29 June 2026

Valtur, i lavoratori scrivono a Di Maio

Valtur, Mise, LabLaw, licenziamento collettivo,

I lavoratori Valtur hanno impugnato carta e penna – metaforicamente si intende – e hanno rotto gli indugi, scrivendo al neo ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

«Le scriviamo per raccontarLe di #Valtur (acronimo di Valorizzazione Turistica), si proprio dell’azienda nata nel 1964 quando iniziava l’epoca dei villaggi turistici, una formula innovativa di vacanza ed intrattenimento in posti esclusivi e riserve naturali – si legge nella nota -. La Valtur che ha dato i natali ad artisti noti ma soprattutto che ha fatto sognare ed emozionare milioni di famiglie italiane nelle loro vacanze. La Valtur che ha dato lavoro a migliaia di persone ed insegnato il mestiere più bello del mondo ai tanti ragazzi che ancora portano dentro un’emozione comprensibile solo a chi l’ha vissuta trasmettendola a tutti gli ospiti dei suoi villaggi».

Un preambolo, seppur doveroso, prima di arrivare alla storia attuale, «quella che vede il noto Fondo Investindustrial nel 2016 acquisire l’azienda per farne l’eccellenza Italiana e dopo neanche 2 anni avviare invece la cessazione dell’attività attraverso la procedura di concordato liquidatorio e licenziamento collettivo».

Le cause? Lo spiegano ancora nella missiva i lavoratori, «Perdite d’esercizio, pesanti costi di gestione imputate anche a fattori straordinari, oltre ad una serie di eventi emersi successivamente al cambio di management sfuggiti ai radar di Sig. Andrea Bonomi e dei suoi consulenti al momento delle trattative. Ad arrivare in soccorso ci ha pensato Cdp acquisendo tre villaggi (Marina di Ostuni, Marileva e Pila) per un totale di 45,5 milioni di euro; certo desta curiosità il fatto che questi tre resorts siano gli stessi che il finanziere milanese aveva acquistato appena un anno fa da Prelios Sgr, poco dopo l’annuncio dell’avvenuta scalata a Valtur».

Al di là di riflessioni e congetture, contano i fatti e il tempo, che stringe sempre. Il 13 giugno infatti, sarà la data ultima per la conclusione della procedura di licenziamento collettivo e ultimo incontro al Ministero del Lavoro ma i lavoratori, di concerto con i sindacati che li stanno affiancando in questa battaglia non intendono mollare, «perché crediamo troppo in questa bellissima storia e vogliamo continuare a raccontarla».

E qui la richiesta a Di Maio, «per aprire nuovamente un tavolo con investitori capaci e con progetti seri di rilancio e per concedere più tempo ai lavoratori bloccando il licenziamento. La stagione estiva è alle porte e probabilmente compromessa con un indotto di milioni di euro e posti di lavoro sprecati, soprattutto in località che vivono di turismo e in un settore che cresce del 2.7% (quasi il doppio della crescita Pil 1.4%).

Siamo certi che anche Lei creda in un turismo che valorizzi i territori e le economie locali. Valtur persegue questo obiettivo, pertanto non lasciamo che una storia lunga più di cinquant’anni si chiuda per sempre solo per una mancanza di volontà. Avremmo il piacere di incontrarla prima che sia troppo tardi ed una delle insegne del Turismo Italiano si spenga definitivamente».

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