27 March 2026

Thomas Cook: l’acquisizione da parte di Fosun è in bilico?

Le indiscrezioni si rincorrono in questi giorni tra voci allarmanti e puntuali smentite da parte dell’operatore. Fatto sta che il contratto di acquisizione di Thomas Cook, da parte del conglomerato cinese Fosun, pare ora essere in bilico. E ciò dopo che il to britannico aveva annunciato a fine agosto il raggiungimento di un accordo di massima, in grado di portare la compagnia al riparo dalle secche finanziarie in cui si dibatte ormai da parecchi mesi.

Stando alle voci raccolte dalla stampa inglese, e riportate da Travelmole, il cda di Thomas Cook starebbe infatti incontrando più difficoltà del previsto a convincere i propri stakeholder della bontà dell’operazione. Perché l’accordo possa andare in porto c’è infatti bisogno di una maggioranza di due terzi degli obbligazionisti della società. Sembra tuttavia che il traguardo non sia stato ancora raggiunto, mentre proseguono frenetiche le trattative in vista dell’incontro decisivo, in programma per mercoledì prossimo.

Secondo il The Telegraph, in particolare, Thomas Cook si sarebbe già rivolto alla società di consulenza AlixPartners, per poter contare su un pool di esperti in tema di insolvenza aziendale. In una deposizione in tribunale del mese scorso, la stessa AlixPartners avrebbe inoltre dichiarato che, in caso di fallimento, i creditori del to sarebbero destinati a ricevere appena il 13,2% degli 875 milioni di sterline a loro dovute.

Thomas Cook starebbe quindi pensando di appellarsi a sua volta a un tribunale, rivela il Financial Times, per ottenere un rinvio dell’incontro con gli obbligazionisti di mercoledì prossimo. Lo scorso venerdì, il to avrebbe inoltre richiesto ai creditori un’ulteriore immissione di capitali per 100 milioni di sterline: un misura, suggerisce Sky News, pensata soprattutto per tranquillizzare gli investitori e non perché la compagnia abbia immediato bisogno di liquidità.

Anche la Civil Aviation Authority starebbe infine preparandosi allo scenario peggiore, elaborando piani di emergenza per rimpatriare centinaia di migliaia di passeggeri dall’estero. Un eventualità tutt’altro che remota, considerando che Thomas Cook è un vero colosso dei viaggi, capace di movimentare, grazie alle sue attività di tour operating e di trasporto aereo, qualcosa come 22 milioni di clienti all’anno.

Nel tentativo di sedare questa vera ridda di voci, Thomas Cook ha quindi emesso una nota ufficiale in cui smentisce le divergenze tra obbligazionisti e dichiara che la compagnia rimane concentrata sulla chiusura dell’accordo.

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