24 June 2026

Jankovec, Aci Europe: «Le tasse aeroportuali non potranno che aumentare»

Ritorno ai profitti per gli aeroporti europei, che nel 2022 hanno registrato un utile netto collettivo di 6,4 miliardi di euro. Un risultato centrato nonostante il volume dei passeggeri sia stato inferiore del 21% rispetto ai livelli pre-pandemia (2019). Ma la situazione finanziaria degli aeroporti europei rimane “incerta e impegnativa” e le tasse aeroportuali in tutto il continente dovranno aumentare. Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe (nella foto), in occasione dell’apertura del 33° Congresso annuale e Assemblea generale dell’ente a Barcellona, ha evidenziato che dal 2019 il settore ha perso più di 50 miliardi di euro di ricavi e accumulato oltre 20 miliardi di euro di perdite.

“La posta in gioco è la capacità degli aeroporti di investire nella decarbonizzazione, nella resilienza, nella digitalizzazione e nella capacità dove necessario – ha sottolineato Jankovec -. Guardando al 2023 e ai prossimi due anni, gli aeroporti europei hanno già ridotto gli investimenti previsti da 34,6 miliardi di euro a 18,4 miliardi di euro. La crisi degli investimenti non è per domani, ma è già una realtà”.

Jankovec afferma che le tasse aeroportuali sono aumentate del 7% rispetto a prima della pandemia, mentre le tariffe aeree sono cresciute del 32%. C’è un solo modo logico di procedere, ed è il rispetto del principio “chi usa paga”, aggiunge. “Le autorità di regolamentazione e i governi devono accettare il fatto che le pressioni sui costi e le esigenze di investimento richiedono un adeguamento al rialzo dei diritti aeroportuali“.

Willie Walsh, direttore generale della Iata, ha ripetutamente attaccato gli aeroporti che aumentano le tariffe, sostenendo che l’industria “non può tollerare una situazione in cui gli aeroporti tentano di truffare le compagnie aeree e i loro passeggeri con aumenti significativi delle tariffe aeroportuali”. Recentemente, nel mirino di Walsh era finito anche l’aeroporto di Amsterdam Schiphol.

 

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