26 giugno 2017 12:48
Due destinazioni regine dello sterminato nord del continente americano, protagoniste della programmazione de Il Diamante. L’operatore saluta infatti con soddisfazione i numeri estremamente positivi di Canada e Alaska. La prima destinazione ha registrato una crescita pari al 45% nei primi mesi di quest’anno e viene rilanciata con diverse new entry in programmazione.
«Tra le novità segnaliamo che fino al 31 dicembre 2017, in occasione del 150° anniversario della Confederazione Canadese, l’entrata ai parchi nazionali sarà gratuita – commenta Mauro Bonavero, product manager della destinazione -. Sarà quindi possibile visitare gratuitamente parchi come il Banff National Park e il Jasper in Alberta, il Forillon National Park in Qubec, il Pacific Rim National Park in Columbia e molti altri. Questo è un vantaggio ma rappresenta anche un problema perché alcune zone proprio come Jasper e Banff sono prese d’assalto dai turisti, anche canadesi».
Per quanto riguarda le tendenze, molte le richieste per i viaggi di nozze soprattutto per i combinati Canada classico con tour e soggiorno balneare ai Caraibi, grazie all’ottima rete di voli in connessione.
Guardando all’Alaska invece, la novità 2017 è il tour di gruppo “Magnifica Alaska” di 10 giorni che fa parte della linea Esplorando, con partenze a date fisse garantite minimo 2 passeggeri e guida in italiano. La partenza è prevista il 17 luglio e si visitano Anchorage, Seward, Talkeetna, Denali, Fairbanks e Valdez. Quote da € 3.777, volo dall’Italia non incluso. «Si tratta di un viaggio spettacolare – conclude Bonavero -, come se si dovesse raggiungere l’ultima frontiera, con possibilità di vedere tantissimi animali, passando per paesaggi incontaminati e per villaggi che ancora ricordano la corsa all’oro. Il prossimo anno questo tour passerà a tre partenze l’anno».
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La crisi del Golfo continua a proiettare le sue ombre sul turismo. Ombre a cui da ieri si è aggiunta l’incertezza derivante dalle dimissioni del ministro Santanché, elemento di ulteriore destabilizzazione per gli addetti ai lavori, che proprio di recente si erano rivolti alle istituzioni per chiedere interventi immediati a sostegno delle perdite finanziarie subite in queste settimane, tra rimpatri e cancellazioni.
Aiav ha condotto un’indagine presso un campione rappresentativo di agenzie di viaggio distribuite in tutta la Penisola per fotografare l’andamento delle prenotazioni e le dinamiche del settore, tra aumento dei prezzi, rallentamento della domanda e ricerca di destinazioni alternative.
La prima evidenza è che la crisi impatta sul turismo principalmente sul piano economico: le stime per l’estate segnano un aumento medio del 5-6% sui costi delle vacanze in Italia rispetto al 2025, cui si aggiungono i rincari già visibili sui trasporti aerei dovuti al costo del carburante.
Quanto alle destinazioni, proiettando i dati raccolti su scala nazionale, si stimano tra le 6.000 e le 7.000 prenotazioni ancora in essere per i Paesi del Golfo, da riproteggere su località alternative. Un'attività resa oggi più agevole dalla progressiva riapertura delle rotte da parte delle compagnie aeree, che ha restituito agli agenti un ventaglio quasi completo di mete proponibili. La scelta è calibrata caso per caso, in funzione del percepito del cliente, del budget, del clima e del tipo di vacanza desiderata.
Per il lungo raggio crescono Stati Uniti, Canada e Far East, con la Thailandia che mantiene il suo tradizionale appeal. Ma è soprattutto l'Italia a imporsi come meta dominante, tornando al centro della domanda turistica nazionale. Non mancano purtroppo gli annullamenti: accanto a quelli legittimi relativi ai pacchetti verso le destinazioni del Golfo, si registrano anche richieste di cancellazione verso mete non interessate dalla crisi, motivate da un diffuso clima di incertezza. In questi casi, il rimborso, ai sensi del Codice del Turismo, non è previsto.
Sul fronte delle nuove prenotazioni, il sentiment generale è di attesa: “Inutile nascondere il calo delle prenotazioni, ma la sensazione è che i timori nel medio lungo termine non siano legati solo alla geopolitica, ma anche all'inflazione e al rischio di un rallentamento generale dell'economia.
Prima di prenotare le vacanze, i consumatori preferiscono comprendere se e come cambieranno i costi della vita di tutti i giorni, dalle bollette al carrello della spesa. Nell'auspicata prospettiva di una de-escalation del conflitto, siamo convinti che, dissipate le incognite economiche, la domanda potrà riprendere slancio” – ha dichiarato Fulvio Avataneo, presidente Aiav.
Sulle dimissioni del ministro del turismo, in una nota l’Associazione ha ribadito la necessità che la scelta del sostituto ricada su un profilo con competenze solide e immediatamente operativo, in grado di comprendere le specificità del settore e rispondere con efficacia alle numerose sfide che il comparto è chiamato ad affrontare.
[post_title] => Aiav: la crisi c'è. Certificato in agenzia il calo delle prenotazioni
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Ag Boutique Journey fa il punto sui trend dell'incoming. La dmc e t.o. incoming rileva un quadro complessivamente positivo per i flussi turistici stranieriverso l’Italia nel segmento high-end. In un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche e scenari di conflitto, e tenendo conto di un 2025 che aveva beneficiato della spinta del Giubileo, la domanda si mantiene solida e conferma la capacità del Paese di attrarre una clientela internazionale a elevato potere di acquisto, orientata verso viaggi su misura, servizi esclusivi e soggiorni di fascia alta.
Salvatore Gioiosa, chief commercial officer di Ag Boutique Journe, spiega: «Il dato che riteniamo più significativo riguarda la tenuta della domanda nel segmento high-end, che continua a mostrarsi consistente anche in una fase internazionale segnata da tensioni geopolitiche. Nel dialogo con clienti e partner emerge come, accanto alla necessaria attenzione al contesto internazionale, continui a prevalere una percezione molto forte dell’Italia quale meta sicura, stabile e sempre desiderabile. Si tratta di un elemento che oggi contribuisce in modo concreto a sostenere i flussi turistici e conferma la capacità del Paese di restare un punto di riferimento per il turismo di alta gamma».
Il confronto con il 2025 richiede una lettura attenta. Lo scorso anno, infatti, il Giubileo aveva generato volumi eccezionali proprio nel periodo pasquale, innalzando in modo significativo la base comparativa. In questo contesto, il 2026 si colloca su livelli più fisiologici, ma resta comunque positivo, soprattutto alla luce dello scenario internazionale attuale. Un elemento evidente riguarda, inoltre, la distribuzione della domanda, oggi meno concentrata esclusivamente nei giorni della festività e più spesso estesa ai periodi immediatamente precedenti e successivi alla Pasqua, soprattutto da parte dei mercati oltreoceano.
Il continente americano si conferma di gran lunga il principale mercato di riferimento per Ag Boutique Journey, rappresentando circa il 65% delle prenotazioni complessive. In questo scenario, il Canada pesa intorno al 30% e si conferma un mercato consolidato e stabile. Stati Uniti e Messico stanno registrando le dinamiche di crescita più interessanti, con incrementi stimati tra 10 e 20%, e oggi rappresentano insieme una quota sempre più rilevante del business. Positivo anche l’andamento delle prenotazioni dell'America Latina, in crescita intorno al 15%, con performance particolarmente significative registrate da Brasile e Argentina e segnali incoraggianti sull’intera area. Europa e Asia si attestano entrambe intorno al 15%: la prima si mantiene più stabile, mentre la seconda mostra segnali di ripresa graduale, soprattutto in alcuni mercati chiave.
Nel segmento high-end si conferma una clientela resiliente, poco influenzata dal contesto globale e caratterizzata da una capacità di spesa elevata. Le prenotazioni si distribuiscono tra programmazione anticipata e una componente sempre più rilevante di richieste sotto data, in particolare nel luxury. Il cliente americano e latinoamericano si distingue per maggiore flessibilità e rapidità decisionale rispetto a quello europeo.
Il prodotto
Dal punto di vista del prodotto, il grande classico continua a funzionare molto bene. Il Grand Tour Italia in chiave luxury, con itinerari di 12-14 giorni tra Roma, Firenze e Venezia, spesso completati dalla Toscana o dalla Costiera amalfitana, resta una delle richieste più forti, accompagnata da accessi privati ed esperienze esclusive. Allo stesso tempo cresce anche il filone della “deep Italy”, con itinerari che da Roma si sviluppano verso il Sud, alla scoperta dell’Italia borghi, oltre alle tanto amate Puglia e Matera, e alle destinazioni meno battute. Si tratta di viaggi fortemente personalizzati, costruiti con grande attenzione ai dettagli e con un’idea di autenticità sempre più ricercata. Nel complesso, i soggiorni mantengono una durata media di 12-14 giorni e sono spesso multi-destinazione; cresce inoltre la richiesta di proposte con una permanenza media intorno ai nove giorni.
Resta costante e trasversale l’interesse per il Vaticano e per i Musei Vaticani, richiesti durante tutto l’anno attraverso formule private. In generale, la domanda si orienta sempre più verso esperienze uniche e non replicabili, capaci di coniugare esclusività, privacy e valore emozionale. Tra gli esempi più rappresentativi rientrano aperture private di palazzi storici con cene cucinate da chef stellati, visite fuori orario in cantine iconiche insieme ai proprietari, spostamenti in elicottero tra più destinazioni o giornate in yacht privato: proposte costruite integralmente su misura, in linea con le aspettative di questa tipologia di clientela.
Per i prossimi mesi. si confermano il peso crescente dei mercati oltreoceano e una domanda internazionale che continua a guardare all’Italia con interesse. In questa prospettiva, Ag Boutique Journey continuerà a investire nel continente americano, asiatico e in Oceania, mantenendo al tempo stesso le attività commerciali programmate in Medio Oriente, all’interno di una strategia di presenza costante sui mercati internazionali.
[post_title] => Ag Boutique Journey: l’incoming high-end si mantiene solido
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[post_content] => Negli ultimi mesi il turismo europeo sta risentendo in modo evidente delle tensioni legate all’attuale guerra nel Golfo, un conflitto che, pur essendo geograficamente distante, ha effetti concreti anche sulle scelte dei viaggiatori nel continente. In Europa, infatti, non si registra una situazione di reale pericolo diffuso, ma cresce una percezione di insicurezza che influenza il comportamento di una parte significativa dei turisti. Questa paura, stimata tra il 30% e il 50% a seconda dei casi, è alimentata dall’incertezza generale che ogni conflitto internazionale porta con sé.
A differenza delle aree direttamente coinvolte, dove il turismo subisce crolli drastici, in Europa l’impatto è più contenuto ma comunque rilevante. Si osserva infatti una riduzione degli arrivi turistici che può variare tra il 5% e il 15% in alcuni periodi, accompagnata da un aumento delle cancellazioni e da una maggiore prudenza nelle prenotazioni. Molti viaggiatori preferiscono organizzare viaggi più flessibili, con possibilità di modifica o annullamento, proprio per far fronte a eventuali sviluppi della situazione internazionale.
Spostamento dei flussi turistici
Un aspetto particolarmente evidente è lo spostamento dei flussi turistici. Piuttosto che rinunciare completamente a viaggiare, fino al 20% o 30% dei turisti tende a cambiare destinazione, privilegiando paesi percepiti come più sicuri e lontani da possibili ripercussioni del conflitto. In questo contesto, nazioni come Italia, Spagna e Grecia risultano spesso favorite, grazie alla loro immagine di stabilità e sicurezza.
Oltre alla componente psicologica, la guerra nel Golfo ha anche effetti economici che si riflettono sul turismo europeo. L’aumento del costo del petrolio comporta un rincaro dei voli e dei trasporti, rendendo i viaggi più costosi e incidendo ulteriormente sulla domanda. Allo stesso tempo, si registra una diminuzione dei turisti provenienti dalle aree direttamente coinvolte nel conflitto, con conseguenze per alcune destinazioni europee che tradizionalmente accoglievano questi flussi.
In conclusione, la guerra attuale nel Golfo non blocca il turismo in Europa, ma ne modifica profondamente le dinamiche. La paura è presente soprattutto come percezione e porta a un atteggiamento più cauto e selettivo da parte dei viaggiatori. Il risultato è un turismo che continua a esistere, ma che si adatta rapidamente al contesto internazionale, cambiando rotte, abitudini e priorità.
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[post_content] => Grande successo per l’XI edizione del Campionato mondiale del pesto al mortaio che Genova ha ospitato sabato 21 marzo. Ancora una volta la finale del concorso ha attirato partecipanti da tutto il mondo, curiosi e turisti grazie alla finale del concorso e agli eventi collaterali organizzati in città.
Nel pomeriggio di sabato è stata proclamata la vincitrice: Carla Pensa, classe 1940, “besagnina” (fruttivendola) in pensione di Roccatagliata, frazione di 53 abitanti del comune di Neirone provincia di Genova. Dopo una intensa giornata di gara è risultata la migliore fra i 100 partecipanti provenienti da tutto il mondo. L’ hanno scelta tutti i trenta giudici che durante la mattinata avevano selezionato i 10 super finalisti nella fase conclusiva della competizione.
Carla Pensa, che era stata inserita nella lista dei 100 concorrenti all’ultimo momento, ha ricevuto il tradizionale "pestello d'oro".
Durante la cerimonia di chiusura è stato consegnato il premio letterario Pietro Cheli, alla prima edizione, all’autrice senegalese Mareme Cisse per il libro “Sogni di Zenzero”, Slow Food Editore. La tradizionale targa assegnata dalla Associazione Culturale “A Compagna” per il concorrente che arriva da più lontano quest’anno è andata a Craig Stanley Wales originario dalle Hawaii.
La selezione anche quest’anno è avvenuta seguendo i tempi di iscrizione e inserendo di diritto i vincitori delle 28 gare eliminatorie (di cui 6 in Germania, Stati Uniti, Spagna, Francia e Canada). Le persone provenienti dall’estero sono state in totale 20. I paesi new entry dell’XI edizione sono il Gambia e Malta.
Nella giornata di sabato si sono svolti anche il Campionato dei bambini a cura del consorzio del Basilico genovese dop, la disegnata “Fumetti al Pesto” organizzata dalla Genoa Comics Academy, la premiazione del concorso letterario “Pesto da leggere” dedicato a Pietro Cheli e “Odissea del Pesto” a cura dell’Istituto Italiano di Tecnologia.
In serata si è svolto il tradizionale “Pesto Party” offerto dalla Camera di Commercio a cura di “Genova Liguria Gourmet” in cui una decina di ristoranti aderenti al marchio di qualità della ristorazione ligure gestito dal sistema camerale, hanno proposto i loro piatti in degustazione con vini liguri. E poi ancora in città i corner informativi delle dop liguri e di consorzi e associazioni nel settore del food, lo scaffale dei “pesti sbagliati” la mostra degli antichi mortai delle famiglie genovesi ed itinerari turistici nel centro storico a cura di Confartigianato Liguria.
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Solo in Spagna e in Europa, Iberia offrirà 15.998.692 posti. Tra le novità figurano due nuove destinazioni europee: Bucarest e Tivat.
Gli Stati Uniti e il Canada registrano il maggiore aumento di capacità rispetto alla scorsa estate. In totale, Iberia offrirà 1.280.254 posti, con un incremento del 19,02% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
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[post_content] => Grave incidente nella notte di New York all'aeroporto La Guardia, dove la collisione tra un aereo passeggeri di Air Canada proveniente da Montreal e un mezzo dei vigili del fuoco su una pista dello scalo è costato la vita a pilota e copilota.
La Federal Aviation Administration (Faa) ha reso noto che l’aereo coinvolto era un Bombardier Crj-900 e ha comunicato la chiusura dello scalo a seguito di “un’emergenza”: interruzione che la Faa ha previsto fino alle 14:00 ET di oggi, 23 marzo, (18:00 Gmt).
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[post_content] => Flessione netta dell'advance booking sulle rotte transatlantiche per l'estate 2026: i più recenti dati analizzati da Cirium mostrano un calo delle prenotazioni dall'Europa verso gli Stati Uniti del 15,34% su base annua.
E anche dagli Usa verso il continente europeo, la diminuzione è sensibile, con un meno 11,19% su base annua. In particolare, i dati elaborati dalla società di analisi del settore aeronautico (che provengono da varie fonti terze, principalmente agenzie di viaggio online e gds, e quindi non direttamente dalle compagnie aeree) mettono a confronto i viaggi in programma nel luglio 2026 con quelli del luglio 2025, per le prenotazioni effettuate tra il 7 ottobre 2025 e il 14 marzo 2026, rispetto alle prenotazioni effettuate tra il 7 ottobre 2024 e il 14 marzo 2025.
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Le città coinvolte sono New York/New Jersey, Los Angeles, San Francisco, Seattle, Dallas, Houston, Kansas City, Atlanta, Miami, Filadelfia, Boston, Toronto, Vancouver, Città del Messico, Guadalajara e Monterrey. attualmente il trend è sempre negativo: dall'Europa agli Stati Uniti con un -6,7% di prenotazioni; dall'Europa al Canada con un -1,5%; e dall'Europa al Messico con -6,4%.
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Il mercato globale del Tax Free Shopping chiude il 2025 con un incremento del +1%, ma è l'Europa a fare la differenza, mettendo a segno un +5% che compensa la flessione del Giappone (-12%). È quanto emerge da "Insights 2026", l'evento annuale di Global Blue, leader di settore, che si è tenuto oggi a Milano. E che ha delineato alcuni cambiamenti nelle abitudini di acquisto da tenere in considerazione.
In Italia il bilancio è positivo: la spesa cresce del +3%, con una base di shopper in espansione del +10%. A dominare il mercato sono i turisti statunitensi, che rappresentano un quarto del totale. La loro spesa è trainata dagli Ultra High Net Worth Individuals, soggetti alto spendenti, (+24%), con oltre la metà del budget orientato verso orologi e gioielli. Seguono i turisti del Golfo (10%) e i cinesi (9%), che però, pur aumentando di numero, riducono il valore medio degli acquisti del -13%.
La vera sorpresa è la Generazione Z: in Italia il numero di giovani shopper è cresciuto del +28%, con una spesa in aumento del +16%. Spiccano l'orologeria (+48%) e lo sportswear (+38%), seguiti da cosmetica (+27%) e gioielleria (+26%).
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[post_content] => Choice Hotels International ha celebrato un importante traguardo, con l'apertura della sua 500esima struttura a marchio Ascend Collection. Le recenti acquisizioni dell'Harrison Hotel nel centro di Hollywood e del Gould Hotel a Seneca Falls, nello Stato di New York, rappresentano un traguardo significativo per il marchio.
«Raggiungere i 500 hotel operativi è un traguardo fondamentale per Ascend Collection e un chiaro segnale della crescita che sta interessando l'intero nostro portfolio di hotel di lusso - ha dichiarato Indy Adenaw, vicepresidente senior del segmento upscale di Choice Hotels International in un intervento riportato da Travelpulse -. Questo risultato sottolinea la solidità della nostra strategia di branding soft e la crescente domanda di hotel distintivi e incentrati sull'esperienza. Ogni struttura Ascend Collection è progettata con cura per rispecchiare la comunità locale, offrendo al contempo i servizi di alto livello, gli spazi flessibili e le esperienze autentiche che gli ospiti di fascia alta oggi ricercano».
Ascend Collection in numeri
Ascend Collection vanta un portafoglio di 70 immobili in importanti mercati degli Stati Uniti. Tra le aperture previste figurano proprietà a Flagstaff, in Arizona; Anaheim, in California; Miami, in Florida. A livello internazionale, il marchio ha consolidato la sua presenza europea entrando in Polonia con la sua prima struttura, ha accelerato la crescita in Canada con l'aggiunta di sei nuove proprietà in Québec, ha inaugurato il suo primo hotel in Cile ed è entrato nel mercato africano con l'imminente apertura di una struttura nella riserva nazionale del Maasai Mara. Inoltre, un accordo di distribuzione a lungo termine e di master franchising con Ssaw Hotels & Resorts in Cina aggiungerà oltre 9.500 camere al marchio.
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