5 February 2026

Riorganizzazione Alpitour: in vista una razionalizzazione dei marchi.

Un futuro fatto di meno marchi, per consentire al gruppo di focalizzare maggiormente risorse e attenzioni su quelli con maggiore potenzialità. E’ quello che aspetta la nuova Alpitour, dopo la riorganizzazione seguita all’incorporazione di Eden Viaggi e Press & Swan: “Sempre in un’ottica di ottimizzazione, al di là della razionalizzazione dell’offerta, pensiamo inoltre di concentrare gli investimenti in comunicazione sui brand tradizionalmente più riconoscibili dai consumatori“, spiega Pier Ezhaya. Il direttore generale tour operating del gruppo si mostra peraltro piuttosto soddisfatto del lavoro fatto sin qui: “Oggi abbiamo una struttura estremamente semplificata capace di mettere a fattor comune i talenti delle tre società. E soprattutto, in grado di rendere la catena decisionale più snella, immediata e focalizzata per poli. Gli stessi che svilupperanno le attività e le strategie dei cluster di prodotto: Torino e Pesaro per quello mainstream, Milano per quello specialties“.

Proprio a Pesaro sono in fase di ultimazione i lavori per la nuova sede che dovrebbe essere operativa a partire dalla prossima estate: “Consolidando i volumi – prosegue Ezhaya – abbiamo inoltre acquisito maggior forza di contrattazione con i fornitori esteri. E aver potuto realizzare tutto ciò a motori fermi è stato l’ideale. Anzi, non riesco a pensare a come avremmo potuto mettere insieme tre società con i flussi normali di attività”.

Insomma, non tutto il male vien per nuocere, anche “se è davvero difficile trovare qualcosa di buono in quello che possiamo solo definire come l’annus horribilis, non solo per il turismo ma per l’intera umanità”, sottolinea ancora Ezhaya. In tale contesto, “abbiamo però forse imparato a mettere di nuovo al centro i valori più importanti e a non dare per scontato quello che avevamo. Sul campo più strettamente professionale, siamo poi riusciti a far arrivare al governo e ai media l’importanza del nostro settore. Penso in particolare che il turismo organizzato abbia scalato molte posizioni, richiamando l’attenzione sulla nostre qualità rispetto al fai da te. Certo, c’è voluta la crisi più devastante di sempre per riuscirci.  Spiace infatti vedere che il valore immenso di questo comparto emerga solo nelle difficoltà. Ma almeno è stata tracciata una linea di demarcazione netta tra ciò che è turismo organizzato e ciò che non lo è”.

Per quanto riguarda infine Alpitour, conclude Ezhaya, “possiamo sicuramente riconoscere con un certo orgoglio che abbiamo saputo reagire tempestivamente all’emergenza, mobilitandoci e assumendoci responsabilità che sono andate anche al di là della mera tutela e assistenza dei nostri clienti. In una situazione come questa, oltre il business, si hanno infatti dei doveri etici imprescindibili di solidarietà. Non solo: l’ultimo anno ha anche dimostrato la nostra capacità di modificare schemi precostituiti che, talvolta, possono essere solo dei limiti: in questi mesi, abbiamo rivisto molti processi interni, avviato nuovi progetti It. Il tutto per accelerare e snellire l’organizzazione e il business. Del resto, a un’emergenza come questa, si può reagire attaccando e dribblando i problemi, oppure esserne travolti. Abbiamo scelto la prima strada, ovviamente non senza difficoltà”.

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