7 February 2026

Valtur, capitolo finale: scattano i licenziamenti e il rischio spezzatino

Valtur, Bonomi, concordato,

Ci si appresta a voltare l’ultima pagina della lunga storia di Valtur. Il celebre villaggista italiano è infatti ai titoli di coda, stando a quanto si evince da Repubblica.it a seguito dell’incontro al tavolo convocato dal Mise.
Due gli effetti immediati: licenziamenti e chiusura o cessione delle strutture.
Andando con ordine, la società ha annunciato nella giornata di ieri l’avvio delle procedure di licenziamento per più di 200 dipendenti, sia a tempo determinato, sia indeterminato.

Il secondo capitolo riguarda la cessione dei villaggi, del marchio o della società tutta. Da una parte le sigle sindacali, che lanciano un warning sull’ormai consueto “spezzatino” e richiamano al senso di “responsabilità” del fondo investitore – ovvero il gruppo Investindustrial che fa capo ad Andrea Bonomi – dall’altra il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda ha detto in più circostanze di aver già ricevuto richieste da parte di potenziali aziende acquirenti che dovrebbe incontrare nei prossimi giorni.
Una vendita che deve avvenire in blocco, a detta sia del Mise sia delle sigle sindacali, «occorre un investitore interessato a mantenere unito il perimetro aziendale e occupazionale, che offra concrete prospettive di continuità».

Il tutto si dovrà svolgere in tempi strettissimi, perché la stagione estiva è alle porte e il danno per i territori – senza l’apertura delle strutture – sarebbe altissimo.
Pare già sicuro che quest’estate non apriranno i villaggi di Capo Rizzuto, Ostuni, Favignana, Porto Rosa ma anche Torre Chia, Simeri, Garden Club Toscana e il Colonna Beach. Stessa sorta per i resort invernali che anticiperanno la chiusura stagionale. Si tratta del Marileva, Sestriere e Principe di Marmolada.

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