13 May 2026

A Castelfalfi inizia l’era Lohia. Di Franco: obiettivo fatturato a +30% rispetto al 2019

Isidoro Di Franco

Obiettivi ambiziosi per il Toscana Resort Castelfalfi che per il 2022 punta in alto, prevedendo di chiudere l’anno a +30% di fatturato rispetto al 2019 pre-Covid:  “D’altronde, siamo già a un +50% di prenotazioni on the book – spiega il general manager Isidoro Di Franco -. Inoltre, le esigenze legate alla pandemia hanno reso un’offerta come la nostra, immersa nella natura e dotata di grandi spazi, ancora più appetibile”.
La tenuta toscana da 1.100 ettari riapre il prossimo 1° di aprile, inaugurando così la prima stagione targata Sri Prakash Lohia: il miliardario indonesiano di origini indiane che ha acquisito la proprietà dal gruppo Tui a maggio 2021. Molte sono le novità che attendono gli ospiti di quello che si presenterà come un vero e proprio albergo diffuso, composto da un hotel di 120 camere, un’altra struttura da 31 chiavi (la Tabaccaia), tre ville, più una decina di appartamenti. A cominciare dall’inedita immagine del corpo principale, il cui design contemporaneo sarà rivisitato in chiave più raffinata nelle aree comuni dell’ingresso, della lobby e del bar Ecrù, con terrazza panoramica vista tramonto.

Alla ripresa dell’attività sarà inoltre già rinnovata anche la metà delle camere della struttura principale, con la restante parte che seguirà per la stagione 2023. Nella spa saranno poi introdotti i prodotti naturali a marchio Espa, mentre a disposizione della clientela ci saranno oltre 50 esperienze outdoor e indoor, tra cui trekking tra i vigneti, passeggiate a cavallo, escursioni in bicicletta, degustazioni in cantina, corsi di cucina, caccia al tartufo, tiro con l’arco, volo in mongolfiera… Il tutto si aggiungerà al campo da golf 27 buche della struttura, il più grande della regione. Altre novità assolute riguardano infine la costruzione di un adventure park, del Falfy Kids&Teen Club e di un campo da padel, che si affiancherà a quello esistente da tennis.

In confronto all’era Tui, al di là dell’almeno momentaneo abbandono delle vendite real estate (gli immobili ancora disponibili sono stati inclusi nell’offerta dell’albergo diffuso), il cambio di rotta più importante riguarda il carattere dell’offerta, che ora mira a intercettare il segmento del lusso interessato alle esperienze genuine e al contatto con la vita locale. Da qui la decisione di aprire la proprietà anche agli esterni, per esempio con il parco avventura, spiega sempre Di Franco: “Si tratta di un prodotto che attira molto la clientela millennial, ma date le dimensioni della nostra tenuta siamo sostanzialmente in grado di garantire soluzioni adatte a tutte le esigenze: dalle famiglie a chi cerca oasi di privacy e tranquillità”.

Al momento, il resort è caratterizzato da un 30% circa di domanda domestica (soprattutto golf e mice), che si accompagna a un altro 30% di ospiti provenienti dai paesi di lingua tedesca (i cosiddetti Dach), seguiti dal resto d’Europa e dagli Stati Uniti (a cui giova in particolare l’affiliazione Preferred, ndr). Consistente anche il numero di repeater. A livello distributivo, invece, il canale diretto vale circa il 40% del totale, con il restante 60% diviso più o meno equamente tra segmento mice, Ota e turismo organizzato (adv e to). Forte anche la domanda per viaggi di nozze.

Ma i piani di Sri Prakash Lohia non finiscono qui: “C’è molta carne sulla brace – conclude Di Franco -. Adesso non posso svelare molto, tranne il fatto che anche l’area congressuale sarà completamente rinnovata entro il prossimo inverno. Per il resto, all’orizzonte c’è lo sviluppo di un concept alberghiero mai visto sino a oggi in Italia. D’altronde, le opportunità sono molte, visto che dall’era Tui abbiamo ereditato permessi di costruzione importanti, per cubature davvero imponenti“.

 

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