6 February 2026

Th si prepara a un 2023 eccezionale ma il rialzo dei costi rimane una sfida

Il gruppo Th quest’anno punta deciso a quota 200 milioni di fatturato. E forse qualcosa di più, fa capire a mezza voce Stefano Maria Simei, a margine dell’evento di presentazione del nuovo Th La Thuile – Planibel Hotel & Resort: “Dopo un inverno superiore al 2019 per giro d’affari e sullo stesso livello in termini di presenze, il mare ha generato numeri di prenotazioni eccezionali almeno fino a Pasqua, con dati incredibili sia sull’Egitto, sia sull’Italia, che ha registrato cifre mai viste – ha spiegato il direttore commerciale e marketing del gruppo -. A maggio, come in molti sul mercato, abbiamo invece registrato un rallentamento importante ma nelle ultime settimane i trend si stanno riprendendo un po’. Ciò detto, già nel mese scorso avevamo superato abbondantemente il consuntivo del 2022, quando avevamo chiuso a 135 milioni di euro (nel 2019 erano 94 milioni, ndr)”.

Certo, anche in questo scenario estremamente positivo, le sfide non mancano. A partire dall’inflazione e dai costi crescenti per food ed energia: “In questi mesi sono saliti di oltre 7 milioni di euro, per un incremento che, a seconda delle voci, è oscillato tra il 13% e il 18% – ha rivelato il presidente del gruppo Th, Graziano Debellini -. La nostra scelta è stata però quella di non scendere a compromessi sulla qualità del servizio, perché siamo convinti che solo in questo modo potremo garantirci una sostenibilità di lungo periodo”.

Una decisione che ha ripagato. Almeno stando ai dati dello stesso Th Planibel, che durante la stagione invernale da poco trascorsa ha chiuso sugli stessi livelli di presenze del 2019, ma con tariffe medie del 25% superiori. “Siamo riusciti a comunicare bene l’upgrade della struttura, sia riportando molti clienti affezionati a La Thuile, sia intercettando una quota di domanda nuova. Ed è noto che gli ospiti neve hanno una capacità di spesa nettamente superiore alla media – ha ripreso Simei -. In generale, oggi le vacanze non sono più monotematiche. A un approccio dinamico alle strategie di pricing ormai indispensabile, aggiungiamo quindi un prodotto non solo family ma anche multitarget, con gli arrivi internazionali che nelle nostre strutture sono al 50% circa“.

Il gruppo lavora costantemente sul miglioramento di prodotti e servizi. A partire dalle formule dell’intrattenimento, a cui dedica periodi formativi di 15-20 giorni tra una stagione e l’altra: “L’offerta animazione – ha sottolineato Debellini – non può più limitarsi al classico gioco aperitivo. Ormai serve un intrattenimento di livello quasi televisivo. Oggi proponiamo attività e spettacoli che per certi versi ricordano i fasti della vecchia Valtur, ma con formule e approcci adatti al pubblico contemporaneo“. A questo fine la compagnia ha anche creato una business unit ad hoc, in partnership con una società esterna che collabora con Th in fase di recruiting e nella redazione del calendario editoriale dei programmi.

Ingente pure lo sforzo a livello food: “Stiamo collaborando con Matteo Florean: un ex ingegnere dei materiali, celebre per aver creato la Pasticceria del carcere a Padova – ha aggiunto ancora Debellini -. Con lui, oggi nostro responsabile area ristorativa, lavoriamo soprattutto sugli ingredienti per adeguare i nostri piatti ai gusti delle nuove generazioni. Abbiamo introdotto inoltre una nuova metodologia di lavoro, con un netto salto qualitativo in tema di strumentazioni. Una serie di azioni che ci permettono anche di attirare i giovani talenti, aiutandoci ad affrontare un’altra delle sfide più complesse del momento, ossia quella del personale”. Il gruppo Th non dimentica neppure la componente digitale, “che consente, tra le altre cose, sia di rendere più dinamica la fruizione delle esperienze nelle nostre strutture, sia di migliorare le nostre performance in materia di sostenibilità”, ha aggiunto Simei.

L’ottimismo è davvero alle stelle in casa Th, tanto che il gruppo non teme neppure l’esaurirsi dell’effetto rimbalzo a seguito del diluirsi dell’euforia dei viaggi post-Covid. “Fino al 2026-27 le tendenze sono in crescita costante – ha infatti concluso Debellini -. Non è solo una questione di rimbalzo congiunturale. Il tema semmai è un altro: capire se l’imprenditorialità turistica sarà in grado di sfruttare pienamente le opportunità in arrivo“.

 

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