3 March 2024

Boeing 737 Max: in arrivo la certificazione Faa per ottobre?

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La notizia sta rimbalzando sui principali media di settore internazionali: i Boeing 737 Max potrebbero ricevere un nuovo via libera dalla Federal Aviation Administration (Faa) entro il prossimo mese di ottobre. Se così fosse le stime della società aeronautica Usa, per un ritorno del vettore nei cieli entro la fine dell’anno, potrebbero rivelarsi corrette. Come è noto i Boeing 737 Max erano stati messi a terra, dopo che due gravi incidenti avevano provocato la morte di 346 persone, a causa di alcuni problemi di sicurezza legati soprattutto al software di volo.

Ma il semaforo verde da parte della Faa potrebbe non rivelarsi decisivo per le sorti dei Boeing 737 Max. Anche la stessa agenzia di controllo Usa è infatti attualmente oggetto di una serie di indagini da parte di realtà del settore indipendenti, rivela travelmole.com. Non solo: non è detto che gli altri enti regolatori internazionali seguano subito le orme della Faa, rilasciando in tempi ristretti le proprie autorizzazioni. In particolare la European Aviation Safety Agency (Easa) avrebbe già dichiarato di avere perplessità sulla sicurezza del velivolo, che vanno ben oltre quella del software anti-stallo accusato di essere il principale colpevole dei due incidenti fatali.

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I gruppi con il maggior numero di hotel sono in particolare Bwh, Accor, Marriott International, B&B Hotels e Minor Hotels, che detengono il 19% degli alberghi brandizzati nel nostro paese. Le prime tre catene domestiche (per numero di hotel) sono invece Gruppo Una, Apogia Hotels e Iti Hotels.\r\n\r\nCresce l'interesse degli investitori internazionali per i gruppi domestici\r\n\r\nNel dettaglio, le compagnie alberghiere presenti sul suolo italiano sono passate da 138 a 270 (per gruppo, Thrends intende da sempre qualsiasi operatore che gestisca almeno cinque strutture con uno o più marchi differenti, ndr). Di questi, oggi, il 73% sono realtà domestiche, verso le quali negli ultimi anni, anche grazie al ricambio generazionale, è crescente l’interesse da parte degli investitori esteri. Sono infatti diverse le operazioni di vendita o joint venture tra fondi di investimento o altre catene internazionali e i gruppi italiani. Tra le ultime, ricordiamo l’acquisizione del 75% di Mira Hotels & Resorts da parte di Dsr Hotel Holding; l’acquisizione del 100% di Baglioni Hotels da parte della catena messicana Palace Resorts; la joint venture tra il gruppo Pellicano e la società di asset management paneuropea Aermont Capital.\r\n\r\nNei prossimi anni (2024-2027) è inoltre in programma lo sviluppo e/o affiliazione di 232 hotel, di cui il 68% appartenenti a gruppi internazionali. Di questi, cinque riguardano strutture del segmento economy, 35 del midscale, 83 dell'upscale e 93 del luxury. Di 16 nuovi sviluppi non si conosce invece ancora il futuro posizionamento. Il 32% delle nuove aperture è rappresentato da hotel che entreranno a far parte di una catena domestica, mentre il restante 68% apparterrà a catene internazionali: il 32% americane, il 16% francesi, l’8% spagnole.\r\n\r\nFocus sulle Big 4 ma spunta anche per Napoli\r\n\r\nLe regioni che vedranno il maggior numero di nuove aperture sono la Lombardia (21%), il Lazio (20%), il Veneto (12%) e la Toscana (9%).\r\nLe prime cinque destinazioni per numero di hotel in pipeline sono invece Roma (18%), Milano (10%), Venezia (6%), Firenze (6%) e Napoli (3%). Per quanto riguarda la tipologia di destinazione, il 39% degli hotel sarà localizzato in città d’arte, il 22% in destinazioni leisure, il 15% in mete sun & beach e l’11% in location business. Il 21% degli hotel in pipeline, infine, sarà marchiato da Marriott International, Accor e Radisson Hotel Group.\r\n\r\n ","post_title":"Thrends: le camere di catena in Italia sfondano la soglia del 20%","post_date":"2024-02-27T09:32:20+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1709026340000]}]}}

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