27 June 2026

Palermo dice stop a ulteriori voli trasferiti da Catania. Schifani: «Serve responsabilità comune»

«Accetteremo venti voli ex Catania per giovedì 20 luglio e nessuno da venerdì a domenica»: così Natale Chieppa, direttore generale-accountable manager di Gesap. La società di gestione dell’aeroporto di Palermo teme ripercussioni poco gestibili dall’ondata aggiuntiva di traffico proveniente dallo scalo etneo a causa della chiusura del Terminal A, attualmente previsto almeno fino al 25 luglio.

Secondo il manager, ripreso da Il Corriere della Sera, oggi il Falcone-Borsellino tiene ma «per un aeroporto come il nostro – che ha già di suo una crescita del 15% di traffico – il rischio è compromettere la qualità dei servizi (…) anche perché alcuni operatori aeroportuali stanno riscontrando difficoltà per via dell’enorme traffico e per le procedure scorrette di alcune compagnie che hanno inviato voli a Palermo senza preavviso. Siamo in continuo contatto con Enav, Enac e Assoclearance, con tutte le compagnie e abbiamo già comunicato che il 20 luglio accetteremo al massimo venti voli previsti prima su Catania, mentre da venerdì fino a domenica non ci sarà spazio per nessun volo oltre ai nostri». A Palermo finora sono atterrati oltre 45 voli dirottati da Catania, compresi gli Airbus 330 di Ita Airways «con 250 persone a bordo».

Una presa di posizione che ha scatenato la reazione del presidente della Regione sicilia, Renato Schifani: «Non posso che stigmatizzare l’atteggiamento della direzione generale dell’aeroporto di Palermo che, senza un doveroso confronto con gli organi di controllo, ha dichiarato di non accettare più voli destinati originariamente allo scalo di Catania, ingenerando così uno stato di allarmismo e tensione sociale in quanti hanno scelto di trovare in Sicilia, simbolo dell’accoglienza, un luogo ideale per le vacanze». Il presidente richiama tutti «al senso di responsabilità comune (…) Vigilerò su atteggiamenti e decisioni unilaterali lontani dallo spirito di cooperazione sociale che possano arrecare grave pregiudizio al superamento dei disagi di questi giorni».

 
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