internazionali.
I più recenti dati resi noti dal governo mostrano che i ricavi del turismo egiziano sono aumentati del 14,9% su base annua, raggiungendo i 14,4 miliardi di dollari nei primi nove mesi dell'anno fiscale 2025-26 (da luglio 2025 a marzo 2026) che si chiuderà quindi a fine giugno, rispetto ai circa 12,5 miliardi di dollari registrati nello stesso periodo dell'anno precedente.
Una performance positiva che riflette anche gli sforzi costanti del governo volti ad aumentare il numero di visitatori e a migliorare l’offerta turistica del Paese, che ritrova i suoi principali punti di forza nel mix unico di patrimonio culturale, attrazioni archeologiche, prodotto balneare legato al mar Rosso e infrastrutture turistiche in evoluzione.
I paesi europei si confermano la principale fonte di turisti per l'Egitto, con il 69,2% degli arrivi totali. Secondo la dichiarazione del governo, la Russia si è classificata come il principale mercato di provenienza individuale per i turisti in visita in Egitto, seguita dalla Germania.
Impulso economico più ampio
I risultati positivi del settore turistico arrivano mentre l'Egitto persegue iniziative economiche più ampie volte a rafforzare la crescita, attrarre investimenti stranieri e migliorare la stabilità macroeconomica.
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Le OTA hanno costruito il mercato degli affitti brevi come lo conosciamo. Airbnb ha portato visibilità a proprietà che da sole non avrebbero mai riempito un calendario; Booking.com ha reso comune la prenotazione online per chi affitta in destinazioni di mezzo mondo. Il servizio è valido ma, nel lungo periodo, il costo pesa. Le commissioni medie sulle principali piattaforme oscillano tra il 15% e il 20% per prenotazione, secondo i dati Statista sul mercato degli affitti brevi in Europa. Su una proprietà che genera 30.000 euro lordi l'anno, ogni stagione si pagano tra i 4.500 e i 6.000 euro di commissioni ad un intermediario che gestisce il traffico ma non il rapporto con l'ospite.
Costruire un sito: cosa è cambiato
Fino a qualche anno fa, aprire un canale diretto richiedeva uno sviluppatore, un gestionale, un sistema di pagamento separato e settimane di lavoro. Oggi strumenti come Smoobu hanno cambiato il vero ostacolo, che si riduce alla scelta del proprietario di possedere o meno un sito web per case vacanze con calendario sincronizzato, prenotazioni integrate e gestione dei pagamenti. La piattaforma gestisce anche la sincronizzazione con i principali portali, così chi mantiene presenza su Airbnb e Booking.com non deve aggiornare la disponibilità manualmente su più canali. In molte destinazioni stagionali italiane, una struttura con un sito web ben ottimizzato può competere efficacemente nei risultati di ricerca locali, cosa che una semplice presenza sulle OTA non consente. Questo perché Google indicizza principalmente il portale, non il singolo annuncio pubblicato su Airbnb o Booking.com. Chi cerca "appartamento sul mare a Pesaro agosto" su Google trova il portale invece dell'annuncio su Airbnb della singola proprietà. Un sito diretto indicizzato correttamente intercetta quella ricerca.
Il costo non visibile in fattura
La commissione è il costo visibile, ma non è l’unico. Il vero costo è che spesso il cliente non ritorna, perché la piattaforma non permette al gestore di costruire un rapporto diretto. Su Airbnb e Booking.com la comunicazione resta interna, non è possibile ottenere l'indirizzo email, e se l'algoritmo cambia o le tariffe salgono, il gestore si trova senza margine di manovra. Una struttura a Siracusa che raccoglie venti indirizzi email a stagione e li usa prima dell'apertura delle prenotazioni di giugno, copre spesso metà del calendario, prima ancora di pubblicare disponibilità su Airbnb. Le OTA non eliminano questa possibilità, ma nemmeno la favoriscono.
Un brand non esiste senza un sito
C'è una terza perdita che raramente si calcola: quella dell'identità. Su una OTA, ogni proprietà compete sullo stesso schermo con centinaia di altre, con le stesse foto in formato standard, la stessa struttura di scheda, lo stesso sistema di recensioni. Il nome del proprietario o della struttura rimane nascosto dietro l'interfaccia della piattaforma; ciò che resta è un punteggio e un prezzo. Un sito proprietario cambia la prospettiva. Il gestore sceglie come presentare la proprietà, quali foto mettere in evidenza, che storia raccontare sul luogo, se offrire esperienze accessorie o pacchetti per soggiorni lunghi. Per una masseria in Puglia o un trullo che punta su un ospite specifico, quello spazio narrativo vale quanto la disponibilità del calendario.
I numeri che confermano la tendenza
Il Phocuswright European Short-Term Rentals Report segnala una crescita delle prenotazioni dirette nel segmento affitti brevi europeo negli ultimi tre anni, con i gestori indipendenti che investono progressivamente in canali propri.
Chi costruisce un canale diretto non elimina la dipendenza dalle OTA, ma riduce il rischio che una singola modifica di policy comprometta una stagione di lavoro. Booking.com ha aggiornato le condizioni di cancellazione più volte in cinque anni; ogni volta, i proprietari senza prenotazioni dirette hanno dovuto adattarsi senza margine di manovra. In un mercato dove i costi di acquisizione continuano a crescere, avere un canale diretto non è più un vantaggio competitivo ma una forma di stabilità operativa.
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[post_content] => «Il mondo dell’accoglienza è in continua trasformazione, oggi l’hotel è un interprete di esperienze, perché i viaggiatori cercano autenticità e vogliono scoprire il territorio, facendo scelte emotive e valoriali, oltre che funzionali. È un luogo di incontro, pensiero e cultura». Ha preso così il via l’intervento di Raniero Amati, csmo di Aries Group, nell’ambito dell’Osservatorio “Curation Economy nell’hôtellerie”. A partire dal titolo “A Changing Game” Amati, che è a capo della strategia e dello sviluppo di marketing di Aries e guida i team di vendita, ha sottolineato che «Aries è un facilitatore di esperienze, con hotel in location diverse e con caratteristiche diverse; lavoriamo per enfatizzare queste potenzialità usando un approccio dedicato.
Gli hotel del Gruppo Aries diventano così piattaforme di Entertainment & Lifestyle, grazie a format culturali e relazionali adattati ai contesti locali e a progetti trasversali legati all’utilizzo dell’Ai. Al Quark Hotel Milano, sta crescendo un'hub dinamico dove il business incontra l’esperienza, permettendoci di fare cose nuove e diverse all’interno di un grande contenitore: gli spazi sono progettati per coinvolgere e rafforzare l’esperienza Mice con tecnologie e contenuti al servizio di aziende e community. Come le nuove Gaming Room e le Sound Room progettate per team building, competizioni soft, nuove dinamiche di engagement, kick-off e storytelling di brand. Nella Sala Immersiva è possibile costruire insieme l’evento per poi proiettare immagini sulle quattro pareti. Sia a Milano, che a Roma e Bologna c'è una forte vocazione a costruire insieme ai nostri clienti nuovi eventi; noi ci mettiamo passione e dedizione. Per questo stiamo estendendo il modello del Quark di Milano al Living Place di Bologna dove sta per concludersi la ristrutturazione dei preesistenti spazi esterni, con la creazione di una piscina olimpionica di 50m - una delle poche presenti a Bologna - e la trasformazione dell’hotel in uno sporting-club completamente rinnovato con pool bar a disposizione dei nostri clienti e della città. Lo stesso modello sarà utilizzato al Villa Pamphili Roma con proposte legate a format culturali ed eventi. Stiamo aprendo infatti uno spazio cinema open-air molto interessante dal punto di vista culturale, perché interagirà con l’importante realtà storica cinematografica romana. Abbiamo un ampio roof e una piscina immersa nel verde dove organizzeremo tanti eventi che ci permetteranno di collegarci sempre di più con la città e il territorio».
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Chiara Ambrosioni
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[post_content] => E' il Marocco la nuova destinazione che fa capolino nella programmazione di Alidays in questo principio di estate 2026: un progetto accarezzato "da tempo" afferma il ceo del to, Davide Catania "ma che attendeva l'arrivo della persona giusta" per curarlo. E questa persona è Sonia Cogorno, ora destination manager Marocco di Alidays, con esperienza trentennale sulla destinazione e da qualche mese in azienda.
Una meta, il Marocco, che seppure molto presente nei cataloghi dei tour operator e spesso vista anche come facilmente fruibile in formula fai-da-te, riserva in realtà "tanti aspetti affascinanti e inediti da scoprire" ed è proiettata verso un ulteriore roseo futuro grazie ai recenti e significativi investimenti del governo marocchino su territori e infrastrutture.
L'idea è quella di offrire al viaggiatore una destinazione "in linea con il nostro concetto che unisce storia, cultura e tradizione, specie in un momento abbastanza particolare dal punto di vista geopolitico. Un qualcosa in grado di far comprendere al cliente che il viaggio è anche un'apertura culturale e conoscitiva".
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Non è ancora il tempo, adesso, per parlare di numeri e traguardi da raggiungere: "Crediamo che questo prodotto sia come una pianticella che deve attecchire - conclude Catania - e quindi ora è inutile ora mettere pressione su chi deve fare un lavoro di qualità. Lasciamo che la pianticella cresca e poi parleremo di numeri".
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Investimenti, innovazione, sostenibilità e valorizzazione dei territori sono stati i temi al centro della terza edizione del Mountain Hospitality Forum, l'appuntamento organizzato da Confindustria Alberghi che si è svolto oggi a Courmayeur e ha riunito molti tra i principali protagonisti del comparto turistico e alberghiero italiano.
Il turismo montano si conferma uno dei segmenti più dinamici negli ultimi anni. Con un valore aggiunto di circa 4,3 miliardi di euro, genera oltre 6,8 milioni di arrivi ogni stagione e, negli ultimi anni, ha registrato una crescita significativa, superando i livelli pre-pandemia. A trainare questo sviluppo è anche la crescente attrattività internazionale delle destinazioni alpine e appenniniche, con una quota di presenze straniere che oggi supera il 50%.
“La montagna rappresenta un’opportunità sempre più interessante, sia sul piano degli investimenti sia in ambito turistico. I dati sono incoraggianti e confermano la crescita del segmento montano, evidenziandone la capacità di rispondere a una domanda in evoluzione, orientata verso esperienze di qualità, benessere e fruizione del territorio durante tutto l’anno. Se il cambiamento climatico pone nuove sfide alla stagione invernale, il progressivo innalzamento delle temperature estive sta al tempo stesso rafforzando l’attrattività delle terre alte come alternativa al mare.
«In questo scenario, la montagna può rappresentare una leva importante di sviluppo, capace di favorire la destagionalizzazione e di creare nuove opportunità per le imprese e per i territori” ha dichiarato Elisabetta Fabri , presidente di Associazione italiana Confindustria Alberghi.
Il confronto ha evidenziato come la montagna stia vivendo una fase particolarmente dinamica, caratterizzata da una crescente attenzione da parte degli investitori e da una progressiva destagionalizzazione dei flussi turistici. In questo contesto, la qualità dell'offerta ricettiva, l'innovazione dei servizi e il miglioramento delle infrastrutture rappresentano fattori sempre più determinanti per intercettare le nuove esigenze dei viaggiatori e consolidare il posizionamento delle destinazioni italiane sui mercati internazionali.
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[post_content] => Chiusura temporanea per il Terminal 2 dell'aeroporto di Francoforte in vista dei lavori di ristrutturazione tecnica e ammodernamento della struttura, aperta nel 1994. Secondo quanto comunicato da Fraport, la società di gestione dello scalo tedesco, la disponibilità del Terminal 3 consentirà di utilizzare la capacità aggiuntiva per gestire le operazioni mentre il Terminal 2 è fuori servizio.
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Il rinnovo del Terminal 2 un intervento totale sui principali sistemi relativi alla sicurezza e delle attrezzature tecniche dell'edificio, compresi i sistemi di allarme antincendio e di estrazione dei fumi, la tecnologia di controllo dell'energia e del clima e l'automazione dell'edificio.
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Fraport prevede di investire circa 1,5 miliardi di euro nell'intero progetto che si snoderà in un arco temporale di circa tre anni: l'inizio dei lavori principali è previsto per il 2030, mentre la rimessa in servizio del Terminal 2, con una capacità di oltre 10 milioni di passeggeri all'anno, è prevista per la metà degli anni '30.
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La compagnia di Dubai garantirà la continuità degli operativi di volo nonostante l'aumento dei costi, sostiene Clark - alla sua prima uscita dallo scoppio della guerra in Iran - e offrirà «ogni sorta di incentivo diverso dal prezzo» per incoraggiare i passeggeri a tornare.
Il presidente spiega che «Potrebbero essere nuovi mezzi per garantire la sicurezza delle operazioni, ad esempio (...) Ci occuperemo di tutto questo, compreso il trasporto su altri vettori, se necessario, per riportarli a casa» ha detto, aggiungendo che la sicurezza dei voli rimane la priorità assoluta della compagnia aerea.
Emirates è infatti in trattativa con i governi e le autorità di regolamentazione per allentare le restrizioni sullo spazio aereo del Medio Oriente: «La condivisione di informazioni con le compagnie aeree è ampia per garantire operazioni sicure.
Clark ha ribadito inoltre che al momento il vettore non può abbassare i prezzi dei biglietti per attrarre viaggiatori verso l'hub di Dubai. «Il prezzo del biglietto dipende in larga misura dall'andamento del prezzo del petrolio, che al momento è soggetto a fluttuazioni».
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Ma come? Scommettendo sull'affidabilità e sull'assistenza ai passeggeri. Non su tariffe più basse.\r\n\r\nLa compagnia di Dubai garantirà la continuità degli operativi di volo nonostante l'aumento dei costi, sostiene Clark - alla sua prima uscita dallo scoppio della guerra in Iran - e offrirà «ogni sorta di incentivo diverso dal prezzo» per incoraggiare i passeggeri a tornare.\r\n\r\nIl presidente spiega che «Potrebbero essere nuovi mezzi per garantire la sicurezza delle operazioni, ad esempio (...) Ci occuperemo di tutto questo, compreso il trasporto su altri vettori, se necessario, per riportarli a casa» ha detto, aggiungendo che la sicurezza dei voli rimane la priorità assoluta della compagnia aerea.\r\n\r\nEmirates è infatti in trattativa con i governi e le autorità di regolamentazione per allentare le restrizioni sullo spazio aereo del Medio Oriente: «La condivisione di informazioni con le compagnie aeree è ampia per garantire operazioni sicure.\r\n\r\nClark ha ribadito inoltre che al momento il vettore non può abbassare i prezzi dei biglietti per attrarre viaggiatori verso l'hub di Dubai. «Il prezzo del biglietto dipende in larga misura dall'andamento del prezzo del petrolio, che al momento è soggetto a fluttuazioni».\r\n\r\nGuardando ai prossimi mesi Clark spera ancora in buona stagione estiva, nonostante il conflitto abbia lasciato le cabine di prima classe piene solo per circa la metà, e ha previsto che i prezzi del petrolio finiranno per scendere da circa 90 dollari al barile a circa 70 dollari. «E allora torneremo in pista. Ma la domanda è: quanto tempo ci vorrà?».\r\n\r\n ","post_title":"Emirates: la strategia di Clark per riconquistare la fiducia dei viaggiatori","post_date":"2026-06-10T10:09:59+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1781086199000]}]}}