28 March 2026

Uniontour, per Duchamp “da una battuta d’arresto la volontà di ripensare l’intero comparto”

E’ un momento di riflessione per tutti. Per questo abbiamo chiesto anche ai piccoli operatori di cercare di cogliere i segnali ed anche lo spirito giusto per ripartire. Mireille Duchamp, titolare del tour operator ligure Uniontour è anche accompagnatore turistico, guida nazionale e interprete turistico. «Il settore del turismo – commenta Duchamp – è il primo ad essere stato colpito dal coronavirus. Siamo in una crisi completa come comparto economico nel mondo intero, ci vorranno delle misure finalizzate speciali affinché ci sia una veloce ripresa economica, se vogliamo che paesi come l’Italia che hanno un PIL basato in buona parte sul turismo escano dalla crisi. L’Italia è una delle più importanti mete al mondo per il turismo ma, di contro, non è ai primi posti nella classifica dell’accoglienza dei paesi ad alta vocazione turistica. Manca una visione unitaria di questa enorme “fabbrica “diffusa su tutto il territorio, i cui comparti dalla ricettività, alla cultura, alla ristorazione, all’accoglienza, ai trasporti, ai prodotti tipici e artigianali, concorrono a creare e vendere il prodotto Italia nel mondo».

L’Italia ha delle caratteristiche culturali uniche che ne fanno una delle mete più amate dal resto del mondo. La sua storia ha delle caratteristiche uniche, ogni luogo, ogni paese, ogni città ha la sua lingua, le sue tradizioni, la sua arte, la sua enogastronomia. Il fascino della nazione è insito proprio nella sua diversità culturale. Aiutare lo sviluppo economico delle nazioni tramite il viaggio è importante se il loro patrimonio non è messo in pericolo da comportamenti scorretti. In questi anni l’Italia è stata sottoposta ad un processo di colonizzazione massificato del turismo che ha rischiato e rischia di distruggere luoghi naturalistici e città d’arte. «La battuta d’arresto data dalla pandemia coronavirus – aggiunge Duchamp –  ci permette se ne abbiamo la volontà di ripensare l’intero comparto e di correggere le problematiche che si sono presentate ma che in questi anni nessuno ha avuto il coraggio e la capacità di risolvere. Bisogna capire che turismo deve essere analizzato nella sua globalità, suddiviso poi nei vari comparti trasporti, accoglienza, ricettività, ristorazione, cultura e per ognuno di questi vanno studiate a fondo le problematiche sempre tenendo conto che tutte insieme queste voci concorrono alla formazione del turismo. Che questa crisi ci permetta finalmente di prendere atto che il turismo è l’oro italiano su cui basare la ripresa e la ricchezza della popolazione tutta, senza distinzioni in quanto ogni regione è in grado di offrire prodotti di eccellenza. Bisogna studiare le problematiche, produrre una legislazione capace di supportare uno sviluppo armonico, risolvere, dopo averli individuati i problemi che ci sono».

 

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Possiamo tranquillamente rilevare che post-Covid la l'attrattività della Norvegia è esplosa, con i viaggiatori calamitati dalla natura, dagli spazi aperti e da una modalità di viaggiare in maniera green concreta, che fa parte della vita quotidiana dei norvegesi. Dagli hotel - la quasi totalità conta almeno una certificazione ambientale - ai mezzi di trasporto: elementi diffusi, che rendono il viaggio sostenibile anche più accessibile dal punto di vista economico».\r\n\r\nUn viaggio che negli ultimi anni copre tutti e 12 i mesi, «basta vedere il trend dei pernottamenti di inizio 2026, che a gennaio registrano una crescita del 20% rispetto allo stesso mese 2025. L'inverno è decisamente diventato una stagione di grande appeal per il viaggiatore italiano, attratto dall'aurora boreale, ma anche dall'ampio ventaglio di esperienze da vivere in tutto il Paese, da Nord a Sud». In questa scia, «autunno e primavera stanno crescendo in maniera esponenziale. D'altra parte, in Norvegia le stagioni sono ancora nettamente distinte l'una dall'altra, e dunque chi ha visitato la destinazione in un determinato periodo dell'anno può tornare in un altro e ritrovarsi quasi in due mondi diversi. Qualche esempio? Il Nord del Paese tra estate e inverno, oppure le isole Lofoten.».\r\n\r\nDa sottolineare come proprio gli italiani stiano progressivamente scoprendo il Paese nella sua interezza: «Alcune regioni finora meno visitate stanno registrando i tassi di sviluppo più elevati». Tra queste spiccano il Trøndelag: +68,2%, il Telemark, +42,8% e le regioni di Akershus e Østfold (area di Oslo), con oltre +40%. \r\n\r\nSul fronte delle scelte di alloggio, i turisti italiani prediligono ancora gli alberghi (70%), mentre la restante parte è suddivisa fra ostelli (17%) e campeggi (13%).\r\n\r\nUn prodotto Norvegia che, ancora oggi, vede nel ruolo dell'intermediazione un elemento importante: «Parliamo di una programmazione di viaggio che se in prima battuta può apparire semplice, in realtà per un viaggio composito dove trovano spazio numerosi tasselli - aerei, traghetti, accomodation, esperienze - sono spesso richiesti tempo e professionalità specifiche».\r\n\r\n \r\n\r\n ","post_title":"Norvegia: balzo in avanti a doppia cifra dei pernottamenti italiani","post_date":"2026-03-24T09:38:36+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1774345116000]}]}}