12 May 2026

Stati Uniti: lo shutdown colpisce duramente aeroporti e vettori

Negli Stati Uniti cresce il livello d’allarme legato alle conseguenze dello shutdown governativo sul trasporto aereo: giunto alla terza settimana, il congelamento dei finanziamenti del governo federale, iniziato il 1° ottobre, vede coinvolti in primis i controllori del traffico aereo, che continuano a operare senza retribuzione in quanto “lavoratori essenziali”.

Come riferisce oggi il Financial Times, molti stanno rimanendo a casa, mettendo a dura prova un sistema già sotto pressione. La scorsa settimana, Sean Duffy, segretario ai trasporti Usa, ha affermato che circa il 10% dei dipendenti dell’Atc si è dato malato o semplicemente non si è presentato al lavoro.

«Alcuni aeroporti stanno registrando ritardi significativi», ha dichiarato martedì il ceo di Lufthansa, Carsten Spohr. La compagnia aerea tedesca, partner di United negli Stati Uniti, sta subendo le conseguenze dei disservizi dei voli di collegamento delle compagnie aeree statunitensi piuttosto che dei propri aerei che volano verso l’Europa.

Lufthansa sta inoltre risentendo del rallentamento delle certificazioni dei nuovi aeromobili, poiché la chiusura impedisce le ispezioni necessarie per l’approvazione dei nuovi sedili del modello Boeing 787.

La scorsa settimana, Delta Air Lines, la prima delle tre principali compagnie aeree americane a comunicare i propri utili annuali, ha dichiarato che si aspettava un peggioramento della situazione con il protrarsi della chiusura, anche se l’impatto iniziale sulla propria attività era stato trascurabile. «Se la situazione dovesse protrarsi oltre la prossima settimana, occorrerà prestare maggiore attenzione, ma per ora siamo in buona forma» ha dichiarato il ceo di Delta, Ed Bastian.

La chiusura ha messo a dura prova un settore già alle prese con la carenza di controllori del traffico aereo, attribuita ai tagli ai finanziamenti e all’incapacità di attrarre un numero sufficiente di persone nel settore. Secondo Billy Nolen, ex numero uno della Federal Aviation Authority, sarebbero necessari circa 30 miliardi di dollari per una revisione completa del sistema di controllo del traffico aereo, ma «l’agenzia può fare solo ciò per cui il Congresso ha stanziato i fondi».

Nel 2018, una chiusura federale di 35 giorni ha bloccato i voli, con conseguenti gravi disagi in tutto il network e un impatto di decine di milioni di dollari sui conti delle compagnie aeree.

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