4 marzo 2025 10:43
«SkyAlps mantiene il Coa per garantire i collegamenti che normalmente opera e si sta adoperando per sostituire le macchine ferme con altri aeromobili»: è una nota Enac a chiarire la posizione del vettore altoatesino che si trova ad affrontare una serie di «non conformità» ai regolamenti sulla sicurezza del volo.
La problematica segue alcune verifiche documentali e delle ispezioni fisiche sugli aeromobili, immatricolati presso l’autorità dell’aviazione civile maltese: «Le discrepanze hanno evidenziato la sussistenza di carenze nelle attestazioni delle manutenzioni degli aeromobili rispetto ai requisiti normativi di sicurezza del volo fissati dal Reg. Ue 1321/2012.
In particolare, prosegue la nota Enac, «non sono risultate conformi le attestazioni fornite da un tecnico della compagnia incaricato di eseguire le manutenzioni, al quale è stato interdetto l’accesso in tutti gli aeroporti in cui opera la compagnia SkyAlps.
Audit
L’Enac informa che «dopo l’audit e grazie, anche, alla piena collaborazione della proprietà e del personale di SkyAlps, a titolo precauzionale, al fine di prevenire il rischio di operazioni di trasporto aereo in carenza delle corrette attestazioni delle manutenzioni eseguite, in forza della delega ricevuta dall’autorità maltese, ha preso atto, condividendo tale opzione, che lo stesso operatore abbia temporaneamente sospeso dal volo sette aeromobili della propria flotta aerea».
«Per tali aeromobili – conclude la nota – il rientro in servizio potrà avvenire previo completamento delle adeguate azioni correttive che dovranno essere proposte dalla SkyAlps e preventivamente accettate dal team Enac incaricato per la certificazione e la sorveglianza della compagnia, ciò in coordinamento con l’autorità dell’aviazione maltese, competente per lo Stato di registrazione degli aeromobili».
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Al 30 giugno 2026, la compagnia aveva incrementato la propria flotta del 14% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 552 aeromobili, mentre i ricavi complessivi del secondo trimestre 2026 sono cresciuti del 20,5% su base annua, attestandosi a 7,2 miliardi dollari Usa, sostenuti da una pianificazione della capacità in grado di adattarsi a un contesto operativo in rapida evoluzione.
Sebbene gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente abbiano esercitato una forte pressione sulla capacità del trasporto aereo cargo a livello globale nel corso del secondo trimestre del 2026, Turkish Cargo ha risposto efficacemente alla domanda grazie alla solidità della propria infrastruttura e alla posizione geografica strategica del suo hub. Di conseguenza, i volumi di merce trasportata sono aumentati dell’11,3%, mentre i ricavi cargo hanno registrato una crescita del 58%, raggiungendo quasi 1,3 miliardi dollari Usa.
Conflitto in Medio Oriente
L’impatto del conflitto in Medio Oriente si è riflesso in modo significativo sui risultati finanziari del secondo trimestre, principalmente a causa dell’effetto ritardato del forte incremento dei prezzi del carburante per l’aviazione sui costi operativi.
Nonostante ciò, l’aumento dei ricavi unitari derivanti dal traffico passeggeri e cargo ha rappresentato un importante fattore di compensazione, sostenuto dalla strategia di crescita selettiva della compagnia, che continua a privilegiare la redditività.
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Secondo quanto riportato, la nuova direttiva di aeronavigabilità, che riguarda i modelli 737 Max 8, Max 9 e Max 8-200, "è stata sollecitata da segnalazioni di crepe in un rinforzo strutturale situato intorno alla porta di servizio anteriore, sul lato destro dell'aeromobile e accanto alla galleria anteriore".
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Il Gruppo Cathay, che comprende Cathay Pacific , Cathay Cargo, la compagnia aerea low-cost HK Express e diverse società controllate, ha generato ricavi per 68,061 miliardi di dollari di Hong Kong nei primi sei mesi del 2026, pari a circa 8,73 miliardi di dollari statunitensi. Ciò rappresenta un aumento del 25,3% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il margine di profitto ha raggiunto il 9,2%, rispetto al 6,7% dell'anno precedente.
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Passeggeri
Cathay Pacific ha trasportato 16 milioni di passeggeri tra gennaio e giugno, il 17,5% in più rispetto al primo semestre del 2025. La sua capacità, misurata in chilometri per posto disponibile, è aumentata dell'11,8%, mentre il fattore di carico ha guadagnato 2,7 punti percentuali, raggiungendo l'87,5%.
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Il nuovo svincolo prevede la costruzione di due nuove rampe di collegamento con la carreggiata est della A91, in direzione Roma. La prima consentirà ai veicoli provenienti da Fiumicino di raggiungere direttamente Cargo City che, da inizio anno, sta registrando un +7% rispetto al 2025; la seconda permetterà ai mezzi in uscita dall’area Cargo e dal parcheggio Lunga Sosta di immettersi direttamente verso la Capitale, senza attraversare la viabilità interna dell’area tecnica aeroportuale.
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Aena ha raggiunto un traguardo storico, superando il miliardo di euro di utile netto nel primo semestre del 2026, grazie al forte traffico aereo e allo spostamento del turismo verso la Spagna . Questo risultato consolida la posizione del gruppo spagnolo semi-pubblico come uno degli operatori più redditizi nel settore dell'aviazione europea.
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Redditività
Nel 2025, Aena ha generato un utile netto di 2.136,7 miliardi di euro, in crescita del 10,5% rispetto al 2024. Il suo margine Ebitda, superiore al 59%, si è attestato tra i più elevati nel settore aeroportuale mondiale.
I risultati del primo semestre 2026 sono in linea con questa solida traiettoria di redditività, nonostante la graduale normalizzazione della crescita del traffico. Il gruppo prevede inoltre un rallentamento della crescita dei volumi nei suoi aeroporti spagnoli, dal 3,9% del 2025 a livelli più moderati nel 2026.
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La Federal Aviation Administration (FAA) statunitense ha certificato il Boeing 737 Max 7, il modello più piccolo della famiglia 737. L'approvazione arriva dopo quasi un decennio di ritardi dovuti a diverse crisi di sicurezza che hanno coinvolto il produttore.
La FAA sottolinea che l'autorizzazione giunge "dopo anni di lavoro costante per risolvere complessi problemi tecnici". Afferma inoltre di aver condotto "un'analisi approfondita della progettazione del velivolo e delle analisi di sicurezza a supporto".
A luglio la FAA ha autorizzato Boeing a riprendere il rilascio, sotto la sua supervisione, dei certificati per i nuovi velivoli 737 e 787. Tale funzione era stata assunta dall'ente regolatore in seguito ai tragici incidenti che hanno coinvolto i velivoli 737 Max nel 2018 e nel 2019.
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L'elenco comprende importanti centri di controllo Madrid, Barcellona e Siviglia, Lisbona, Londra, Marsiglia, Bordeaux, Ginevra, Zurigo, Vienna, Atene e Nicosia, dove si prevede un'elevata pressione sulla capacità disponibile.
Aumento di operazioni
L'aumento delle operazioni spiega queste previsioni. Si prevede che la rete europea manterrà un volume di oltre 36.000 voli giornalieri durante agosto e i primi di settembre, con alcuni giorni che supereranno i 37.500 movimenti, il che rappresenta una crescita tra il 3% e il 4% rispetto all'estate scorsa. Per mitigare l'impatto, sono già state concordate misure per distribuire il traffico tra i vari spazi aerei europei.
L'agenzia osserva che, sebbene la rete mantenga un livello operativo adeguato, qualsiasi incidente potrebbe causare ritardi a cascata se coincide con le ore di punta. Pertanto, sottolinea l'importanza di rafforzare la capacità disponibile e di prestare particolare attenzione ai primi voli della giornata, poiché un ritardo mattutino può in definitiva ripercuotersi su numerosi voli successivi.
Margini di capacità
Questa elevata domanda è aggravata dalla riorganizzazione di alcune rotte a causa della continua chiusura dello spazio aereo iraniano e iracheno ai sorvoli, una circostanza che è stata integrata nella pianificazione della rete europea durante questo periodo per minimizzarne l'impatto sulle operazioni.
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Rebecchi, presidente nazionale di Assoviaggi: “Il lieve calo settimanale non basta. Il carburante avio resta una variabile strutturale di rischio per agenzie e tour operator. Servono strumenti stabili di tutela per il turismo organizzato”
A poche settimane dal pieno della stagione estiva, il turismo organizzato continua a operare in un quadro di forte esposizione ai costi del trasporto aereo. Secondo l’ultimo aggiornamento disponibile del Jet Fuel Price Monitor Iata (31 luglio), il prezzo medio globale del jet fuel si è attestato a 158,77 dollari al barile, in lieve calo dello 0,8% rispetto alla settimana precedente, ma ancora sensibilmente superiore al valore di 141,64 dollari al barile rilevato nel Jet Fuel Watch Assoviaggi del 3 giugno scorso.
Formazione dei prezzi
Il prezzo del carburante avio rimane dunque su livelli elevati e continua a incidere sulla formazione dei prezzi, sui pacchetti turistici e sulla marginalità di agenzie di viaggio e tour operator.
“Il calo settimanale dello 0,8% è un segnale positivo solo in apparenza. Se allarghiamo lo sguardo all’intero mese di luglio, il quadro cambia radicalmente: dal 1° luglio all’ultimo dato disponibile il jet fuel è cresciuto di oltre il 36%, +34,9% se consideriamo l’effetto delle variazioni di cambio euro/dollaro. Questo conferma che il carburante avio resta una variabile strutturale di rischio per agenzie di viaggio e tour operator, con effetti diretti su tariffe, pacchetti e marginalità”, dichiara Gianni Rebecchi.
Medio e lungo raggio
“Una dinamica che pesa in modo particolare sui prodotti di medio e lungo raggio, dove la componente aerea incide maggiormente sul costo complessivo del pacchetto. Anche quando il prezzo del jet fuel registra correzioni al ribasso, gli effetti sulle tariffe aeree non sono immediati né automatici: gli aumenti accumulati nei mesi precedenti tendono infatti a essere già incorporati nei listini, nelle surcharge, nei contratti e nelle politiche commerciali dei vettori.
Volatilità
“La volatilità energetica – prosegue Rebecchi - non può più essere considerata un fattore eccezionale. Le imprese del turismo organizzato sono chiamate a gestire shock sempre più frequenti, spesso indipendenti dalla loro capacità di intervento: carburante, cambio, instabilità geopolitica, variazioni operative dei vettori. Per questo servono strumenti strutturali e non soltanto risposte emergenziali. È necessario proseguire il confronto con il Ministero del Turismo e con le istituzioni competenti per individuare misure dedicate al turismo organizzato, a partire da strumenti nazionali ed europei capaci di sostenere le imprese in presenza di shock esterni che incidano sui costi dei pacchetti, sulla domanda e sulla tenuta economica della filiera”.
“Il turismo organizzato rappresenta una componente essenziale dell’economia turistica italiana”, conclude Rebecchi. “Le agenzie di viaggio e i tour operator garantiscono consulenza, assistenza, sicurezza e tutela del consumatore. Ma per continuare a svolgere questo ruolo hanno bisogno di un quadro di maggiore stabilità e di strumenti proporzionati ai rischi che il comparto è chiamato ad affrontare. Il monitoraggio Assoviaggi Jet Fuel Watch proseguirà proprio con questo obiettivo: fornire agli operatori e alle istituzioni una lettura costante dell’impatto dei costi del trasporto aereo sul mercato dei viaggi organizzati”.
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Quasi fermo
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