17 March 2026

Il 2021 degli aeroporti italiani: traffico a -58,2% sul 2019. “Rischio ripresa lenta e parziale”

Gli aeroporti italiani si lasciano alle spalle il secondo anno di pandemia con un totale di 80,7 milioni di passeggeri, pari a una diminuzione del 58,2% sul 2019, ultimo anno pre-crisi, quando il numero dei viaggiatori aveva superato quota 193 milioni. Secondo l’analisi elaborata da Assaeroporti, il dato risulta in miglioramento del 52,4% rispetto al 2020 ma pur sempre segnato da una profonda crisi con 113 milioni di passeggeri persi rispetto al 2019.

A causa della seconda e della terza ondata di contagi che hanno colpito il nostro Paese, i gravi effetti della crisi pandemica si sono manifestati almeno fino a maggio 2021. Nei primi cinque mesi dello scorso anno, il traffico negli scali nazionali ha segnato una contrazione dell’86% rispetto al 2019, attestandosi a valori prossimi a quelli osservati nella primavera 2020, durante i mesi di lockdown generalizzato. I primi timidi segnali di ripresa si sono registrati solo a giugno 2021, -65% sui livelli pre-Covid, per poi rafforzarsi nella seconda metà dell’anno, con -38% rispetto al secondo semestre 2019.

Assaeroporti evidenzia un parziale recupero del segmento domestico che nel 2021 mostra un -35,1% sui volumi pre-pandemia. In sofferenza invece il traffico internazionale, che si attesta ad un -70,4%, confermando così una ripartenza del comparto a due velocità.
Il fenomeno descritto ha inoltre modificato la distribuzione del traffico negli aeroporti italiani, con gli scali delle isole che, beneficiando del turismo nazionale, registrano segnali di ripresa maggiormente evidenti rispetto alla media di sistema. Stentano, invece, a ripartire gli aeroporti a forte vocazione internazionale e intercontinentale, a causa del mantenimento delle restrizioni per i viaggi extra Ue.

Contrazione meno marcata rispetto al traffico passeggeri per i movimenti aerei: nel 2021 sono stati circa 950 mila, con un calo del 42,4% sul 2019 (+34,7% sul 2020) a conferma dell’utilizzo da parte dei vettori aerei di aeromobili di minore capienza.

L’uscita dalla crisi, in base ai dati disponibili, “rischia di essere lenta e parziale“, conclude Assaeroporti sottolineando che “il comparto ha bisogno di sostegni adeguati per affrontare le sfide della ripartenza e della transizione ecologica e digitale, a beneficio non solo degli operatori del settore ma anche dei territori, dell’economia del Paese e dell’occupazione”.

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Secondo il 62% degli agenti di viaggio   questo potrà tradursi nella necessità di chiedere al cliente che ha già comprato un pacchetto turistico ulteriore denaro per i costi di adeguamento carburante, Solo una piccola fetta di operatori (9%) segnala che, per il momento, i prezzi restano stabili, e probabilmente grazie a politiche di hedging sul prezzo del petrolio già stipulate dai vettori nei mesi precedenti e probabilmente non vi saranno cambiamenti rilevanti.\r\nPurtroppo la situazione non è positiva anche per i turisti che vengono in Italia dalle aree del Golfo e da Israele. Il 45% delle agenzie che operano sull’incoming segnalano il blocco totale da questi mercati (in questo momento), e arrivano, per il 32% di queste imprese, anche le prime cancellazioni di eventi e matrimoni che sono le principali motivazioni che spingono alcuni di questi turisti a venire in Italia e investire molto per i loro soggiorni.\r\n\r\nIntervento istituzionale\r\nFiavet Confcommercio ci tiene infine a sottolineare l’importanza, in queste situazioni, dell’iscrizione al portale “Viaggiare Sicuri” prima della partenza. Purtroppo il 55% dei clienti che si trovavano nell’area si è iscritto solo al momento della crisi. Attualmente solo il  31% dei viaggiatori provvede alla registrazione prima di mettersi in viaggio su consiglio del proprio agente di viaggio, e sono quelli che in queste situazioni hanno maggiore possibilità di essere contattati subito e aiutati.\r\n“In questo quadro quasi tutti i nostri associati stanno richiedendo a gran voce un intervento istituzionale prima che la sia troppo tardi - afferma Luana De Angelis, vice presidente vicario f.f. di Fiavet Confcommercio – abbiamo dato vita a questa ricerca istantanea  proprio per cercare di capire quanto stiamo perdendo e quando potremmo perdere in futuro, e se si possono trovare soluzioni a un rischio di default che si sta concretizzando per le nostre PMI”.\r\n“Se si protrae la crisi potrebbe esserci una necessità di ristori economici, sicuramente sarebbe ideale una sospensione degli obblighi fiscali, con  moratorie su scadenze tributarie o contributive per le agenzie maggiormente esposte” conclude  la vice presidente Fiavet Confcommercio.","post_title":"Fiavet: le adv perdono 38 mila euro per la guerra. 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Di conseguenza, i servizi di Trenitalia - compresi Frecciarossa e altri collegamenti - non sono coinvolti e continueranno a circolare regolarmente.\r\nAlla base dello sciopero, come riferisce Adnkronos, ci sono rivendicazioni sindacali legate alle condizioni di lavoro e alla retribuzione del personale. Uiltrasporti chiede infatti migliori tutele contrattuali e salari più adeguati per i dipendenti della società ferroviaria privata.\r\nItalo precisa che durante le otto ore di astensione dal lavoro alcuni treni saranno comunque garantiti (qui l'elenco) mentre altri potranno subire modifiche limitate, soprattutto negli orari di arrivo o partenza. I viaggiatori sono invitati a controllare lo stato del proprio treno prima di mettersi in viaggio.\r\nLo sciopero di oggi si inserisce in una settimana particolarmente complicata per il settore dei trasporti in Italia. 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