25 August 2026

Il turismo scende in piazza. Le associazioni perdono terreno?

Ieri davanti al Mise si sono radunati circa 1500 operatori del settore turismo, fra operatori, agenti di viaggio, piattaforme online, provider, ncc, eccetera. Insomma una buona parte produttiva del settore era presente davanti ai portoni del ministero dello sviluppo economico. Una manifestazione spontanea, nata dall’idea di una agente di viaggio, che ha cercato di fare sentire la propria voce e la voce del settore. 

Chiaramente a questa manifestazione mancavano le associazioni di categoria, o se c’erano, c’erano in ordine sparso. Nei singoli componenti e non in veste ufficiale. E perchè? Semplice, perché quella manifestazione spontanea rubava alle associazioni la visibilità, il contatto diretto con le istituzioni, la possibilità di trattare direttamente con i vari ministri.

Due o tre giorni fa avevo auspicato che tutte le associazioni di categoria esprimessero un portavoce autorevole e preparato, che potesse interloquire con il governo, portando a avanti le istanze di tutti. Chiaramente non è stato fatto. Troppe rivalità interne, troppa vanità, e eccessiva difesa del proprio piccolo potere. E allora, visto che le associazioni ci vanno abbastanza caute con le istituzioni, ecco che arrivano i movimenti spontanei, che, a questo punto, non hanno niente da perdere e aggirano le rappresentanze di settore.

A me sembra che la manifestazione di ieri (al di là dei risultati che otterrà) sia una sconfitta delle sigle associative del turismo. Ora queste potranno ridicolizzare la manifestazione, potranno parlarne male, ma una cosa è certa, in quella piazza c’era il popolo del turismo, magari scomposto, non univoco nelle decisioni e forse un po’ fuori le righe, ma c’era. Le associazioni inizino a porsi qualche domanda. Non basta parlare con i ministri, bisogna avere anche unità d’intenti. E questa, nel periodo attuale, manca.

Giuseppe Aloe

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