18 febbraio 2026 13:16
La privatizzazione parziale di Tap Air Portugal è entrata nella sua fase decisiva dopo aver superato l’ultimo ostacolo politico. L’11 febbraio si è conclusa la revisione parlamentare del decreto che regola la prima fase della vendita del capitale della compagnia aerea e dei suoi principali asset operativi, aprendo la strada al proseguimento dell’operazione.
Il decreto consente la vendita fino al 44,9% del capitale in questa prima fase, entro il limite massimo autorizzato del 49,9%, con il 5% riservato ai dipendenti.
L’obiettivo è raccogliere almeno 700 milioni di euro per questo pacchetto azionario e ha fissato il 2 aprile come termine ultimo per la ricezione di offerte non vincolanti. L’operazione è gestita tramite Parpública, la holding statale portoghese, che ha confermato di aver ricevuto tre manifestazioni di interesse da parte di importanti gruppi europei: IAG, Lufthansa e Air France-KLM. Il ministro delle infrastrutture ha indicato che l’intenzione è di selezionare l’offerente vincente prima dell’estate.
I vettori
In primo luogo, IAG ha pubblicamente espresso il suo interesse strategico in Tap e il suo ceo, Luis Gallego, ha indicato che l’obiettivo a medio termine è quello di ottenere il pieno controllo. Il gruppo propone un modello di “doppio hub” tra Lisbona e Madrid, con particolare attenzione alle rotte verso il Brasile e l’Africa, pur mantenendo l’indipendenza operativa della compagnia portoghese.
Nel caso di Lufthansa, si presenta come un partner industriale con esperienza nell’integrazione delle compagnie aeree nazionali nella propria struttura. Il suo ceo, Carsten Spohr, ha evidenziato il track record del gruppo con aziende come Swiss e Austrian e, secondo diverse fonti, ha preso in considerazione una quota iniziale di circa il 19,9%.
Da parte sua, Air France-KLM ha ribadito il suo forte interesse nell’acquisizione del 44,9% e sostiene che Lisbona si inserisca bene nella sua rete multi-hub insieme a Parigi e Amsterdam, rafforzando la sua presenza in America Latina.
Le proposte devono includere un prezzo indicativo, una struttura di finanziamento e piani di investimento, nonché impegni per la sostenibilità e la sicurezza del lavoro.
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Tempo di bilanci in casa Bluserena Hotels & Resorts, che chiude un 2025 da record realizzando la stagione più ampia di sempre con più di 1.800 giorni di apertura e oltre 440.000 room nights vendute.
Il superamento delle 1.200.000 presenze nell’anno conferma la solidità del modello e la capacità del brand di intercettare una domanda in espansione. A trainare il risultato contribuisce anche la crescita nei mercati esteri, con un incremento del 90% dal 2023,.
La stagione conferma anche l’eccellente solidità economica del gruppo, con un gross operating profit costantemente in aumento dal 2022, a dimostrazione dell’efficacia delle strategie di gestione e l’ottimizzazione dei processi avviata negli ultimi anni. Parallelamente, si è rafforzata la relazione con gli ospiti: la fanbase ha superato il mezzo milione di contatti attivi. A questo si aggiunge un elevato livello di reputazione, con un Global Review Index dell’89,2% e oltre 12.000 recensioni raccolte nel 2025. Un dato coerente con la survey sulla felicità dell’ospite, condotta da Bluserena: alla domanda “Questa vacanza ti ha reso felice?” quasi l’88% degli ospiti ha risposto positivamente.
«Siamo profondamente orgogliosi dei risultati raggiunti nel 2025. È stato il nostro terzo anno consecutivo di crescita record: abbiamo superato 1,2 milioni di presenze, registrato oltre 1.800 giorni di apertura (costantemente in aumento rispetto al passato) e più di 440.000 room night vendute. Sono numeri che ci danno grande soddisfazione, perché raccontano un percorso solido e il consenso sempre più ampio da parte degli ospiti. Ed è proprio questa fiducia che ci ha spinto a compiere un passo strategico così importante come l’introduzione di tre nuove formule di soggiorno, che rappresentano la nostra volontà di evolvere continuando ad ascoltare le persone e anticipare i loro bisogni. Oggi siamo la prima grande catena italiana a introdurre un modello di vacanza inclusive realmente strutturato e scalabile, ispirato ai migliori standard internazionali ma con un’identità profondamente italiana» commenta Marcello Cicalò, ceo di Bluserena Hotels & Resorts.
Rivoluzione strategica
In un mercato in evoluzione e con ospiti sempre più esigenti, il gruppo ha scelto di guidare il cambiamento, avviando la più ampia ridefinizione della propria esperienza degli ultimi anni.
Nasce così il modello Inclusive Made in Italy, sviluppato dall’ascolto degli ospiti e dall’analisi del mercato leisure, con l’obiettivo di offrire un prodotto più contemporaneo e in linea con le esigenze delle famiglie di oggi. Il tradizionale schema della pensione completa viene superato con le tre nuove formule — Soft-Inclusive, All-Inclusive e Ultra-Inclusive — pensate per garantire più servizi inclusi, maggiore libertà di scelta e un’esperienza di qualità superiore.
Inclusive Made in Italy
Il cuore della trasformazione di Bluserena è il nuovo modello Inclusive Made in Italy, articolato in tre formule pensate per offrire più valore, più servizi e maggiore libertà di scelta.
Accanto alle nuove formule, Bluserena introduce un importante rinnovamento dell’esperienza nei resort. Dal 2026 debutta “La Trattoria”, un nuovo concept di ristorazione che celebra la cucina regionale italiana, con ricette locali, un’atmosfera calda e una carta vini che valorizza i territori.
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Un 2025 soddisfacente, che ha portato con sé un ulteriore sviluppo sui mercati internazionali: in casa della fondazione Destination Verona Garda è tempo di bilanci. «L’andamento è stato positivo su entrambe le destinazioni promosse dalla fondazione - conferma il direttore generale, Luca Caputo -. Un dato importante, considerano che l’organismo che dirigo abbraccia le due dmo Lago di Garda Veneto e città d’arte di Verona, ma anche i quattro marchi di area della provincia scaligera, Lessinia, Pianura dei Dogi, Soave-Est Veronese e Valpolicella. Si tratta di prodotti diversi sia per stagionalità sia per tipologia di clientela, che tuttavia hanno entrambi registrato un andamento turistico positivo».
Sicuramente, il risultato è stato favorito dal progressivo allargamento del bacino di clientela internazionale, un fronte sul quale la fondazione Destination Verona Garda sta lavorando attivamente. «Stiamo progressivamente incrementando i numeri dei turisti provenienti da mercati chiave. Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo investito su Stati Uniti, ma anche su Francia e Spagna. Questa attività è stata favorita dalla collaborazione con alcune compagnie aeree come Air France, che dopo due anni ha ripristinato le prime rotte dirette anche a stagionalità intera. Da qui l’importante sforzo compiuto da Destination Verona Garda in termini di co-marketing proprio per rafforzare e sostenere gli investimenti effettuati dai vettori».
Gli obiettivi per il 2026
Allungando lo sguardo sul 2026, Caputo è fiducioso: «L’obiettivo è quello di ripetere la brillante performance del 2025. Stiamo operando sull’aumento della permanenza media a Verona, che sta già dando segnali positivi e continueremo con il riposizionamento del prodotto sul mercato statunitense su altri bacini internazionali per noi strategici. Verona deve diventare sempre più il punto di partenza per conoscere il territorio veneto, spingendosi anche lungo le direttrici di Milano e Venezia. Per questo lavoreremo anche sul sistema dell’accoglienza, in modo tale da favorire una conoscenza del territorio più approfondita e capillare».
Grande attenzione anche allo sviluppo sostenibile. «La fondazione è in prima linea nel favorire una crescita turistica che sia sostenibile ed equilibrata. Siamo la prima meta veneta ad approcciare questo tema e un esempio ne è la certificazione Gstc, tra i più autorevoli standard del settore».
Nel piano industriale i prossimi step sono chiari: «Svilupperemo un’azione nuova sul mercato veneto e nazionale in generale, che comporta la gestione degli attrattori culturali dei diversi comuni. La fondazione è uno strumento non solo di promozione e comunicazione, ma anche di gestione di leve importanti per veicolare flussi turistici. Attraverso un business plan condiviso con i singoli comuni, Destination Verona Garda potrebbe assumere la gestione di attrattori in grado di accrescere competitività e appeal delle destinazioni». Da ultimo ma non meno importante, Caputo sottolinea la necessità di potenziare ulteriormente la gestione degli Info Point.
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[post_content] => «I numeri di queste Olimpiadi Invernali vanno già oltre le più rosee aspettative e confermano come nel nostro Paese e nel mondo lo sport superi ogni ideologia; i Giochi organizzati in Regione Lombardia e in Veneto piacciono, sono belli da seguire nelle diverse discipline e stanno raggiungendo dei risultati incredibili con la presenza di tanti spettatori».
Ha espresso così la propria soddisfazione Attilio Fontana, presidente Regione Lombardia, per il momento storico che la Regione e l’Italia intera stanno vivendo, in occasione della presentazione dell’offerta turistica e delle potenzialità della Valtellina, in quanto "leading destination of the olympic winter games".
Presenti presso l’Arena Experience di Casa Lombardia a Milano anche Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 e Andrea Varnier, ad della Fondazione.
«In questi contesti congiunturali si deve lavorare in modo compatto, con i nervi saldi e con una dinamica collaborativa. - ha affermato Malagò - Tutti si sono dimostrati competenti e hanno lavorato con impegno nel seguire i Giochi. È stato proprio come avevo immaginato! Abbiamo davanti ancora dei giorni pieni e la cerimonia conclusiva a Verona. Ricordo che Milano sarà poi contesto paralimpico, con tutto ciò che implica questa parola, anche sotto il profilo sociale e culturale. Ringrazio tutti». Un ringraziamento a cui Fontana ha risposto ricordando l’impegno instancabile di Malagò per portare queste Olimpiadi Invernali in Italia. È stato l’ad Varnier a presentare i dati che riguardano la Lombardia come territorio ospitante dei giochi olimpici.
«Le competizioni sono ancora in corso, ma i numeri indicano che il modello dei Giochi Diffusi è stato perfettamente capito. La Lombardia ha sette venue: quattro a Milano, due a Livigno e una a Bormio. Abbiamo diviso così anche le discipline: quattro si svolgono a Milano - hockey, speed skating, pattinaggio di figura e short track - due a Livigno - sci acrobatico e snowboard - e due a Bormio - sci alpino e sci alpinismo, che è oggi entrato nel panorama delle discipline olimpiche e le cui competizioni sono in corso.
In Lombardia sono stati coinvolti 1.655 atleti - più della metà dei partecipanti ai giochi - sono state assegnate 441 medaglie e si sono svolti 64 eventi. Il modello diffuso ha fatto sì che venissero allestiti diversi villaggi: perché una delle caratteristiche uniche delle Olimpiadi è che gli atleti stanno sempre insieme. E questo è un punto di grandissimo valore. In Lombardia abbiamo un villaggio olimpico “tradizionale” a Milano - un edificio che l’anno prossimo diventerà il maggior studentato d'Italia - mentre a Bormio e a Livigno i villaggi sono stati allestiti in strutture alberghiere contigue già esistenti ricreando l'atmosfera del villaggio con la stesso ambiente, la stessa filosofia e gli stessi servizi che si trovano a Milano.
Importante il dato dei pasti forniti, che sono stati 120mila - e questo indica il volume di lavoro relativo all'alimentare - e offriamo più di 2.600 posti letto. Grande non solo il successo sportivo, ma anche quello di pubblico. In Lombardia è stato venduto il 64% dei biglietti disponibili e l'occupazione media di tutte le sessioni è del 88%, non solo di quelle di gara in Italia, ma anche delle qualificazioni.
Ed è un tasso molto alto. Quanto alla provenienza, oltre agli italiani, a Milano e c'è una prevalenza degli statunitensi (24,4%), seguiti dagli olandesi (10,3%), che amano le gare di short trak e speed skating e riempiono di arancione Rho Fiera, quindi i tedeschi (9,2%). Invece in Valtellina gli ospiti sono soprattutto americani (27,5%), svizzeri (14,5%) e, infine, tedeschi (11,4%). Guardando alle diverse discipline sono sold out le poche sessioni di sci d’alpinismo previste, ma sono vicine al 100% anche le competizioni di tutti gli altri sport, considerate nel loro insieme: speed skating (95%), short track (94%), pattinaggio di figura (92%), hockey (90%), sci alpino (94%) con un dato più basso per snowboard (69%) e sci acrobatico (70%) perché a Livigno sono in programma moltissime sessioni di queste discipline e la percentuale indica l’occupazione media.
Per intrattenere gli spettatori abbiamo inoltre creato delle attività nei nostri Fan village che in Lombardia sono 3 e si trovano a Milano, Livigno e Bormio. Stanno facendo dei numeri straordinari: 260mila visitatori a Milano, 32mila a Livigno e 22mila a Bormio. L’esperienza viene replicata anche negli altri territori (Val di Fiemme, Anterselva e Cortina), quindi ci sono in totale 6 Fan village. Significativo anche il boom delle attività digitali di Fondazione Milano Cortina 2026, che in questi giorni hanno avuto un 100% di crescita. Termino con i dati delle televisioni relativi alla prima settimana e davvero impressionanti: in soli 5 giorni Milano-Cortina ha oltrepassato l’intero periodo di Pechino; il sito Olymipics, che racconta i Giochi in corso, nella prima settimana ha avuto 7,5miliardi di contatti.
Ci sono un aumento delle ore di trasmisione e dello share - sempre rispetto a Pechino - sia per Warner Bros. Discovery, che per Obs che per la Rai, che sta facendo ottimi ascolti; il dato interessante è che lo share del 20% è sotto i 35 anni, - conclude Varnier - quindi, grazie a Cortina e anche a Parigi, i Giochi sono tornati a essere giovani».
Chiara Ambrosioni
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È innegabile che il lavoro da remoto abbia cambiato molto più del semplice posto in cui ci sediamo con il nostro laptop per lavorare. Non sarebbe sbagliato affermare che il lavoro da remoto ha ridefinito il modo in cui ci muoviamo, viviamo e, cosa ancora più importante, troviamo equilibrio. Detto questo, se ti senti più vivo sui sentieri di montagna che nei cubicoli dell'ufficio, allora la libertà di lavorare da remoto ti ha aperto le porte a uno stile di vita che un tempo avresti ritenuto impossibile.
Puoi accedere dal tuo camper, da una baita isolata o da un tranquillo rifugio e unire la produttività all'avventura.
Lavoro a distanza: la cultura moderna
Il lavoro a distanza non è una tendenza passeggera, ma un cambiamento culturale moderno. Le aziende di tutto il mondo riconoscono ormai che la flessibilità è la chiave per avere dipendenti produttivi e soddisfatti. Detto questo, comprendere le definizioni del lavoro a distanza offre una visione chiara di questo cambiamento: non si limita al lavoro da casa, ma piuttosto al lavoro da qualsiasi luogo senza compromettere la produttività o i risultati.
Questa cultura moderna privilegia i risultati rispetto all'orario di lavoro, motivo per cui il lavoro da remoto è l'ideale per chi desidera organizzare le proprie giornate lavorative in base al proprio stile di vita e non viceversa.
Perché gli escursionisti sono attratti dallo stile di vita remoto
Gli escursionisti sono avventurosi, motivo per cui si sforzano di proteggere la loro salute fisica, la lucidità mentale e la pace interiore, tutte cose che gli ambienti di lavoro tradizionali non possono offrire. È qui che entra in gioco l'importanza del lavoro a distanza: permette agli appassionati di escursionismo di programmare i propri percorsi, le passeggiate mattutine e le scalate di mezzogiorno senza dover aspettare l'approvazione delle ferie annuali.
Si tratta della possibilità di vivere immersi nella natura, ma in realtà riduce al minimo le possibilità di burnout e aiuta i professionisti a tornare ai loro progetti di lavoro concentrati, motivati e rigenerati. Per gli escursionisti, il lavoro da remoto non significa sfuggire alle responsabilità lavorative, ma trovare un modo intelligente ed efficiente per gestirle.
Imparare l'arte di rimanere connessi mentre ci si prepara per il sentiero
Ora, come appassionato di escursionismo, devi sapere come prepararti per il sentiero rimanendo connesso. Si tratta di pianificare in modo efficace se vuoi bilanciare il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato alle escursioni. Ti consigliamo di scegliere destinazioni escursionistiche con una connessione Internet affidabile, organizzare il tuo programma giornaliero intorno alle escursioni e portare con te dei power bank.
È altrettanto importante indossare abbigliamento da escursionismo adeguato alle condizioni meteorologiche e comodo, in modo da potersi muovere liberamente e tornare al lavoro senza sentirsi esausti. Dopotutto, viaggiare ed esplorare non dovrebbe essere faticoso. La tua mente rimarrà lucida durante l'orario di lavoro solo se ti sentirai supportato durante il percorso con l'abbigliamento e l'attrezzatura giusti.
Investi in tecnologia e strumenti che rendono possibile il lavoro a distanza
Comprensibilmente, la tecnologia è il partner silenzioso del lavoro a distanza e dello stile di vita escursionistico. Detto questo, ti consigliamo di investire in laptop leggeri, cuffie con cancellazione del rumore, strumenti basati su cloud e hotspot mobili, in modo da poter lavorare praticamente da qualsiasi luogo. Con la giusta piattaforma di gestione dei progetti, potrai mantenere il tuo lavoro e il tuo team allineati. Inoltre, gli strumenti di comunicazione giusti ti assicurano di non essere mai veramente offline, ma sempre raggiungibile.
Alla fine della giornata, si tratta di scegliere il giusto stack di testo in modo da poter lavorare senza interruzioni vicino ai sentieri escursionistici.
Considerazioni finali: stabilire dei confini tra lavoro ed escursionismo
Per rimanere produttivi, è necessario stabilire dei confini chiari tra l'orario di lavoro e il tempo dedicato all'escursionismo. In altre parole, è importante sapere quando staccare la spina. Quando si lavora sui sentieri, può essere incredibilmente allettante confondere i confini tra lavoro ed escursionismo. Tuttavia, è nel vostro interesse stabilire orari di lavoro chiari e comunicare la vostra disponibilità al team.
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Fondato negli anni Sessanta e gestito per lungo tempo dalla famiglia Mascolo, il Grand Hotel Flora è stato per decenni un indirizzo storico dell’ospitalità locale, cresciuto grazie a una gestione familiare fatta di passione quotidiana e dedizione personale. Oggi, con l’ingresso nella gestione operativa della terza generazione, l’hotel avvia un processo di trasformazione profondo che ne rinnova identità e posizionamento, mantenendo un forte legame con la propria storia.
Alla base del progetto vi è una chiara visione imprenditoriale, orientata allo sviluppo di un modello di ospitalità contemporanea, lifestyle-driven e attenta al design, con uno sguardo rivolto anche all’espansione futura di un modello. Un percorso che punta a costruire un’identità riconoscibile, fatta di proposte food & beverage evolute e rispetto per la tradizione e l’autenticità dei territori.
Il progetto di ristrutturazione integrale, curato dall’architetto Giuliano Andrea Dell’Uva, si muove in equilibrio tra restauro e contemporaneità, restituendo allo storico albergo lo spirito e il fascino delle origini, reinterpretati con sensibilità attuale e leggerezza.
Le novità
La nuova lobby, riportata all’atmosfera degli anni della prima apertura, accoglie gli ospiti come una grande casa sorrentina: qui trovano nuova collocazione un pianoforte storico restaurato, arredi vintage disegnati da Gianfranco Frattini e un camino in ceramica bianca. Le sfumature di blu del mare di Sorrento caratterizzano la pavimentazione in cotto smaltato a mano del grande ingresso, mentre la scala leggera disegnata alla fine degli anni ’60, elemento identitario dell’edificio, oggi si affaccia su un giardino con palme dattilifere e agrumi. L’intero progetto è un elogio contemporaneo agli artigiani locali, protagonisti nella realizzazione di pavimentazioni dipinte a mano, boiserie e pannelli in mosaico.
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In primo luogo, IAG ha pubblicamente espresso il suo interesse strategico in Tap e il suo ceo, Luis Gallego, ha indicato che l'obiettivo a medio termine è quello di ottenere il pieno controllo. Il gruppo propone un modello di "doppio hub" tra Lisbona e Madrid, con particolare attenzione alle rotte verso il Brasile e l'Africa, pur mantenendo l'indipendenza operativa della compagnia portoghese.
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Una missione in primo piano: quella di proporre Venezia attraverso eventi, sia nuovi sia tradizionali, che contribuiscano a rilanciare un turismo di qualità, con preziose ricadute sul territorio. Vela si presenta all’appuntamento con il 2026 come realtà consolidata e operativa in diversi ambiti, che hanno proprio nell’attività di organizzazione e realizzazione di eventi uno dei suoi punti qualificanti.
«La strada percorsa è stata lunga e oggi abbiamo consolidato un ruolo di raccordo tra il sistema del trasporto pubblico e i suoi utenti, veneziani e visitatori, allargando l’offerta dei servizi anche alle istituzioni culturali della città» spiega il direttore generale Fabrizio D’Oria.
Attività diversificata
Nel 2026 Vela concentrerà la sua attività su un ventaglio sempre più ampio di proposte, che come sottolinea ancora D’Oria «sono studiate ad hoc in base all’analisi a 360 gradi degli interessi del mercato turistico e delle aziende, senza tralasciare le esigenze della community locale». Fra le altre, spiccano la promozione e vendita delle principali mostre e siti d’arte cittadini, l’ideazione, organizzazione e commercializzazione delle manifestazioni tradizionali e di eventi speciali in città e la funzione di boxoffice dei principali eventi sportivi nazionali.
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[post_content] => L'aeroporto di Milano Malpensa conferma che «la pista 35L/17R sarà temporaneamente chiusa alle operazioni di volo tra il 16 marzo e il 9 maggio 2026, per consentire interventi di manutenzione straordinaria e innovazione tecnologica dell’infrastruttura».
Durante il periodo dei lavori, che rientrano nell’ambito del programma di manutenzione delle infrastrutture aeroportuali, Malpensa resterà regolarmente operativo grazie all’utilizzo della seconda pista, con una riduzione della capacità complessiva dello scalo.
Una nota congiunta di Enac e Sea spiega che sono previste - in raccordo con Enav, Assoclearance e i vettori - una serie di azioni volte ad assicurare il massimo impegno per una gestione coordinata delle attività, con l’obiettivo di minimizzare gli impatti sull’operatività e garantire la continuità del servizio nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza.
«La nostra priorità assoluta - ha dichiarato il presidente Enac Pierluigi Di Palma - è tutelare i passeggeri, nella consapevolezza che si tratta di lavori volti al miglioramento continuo delle infrastrutture e dei servizi. Garantiamo il diritto alla mobilità dei cittadini limitando al minimo i giorni di chiusura della pista e riprogrammando i voli su Linate: una soluzione concreta per azzerare i disagi e assicurare la continuità del servizio».
«I lavori programmati su una delle piste di Milano Malpensa rientrano in un piano di investimenti strutturato per garantire nel tempo solidità infrastrutturale, sicurezza e affidabilità operativa dello scalo, rafforzandone la competitività - ha dichiarato Armando Brunini, amministratore delegato di Sea Milan Airports -. La pianificazione anticipata degli interventi permette di contenere al minimo l’impatto sull’utenza e di assicurare continuità operativa e qualità del servizio per i passeggeri del sistema aeroportuale milanese».
Nel dettaglio, i lavori riguarderanno il rifacimento della pavimentazione della pista e delle superfici adibite al rullaggio degli aeromobili, nonché l’ammodernamento degli impianti tecnologici, previsti nel ciclo di vita delle infrastrutture e finalizzati a garantire nel tempo elevati standard di sicurezza e affidabilità operativa. È inoltre prevista la completa sostituzione dell’impianto di illuminazione, attraverso l’impiego di innovative lampade a Led e l’installazione di un nuovo sistema di monitoraggio delle luci. Gli interventi interesseranno anche parte delle vie di rullaggio, rendendo necessarie alcune modifiche alle consuete modalità di gestione della movimentazione a terra degli aeromobili. I lavori, eseguiti 7 giorni su 7 h24, rientrano nella pianificazione prevista dal ciclo di vita utile delle infrastrutture.
Maggiore capacità a Milano Linate
Enac, su proposta del gestore, in via esclusivamente temporanea e limitatamente al periodo di chiusura della pista 35L di Malpensa, ha incrementato la capacità operativa dell’aeroporto di Milano Linate, al fine di consentire la temporanea riallocazione di una parte del traffico storico operato da Milano Malpensa.
In particolare, la capacità dell’aeroporto di Milano Linate, fissata a 18 movimenti orari, è stata elevata fino a un massimo di 8 movimenti aggiuntivi/ora, solo per i voli da/per destinazioni Schengen, operati con aeromobili narrow-body. Nell’ambito della nuova capacità temporanea, l’effettivo utilizzo, finora, è pari a 2 movimenti aggiuntivi all’ora, solo in alcune fasce orarie.
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