5 settembre 2017 10:25

Norwegian Air è in crisi finanziaria e potrebbe non sopravvivere alla stagione invernale: ne è convinto Michael O’ Leary, ceo di Ryanair, che a Londra ha dichiarato ai giornalisti: «Norwegian se ne andrà in quattro o cinque mesi: sta terminando la liquidità e ogni giorno fruga alla ricerca di denaro». Norwegian dal canto suo smentisce tramite il suo portavoce, secondo il quale i commenti di O’ Leary «sono privi di fondamento». Il boss di Ryanair chiama in causa anche la compagnia aerea Monarch: «Non è un segreto tra le compagnie aeree che Norwegian e Monarch siano nei guai: stanno bruciando contanti e potrebbero non andare oltre l’inverno. Norwegian ha ordinato un’enorme quantità di aeromobili che non ha i soldi per pagare». Da mesi Ryanair è in trattative con la compagnia per offrire voli in connessione con i collegamenti di lungo raggio di quest’ultima: «Ne stiamo ancora parlando – aggiunge O’Leary – ma non sono certo che tra 12 mesi voleranno ancora». Un portavoce della low cost norvegese ha poi dichiarato a Travel Weekly: «Norwegian ha chiuso in utile i bilanci degli ultimi dieci anni, con una forte liquidità, e possiede inoltre una quota sostanziale di Bank Norwegian, che ha un valore di mercato di oltre 1,6 miliardi di sterline». Anche il ceo di Monarch, Andrew Swaffield, ha smentito i problemi finanziari della compagnia, attribuendo le recenti perdite ai costi dei contratti di leasing che sarebbero «l’ultima eredità della vecchia Monarch». O’Leary prevede inoltre la fine di easyJet e Wizz Air come compagnie aeree indipendenti: «Dubito che easyJet sarà ancora indipendente tra cinque anni: probabilmente si fonderà con Iag o Air France» mentre Wizz Air potrebbe essere acquisita da Lufthansa.
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CartOrange si confronta con lo scenario geopolitico attuale partendo da un avvio d’anno positivo: nei primi mesi del 2026 il gruppo ha registrato una crescita del volume di affari dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025, in continuità con un esercizio precedente favorevole.
Nell’anno fiscale compreso tra il 1° settembre 2024 e il 31 agosto 2025, il giro d’affari ha superato i 40 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto all’esercizio precedente ed il gross travel margin ha raggiunto circa 6,8 milioni di euro, con una marginalità pari al 17% sul travel value: i risultati riflettono la gestione efficace del pricing, accanto a una selezione attenta dei fornitori nel comparto tour operating e alla solida collaborazione con i partner sul fronte dell’intermediazione. L’Ebitda si è posizionato intorno al 5%. CartOrange presenta una posizione finanziaria netta solida, non registra esposizioni nei confronti del sistema bancario e può contare su una struttura dei costi leggera. Una configurazione resa possibile dal proprio modello organizzativo, fondato sulla relazione stretta tra il centro dell’azienda e una rete capillare di 450 consulenti per viaggiare presenti sul territorio, a diretto contatto con il cliente finale.
No agli allarmismi
Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange, spiega: «Arriviamo a questa fase di mercato dopo mesi molto positivi e un esercizio 2024-2025 che ha confermato la qualità del nostro percorso di crescita. I risultati economici raggiunti ci consegnano un’azienda solida, liquida e con una struttura agile. È una condizione che oggi ci consente di affrontare una fase complessa con realismo, ma senza allarmismi, continuando a sostenere la rete dei consulenti per viaggiare e a garantire ai clienti un presidio consulenziale forte e continuativo».
Il contesto geopolitico internazionale sta modificando il comportamento dei viaggiatori: cresce la prudenza nelle prenotazioni e la domanda si orienta verso mete percepite come più stabili, comprese destinazioni long haul considerate più lineari sotto il profilo operativo.
«Il 2026 - prosegue Romano - si sta delineando come un anno fuori dall’ordinario per tutto il settore turistico, ma affrontiamo questa fase con lucidità e fondamenta molto solide. Alla luce del contesto attuale e delle informazioni di cui disponiamo, a oggi, riteniamo di poter assorbire l’impatto della turbolenza con una contrazione ancora contenuta, che nei diversi scenari considerati si colloca in una forbice compresa tra il -7% e il -12%. È una previsione prudente, ma coerente con le caratteristiche del nostro modello, che ci consente di leggere rapidamente l’evoluzione della domanda, diversificare prodotti e destinazioni, offrendo ai clienti proposte coerenti rispetto al nuovo contesto. È questo che ci fa guardare ai prossimi mesi con cautela, ma anche con fiducia».
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[post_content] => Il Giappone accelera in ambito turistico. Entro la fine del 2028 è infatti previsto il lancio del Japan Electronic System for Travel Authorization, la nuova autorizzazione elettronica obbligatoria per i cittadini dei Paesi attualmente esenti da visto per soggiorni di breve durata, tra cui anche l’Italia.
Il costo del Jesta dovrebbe essere compreso tra 1500 e 3000 yen, anche se i dettagli definitivi saranno confermati in prossimità del lancio. Jesta sarà un sistema di pre-screening che consentirà alle autorità giapponesi di verificare in anticipo i dati dei viaggiatori prima dell’imbarco. Una volta entrato in vigore, diventerà un requisito obbligatorio per l’accesso al Paese in caso di turismo, trasferte di lavoro, brevi corsi di studio, visite a parenti o amici e transiti. Tra gli elementi più rilevanti del nuovo sistema vi è il carattere individuale dell’autorizzazione: ogni viaggiatore dovrà disporre della propria approvazione Jesta, inclusi bambini e neonati, con autorizzazione collegata al singolo passaporto. Non saranno quindi previste domande familiari o di gruppo.
L’introduzione di Jesta si inserisce in una fase di forte crescita del turismo internazionale verso il Giappone. Allo stesso tempo, da diversi anni il Giappone sta progressivamente orientando la propria strategia verso un turismo più sostenibile e di maggiore qualità, come dimostrano misure già introdotte a livello locale per governare meglio l’impatto dei flussi.
Arrivare preparati
In questo nuovo scenario, Japanspecialist si propone come riferimento informativo e operativo per i viaggiatori che desiderano raggiungere il Giappone con tutta la documentazione in regola. Il nuovo requisito entrerà infatti a far parte dell’assistenza pre-partenza fornita ai nostri clienti, insieme alle informazioni pratiche necessarie per affrontare correttamente le future procedure di ingresso.
«Jesta introdurrà una nuova modalità di accesso al Giappone e renderà ancora più importante preparare il viaggio con attenzione, anche dal punto di vista documentale. Il nostro compito sarà accompagnare i viaggiatori in questo passaggio, fornendo supporto chiaro e aggiornato affinché possano affrontare le pratiche necessarie senza preoccupazioni» dichiara Francesca Cagnoli, department manager di Japanspecialist Italia.
Con l’introduzione di Jesta, il Giappone si avvia verso una nuova fase nella gestione dei flussi internazionali, destinata ad avere un impatto concreto anche sulla preparazione del viaggio da parte dei passeggeri europei.
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[post_content] => “Non ha senso che Paesi come l’Italia continuino a implementare il nuovo sistema di ingresso/uscita dell’Ue (Ees) quando chiaramente non sono pronti a farlo": è con queste parole del chief operations officer Neal McMahon, che Ryanair è tornata a chiedere al Governo italiano la sospensione del nuovo sistema di controllo passaporti fino a settembre.
Una richiesta che mira ad agevolare i controlli durante il picco della stagione estiva, dopo che i passeggeri in viaggio da/per l’Italia durante il ponte del 1° maggio hanno già subito numerosi disagi.
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[post_content] => Il 22, 23 e 24 maggio alla Spezia torna l’appuntamento con il primo festival italiano dell’ostrica: l’Italian Oyster Fest che, giunto quest’anno alla quarta edizione, punta a diffondere la conoscenza e il consumo dell’ostrica italiana ponendo l’accento su gusto, sostenibilità, salute e prospettive di sviluppo della filiera.
L’Italian Oyster Fest è organizzato da Camera di Commercio Riviere di Liguria, tramite la sua azienda speciale Riviere di Liguria, in collaborazione con Gal Fish Liguria, O.P. Mitilicoltori Spezzini e Legacoop Liguria; partner sono Coldiretti Liguria Pesca, Confcooperative Fedagripesca, AMA (Associazione Mediterranea Acquacoltori); patrocinano l’evento il Ministero dell’Agricoltura (MASAF), la Regione Liguria, il Comune della Spezia, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale e il Parco Nazionale delle Cinque Terre; cooperano le associazioni del territorio Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti.
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Ryanair tira le somme di un mese di aprile che, a dispetto della crisi globale, ha registrato un totale di 19,3 milioni di passeggeri, pari ad un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un load factor pari al 93%.
Ad essere positivo è anche il dato che fotografa l’andamento degli ultimi 12 mesi, in cui la low cost irlandese ha trasportato 209,3 milioni di persone con un aumento di otto milioni rispetto al periodo aprile 2024-aprile 2025. E il tasso di riempimento degli aeromobili è sempre elevato, al 94%.
Situazione
Ma, al contempo, la compagnia aerea - come tutti gli altri vettori - fa i conti con la situazione geopolitica globale e con la potenziale carenza di carburante che, se prima era data come temibile per maggio, ora viene però spostata più avanti, a giugno.
E così Michael O’Leary, ceo del gruppo Ryanair, in un'intervista a Il Corriere.it spiega: «Al momento non c’è nulla di concreto, ma con lo stretto di Hormuz ancora chiuso il problema delle forniture diventa, settimana dopo settimana, più serio per il nostro settore. Stiamo facendo degli approfondimenti, sappiamo dove si potrebbe intervenire da subito nel caso fosse necessario».
Ci sarebbero infatti rotte sacrificabili da subito»: «Innanzitutto toglieremmo i voli di metà giornata», svela O’Leary, ma dello stesso parere sarebbero anche i manager di altre compagnie aeree. L’obiettivo è salvare soprattutto la connettività della mattina e quella del tardo pomeriggio/prima serata, con un occhio di riguardo quindi anche alla clientela business.
Voli con meno traffico
Il potenziale taglio includerebbe anche «i voli nei giorni con meno traffico, ad esempio martedì, mercoledì o sabato». Mentre, sotto questo profilo, «intoccabili» (o quasi) sarebbero le partenze di lunedì, venerdì e domenica. Il giovedì si colloca a metà tra questi due gruppi e potrebbe diventare sacrificabile, anche alla luce della diffusione dello smart working, come durante la pandemia.
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Dal momento dell’imbarco, le navi Norwegian Cruise Line diventano un vero e proprio parco divertimenti sul mare, dove l’adrenalina prende forma tra onde e orizzonti sconfinati.
Impossibile ad esempio non provare, a bordo di Norwegian Aqua e Norwegian Luna, l’Aqua Slidecoaster, una combinazione tra montagne russe e scivolo acquatico – tra le più lunghe e veloci mai realizzate in mare – che regala curve mozzafiato con vista sull’oceano. L’adrenalina sale accendendo, sulle stesse navi, al Glow Court, un complesso digitale che trasforma il gioco in un’esperienza interattiva ad alta energia.
A bordo di navi come Norwegian Viva, Norwegian Prima, Norwegian Encore, Norwegian Bliss e Norwegian Joy, invece, il brivido prende la forma di una vera pista da corsa: il celebre Speedway, circuito automobilistico in mare aperto, permette di sfidarsi con vista sull’oceano.
Esperienze immersive
In ogni porto si apre un nuovo capitolo di viaggio, dove Norwegian Cruise Line invita ad assaporare il brivido della scoperta attraverso esperienze immersive che combinano natura, cultura e adrenalina. Ad esempio, si può provare lo snorkeling tra tartarughe marine nei Caraibi, il kayak in acque cristalline, il jet ski tra baie tropicali o le immersioni nei fondali più suggestivi. Nelle Bahamas, l’esperienza si arricchisce a Great Stirrup Cay, l’isola privata di Norwegian Cruise Line, dove è possibile alternare momenti di relax a un’ampia scelta di sport acquatici e attività all’aria aperta in un contesto esclusivo.
Per chi cerca emozioni più intense, non mancano esperienze come zipline panoramiche, cliff diving o esplorazioni tra paesaggi iconici, sempre accompagnati da partner locali selezionati.
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[post_content] => Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno iniziando a influenzare le previsioni delle principali compagnie di crociera. I risultati del primo trimestre di quest'anno mostrano un impatto disomogeneo sulle aziende: come riporta Hosteltur, Norwegian Cruise Line Holdings ha rivisto al ribasso le proprie previsioni annuali a causa dell'aumento dei prezzi del carburante e della pressione sulla domanda, soprattutto in Europa. Anche Royal Caribbean Group e Carnival Corporation risentono dell'aumento dei costi energetici. In ogni caso, c'è una buona notizia: non si è registrato un calo significativo della domanda.
Il comportamento di questi tre gruppi delinea l'andamento del settore. Il conflitto nella regione, legato all'aumento dei costi energetici e all'incertezza relativa ad alcune rotte, non ha causato un calo generalizzato della domanda, ma sta riducendo i margini e la visibilità commerciale.
In dettaglio, Nclh ha abbassato le sue stime di utile rettificato per il 2026. L'azienda ha attribuito la revisione all'aumento dei costi del carburante, all'instabilità in Medio Oriente e alla minore domanda in alcuni mercati, in particolare in Europa. Alla pressione sui costi si aggiunge una ridotta capacità di incrementare le prenotazioni, in un momento in cui i consumatori mostrano maggiore cautela alla luce del contesto internazionale.
Royal Caribbean Group ha riportato risultati del primo trimestre leggermente più ottimistici. La società ha registrato ricavi per 4,5 miliardi di dollari e utili per azione rettificati di 3,60 dollari , superando le previsioni iniziali. Il gruppo ha tuttavia rivisto le proprie previsioni annuali a causa dell'aumento dei costi del carburante e del contesto geopolitico.
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L'evoluzione della domanda
La differenza fra i diversi gruppi risiederebbe quindi nell'evoluzione della domanda. Royal Caribbean riconosce un temporaneo rallentamento delle prenotazioni a marzo e all'inizio di aprile per alcuni itinerari, ma assicura che la situazione si è poi ripresa e che la crescita è più rapida rispetto all'anno scorso. Questo permette di mantenere una posizione più stabile per il resto dell'anno.
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[post_content] => Il gruppo Norwegian Cruise Line ha dichiarato che le sue previsioni finanziarie per l'anno in corso sono scese «al di sotto» delle aspettative precedenti a causa degli effetti della guerra con l'Iran, e che la società sta adottando misure di riduzione dei costi per migliorare i risultati economici.
In un intervento riportato da TravelWeekly, lamministratore delegato John Chidsey che la società sta «razionalizzando l'organizzazione a terra», una mossa che dovrebbe ridurre le spese per stipendi e benefit di circa il 15% su base annua.
Chidsey ha aggiunto che l'azienda ha avviato progetti pilota per «iniziative di delocalizzazione selezionate in diverse aree aziendali».
«Questi sforzi sono ancora nelle fasi iniziali e stiamo testando e imparando strada facendo. Prevediamo di utilizzare questa leva in futuro, ampliando e intensificando le nostre iniziative laddove e quando opportuno e più vantaggioso per l'azienda» ha affermato Chidsey, arrivato a febbraio per migliorare le prestazioni dell'azienda , in particolare per il marchio Norwegian Cruise Line.
Ottimizzazione delle spese di marketing
Nclh ha inoltre dichiarato che ridurrà e ottimizzerà le proprie spese di marketing. Chidsey ha affermato che l'azienda sarà «molto attenta a dove tagliare i costi, in modo che ciò non abbia alcun impatto sulle opportunità di generazione di ricavi».
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Sul fronte dei ricavi, la guerra con l'Iran sta esercitando pressione sulla domanda, soprattutto in Europa. Il direttore finanziario Mark Kempa ha osservato che il 26% delle navi di Nclh nel secondo trimestre si trova in Europa e che l'esposizione dell'azienda è ancora maggiore nel terzo trimestre, con il 38% delle navi nella regione. Kempa ha inoltre rilevato un calo della domanda di crociere in Alaska e una domanda interna generalmente «più debole del previsto, poiché i consumatori stanno rivalutando i propri piani di viaggio».
Di conseguenza, Nclh prevede ora che il rendimento netto del 2026 sarà inferiore del 3-5% rispetto all'anno scorso. Nel trimestre precedente, aveva previsto un rendimento netto invariato rispetto al 2025. Il gruppo ha inoltre rivisto al ribasso le previsioni per l'Ebitda rettificato, portandole a un intervallo compreso tra 2,48 e 2,64 miliardi di dollari, rispetto ai 2,95 miliardi di dollari previsti in precedenza.
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[post_content] => In relazioni ai rimborsi di voli annullati o cancellati prenotare un volo tramite Booking.com è un po’ come ordinare un caffè al bar affollato: all’inizio sembra tutto velocissimo, poi inizi a chiederti se qualcuno si ricorda ancora di te.
Finché va tutto bene, l’intermediario è comodissimo: due clic, prezzi confrontati, viaggio organizzato. Ma appena il volo viene cancellato, ecco che parte il gioco del rimbalzo del rimborso. Tu scrivi a Booking, Booking scrive alla compagnia, la compagnia forse risponde, Booking “sta verificando”, e nel frattempo tu potresti aver già fatto in tempo a organizzare un altro viaggio.
In tempi rapidi
Sulla carta, il Regolamento CE 261/2004 dice chiaramente che il rimborso dovrebbe arrivare in tempi rapidi. Nella realtà, invece, sembra più una saga a puntate: “Il rimborso – stagione 4, episodio 12: siamo ancora in attesa”.
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Tu scrivi a Booking, Booking scrive alla compagnia, la compagnia forse risponde, Booking “sta verificando”, e nel frattempo tu potresti aver già fatto in tempo a organizzare un altro viaggio.\r\n\r\nIn tempi rapidi\r\nSulla carta, il Regolamento CE 261/2004 dice chiaramente che il rimborso dovrebbe arrivare in tempi rapidi. Nella realtà, invece, sembra più una saga a puntate: “Il rimborso – stagione 4, episodio 12: siamo ancora in attesa”.\r\nIl punto è semplice: quando c’è di mezzo un intermediario, nessuno sembra avere fretta. La compagnia rimanda a Booking, Booking rimanda alla compagnia, e tu rimani lì, spettatore pagante.\r\nMorale? Gli intermediari sono perfetti. Poi, se il volo è cancellato, scopri che il vero viaggio non era quello in aereo, ma quello per riavere i tuoi soldi.","post_title":"Voli prenotati su Booking e cancellati? 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