21 October 2017

StayDo: tutto pronto per replicare il modello in giro per l’Italia

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Salto di qualità in casa StayDo che è pronto per replicare il modello in altre località italiane. La start up piemontese, nataPaolo Pastorino_StayDo con l’idea di offrire attività ed eventi da svolgere durante la propria vacanza, dopo l’importante esame delle fiere di settore autunnali, ha avviato diversi dialoghi con realtà territoriali e, tra la fine dell’anno e l’inizio del 2017, “esporterà” la propria idea anche al di fuori del circuito piemontese dove è nato.

«Il modello di StayDo prevede una triangolazione tra turista, albergatore ed esperto, che fino ad oggi non c’era – premette Paolo Pastorino, fondatore e ad dell’azienda -. Sono gli stessi turisti che scelgono cosa fare e scelgono di farlo nella struttura stessa o nelle immediate vicinanze. A seguito delle fiere, abbiamo riscontrato piacevolmente che il cluster è replicabile in territori con caratteristiche simili alla nostra zona, come il trevigiano, che funge da ponte per Venezia ma ha un territorio tutto da scoprire, o il Friuli Venezia Giulia o ancora l’entroterra marchigiano».
Obiettivo è comunque quello di crescere in maniera armonica, evitando dispersione ed evoluzioni a macchia di leopardo. «I corsi che offriamo, attualmente un’ottantina, saranno sempre più legati alle realtà del territorio. Penso soprattutto agli artigiani locali che rispondono a una richiesta specifica del mercato, soprattutto estero. I visitatori stranieri che scelgono l’Italia, per la terza o quarta volta, vogliono diversificare l’esperienza e vivere qualcosa di veramente locale. A breve, ad esempio, inseriremo dei corsi per chi vuole non solo imparare un po’ la lingua italiana, ma vogliono capire il nostro gesticolare. Sono cose che attirano gli stranieri che già conoscono il nostro Paese».




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