18 dicembre 2019 12:08
Per il quarto anno consecutivo Europcar Mobility Group Italia, parte di Europcar Mobility Group vince il Sigillo d’oro di qualità nel settore dell’autonoleggio a breve termine, per l’eccellente servizio offerto dal brand Europcar ai propri clienti.
Lo ha stabilito “Migliori in Italia – Campioni del servizio”, la più ampia indagine sul servizio offerto dalle aziende in Italia, realizzata dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza e basata sul giudizio di 230.000 Clienti, espresso su oltre 1.200 brand di 150 differenti settori economici.
Il brand Europcar è stato valutato dai clienti come il migliore nel mercato del rent a car in Italia, con un indice di riferimento Service Experience Score pari all’80.0%, più alto di alcuni punti percentuali rispetto ai Brand dei competitor.
Secondo una ricerca dell’Istituto, riconoscimenti come questo orientano i consumatori nelle loro scelte: 8 italiani su 10, infatti, ritengono importante la presenza di una certificazione indipendente ai fini delle loro decisioni d’acquisto.
Il Sigillo d’Oro premia ancora una volta l’impegno costante di Europcar Mobility Group volto ad ottimizzare l’esperienza di noleggio della propria customer base, coerentemente con il piano strategico shift 2023 che ha tra i propri principali obiettivi il raddoppio della clientela attiva da 7.7 a 15 milioni e l’aumento del Net Promoter Score di Gruppo a 50.
«Siamo orgogliosi che Europcar Mobility Group Italia sia stata riconosciuta dall‘Istituto tedesco qualità e Ffnanza per il quarto anno consecutivo come “Migliore autonoleggio a breve termine d‘Italia” con il suo brand Europcar. In un mercato estremamente competitivo come il nostro, il continuo improvement della Customer Experience, basato prima di tutto sulla digitalizzazione e su un’offerta sempre più personalizzata e flessibile, è una leva strategica fondamentale sulla quale Europcar Mobility Group punta per affermarsi come una preferred mobility Ssrvice Company» dichiara Stefano Gargiulo, managing director di Europcar Mobility Group Italia.
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[post_content] => Cinque destinazioni europee e mediterranee, quattro partner del tour operating e oltre 250 agenzie di viaggio coinvolte. Si è concluso in Portogallo il percorso a tappe delle convention della divisione retail del Gruppo Bluvacanze, un innovativo format che ha portato la direzione dei network Bluvacanze, Vivere&Viaggiare e del polo Blunet a incontrare direttamente i propri rappresentanti nei territori.
Dopo gli incontri di Malta, Finlandia, Austria ed Egitto, l'ultimo appuntamento si è svolto in collaborazione con Visit Portugal, chiudendo un ciclo nato per condividere le direttrici di sviluppo della rete e il ruolo che le agenzie di viaggio sono chiamate a ricoprire nei prossimi anni.
Punto di riferimento
«L'agenzia di viaggi continuerà a essere un punto di riferimento del turismo organizzato anche fra 5 anni, ma la domanda è quanti imprenditori saranno preparati a far proprio un futuro cambiato dall’AI, da abitudini di consumo diverse, da generazioni con nuovi punti di vista», afferma Claudio Busca, direzione retail del Gruppo Bluvacanze.
«Per questo chiediamo apertura al cambiamento, disponibilità a mettere in discussione abitudini consolidate e capacità di interpretare un consumatore profondamente trasformato. Le aspettative si sono evolute e richiedono un modello di consulenza più dinamico».
Tra le evidenze condivise durante il roadshow emerge la crescita della domanda di esperienze incentrate attorno a passioni e interessi comuni. Da questa lettura del mercato sono nati progetti dedicati alle community, come i viaggi per gli appassionati di padel e di golf, costruiti per favorire la partecipazione di gruppi accomunati dalla stessa passione.
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Modello distributivo
L'evoluzione del modello distributivo passa anche dall'analisi dei dati. Il Gruppo Bluvacanze collabora con il Politecnico di Milano per studiare i comportamenti dei viaggiatori, monitorarne le abitudini di acquisto, le preferenze e le aspettative, trasformando queste informazioni in azioni commerciali e di marketing. Le analisi mostrano come le differenze territoriali siano spesso meno accentuate di quanto si immagini: cambiano i livelli di spesa o le modalità di pagamento, mentre molte attitudini verso il viaggio risultano trasversali.
L'ultima convention ha inoltre confermato il valore delle collaborazioni con gli enti del turismo, sempre più orientate alla costruzione di contenuti e competenze per la rete distributiva. Ospite dell'incontro conclusivo è stato Visit Portugal, che ha presentato il caso della città di Alcobaça, nella regione Centro del Portogallo, come esempio di evoluzione dell'offerta turistica.
«Alcobaça dimostra come una destinazione possa valorizzare un grande patrimonio culturale ampliando al tempo stesso le motivazioni di viaggio», osserva Marcelo Rebanda, direttore di Visit Portugal in Italia. «Accanto al Monastero di Santa Maria di Alcobaça, patrimonio mondiale UNESCO, sono stati sviluppati itinerari dedicati all'enogastronomia, alla sostenibilità e alle produzioni locali. È un approccio che favorisce una permanenza più lunga dei visitatori e una distribuzione più equilibrata dei benefici economici sul territorio».
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L’integrazione accresce la visibilità internazionale della compagnia aerea, consentendo a consulenti di viaggio, tour operator e viaggiatori di tutto il mondo di cercare e prenotare i voli di Trans Anguilla Airways con maggiore facilità.
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[post_content] => African Journey è l'ultima scommessa di Alessandro Simonetti. L'amministratore unico di World Explorer - African Explorer ritiene infatti che sia possibile trasferire in Africa quel concetto di turismo di lusso che non significa necessariamente sistemazione a 5 stelle e comfort a tutti i costi, ma che si ispira a esperienze autentiche e uniche.
«Se chiudo gli occhi e penso all'Africa - spiega il manager in un post pubblicato sul suo profilo Linkedin -, non vedo pacchetti turistici, tabelle di marcia o cataloghi da sfogliare.
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La raccolta dei "luoghi del cuore"
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Space Hotels archivia un primo semestre 2026 con un incremento del 12% del fatturato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Un andamento sostenuto anche dall'aumento del ricavo medio per notte (+10,4%), mentre le room nights segnano una crescita dell'1,6%.
I canali distributivi
Dal punto di vista dei canali distributivi, si conferma stabile la produzione proveniente dai gds, a testimonianza della solidità del segmento corporate e business travel. A distinguersi è invece l'ottima performance del canale voice, che registra una crescita significativa grazie all'aumento delle richieste da parte di gruppi leisure e di una clientela turistica ad alta capacità di spesa. Sul fronte dei mercati di provenienza, il semestre evidenzia un significativo incremento della domanda italiana, a conferma della ritrovata vivacità del turismo domestico. Si mantengono stabili i flussi provenienti dall'Europa e dal Canada, che continuano a rappresentare bacini consolidati e strategici per il network. Si registra invece un lieve rallentamento del mercato statunitense, riconducibile a un contesto internazionale più incerto, ampiamente compensato dalla buona tenuta degli altri mercati esteri e dalla crescente capacità della rete di intercettare una domanda diversificata e ad elevato valore.
«I risultati del primo semestre confermano la solidità del nostro modello e la capacità della rete di cogliere le opportunità offerte da un mercato in continua evoluzione - commenta Piero Marzot presidente di Space Hotels -. La crescita del fatturato e del ricavo medio dimostra come la qualità dell'offerta e il posizionamento dei nostri alberghi continuino a essere premiati da una clientela orientata a esperienze di valore».
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[post_content] => Aeroitalia e Travelport hanno raggiunto un nuovo accordo pluriennale sui contenuti che prevede la disponibilità dei contenuti del vettore su Travelport, offrendo un accesso più ampio e dettagliato al mercato italiano, comprese le tariffe per i residenti acquistabili sul gds di Travelport.
In base all’intesa, le agenzie di viaggio collegate a Travelport potranno accedere tramite Travelport+ ai contenuti e alle tariffe di Aeroitalia, che in precedenza erano disponibili esclusivamente sulle piattaforme concorrenti. Dal secondo anno, inoltre, saranno introdotte funzionalità avanzate per quanto riguarda i contenuti e branding, offrendo alle agenzie di viaggio tutti gli strumenti per presentare ai clienti un quadro più completo dell’offerta di Aeroitalia.
«Questo accordo con Travelport rappresenta un passo importante per rendere i nostri contenuti più accessibili alle agenzie di viaggio - ha dichiarato Massimo Di Perna, chief commercial officer di Aeroitalia -. Mentre continuiamo a espandere il nostro network in Italia e all'estero, al contempo offriamo alle agenzie di viaggio di tutto il mondo un accesso più ampio alla nostra rete e alle collaborazioni con le principali compagnie aeree globali. Il portfolio di partnership, in continua evoluzione, sta aumentando la visibilità e la connettività nei mercati internazionali e la nostra presenza su Travelport consente ai partner di vendere itinerari interlinea di Aeroitalia attraverso la piattaforma».
«Aeroitalia è cresciuta rapidamente fino a diventare un attore importante nel mercato interno italiano - ha affermato Damian Hickey, global head of travel partners di Travelport -. Questo accordo colma una carenza di contenuti per la nostra rete di agenzie e ribadisce il nostro impegno nel garantire l’accesso alle compagnie aeree più richieste dai loro clienti. Siamo entusiasti di rafforzare questa partnership e, a partire dal prossimo anno, di rendere disponibili online contenuti di qualità e avanzate funzionalità di branding».
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[post_content] => Un nuovo spazio di confronto dedicato all'evoluzione della comunicazione nel turismo. È con questo obiettivo che Travel Hashtag Advisory ha dato vita alla prima edizione di Naturalis Summer Talk, appuntamento ospitato dal Naturalis Bio Resort di Martano (Lecce) con il patrocinio di Regione Puglia e Pugliapromozione.
L'iniziativa, che ha riunito un gruppo ristretto di imprenditori, manager, professionisti e giornalisti, nasce per favorire il dialogo sui cambiamenti che stanno interessando il comparto turistico e dell'ospitalità, con un focus particolare sul modo in cui destinazioni, hotel e operatori raccontano oggi la propria offerta.
Dal confronto è emersa innanzitutto la necessità di costruire narrazioni sempre più credibili, capaci di superare slogan e formule ormai inflazionate. Tra i temi più dibattuti, il valore dell'autenticità, considerata non uno strumento di marketing ma il risultato della coerenza tra identità, promesse e qualità dell'esperienza offerta al viaggiatore.
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Al centro del dibattito anche la comunicazione interna, vista come leva per rafforzare l'identità delle aziende turistiche e coinvolgere il personale nella costruzione dell'esperienza dell'ospite, oltre alla necessità di raccontare i territori partendo da ricerca, conoscenza e approfondimento, evitando narrazioni stereotipate.
Al panel hanno preso parte Simona Tedesco, direttrice di Dove, Marco Gilardi, senior vice president operations Italy di Minor Hotels, Giulio Contini, direttore generale della Scuola Italiana Ospitalità, e Domenico Scordari, ceo di N&B Natural is Better e fondatore del Naturalis Bio Resort. A moderare l'incontro Nicola Romanelli, founder di Travel Hashtag Advisory.
«Naturalis Summer Talk nasce come uno spazio di ascolto e confronto – ha commentato Romanelli –. In una fase di profonda evoluzione del turismo vogliamo contribuire alla costruzione di narrazioni più consapevoli, responsabili e aderenti alla realtà dei territori».
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Leadership e successo: due strade conciliabili fra loro, in grado di produrre effetti positivi sul medio periodo? A interrogarsi su questo argomento è uno dei principali leader del mercato turistico italiano, Pier Ezhaya. Dal suo profilo Linkedin, il presidente di Astoi e general manager tour operating di Alpitour propone un'interessante riflessione.
«Sembrerebbero due parole dello stesso percorso ma, qualche volta, possono essere anche antagoniste e trovarsi su sponde opposte - spiega il manager -. È indubbio che ogni leadership porti con sé una dose di successo ma è altrettanto vero che il successo sia un’arma a doppio taglio che può accorciare le carriere e depotenziare la leadership. Si teme maggiormente il fallimento ma ciò solo perché il successo è più subdolo; inevitabilmente più seducente e appagante ma proprio per questo anche più pericoloso. Se il successo da un lato alimenta l’autostima dall’altro prepara diabolicamente le trappole più insidiose sulle quali anche i profili più robusti finiscono per cadere, spesso fragorosamente. Ecco perché una leadership moderna e intelligente deve lucidamente diluire l’ego che l’ha generata, sfumandone l’importanza. Il successo va controbilanciato, rimettendolo in asse, a volte con ironia pensando che in fondo è ridicolo se esteso nel tempo e nello spazio. Ecco, forse l’azione più corretta è “tenerlo a bada”, dato che non è possibile (né corretto) spazzarlo via del tutto».
Un modello evoluto
«Non smetto di pensare a come sia possibile che innumerevoli leadership siano cadute sulla medesima buccia di banana, guardando in alto con lo sguardo fiero senza curarsi di ciò che si trovava per terra, in attesa del loro prossimo infausto passo. Mi piace pensare a modelli di leadership evoluti e moderni e scelgo come frase cardine quella di Jack Welch che a proposito del ruolo di “capo-guida” sosteneva che “diventare leader ha a che fare con la crescita personale mentre essere leader ha a che fare con la crescita degli altri”. Ecco, questo switch potente che avviene proprio quando raggiungi l’apice dopo una faticosa scalata mi piace moltissimo; mi piace immaginare leadership così forti e così sicure di sé che una volta raggiunto il livello massimo, invece di concentrarsi su se stesse si impegnano a far crescere i propri collaboratori, ad allevare nuovi talenti, a fare “coaching”, a irrorare il team con generosità restituendo agli altri ciò che, in qualche modo, hanno avuto da loro. Nelle versioni più lucide e nobili le leadership iniziano a pensare anche al “dopo di loro”, creando successioni e modelli che proseguano a lungo termine in difesa della comunità aziendale che hanno guidato e, se sono stati dei veri leader, anche amato. È vero, sono ancora profili rari ma stanno crescendo e stanno mandando in pensione i tanti “marchesi del grillo” che hanno fatto della leadership l’affermazione di se stessi dimenticando l’ambiente circostante e, cosa più grave, la parte più profonda della natura umana».
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[post_content] => Dopo 38 anni trascorsi in Club Med, Gino Andreetta volta pagina. Come si legge sul suo profilo Linkedin, il manager è il nuovo chief hospitality & client officer di Ponant.
Una lunga carriera in Club Med alle spalle, culminata con la carica di global deputy ceo & ceo Emea, Indian Ocean and French West Indies Resort ricoperta fino al luglio 2026, Andreetta è pronto ad affrontare una sfida nuova. Forse qualcuno lo ricorderà negli anni dal gennaio 2010 al novembre 2013, quando ricoprì il ruolo di ceo Club Med Italy & operation Switzweerland, o per i 4 anni trascorsi in Cina.
L'esperienza in Club Med
Qual che è certo, è che dopo 38 anni Andreetta volta pagina. «Una vita intera - racconta il manager nel suo post -. E oggi è giunto il momento di voltare pagina in un capitolo intenso, generoso e profondamente umano. Grazie, soprattutto, ai GO e ai GE. Il volto, il respiro, il cuore pulsante del Club Med. Grazie a ogni Chef de Village che ha portato l'anima dei nostri resort con rigore, visione e cuore, portando lo spirito del Club Med e i suoi 5 valori fondamentali, con voce alta e orgogliosa. E grazie ai miei team — quelli che hanno seguito tutto questo percorso con me. Club Med non è solo un'azienda; è un'esperienza di vita, e per molti, un vero ascensore di crescita. Il documentario "Dream Makers" lo ha mostrato magnificamente; qui puoi rivelare chi sei, scoprire il tuo potenziale, costruirti e superarti. Questo è ciò che il Club ha sempre reso possibile».
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La low cost paga il forte aumento del costo del carburante non coperto dall'hedging e il calo delle tariffe medie, influenzato dal complesso contesto geopolitico in Medio Oriente.
Il fatturato è aumentato dell'1% a 4,38 miliardi di euro. I ricavi da voli programmati sono diminuiti dell'1% a 2,91 miliardi di euro, mentre il traffico è cresciuto del 6%, ma con tariffe inferiori del 6%.
«Le tariffe del primo trimestre (che hanno beneficiato di una Pasqua completa nell'aprile 2025) hanno richiesto un incentivo a causa del conflitto in Medio Oriente che ha generato esitazione nei consumatori, preoccupazioni per la carenza di carburante per aerei nell'Ue, incertezza economica e prenotazioni posticipate» ha dichiarato Michael O'Leary, ceo del gruppo Ryanair.
I ricavi ancillari sono cresciuti in linea con il traffico, raggiungendo 1,47 miliardi di euro. I costi operativi sono aumentati dell'11% a 3,81 miliardi di euro, «poiché il prezzo del nostro carburante per aerei non coperto al 20% è più che raddoppiato nel primo trimestre, mentre i compensi ai fornitori sono cessati dopo la consegna del nostro ultimo B-8200 "Gamechanger" nel febbraio 2026», ha spiegato il ceo.
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