28 agosto 2023 12:29
“Sono stata sorpresa dall’organizzazione: di come in pochissimo tempo siamo riusciti a vedere così tante cose senza essere minimamente stanchi per il tour”. C’era anche un personaggio d’eccezione come Maria Teresa Ruta tra i partecipanti al recente fam trip in Giordania di Sand Tour. La giornalista, conduttrice e scrittrice di origini torinesi è una grande viaggiatrice e affezionata cliente dell’operatore fiorentino.
“Quando parto cerco di non avere aspettative ma di lasciarmi sorprendere da tutto quello che vedo, incontro e assaggio – racconta -. Mi informo su usi e costumi del luogo per non sbagliare abbigliamento. Leggo diari o libri di altri viaggiatori per sapere da cosa sono rimasti colpiti. Guardo le fantastiche foto dei grandi fotografi e studio le inquadrature per provare poi con il mio telefonino a replicarle. Torno sempre arricchita da qualunque viaggio: nuove amicizie, con i compagni di avventura e le guide del posto; alcune di queste durano da anni… A volte trovo pure nuovi abiti da indossare in trasmissione per incuriosire il mio pubblico, oppure nuove ricette da proporre nella mia cucina e far gustare agli amici”.
Molte sono le destinazioni rimaste nel cuore di Maria Teresa: “Impossibile fare un elenco delle terre che mi hanno affascinata per motivi diversi. Sicuramente l’Oriente è pieno di posti dove vivrei: India, Birmania, Vietnam, l’isola di Sulawesi, l’Indonesia. Ma anche la Cina, con la sua muraglia e le sue città brulicanti e inquinatissime, mi ha conquistata. E per una subacquea come me le Maldive sono un vero paradiso. Il Medioriente, con Israele e la Giordania, e più giù l’Africa con il suo Marocco, l’Egitto tutto affascinante, la Tanzania, il Sudafrica il Kenya e la stupenda Etiopia… Però bisogna anche andare dall’altra parte e allora l’America con i suoi grandi spazi e le sue capitali da fiction, il Canada, il Messico, le Hawaii, la Polinesia, la foresta amazzonica, dal Venezuela giù per il Brasile… Senza dimenticare le emozioni della prima volta a Parigi, a Londra a Vienna, Vilnius, Stoccolma… Insomma le capitali europee tutte”.
In Giordania in particolare, prosegue Maria Teresa, “siamo partiti alla scoperta della spettacolare città di Petra, dei suggestivi paesaggi desertici del Wadi Rum, delle antiche rovine romane di Jerash, e ci siamo spinti fino a sud, sui soli 26 chilometri di costa sul mar Rosso del Paese, con acque limpide, temperature miti e le attrazioni storiche della città che rendono anche la piccola Aqaba un luogo imperdibile. Rientrando su Amman, città molto interessante, ci siamo fermati sul mar Morto per apprezzare i famosi fanghi. Sicuramente Petra vale tutto il viaggio ed è in assoluto una delle visite più emozionanti che io abbia mai fatto, ma nel complesso sono rimasta affascinata da questo Paese. Ho avuto modo anche di visitare tanti nuovi alberghi ed altrettanti antichi e storici ma ristrutturati che mi hanno davvero sorpresa. In effetti oggi la Giordania vanta circa 4 milioni di visitatori all’anno ed è sicuramente un record, perché è stata un’escalation fortissima sviluppata solo negli ultimi anni e stanno alacremente lavorando per offrire servizi sempre migliori. Comunque le tante risate fatte con un gruppo veramente simpaticissimo hanno fatto anche loro una piacevole differenza”.
Per Maria Teresa Ruta i fam trip sono infine un momento essenziale per garantire prodotti di qualità: “Se tutte le agenzie di viaggi toccassero sempre con mano le realtà delle destinazioni che promuovono, non ci sarebbero sgradite sorprese per il grande popolo di turisti che ama viaggiare per conoscere il mondo. Certo, qualche volta ci può stare qualche contrattempo, ma nella maggior parte dei casi bisogna sempre ricordare che i viaggiatori e i vacanzieri hanno, seppur desideri diversi, chi di conoscere scoprire, chi di riposarsi e di rilassarsi, un denominatore comune: l’idea che in quella settimana tutto sia perfetto e nulla vada storto. Non bisogna quindi tralasciare alcun dettaglio: Petra è sempre lì, maestosa e bellissima. Sarà invece il servizio a fare la differenza di quella giornata, rendendola bella o indimenticabile”.
Di Quirino Falessi
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L’accordo mira a rafforzare i legami nel settore del trasporto aereo tra i due Paesi, ad ampliare la collaborazione commerciale e operativa e a potenziare la competitività di entrambe le compagnie aeree sui mercati globali. Inoltre, apre la strada a nuove rotte aeree, tra cui il previsto servizio Amman-Pechino, un collegamento che attualmente non esiste.
In base al protocollo d’intesa, i vettori valuteranno opportunità di codeshare su rotte chiave, sfruttando al contempo i rispettivi hub. Prevedono inoltre di collaborare in materia di accordi interline, formazione del personale, branding congiunto, assistenza a terra, trasporto merci aereo e ristorazione a bordo.
Il vicepresidente e ceo di Royal Jordanian, Samer Majali, ha affermato che l’accordo sostiene la strategia della compagnia aerea volta ad accrescere la propria presenza in Cina e in tutto l’Estremo Oriente, sottolineando che Pechino funge da porta d’accesso ai mercati asiatici mentre Amman rappresenta il punto di riferimento della regione del Levante.
Il presidente di Air China, Qu Guangji, ha dichiarato che la compagnia aerea sosterrà pienamente l’impegno di Royal Jordanian per l’attivazione di un servizio diretto Amman-Pechino, definendo la partnership come un impulso al turismo, agli affari e agli scambi culturali tra le due nazioni.
Secondo i dati di Oag, citati da Aviation Week, in questo mese di agosto Royal Jordanian collega Amman a 63 destinazioni in 33 paesi, con 682.000 posti di andata e ritorno — parte di una rete più ampia che conta 722.200 posti, con un aumento del 15,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
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[post_content] => Stresa, affacciata sul Lago Maggiore e sulle Isole Borromee, è storicamente una prestigiosa meta del turismo d’élite internazionale. Vocazione che oggi si rinnova negli spazi del Boutique Hotel Stresa: una struttura a 5 stelle voluta da Svetlana e Alexey Fisun, che nel 2022 hanno scoperto sul lungolago una Palazzina in rovina, avvolta dalla vegetazione, e hanno deciso di realizzare il loro sogno: dare vita a un Boutique Hotel con le radici nella storia.
Il Boutique Hotel Stresa rappresenta il futuro dell’accoglienza nell’area con 28 suite ampie e curate, 4 spa suite private, giardino, piscina all’aperto e area fitness; con proposte che spaziano dall’alta gastronomia dello chef Luca Gulino del Ristorante LeBolle a “Boutique Art Stresa”, dedicata all’arte contemporanea. Come racconta Andrea Lazzarini nel volume “La Casa d’Oro di Stresa, un’eleganza senza tempo, 1772-2022”, la storia del complesso porta al 1723, quando il giovane Giacomo Filippo Bolongaro partì per Francoforte dove fece fortuna commercializzando il tabacco da fiuto. T
ornato a casa nel 1772 costruì Villa Bolongaro, detta anche la Casa d’Oro, che fu la prima dimora edificata sul lungolago di Stresa - ospitò anche Casanova, amico della famiglia Borromeo! A fianco della villa sorse una struttura dove venivano accolti e sfamati non solo i viandanti che, dal Passo del Sempione, raggiungevano stremati le sponde del Lago Maggiore, ma anche le ragazze madri. Nel complesso, che aveva un forte ruolo sociale, c’erano il primo medico di Stresa e un piccolo ospedale. Nel 1848 Anna Maria, ultima erede della famiglia Bolongaro, nota come “la Santa di Stresa”, lasciò tutti i suoi beni alla congregazione dei Padri Rosminiani.
“Il palazzo di Anna Maria Bolongaro era aperto quale un albergo a tutti e a tutte le ore … con stanze bene addobbate, una mensa imbandita e una servitù cordiale, piena di attenzione per tutti” scrisse in quegli anni lo storico rosminiano don Vincenzo DeVit. I padri, per problemi economici, nel 1857 cedettero la villa ai Savoia che stavano cercando una dimora sul Lago Maggiore per la Duchessa di Genova Elisabetta di Sassonia: madre di Tommaso e di Margherita, futura regina d’Italia. La villa nel suo periodo più mondano e sfarzoso ospitò figure come Alessandro Manzoni e Camillo Benso conte di Cavour.
La proprietà venne più volte trasformata, anche edificando quella Palazzina del Principe Tommaso che diventerà il Boutique Hotel Stresa. Dopo la morte della Duchessa l’ampio complesso affacciato sul lago venne acquistato dal noto gioielliere Lucien Mellerio - originario della Val Vigezzo e arricchitosi a Parigi per aver sventato un attentato al re! – che frazionò il complesso e nel 1913 abbatté la splendida Palazzina per poi erigere quella che diventerà prima Villa Lama e poi Villa Ostini (1941) dai nomi dei successivi proprietari. Dopo i difficili tempi della guerra la grande villa tornò ai Padri Rosminiani, ma la Palazzina divenne proprietà degli Zattera che volevano farne un albergo.
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Chiara Ambrosioni
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Si è conclusa così la seconda e ultima fase dei lavori di Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo Fs, per la sostituzione del cavalcaferrovia Ponte al Pino, nel nodo ferroviario di Firenze.
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[post_content] => È online www.napolianewcity.it: più di un semplice sito istituzionale. È uno spazio vivo, dinamico, in continua evoluzione, progettato per raccogliere e valorizzare contenuti editoriali, itinerari tematici, guide, racconti, eventi ed esperienze.
Una piattaforma editoriale e di destination marketing pensata per raccontare Napoli con uno sguardo nuovo: un ecosistema digitale che valorizza l’identità della città e accompagna il viaggiatore in ogni fase del suo percorso.
«Con questo portale Napoli compie un salto di qualità nel modo in cui si presenta al mondo. Non volevamo realizzare un semplice sito istituzionale, ma costruire uno spazio capace di raccontare la città attraverso le sue esperienze, i suoi quartieri, la sua cultura e le sue persone. Il nuovo portale rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare il posizionamento internazionale di Napoli, valorizzando al tempo stesso il lavoro e le competenze dell’intero sistema turistico cittadino», afferma l’assessora al turismo del comune di Napoli, Teresa Armato.
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[post_content] => C'è un dato che dovrebbe far riflettere molto più di quanto stia facendo. Nei primi cinque mesi del 2026 gli italiani hanno acceso prestiti per andare in vacanza per un valore complessivo di circa 170 milioni di euro. Un numero che qualcuno potrebbe leggere come il segnale di una ritrovata voglia di viaggiare. In realtà racconta soprattutto un'altra storia: quella di un Paese che si impoverisce e che, per concedersi qualche giorno di serenità, è costretto a indebitarsi.
Le ferie dovrebbero rappresentare un momento di recupero psicofisico, non una decisione finanziaria da spalmare in rate mensili. E invece sempre più famiglie scelgono di pagare il mare, la montagna o un viaggio con un finanziamento, trasformando un diritto al riposo in un debito da onorare nei mesi successivi.
Stipendi reali
È l'immagine di un'Italia che fatica ad arrivare alla fine del mese, dove gli stipendi reali hanno perso potere d'acquisto rispetto al costo della vita e dove l'inflazione degli ultimi anni continua a lasciare cicatrici profonde sui bilanci familiari. Se per concedersi una settimana di vacanza occorre ricorrere al credito, significa che il reddito disponibile non è più sufficiente a sostenere nemmeno quelle spese che fino a pochi anni fa venivano considerate ordinarie.
Ancora più preoccupante è il cambiamento culturale che accompagna questo fenomeno. L'indebitamento viene ormai percepito come normale, quasi inevitabile. Si finanzia l'automobile, gli elettrodomestici, lo smartphone e oggi perfino le vacanze. Il rischio è quello di costruire una società nella quale il consumo è garantito non dalla ricchezza prodotta, ma dal credito concesso. Una differenza sostanziale che rende le famiglie molto più vulnerabili a qualsiasi imprevisto economico.
Senza reddito
Il vero problema non sono i 170 milioni di euro prestati per partire. Il problema è ciò che quella cifra rappresenta. È il sintomo di un Paese nel quale una parte crescente della popolazione non riesce più a finanziare con il proprio reddito neppure un periodo di riposo. E se per staccare la spina bisogna prima firmare un contratto di finanziamento, allora non siamo di fronte a un boom del turismo, ma al segnale di un progressivo impoverimento sociale.
Una società sana non è quella in cui si va comunque in vacanza, ma quella in cui le famiglie possono permetterselo senza compromettere il proprio equilibrio economico. Quando persino il relax diventa un debito, la questione non riguarda più il turismo: riguarda il modello economico e il futuro del potere d'acquisto degli italiani.
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[post_content] => Cresce l'interesse dei viaggiatori per la Costa Rossa, tratto costiero del Nord Sardegna compreso tra Castelsardo e Santa Teresa Gallura. A confermarlo il trend di prenotazioni degli hotel Marinedda 5 stelle e hotel Relax Torreruja 4 stelle superior a Isola Rossa del gruppo alberghiero sardo Delphina Hotels & Resorts. Si registra, in particolare, una domanda crescente da parte di viaggiatori alla ricerca di mete lontane dall’overtourism.
La Costa Rossa sta beneficiando anche dell’importante ritorno d’immagine generato dalle grandi produzioni cinematografiche internazionali. Dopo il remake Disney de “La Sirenetta”, il territorio è stato scelto anche per le riprese di “Star Wars: Starfighter”, il nuovo film della celebre saga cinematografica, in uscita nel 2027.
Un nuovo marchio
Per raccontare e valorizzare l’identità del territorio è nato il marchio Costa Rossa, espressione del Comune di Trinità d’Agultu e Vignola. Ne fanno parte alcune delle spiagge più rappresentative della zona, La Marinedda, Cala Sarraina e la Sspiaggia Longa di Isola Rossa che hanno riconfermato anche nel 2026 la Bandiera Blu. Al centro di questo territorio, il piccolo borgo di pescatori di Isola Rossa affacciato sul golfo dell’Asinara. La torre aragonese, il porticciolo turistico e il lungomare invitano a vivere il paese senza fretta, tra scorci sul mare e tramonti tra i più suggestivi della costa.
A Isola Rossa, l’hotel Marinedda Thalasso & Spa 5 stelle, unico hotel 5 stelle della Costa Rossa, è recentemente entrato a far parte di Serandipians by Traveller Made. La struttura è stata inoltre inserita tra le Best Destination Spas in Europe 2025 dai lettori di Condé Nast Traveller. Specializzato nella talassoterapia, il centro Thalasso & Spa“L’Elicriso” dedica al benessere 2.500 metri quadrati, con piscine di acqua di mare riscaldata a differenti temperature, programmi thalasso e trattamenti della linea Sardinia Signature, che valorizza ingredienti mediterranei provenienti dalla natura dell’isola.
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Polignano a Mare, nel 2023 premiata come "città più accogliente al mondo dai Traveller Review Awards di Booking.com, rafforza la sua offerta evidenziando sempre di più le sue bellezze naturalistiche, le sue bontà gastronomiche e la ricchezza del suo patrimonio artistico.
A 34 anni dalla scomparsa dal suo fondatore che dette il nome allo storico locale di Polignano a Mare, “Mario Campanella, il Super Mago del Gelo”, con ben 105 anni di storia e tradizione con quattro generazioni di gelatai, la famiglia Campanella omaggia Domenico Modugno, grande amico di Mario Campanella.
I turisti di tutto il mondo conoscono oramai il "Caffè Speciale" del Super Mago, ma con l’arrivo del caldo, il locale celebra tre grandi gusti: la coppa Volare (dedicata al grande amico polignanese Domenico Modugno), la coppa Maria Cristina e la granita ai gelsi neri.
Il “Super Mago del Gelo” fu fondato dal Cavaliere Giuseppe Campanella, venditore di mandorle, nel lontano 1935. Nel corso dei tanti anni di attività il Bar Gelateria Campanella è riuscito a bilanciare con pazienza e amore i vari ingredienti che danno vita agli innumerevoli gusti dell’ottimo gelato fatto alla vecchia maniera, quella artigianale. Come attestano le numerose foto alle pareti, da Mario Campanella il “Super Mago del Gelo”, sono transitati tutti i grandi nomi dello spettacolo e della musica italiana ed internazionale. Come ricorda la famiglia, il grande Domenico Modugno era di casa nella gelateria durante i suoi rientri a Polignano.
Nel 2018, in occasione dei 60 anni della canzone “Volare - Nel blu dipinto di blu”, scritta da Franco Migliacci e cantata da Modugno a Sanremo nel lontano 1958, la figlia di Mario, Anastasia, ha voluto celebrare Modugno con la coppa gelato “Volare” che unisce diversi ingredienti legati al territorio in un mix in grado di ricordare la personalità dell'artist.
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L’inclusione di Milano conferma l’attenzione di Thai verso il mercato italiano e il costante impegno della compagnia nel proporre ai passeggeri Royal Silk Class un’esperienza di viaggio sempre più curata. Il kit si inserisce infatti nell’offerta business della compagnia aerea thailandese, che comprende comfort a bordo, attenzione personalizzata, accesso alle lounge e servizi dedicati pensati per rendere il viaggio più fluido e piacevole fin dalle fasi precedenti l’imbarco
Il design della collezione si ispira alla bellezza dei tessuti thailandesi e al motivo reale “Siriraj Phatthraphorn”: il pattern nasce da una ricerca sulle arti tradizionali e sugli antichi tessuti thailandesi, testimonianze della cultura, della natura e dello stile di vita del Paese.
La composizione decorativa richiama elementi di forte valore simbolico, tra cui il fiore Pudtan, il motivo Mayurasiri, il Kho Fueang Uba e il Kho Chao Fa 2568, armonizzati con l’orchidea, simbolo di Thai Airways, l’elefante, animale di buon auspicio nella cultura thailandese, e la tradizionale ghirlanda thailandese, emblema di benvenuto e accoglienza.
All’interno del kit, i passeggeri trovano una selezione di prodotti pensati per migliorare il comfort durante il volo. Tra questi figurano gli articoli firmati Sirivannavari Maison, tra cui la Sirivannavari Maison Hand Cream, crema mani alla fragranza di rosa arricchita con olio naturale Jusanyu e Vitamina B3; il Sirivannavari Maison Lip Balm, balsamo labbra con burro di karité, olio di jojoba, Vitamina E e Vitamina B5; e il Sirivannavari Maison Deodorant Spray, ispirato alla tradizione thailandese e formulato con allume puro.
Completano l’amenity kit una mascherina per gli occhi coordinata con la pochette Sirivannavari, uno spazzolino in bambù, dentifricio MARVIS alla menta e tappi per le orecchie 3M, selezionati per offrire maggiore comfort e favorire il relax a bordo.
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La crociera di Msc Lirica nel Mediterraneo orientale rappresenta un itinerario ricco di emozioni . «Il ritorno dell’Egitto nei nostri itinerari rappresenta un’opportunità importante per offrire ai nostri ospiti nuove prospettive di viaggio e riscoprire una destinazione dal fascino intramontabile. La stagione invernale si conferma un periodo privilegiato per partire alla scoperta del Mediterraneo orientale, grazie a un clima mite e a un’atmosfera ideale per vivere con calma le bellezze culturali e paesaggistiche delle destinazioni toccate dall’itinerario. Continuiamo a investire nello sviluppo di proposte sempre nuove e coinvolgenti, capaci di unire luoghi iconici, autenticità e il piacere della vita a bordo. Il nostro obiettivo è trasformare ogni crociera in un’esperienza completa, fatta di emozioni, scoperte e ricordi destinati a durare nel tempo» ha dichiarato Luca Valentini, direttore commerciale di MscCrociere.
Le tappe
Msc Lirica partirà da Marghera il 15 novembre per crociere di 11 notti e 12 giorni fino a marzo 2027. Marghera porta d’accesso al Mediterraneo orientale, segna l’inizio di un viaggio attraverso culture, tradizioni e paesaggi che raccontano oltre tremila anni di storia. La prima tappa è Spalato. La navigazione prosegue poi verso la Grecia, dove Msc Lirica sosterà a Katakolon, piccolo porto affacciato sul Mar Ionio dove il ritmo rilassato della vita greca incontra il fascino della storia. Da qui è possibile raggiungere l’antica Olimpia, culla dei Giochi Olimpici. A seguire, Heraklion, vivace capitale di Creta, accoglie i viaggiatori con il suo mix tra mito, cultura e atmosfera mediterranea.
Dopo Heraklion è la volta di Rodi e di Limassol, vivace città costiera che rappresenta il volto più contemporaneo di Cipro. L’itinerario raggiunge uno dei suoi momenti più emozionanti con l’arrivo in Egitto. Da Port Said, porta d’accesso al canale di Suez, fino ad Alessandria, ogni escursione regala nuove prospettive su una delle civiltà più affascinanti della storia.
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