30 agosto 2011 14:57

Marco Cisini, direttore generale di Hotelplan Italia, ha inviato una comunicazione sull’andamento del tour operator, che riportiamo integralmente. «Sono stati giorni difficili quelli che abbiamo vissuto internamente ma con grande orgoglio possiamo dire di averli superati con successo e soddisfazione. Il piano di ristrutturazione è stato realizzato esattamente com’era stato progettato e questo grazie alla collaborazione di tutte le persone coinvolte: dalle rappresentanze sindacali interne ed esterne, alla direzione di Zurigo, da tutti i dipendenti, a tutti coloro che hanno permesso di arrivare a un accordo in tempi così brevi (solo 47 giorni) e senza che una sola ora fosse spesa per contrapposizioni e conflitti contro l’azienda. Sono stati due anni difficili in cui solidarietà, ristrutturazione, difficoltà oggettive nel servizio, cataclismi e rivoluzioni cui il mondo ci ha messo di fronte, hanno obbligato Hotelplan Italia a preoccuparsi prevalentemente delle proprie ferite, non potendo in alcun modo prevedere le conseguenze della sua lunga convalescenza, ma questo periodo, con grande orgoglio, possiamo affermare che sia finito e siamo pronti a tornare con una nuova determinazione e fiducia. Nei prossimi mesi ci riorganizzeremo, metteremo in atto azioni e utilizzeremo strumenti che vi permetteranno di comprendere l’entità delle parole che vi stiamo anticipando. Per questo motivo sono certo che tutti coloro che ci hanno sempre accompagnato, senza mai abbandonarci, sapranno beneficiare insieme a noi di quanto metteremo a loro disposizione. Non è ancora il tempo della “New Hotelplan Italia”, ma è certo che intanto, Hotelplan è tornata…! Un ringraziamento a tutti coloro che ci sono stati vicini e che sapranno accompagnarci in questo momento creativo di crescita e di fiducia ritrovata».
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L'esperienza in Alitalia
Come si rileva dal suo profilo Linkedin, Bonacchi lascia così alle spalle il mondo del turismo, che lo aveva visto impegnato prima dell'ingresso in Glamour a ricooprire ruoli di responsabilità anche in Fiera Milano e in Alitalia, dove aveva ricoperto la carica di vice president sales Italy prima e di vice president sales international markets poi, a cominciare dal 2015.
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[post_content] => Israele mette in pista un progetto per lo sviluppo alberghiero nel Paese. Il progetto beneficerebbe di una garanzia statale e agevolerebbe il finanziamento di nuovi hotel, nonché l'ampliamento delle strutture esistenti.
Come riporta Le Quotidien du Tourisme, il ministero del turismo israeliano intende agevolare la costruzione di nuovi hotel e l'ampliamento di quelli esistenti. A tal fine, ha chiesto al ministero delle fnanze di studiare la creazione di un fondo di prestito garantito dallo Stato, pari a circa 114 milioni di euro. Questo meccanismo aiuterebbe gli operatori del settore alberghiero ad ottenere i finanziamenti necessari.
Michael Izhakov, direttore generale del ministero del turismo, ha recentemente presentato questa richiesta a Uri Shasha, vice ragioniere generale del ministero delle finanze. Questa proposta mira a rimuovere uno dei principali ostacoli che attualmente impediscono lo sviluppo del settore alberghiero israeliano.
Un periodo difficile
Michael Izhakov sottolinea come il settore alberghiero israeliano abbia dovuto affrontare una serie di crisi senza precedenti negli ultimi anni. La pandemia, i prolungati periodi di instabilità della sicurezza e le persistenti conseguenze della guerra hanno eroso il patrimonio netto degli sviluppatori di progetti, aumentato il costo dei finanziamenti e inasprito le condizioni di credito. La realizzazione di nuovi progetti alberghieri è quindi diventata più difficile, anche quando questi beneficiano di incentivi agli investimenti concessi dal ministero. Il fondo proposto consentirebbe ai promotori dei progetti di ottenere finanziamenti aggiuntivi a condizioni che agevolino la costruzione di nuovi hotel e il completamento di strutture già in costruzione.
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Secondo Izhakov «Questa misura dovrebbe rappresentare una leva importante per mobilitare investimenti privati su scala molto più ampia, accelerando la creazione di nuovi hotel in tutto il Paese, rafforzando la resilienza del settore turistico e contribuendo alla crescita, all'occupazione e allo sviluppo economico in molte aree turistiche».
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Medio Oriente
Per la compagnia la crisi non è solo una questione di aumento dei costi del carburante. La chiusura o la restrizione di diversi spazi aerei, unitamente ai requisiti di sicurezza, ha portato alla sospensione temporanea dei voli per Amman, Erbil, Tel Aviv e Teheran. Queste sole cancellazioni di voli hanno causato perdite stimate in decine di milioni di euro.
Questo episodio mette in luce la particolare vulnerabilità del modello hub di Vienna: le rotte verso il Levante, l'Iraq e l'Iran alimentano sia il traffico locale sia i collegamenti tra l'Europa centrale, il Medio Oriente e l'Asia. Oltre ai voli cancellati, le deviazioni imposte ad alcuni voli aumentano meccanicamente i costi operativi a causa dei tempi di percorrenza più lunghi, del maggiore consumo di carburante e delle limitazioni nella pianificazione degli equipaggi.
Redditività ridotta
La domanda, tuttavia, è rimasta sostenuta. Austrian Airlines ha trasportato 6,96 milioni di passeggeri tra gennaio e giugno, con un incremento del 6% rispetto all'anno precedente, mentre i ricavi sono aumentati del 4% a 1,22 miliardi di euro. Il tasso di occupazione dei posti è migliorato di 3,4 punti percentuali, raggiungendo l'80,6%, mentre la capacità, misurata in chilometri per posto disponibile, è rimasta pressoché invariata a 13,53 miliardi.
La regolarità operativa, tuttavia, rimane elevata: il 98,8% del programma è stato completato come previsto. La compagnia aerea ha inoltre riutilizzato la capacità resasi disponibile a seguito delle sospensioni in Medio Oriente: sono stati programmati circa 800 voli aggiuntivi verso destinazioni turistiche europee come Palma di Maiorca, Dubrovnik, Barcellona, Nizza e Malaga.
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Il ministro del turismo Mazzi in Parlamento, ribadisco in Parlamento, parlando del lavoro nel turismo ha avuto il coraggio di affermare: "Per rendere il lavoro più attrattivo, siamo intervenuti, in primis, sulle retribuzioni. Per i dipendenti delle strutture turistiche ricettive termali, la legge di bilancio conferma il trattamento integrativo del 15% sulle retribuzioni lorde per il lavoro notturno e lo straordinario festivo. A questo, si aggiunge la detassazione delle mance al 5%".
In pratica il governo ha messo qualche pezza qui e là, senza operare in modo strutturale. Detassare le mance è un modo per rendere più attrattivo il lavoro nel turismo? E in quale libro di economia l'ha letto il ministro? Ce lo indichi coì lo leggiamo anche noi.
Salario basso
La verità è che si tratta di soluzioni che non hanno né capo né coda. Il governo non fa altro che voltare le spalle ai giovani che lavorano nel settore. Settore, per chi non lo sappia, che ha il record del salario più basso rispetto a tutte le altre attività del Paese.
Ora per renderci le cose chiare vediamo i salari minimi (compresi quelli del turismo) in alcuni paesi europei. La Germania si posiziona sopra i 2.300 euro, la Francia intorno a 1.820 euro e la Spagna si attesta sopra i 1.380. E noi? Noi niente. I giovani si arrangino tanto sono giovani.
Il ministro dovrebbe finirla con queste affermazioni e capire che con i provvedimenti del governo non si riesce neanche ad affittare una stanza. Se poi vuole continuare a sognare lo faccia pure, gli auguriamo la buonanotte.
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Più che un semplice prodotto turistico, SinHombre propone una nuova filosofia di viaggio. Il progetto si basa su un manifesto che gioca sul doppio significato del nome: "Sin Hombre", come spazio esclusivamente femminile dove condividere esperienze in un contesto di libertà, sicurezza e complicità, e "Sin Nombre", come invito simbolico a lasciare per qualche giorno alle spalle ruoli e routine quotidiane per vivere il viaggio con uno sguardo nuovo.
La scelta di Gran Canaria non è casuale. L'isola rappresenta oggi una delle destinazioni europee più complete per chi cerca un turismo esperienziale, grazie alla combinazione di natura, attività outdoor praticabili tutto l'anno, benessere, gastronomia, cultura e un forte impegno verso la sostenibilità. Valori che coincidono con quelli del nuovo progetto e con le aspettative di un pubblico femminile sempre più orientato verso esperienze autentiche e trasformative.
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[post_content] => Il turismo continua a crescere ad Assisi, che pinge tutto il territorio e l'Umbria intera con numeri sempre più importanti: nel comprensorio oltre 850 mila presenze nel primo semestre del 2026 (circa 339mila nei primi tre mesi e 517mila nei secondi tre), circa il 9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
I dati - forniti da Turismatica, servizio della Regione Umbria per le statistiche sul turismo - evidenziano come l'ostensione, lo scorso febbraio, delle spoglie di san Francesco abbia dato un forte input al flusso di visitatori nel periodo invernale. Un trend che poi è continuato ad aumentare in primavera, grazie anche a un'offerta sempre più ampia e qualificata e a una campagna di promozione nazionale che ha posizionato Assisi non solo come riferimento imprescindibile per vivere il grande centenario francescano, ma anche come meta turistica ideale fra arte, cultura, natura ed eventi.
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La Federal Aviation Administration (FAA) statunitense ha certificato il Boeing 737 Max 7, il modello più piccolo della famiglia 737. L'approvazione arriva dopo quasi un decennio di ritardi dovuti a diverse crisi di sicurezza che hanno coinvolto il produttore.
La FAA sottolinea che l'autorizzazione giunge "dopo anni di lavoro costante per risolvere complessi problemi tecnici". Afferma inoltre di aver condotto "un'analisi approfondita della progettazione del velivolo e delle analisi di sicurezza a supporto".
A luglio la FAA ha autorizzato Boeing a riprendere il rilascio, sotto la sua supervisione, dei certificati per i nuovi velivoli 737 e 787. Tale funzione era stata assunta dall'ente regolatore in seguito ai tragici incidenti che hanno coinvolto i velivoli 737 Max nel 2018 e nel 2019.
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[post_content] => Bamboo Airways sta attraversando un nuovo periodo di forte turbolenza: la compagnia vietnamita ha smesso di pubblicare sul proprio sito web i voli commerciali per singoli passeggeri ad agosto, mantenendo solo poche rotazioni charter, mentre la sua flotta è ridotta al minimo indispensabile e il suo futuro appare più incerto che mai.
Quasi fermo
Dal 1° agosto, il motore di prenotazione di Bamboo Airways ha smesso di visualizzare i voli per le principali rotte nazionali vietnamite, tra cui Ho Chi Minh City – Hanoi, Hanoi – Da Nang e Ho Chi Minh City – Da Nang. Il sito web della compagnia aerea mostra costantemente il messaggio "nessun volo trovato", mentre i suoi principali concorrenti vietnamiti continuano a vendere biglietti per le stesse rotte senza problemi.
Questa interruzione del servizio non significa una cessazione completa delle attività. Bamboo Airways sembra concentrare le risorse rimanenti sui voli charter, stipulati con tour operator o partner che noleggiano l'intero aeromobile per viaggi di gruppo. In altre parole, la compagnia non offre più voli di linea al pubblico, ma continua a utilizzare alcuni aeromobili per clienti istituzionali.
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Lo riferisce Travel Mole, citando la dichiarazione di Thourn Sinan, presidente della sezione cambogiana della Pacific Asia Travel Association e presidente della B2B Cambodia Co., Ltd.
La Cambogia sta affrontando una forte contrazione dell’attività turistica, con una sensibile flessione degli arrivi dall’inizio dell’anno, che nei primi sei mesi 2026 ha segnato un meno 47,9%, con 1.751.886 visitatori stranieri. Si tratta del risultato peggiore tra tutti i paesi dell’Asean. Ciascuno dei primi 10 mercati di provenienza dei turisti in Cambogia ha registrato una diminuzione, che va dal -96% della Thailandia al -10,7% dell’Australia.
La flessione è legata alla chiusura del confine terrestre tra Cambogia e Thailandia, alla pubblicità negativa sulle truffe online e all’impatto del conflitto in Medio Oriente. I voli settimanali tra la Cambogia e il Medio Oriente sono scesi di fatto a 44 dai circa 52 registrati tra febbraio e luglio.
Gli arrivi dall’estero via aerea sono diminuiti del 22,8%, mentre quelli via terra e via acqua sono crollati del 66,4%. Secondo i dati riportati, gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti al Parco Archeologico di Angkor sono scesi del 29,8%, attestandosi a 18,5 milioni di dollari.
“Vediamo chiaramente che il governo sta affrontando la questione della crisi del turismo, poiché questo settore rappresenta la quarta fonte più importante di reddito e di posti di lavoro per la Cambogia - ha dichiarato Thourn Sinan -. Le misure vengono messe in atto, ma ci vuole tempo. Accolgo con favore, ad esempio, il giro di vite del governo sulle reti di truffe online, poiché contribuisce a ripristinare l’immagine della Cambogia. Tuttavia, permangono ancora dei punti deboli che il governo deve affrontare rapidamente».
Secondo il manager sarebbe necessario "potenziare il marketing delle destinazioni e la trasformazione digitale. Dobbiamo inoltre ideare itinerari o prodotti specifici per mercati di nicchia quali il turismo per i senior, il turismo nel Golfo, il trekking nella giungla e in montagna. La comunicazione digitale è quindi fondamentale e dobbiamo investire di più per svilupparla".
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