17 gennaio 2020 10:01
Ci sarà anche Utat Viaggi al roadshow itinerante organizzato da Great American West Italia, organizzato per promuovere i cinque Stati delle Montagne Rocciose: Idaho, Montana, Wyoming, Nord Dakota e Sud Dakota. A rappresentare il to lombardo sarà presente la product manager Usa, Arianna Pradella.
In programma ci saranno quattro tappe dedicate agli agenti di viaggi, dal 26 al 30 gennaio, a Brescia, Bologna, Siena e Roma, in occasione delle quali verrà presentata la programmazione di Utat Viaggi dedicata a questa zona cosi spettacolare e ricca di spunti paesaggistici, naturali, etnici e storici. Per l’occasione l’operatore distribuirà un estratto del catalogo Usa 2020, che raggruppa l’offerta di pacchetti in formula self drive e in formula tour di gruppo nel Great American West.
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Le statistiche rivelano l'impatto dei rischi: il 40% dei viaggiatori d'affari ha sperimentato problemi di salute durante le trasferte internazionali, mentre i rischi legati alla geopolitica hanno registrato un incremento del 70% rispetto all'era pre-pandemica. La criminalità e instabilità politica nel 2024 hanno causato una diminuzione del 17% delle trasferte verso determinate aree geografiche, considerate ad alto rischio.
Dati che fanno riflettere: soprattutto se si pensa anche che il duty of care impone ai datori di lavoro l'obbligo legale e morale di garantire salute, sicurezza e benessere dei dipendenti in trasferta. Chi non rispetta queste norme rischia sanzioni salate, conseguenze legali e danni reputazionali. Ma quanti sono davvero informati su questo? I costi finanziari per le aziende che non implementano piani di Trm efficaci subiscono incrementi superiori al 30% rispetto a quelle con strategie consolidate.
Il quadro normativo
Il white paper offre un quadro normativo e delle best practice sul tema e delinea sei aree di intervento prioritarie: conoscenza dei rischi (67% delle aziende sottostima i pericoli reali), processo di autorizzazione delle trasferte, conformità normativa, risorse disponibili per i viaggiatori, verifica delle destinazioni e valutazione psicologica del personale. Il documento evidenzia che il 76% dei viaggiatori d'affari apprezza il supporto psicologico post-viaggio dopo trasferte in aree critiche. Il documento rappresenta per le aziende clienti di Cti uno strumento operativo per coloro che devono adeguarsi alla norma ISO 31030:2021 e alle linee guida 2024 della Società Italiana di Medicina del Lavoro, offrendo un approccio che passa da una gestione puramente logistica a una incentrata sul benessere e sulla responsabilità aziendale, con potenziali risparmi sui costi di gestione delle emergenze fino al 45%.
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La collaborazione nasce in risposta all'evoluzione normativa che impone obblighi più stringenti in materia di duty of care. A livello internazionale, la norma Iso 31030:2021 fornisce un riferimento globale per le organizzazioni che intendono gestire in modo efficace i rischi per i propri viaggiatori. «Il quadro normativo in evoluzione richiede oggi un approccio strutturato e proattivo - ha commentato Loretta Bartolucci, global commercial director Cti -. Le recenti linee guida della Società Italiana di Medicina del Lavoro, pubblicate nel 2024, hanno introdotto criteri operativi più rigorosi per la tutela dei lavoratori inviati all’estero». E di lavoro, a partire da informazione e formazione, ce n’è molto da fare in Italia, soprattutto accompagnando anche le pmi in un percorso di sicurezza e aggiornamento.
L'alleanza
L'alleanza si articola su cinque pilastri operativi: valutazione del rischio paese prima della partenza, informazione e formazione preventiva dei lavoratori, verifica dello stato di salute e delle necessarie vaccinazioni, identificazione di strutture sanitarie e piani di evacuazione, monitoraggio continuo con strumenti digitali.
«Il Travel Risk Management si concentra sulla salvaguardia delle persone attraverso la prevenzione, l'assistenza e la gestione delle emergenze, integrando aspetti sanitari, di sicurezza e normativi» ha sottolineato Alessandro Perone, direttore generale e co-founder di Ambimed. Da qui l’alleanza, che si declinerà, per la rete di aziende di Cti, in formazione, webinar e supporto concreto.
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La società di gestione degli scali pugliesi definisce come "eccellente" il dato riferito alla linea internazionale che sui due aeroporti ha registrato 666.608 passeggeri, con un incremento del +22,1% rispetto ad agosto 2023. Buono il dato dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia, dal quale ad agosto sono transitati 6.531 passeggeri, in crescita dello 0,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno, quando i passeggeri erano stati 6.482.
Complessivamente tra Bari, Brindisi e Foggia il mese di agosto ha registrato, tra arrivi e partenze, 1.232.191 passeggeri.
Ampliando lo sguardo ai primi otto mesi dell'anno i passeggeri transitati da Bari e Brindisi sono stati 7.121.087 con un incremento dell’8,1% sul 2023. Di questi 3.818.946 sono stati i passeggeri su voli di linea nazionali e 3.240.710 (+16.5%) quelli su voli di linea internazionale.
Nel dettaglio i passeggeri in arrivo e partenza da Brindisi sono stati 2.290.953 (+5,5%) rispetto ai 2.171.256 dei primi otto mesi del 2023 con un ottimo incremento della linea internazionale che con 657mila passeggeri è cresciuta del 7,3%.
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