29 July 2021

Alitalia: decolla la Newco e il suo nome è Ita

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Il nome Alitalia si fa da parte (rimane alla bad company). La Newco, varata nella serata del 9 ottobre con decreto ministeriale, prende il nome di Ita, Italia Trasporto Aereo Spa. Ma per il vero e proprio “decollo” la strada è ancora lunga: 30 giorni perché il decreto vada in Parlamento, per giungere poi alla presentazione del nuovo piano industriale (che coprirà i prossimi cinque anni). In parallelo la nuova società e il governo dovranno dimostrare in sede Ue la “discontinuità” fra Ita e la vecchia Alitalia. Insomma: in fondo alla pista di rullaggio non si arriverà prima dell’inizio del 2021, quando come già anticipato dall’ad Fabio Lazzerini, gli aeromobili della nuova compagnia potranno finalmente decollare.

La Commissione Ue a breve dovrà pronunciarsi sugli aiuti da 1,3 miliardi ricevuti a partire dal 2017 dalla società quando fu commissariata dall’allora governo Gentiloni: si tratta di aiuti che potrebbero essere considerati ‘di stato’, quindi illegittimi e da restituire. Ma il peso ricadrà tutto sulla bad company. La nuova società si ritroverà invece con una dotazione di 3 miliardi, stanziati dal governo nel decreto Rilancio. Lo stallo per la nascita di Alitalia Tai si è trascinato per mesi (il governo parlava sin dallo scorso giugno del decreto di costituzione della Newco) e la ricerca dei nomi dei consiglieri ha ulteriormente ritardato la costituzione della stessa, fino a quando si è scelto di allargare il cda da 7 a 9 componenti.

Ora l’ad Fabio Lazzerini e il presidente Francesco Caio dovranno lavorare al piano industriale che prevede, almeno inizialmente, circa 90 aerei e 6.500 dipendenti. I punti strategici del business plan dovrebbero restare quelli indicati sempre dall’ad in audizione alla Camera lo scorso mese e dunque il network lungo raggio in primis, con focus particolare sulle rotte transatlantiche. Sarà rafforzata inoltre l’integrazione con Fs.

Altro focus imprescindibile quello delle alleanze: “Il mondo delle compagnie aeree è un mondo di alleanze – spiegava Lazzerini -. Difficile pensare di restare isolati in un mondo globale. L’importante è entrare in una partnership a testa a alta” perché “l’elemosina non porta a conseguenze positive per chi riceve l’elemosina”. Sul tema “bisogna essere molto laici e vedere sul tavolo cosa si mette, consapevoli che le rotte soprattutto quelle americane sono estremamente importanti. Il lungo raggio vuol dire privilegiare il mercato nordamericano che è un mercato sotto servito e estremamente profittevole dove è necessaria una ulteriore espansione. Il Sud America è da preservare, sull’Asia e Cina dobbiamo ragionare mentre il Giappone va benissimo”.




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