5 February 2026

Gnv, in arrivo da Moby due nuove unità: la Sirio e l’Auriga

Sono la Sirio e l’Auriga le ultime due new entry della flotta Grandi Navi Veloci. In arrivo da Moby, che dallo scorso settembre è ufficialmente entrata nell’orbita di Msc, capogruppo della stessa Gnv, consentiranno a quest’ultima di raggiungere un totale di 28 navi, operative su 31 linee in sette paesi differenti. Entrambe le due nuove unità hanno la possibilità di accogliere oltre 2.900 passeggeri ciascuna, offrono 319 cabine, un’area relax, due bar, una sala ristorante, uno spazio dedicato all’intrattenimento per i più piccoli, uno shop, ascensori a ogni ponte nave, ma anche un’area dedicata agli amici a quattro zampe.

Le due navi, terminate le necessarie attività di manutenzione, di allestimento e di aggiornamento della livrea con i colori Gnv, inizieranno a operare nelle prossime settimane sulle rotte italiane della compagnia. In particolare, la Sirio dal prossimo 20 marzo opererà per la Sicilia sulla linea Genova-Palermo-Genova, mentre l’Auriga sarà attiva a partire dal 28 marzo per la Sardegna, sulla linea Genoa-Porto Torres-Genova.

“L’ingresso in flotta di queste due nuove unità rappresenta un elemento cruciale per contribuire alla crescita della nostra capacità in termini di passeggeri e metri lineari trasportabili, ma è anche una straordinaria opportunità per potenziare la nostra presenza nel Mediterraneo, in particolare verso Sicilia e Sardegna, su due delle rotte storiche per la nostra compagnia, confermando il nostro impegno nel rafforzare quello che da sempre è un mercato chiave per il nostro sviluppo”, sottolinea Matteo Catani, amministratore delegato di Gnv.

Le due unità gemelle, costruite nel 2003 presso gli stabilimenti di Fincantieri a Castellamare di Stabia e precedentemente in flotta al gruppo Moby, hanno entrambe 39.798 tonnellate di stazza lorda per 214 metri di lunghezza e consentiranno alla compagnia di incrementare la propria capacità di carico commerciale di oltre 4 mila metri lineari (2.281 ml la Sirio e 1.934 l’Auriga).

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Collaborando con Relais & Châteaux e le sue dimore, l’Unesco contribuisce a trasformare il rispetto per ogni forma di vita sul pianeta in azioni concrete, radicate nel know-how delle comunità locali e condivise a livello globale»  chiude Khaled El-Enany, direttore generale dell’Unesco.\r\n","post_title":"Relais & Châteaux, al via 4 progetti in collaborazione con l'Unesco","post_date":"2026-02-04T10:15:48+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1770200148000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"506481","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Non più una parola d’ordine, ma una strategia industriale che tiene insieme impresa, territorio e capitale umano. È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.\r\n\r\nUn appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.\r\n\r\nUn approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. 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Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.\r\nA proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”. \r\n\r\nLa riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.\r\n\r\nAmpio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».\r\n\r\nIl tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.\r\n\r\nA rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. 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