27 June 2026

Sos Travel: il turismo a Cracovia si riprenderà a partire dal prossimo autunno

Stefano Iannucci

Gli operatori sono convinti che la domanda per Cracovia si riprenderà già a partire dal prossimo autunno. È quanto emerge da una recente indagine condotta da Sos Travel tra i principali player della destinazione Polonia. «Gli alberghi con cui siamo in contatto registrano annullamenti completi per la primavera, una situazione ferma per l’estate e buoni numeri per settembre e ottobre – rivela infatti Stefano Iannucci, direttore commerciale dello stesso to capitolino, che proprio a Cracovia è presente con un ufficio organizzativo -. Diversi gruppi sono stati spostati dalla primavera all’autunno e si è convinti di salvare almeno in parte il fatturato del 2020. Le stesse conferenze internazionali dell’autunno restano al momento confermate. Certo molto dipenderà dall’evolversi dell’emergenza, ma in Italia come in Polonia la frase più ricorrente è tutto andrà bene».

In questo momento anche in Polonia è stata infatti istituita la quarantena, con le attività commerciali chiuse e l’impossibilità di uscire se non per necessità ed emergenze. Nella città che negli ultimi anni ha avuto una crescita a due cifre percentuali dei flussi turistici, tanti sono stati gli investimenti con l’apertura di numerosi alberghi, l’allargamento dell’aeroporto Giovanni Paolo II, nonché la realizzazione di diverse strutture per congressi e conferenze, tra cui l’Ice e Tauron Arena. «Cracovia sta perciò vivendo come tutti con preoccupazione la situazione causata dal coronavirus, oltre che per motivi salutari anche per motivi economici – prosegue Iannucci -. Le frontiere polacche sono state chiuse, gli alberghi sono vuoti, i musei non accolgono più visitatori. La locale Camera del turismo sta però organizzando una serie di iniziative, coinvolgendo le autorità politiche e i principali operatori».

Degna di nota è in particolare la decisione di illuminare qualche giorno fa gli edifici principali di Cracovia con i colori della bandiera tricolore, in segno di solidarietà con il nostro Paese. «Uno spettacolo di luci e solidarietà che ha molto coinvolto i cittadini di una destinazione da sempre legata all’Italia – conclude Iannucci -, dove è presente l’Istituto italiano di cultura e dove è frequente incontrare residenti che parlano la nostra lingua».

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