23 gennaio 2019 09:21

Avital Kotzer Adari direttore dell’ente del turismo di Israele in Italia
Una vera e propria gara di cucina, organizzata dall’ufficio nazionale israeliano del turismo, è andata in scena nei locali di Presso, a Milano. A sfidarsi ai fornelli, però, non c’erano né chef stellati né aspiranti professionisti della ristorazione, ma agenti di viaggio. Il tema della gara è stato la cucina israeliana. La serata si è aperta con una breve presentazione a cura dell’ufficio nazionale israeliano del turismo che ha offerto alcuni spunti foodie sulla destinazione. Si è parlato, tra le altre cose, dei mille 700 ristoranti e locali di Tel Aviv e del suo rinomato street food, dei grandi festival enogastronomici che Gerusalemme ospiterà nel 2019 come il Wine Festival e l’Open Restaurants e delle ricette israeliane più sfiziose. «Israele è una destinazione piena di vita, dinamica e che riserva sempre sorprese. Anche a tavola -dichiara Avital Kotzer Adari, direttore per l’Italia dell’ufficio nazionale israeliano del turismo -. Abbiamo scelto di coinvolgere su un fronte ludico come quello gastronomico i nostri interlocutori che più amano mettersi in gioco: i consulenti di vendita. Una destinazione che appassiona e coinvolge come Israele si conosce ancora meglio a tavola, e non esiste occasione migliore per farlo che tutti assieme ai fornelli. Ogni team si è cimentato nella preparazione della tipica colazione israeliana – da qui il nome dell’evento “2 Cities, 1 Break(fast)” – e siamo certi questo momento di formazione arricchirà la passione con cui i consulenti propongono Israele come meta di viaggio ai loro clienti».
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La compagnia aerea spagnola offre ai passeggeri con voli prenotati per Israele fino al 31 maggio la possibilità di modificare gratuitamente la data oltre all'opzione di richiedere il rimborso dell'importo del biglietto. Il vettore consente anche cambi di rotta verso Istanbul o qualsiasi destinazione in Europa, nella stessa classe, fino al 31 ottobre di quest'anno.
Come riferisce Preferente, Air Europa spiega di essere «in costante contatto con le autorità competenti al fine di garantire in ogni momento la massima sicurezza delle nostre operazioni», che confida di riprendere a partire dall'11 aprile.
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[post_content] => «Un impatto significativo ma, almeno per ora, non paragonabile a quello di altre crisi recenti». Aldo Schmid, head of Aviation Business Development Sea Milan Airports, mette a fuoco l'attuale situazione sull'aeroporto di Milano Malpensa, a margine dell'incontro che ieri Wizz Air ha organizzato nel capoluogo lombardo per illustrare i piani di sviluppo sullo scalo.
La conseguenza immediata è quella legata alle cancellazione e modifiche di operativo «dell'ampio numero di compagnie aeree che operano su Milano con collegamenti diretti sull'area mediorientale - sottolinea il manager -: stiamo parlando dei circa 10-12 voli in media al giorno delle compagnie degli Emirati Arabi Uniti, dei diversi voli sul Qatar e della zona di Israele e dintorni. Si tratta di una diminuzione complessivamente abbastanza lieve in termini di passeggeri, perché grossi flussi di traffico in transito da quelle zone verso l'Asia si sono spostati molto velocemente dalle compagnie del Golfo ai vettori che operano voli diretti sull'Estremo Oriente.
«Di conseguenza, in questi giorni stiamo registrando load factor molto elevati su questi collegamenti, vicino al 100% - si tratta anche di 10-20 punti in più rispetto alla norma stagionale -: le rotte sono quelle dirette verso Cina, Giappone, Corea del Sud, ma anche Thailandia, Sud-est asiatico. Su questi voli - oltre che sugli altri hub europei, spesso via Linate - è stato riprotetto molto traffico di quello in transito».
Ora la speranza è quella «che il conflitto rimanga circoscritto e soprattutto si concluda presto». In questo quadro, «c'è grande fiducia sui prossimi mesi, per riprendere quella traiettoria di crescita che negli ultimi anni è stata eccezionale e che, secondo le nostre previsioni, anche quest'anno ci collocherà tra i primi cinque aeroporti europei per tasso di crescita».
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Il portfolio
Con i suoi 8 alberghi posizionati nei punti nevralgici della città, Omnia Hotels accoglie runner, staff organizzativo e ospiti offrendo servizi dedicati e un’ospitalità attenta alle esigenze degli sportivi.
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[post_content] => E' in programma il 21 marzo la finalissima dell'XI° campionato mondiale di pesto genovese al mortaio che si propone come testimonianza dell’eccellenza ligure nel mondo, vetrina di cultura, di tradizione gastronomica e salvaguardia della biodiversità.
I 100 che quest’anno si sfidano a chi lo fa meglio sono uomini al 66% e donne al 34% e hanno un’età media di 54 anni. La selezione è avvenuta come sempre seguendo i tempi di iscrizione e inserendo di diritto i vincitori delle 28 gare eliminatorie (di cui 6 in Germania, Stati Uniti, Spagna, Francia e Canada). Le persone provenienti dall’estero sono in totale 20, i liguri sono 54 e quelle di altre regioni 26, in linea con le precedenti edizioni. I Paesi new entry dell’XI edizione sono il Gambia e Malta. La giuria è formata da 30 chef gastronomi opinion leader e giornalisti provenienti da tutta Italia, selezionati per esperienza, competenza e attivismo nel mondo del food. A condurre la manifestazione saranno Roberto Panizza, direttore del campionato, e Giuseppe “Peppone” Calabrese noto ristoratore e conduttore televisivo.
La gara
La gara ufficiale inizierà alle 11,30 circa e terminerà alle 12.10. Tutti i concorrenti avranno a disposizione - solo, e rigorosamente – i 7 ingredienti della ricetta ufficiale del pesto genovese. Alle 14,30 i finalisti si confronteranno nell’ultima preparazione dalla quale emergerà il campione del mondo 2026 che verrà proclamato pubblicamente e ufficialmente alle ore 16 circa.
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Si aggrava la situazione per le agenzie di viaggio italiane a causa della chiusura degli spazi aerei e dell'instabilità geopolitica nell'area mediorientale. Un’indagine condotta dall’Osservatorio Fiavet Confcommercio tra i suoi associati delinea una paralisi operativa diffusa e un danno economico rilevante non solo nell’attualità, ma anche nell’immediato futuro. Il dato che emerge in modo inequivocabile è che il 65% delle agenzie sta gestendo un volume di crisi che supera le 16 pratiche per singola unità operativa, con un terzo del campione totale (33%) che si trova a gestire volumi critici superiori alle 30 pratiche.
Questo conferma che non si tratta di un'emergenza isolata, ma di un problema diffuso che coinvolge la maggioranza delle agenzie di viaggio associate.
La stima della perdita di fatturato diretta legata a questa crisi nell'ultima settimana si attesta su una media di 38.800 euro per agenzia, con un 48% del campione che dichiara perdite superiori a 50.000 euro (Fascia 5.000€ - 20.000€: 18% del campione, Fascia 20.001€ - 50.000€: 34% del campione).
Destinazioni in difficoltà
Attualmente le destinazioni che registrano le maggiori difficoltà operative sono gli Emirati Arabi con il 92% di criticità rilevate in agenzia di viaggio, un numero che non riguarda solo la destinazione in sé, ma l'intero sistema di smistamento del traffico aereo verso il lungo raggio (Asia, Oceania, Oceano Indiano). Segue nella classifica dei Paesi in difficoltà operative il Qatar: l'88% conferma che è il secondo hub colpito da queste problematiche, rafforzando la tesi che l'emergenza sia di natura infrastrutturale (aerea) prima ancora che geopolitica locale.
Tutto questo ha un impatto importante sulle prenotazioni e sulle proiezioni economiche come conferma la totalità del campione di agenti di viaggio .
Lungo raggio
Per le destinazioni di lungo raggio (es. Cina, Thailandia, Maldive, India, Australia), si registra un 38% di cancellazioni secche e un 45% di pratiche in "stand-by". Dunque quasi quattro viaggiatori su dieci hanno deciso di annullare completamente la prenotazione. Il motivo principale non è solo il timore geopolitico, ma l'impossibilità oggettiva di accettare itinerari con tempi di percorrenza eccessivi (per la riduzione ulteriore degli spazi aerei o scali incerti). Tuttavia la percentuale più ampia (45%) è quella dei viaggiatori che avrebbero dovuto confermare il viaggio per marzo e hanno deciso di congelare la pratica, in attesa che la situazione degli spazi aerei si stabilizzi e questo rappresenta il danno più grave per il fatturato del futuro a breve termine.
Attualmente la stima della perdita di fatturato totale per il comparto, limitatamente alle sole mancate prenotazioni per il periodo di Pasqua e primavera, ammonta a oltre 222 milioni di euro, con una proiezione media di 33.650 euro per singola agenzia (ad oggi) in considerazione anche del fatto che solo il 17% dei viaggiatori ha accettato di modificare l'itinerario verso mete diverse da quelle prenotate.
Destinazioni percepite a rischio
Vi sono poi da aggiungere, se proseguirà oltre questa situazione, le destinazioni percepite a rischio da alcuni viaggiatori. Qualche problema si sta rilevando con gli Usa: il 75% delle agenzie segnala incertezze, ma attenzione alle diverse motivazioni: gli italiani esitano a prenotare perché temono cambiamenti di procedure di ingresso (visto, ESTA, controlli rigidi) il 15%, invece, è preoccupato per l’instabilità sociale, e il 40% dei clienti è in fase di attesa, non annulla e non conferma il viaggio negli Stati Uniti.
Grave la situazione riguardante i rimborsi per le agenzie di viaggio italiane. Le compagnie assicurative stanno negando il rimborso nell'85% dei casi appellandosi alle clausole sugli "atti bellici". Solo il 10% accoglie richieste di rimborso in casi specifici, e il 5% è in fase di valutazione. Si lasciano così le agenzie di viaggi abbandonate a sé stesse a dover gestire l'onere economico e la relazione con il cliente insoddisfatto.
Biglietteria aerea
Per l’estate si temono ripercussioni anche sui costi della biglietteria aerea per l’aumento del prezzo del greggio. Secondo il 62% degli agenti di viaggio questo potrà tradursi nella necessità di chiedere al cliente che ha già comprato un pacchetto turistico ulteriore denaro per i costi di adeguamento carburante, Solo una piccola fetta di operatori (9%) segnala che, per il momento, i prezzi restano stabili, e probabilmente grazie a politiche di hedging sul prezzo del petrolio già stipulate dai vettori nei mesi precedenti e probabilmente non vi saranno cambiamenti rilevanti.
Purtroppo la situazione non è positiva anche per i turisti che vengono in Italia dalle aree del Golfo e da Israele. Il 45% delle agenzie che operano sull’incoming segnalano il blocco totale da questi mercati (in questo momento), e arrivano, per il 32% di queste imprese, anche le prime cancellazioni di eventi e matrimoni che sono le principali motivazioni che spingono alcuni di questi turisti a venire in Italia e investire molto per i loro soggiorni.
Intervento istituzionale
Fiavet Confcommercio ci tiene infine a sottolineare l’importanza, in queste situazioni, dell’iscrizione al portale “Viaggiare Sicuri” prima della partenza. Purtroppo il 55% dei clienti che si trovavano nell’area si è iscritto solo al momento della crisi. Attualmente solo il 31% dei viaggiatori provvede alla registrazione prima di mettersi in viaggio su consiglio del proprio agente di viaggio, e sono quelli che in queste situazioni hanno maggiore possibilità di essere contattati subito e aiutati.
“In questo quadro quasi tutti i nostri associati stanno richiedendo a gran voce un intervento istituzionale prima che la sia troppo tardi - afferma Luana De Angelis, vice presidente vicario f.f. di Fiavet Confcommercio – abbiamo dato vita a questa ricerca istantanea proprio per cercare di capire quanto stiamo perdendo e quando potremmo perdere in futuro, e se si possono trovare soluzioni a un rischio di default che si sta concretizzando per le nostre PMI”.
“Se si protrae la crisi potrebbe esserci una necessità di ristori economici, sicuramente sarebbe ideale una sospensione degli obblighi fiscali, con moratorie su scadenze tributarie o contributive per le agenzie maggiormente esposte” conclude la vice presidente Fiavet Confcommercio.
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[post_content] => Pragmatismo e una chiara visione d’intenti guidano la Liguria nella costruzione di un sistema turistico integrato capace di generare valore economico e territoriale e di diventare un modello innovativo e replicabile per il futuro.
L’obiettivo è creare prodotti solidi, riconoscibili e fruibili, in linea con le nuove esigenze dei viaggiatori, e promuoverli a livello nazionale e internazionale: dall’outdoor al lusso, dal wedding a un turismo sostenibile e accessibile che metta in connessione la costa con il meno noto entroterra, in una logica di integrazione e rigenerazione.
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(Federica De Luca)
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[post_content] => La cucina italiana come Patrimonio Unesco: tra identità, territorio e sostenibilità è il tema che dibatteranno Barbara Nappini, Presidentessa Slow Food Italia, Pier Luigi Petrillo, ordinario di Diritto del patrimonio culturale e Direttore della Cattedra Unesco dell'Università Unitelma Sapienza a Roma professore di Cultural Heritage alla Luiss Guido Carli (in collegamento), Alessandro Circiello, presidente Federazione Italiana Cuochi – sezione Lazio), Stefano Corbari, presidente Fiavet Lazio, moderati dalla giornalista Ornella D’Alessio.
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«L’abbiamo immaginata come uno spazio conviviale aperto, spiega la proprietà, dove il cibo diventa linguaggio culturale e strumento di sviluppo. La cucina italiana, riconosciuta come patrimonio Unesco, qui si trasforma in esperienza condivisa, capace di unire comunità, turismo e identità locale.»
Terrazza
La Terrazza è un’ officina esperienziale per degustazioni guidate, percorsi didattici, laboratori pratici e momenti di confronto dove storia, paesaggio e gastronomia s’ incontrano per raccontare l’identità del luogo con un articolato programma annuale ispirato alla Cucina Italiana, proclamata Patrimonio dell’Umanità. Il riconoscimento, così come gli eventi previsti fino a novembre, celebrano le pratiche sociali legate al cibo, il cucinare come rito collettivo, momento di trasmissione culturale e occasione di incontro tra generazioni.
Un patrimonio dinamico che intreccia biodiversità agricola: valorizzando prodotti locali, stagionali e filiere di prossimità; tradizioni sociali: il momento del pasto come occasione condivisa in famiglia, tra amici o con la comunità; creatività sostenibile: il riuso degli ingredienti, l’attenzione alla stagionalità e il rispetto della filiera corta e condivisione culturale: dalle sagre di paese alle scuole di cucina, dalle trattorie alle grandi tavole, costruendo relazioni e memoria collettiva.
I prossimi appuntamenti con degustazione, pranzo o cena (da 50 euro) sono:
18 aprile, A Tavola con Slow Food. Percorso dedicato alla biodiversità delle carni e delle lavorazioni tradizionali; 9 maggio, A Tavola con Slow Food, Biodiversità e stagionalità, legumi, grani antichi e prodotti vegetali stagionali; 23 maggio, “Eppur Fila…”, in collaborazione con Onaf (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio), laboratorio di filatura della pasta e produzione del formaggio per famiglie e bambini; i successivi tre incontri sono organizzati in collaborazione con onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) 20 giugno.
Alla scoperta dei vini del territorio, 18 luglio, convivialità con musica jazz, 22 agosto, degustare in modo consapevole; 21 novembre, Il tempo come ingrediente, tesori in fossa, in collaborazione con Onaf.
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22 marzo percorso olio e visita museo dell’olio, 29 marzo percorso vino e degustazione, 26 aprile percorso ville: Cavalletti, Falconieri e Mondragone, con navetta, 28 maggio: letteratura, vino e identità editoriali, presentazione libro. Vite & Vite (Trenta editore) di Elvia Gregorace, 21 giugno: villa Cavalletti lo sguardo dell’altro (gli autori stranieri) sui Castelli. I percorsi possono concludersi con degustazioni sulla terrazza.
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[post_content] => Ryanair conferma lo spostamento dei viaggiatori verso destinazioni europee percepite come sicure, tra cui spicca l'Italia, che prevede un'alta stagione estiva con livelli di occupazione e prezzi molto elevati.
Fonti della compagnia aerea low-cost irlandese hanno spiegato a seguito del conflitto in Medio Oriente, molti viaggiatori europei opteranno per destinazioni più vicine e stabili. Oltre all'Italia, anche Spagna, Portogallo e Grecia saranno i maggiori beneficiari.
Domanda
Ryanair rivela che la guerra tra Stati Uniti e Israele e l'Iran ha già portato a un aumento della domanda di voli verso questi paesi dell'Europa meridionale in vista della Pasqua.
I principali gruppi turistici nazionali e internazionali hanno concordato che il Mediterraneo assorbirà gran parte dei flussi turistici deviati a causa della guerra.
Ad esempio, TUI ha riconosciuto che "nel contesto attuale, potremmo assistere a un crescente interesse a breve termine per destinazioni del Mediterraneo come Spagna, Portogallo e Italia".
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