17 March 2026

Io Sono Fvg: il primo marchio di garanzia alimentare della Next Generation

Nell’ottica di rendere sostenibili, territoriali e tracciabili i prodotti agroalimentari del territorio friulano/giuliano, nasce il marchio digitale “Io sono FVG”, primo della next generation e grante della qualità per i consumatori.

«E’ un’idea nata nel pieno della prima pandemia, nel marzo 2020. L’amministrazione regionale del Friuli-Venezia Giulia di Massimiliano Fedriga, ha voluto dare un messaggio forte per difendere le filiere alimentari locali – spiega Lucio Gomiero, ceo e managing director di Promoturismo FVG – È stato così elaborato un progetto che ha di fatto anticipato le linee guida che l’Unione Europea avrebbe indicato attraverso il piano Next Generation».

È stato sviluppato così il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, un brand comprensivo.

Lucio Gomiero

«Da anni propongo la cucina del FVG a Milano, e mi considero per questo un ambasciatore, un avamposto in terra lombarda – spiega Gunnar Cautero, Oste dell’osteria della stazione – per indicare la provenienza territoriale e la sostenibilità delle produzioni agroalimentari, per sancire un prodotto identificabile e di alta qualità, la base delle mie proposte. Il marchio dà garanzie non solo ai produttori, ma anche ai trasformatori e utilizzatori dei prodotti, come noi ristoratori».
Il sigillo di garanzia nasce già pienamente digitale, visto che sfrutta le nuove tecnologie per garantire al consumatore finale la massima trasparenza. Su ogni prodotti è riportato un QR code che consente di accedere a tutte le informazioni specifiche e non va a sostituire, ma si affianca, alle già consolidate certificazioni di qualità e di origine (Dop, Igp, Bio…).

Gunnar Cautero e il “San Daniele” (foto C. Reali)

La procedura di assegnazione del marchio è completamente gratuita e prevede la valutazione della sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell’azienda che la richiede, in base agli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu. I prodotti, per entrare in questa lista, debbono avere almeno il 50% di materie prime provenienti dal territorio regionale, essere esaminati da una commissione composta da tecnici degli enti pubblici che vigilano sul settore agroalimentare (Aziende sanitarie, Camere di Commercio, Ersa, Arpa…), in maniera da ottenere un taglio netto della burocrazia e della documentazione.

La gestione del marchio è stata affidata dalla Regione ad Agrifood FVG (Cluster Agroalimentare, ora Fondazione di partecipazione regionale) e dallo scorso ottobre, quando è stato possibile farne richiesta, hanno già aderito 130 aziende per quasi 200 prodotti, cui si aggiungono circa 80 attività di commercio e ristorazione.

MT

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