12 December 2018

“Buy Wedding in Italy” cifre, proiezioni e idee di un settore in rapida ascesa

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Palazzo Isolani, Bologna, un momento del workshop “Buy wedding in Italy”

Il “wedding”, in Italia, ha preso forma in maniera organica nel 2011 da un’intuizione di Bianca Trusiani, attuale presidente del comitato tecnico scientifico di Buy Wedding e anima della manifestazione che si chiude oggi a Bologna.
I dati che sono emersi, grazie all’osservatorio del Centro Studi Turistici di Firenze danno il settore in crescita del 5% circa, secondo le proiezioni per questo 2018. Gli ultimi dati delle rilevazioni 2016 davano numeri, già importanti.
«Il concetto da assimilare è che il mondo del turismo cambia, come cambiano abitudini, aspettative, idee, scenari, persone – commenta nel suo intervento Alessandro Tortelli del Cst – e per governare e sfruttare al meglio questo scenario mutevole, che fa da sfondo all’offerta del nostro paese, invidiato e desiderato da tutti, si deve organizzare una filiera che abbia un senso. Esistono al momento, ma ve ne sono di certo molte di più, oltre 52.900 operatori del wedding coinvolti.
Alcuni esempi? 7.350 fotografi, 2.200 floral designer, 8.300 location, 3.200 wedding planner, 6.500 musicisti, 450 cake designer, 1.200 film maker, 800 hair dressers e così via».
Il 2016 ha fatto registrare (ultimi dati certi) 8.085 eventi, con 408 mila arrivi dall’estero, pari a 1.368.000 presenze. Questo significa 505 invitati pro medio con una spesa media ad evento di quasi 55mila euro e un totale di 441 milioni di euro.
«Si capisce che questo mercato necessita di una sorta di coordinamento, di una razionalizzazione – aggiunge Bianca Trusiani – per rendere il wedding in Italia, come già accade per paesi che hanno iniziato ad organizzarsi prima come Francia e Spagna, un mercato organico e appetibile. E’ per questo che dal 2011 lavoriamo per dare una filiera al settore. Buy Wedding in Italy è la conferma di questa nostra intenzione, in questo rinnovato format ancora più interessante, a detta dei partecipanti sia buyers che sellers».




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