25 August 2026

Ci ha lasciato Bruno Colombo

Bruno Colombo

Bruno Colombo

Il capitano ci ha lasciato. La notizia non era nell’aria, per questo ha colpito come un dolore che non ti aspetti. Colombo era l’uomo visionario che dal niente aveva creato un nuovo modo di vedere, di concepire, di vivere il turismo. Un uomo senza paragoni nella nostra fragile industria. Senza paragoni per entusiasmo, intuito, mobilità, malinconia ben nascosta, movimentismo culturale. Ognuno che abbia lavorato nel nostro settore ha un ricordo con e di Bruno. Che sia positivo o non positivo, non fa niente. Questo dimostra l’ampiezza delle sue relazioni, la forza delle sue idee, la risolutezza ad andare avanti, anche nel momento in cui arrendersi sarebbe stato più umano, più logico.

Come dicevo la nostra è un’industria fragile, e questa friabilità ha portato alla fine della sua impresa. E’ stato per tutti uno dei momenti più consapevolmente tristi della nostra storia. Uno shock, un’impressione violenta, che a pensarci bene ancora non è andata via del tutto. Infatti basta citare il nome dei Viaggi del Ventaglio sul sito che subito le visualizzazioni della notizia balzano in aria. E’ la sua idea che ancora, in qualche modo segreto, si espande nei circuiti del turismo italiano.

Sono girate molte voci, su di lui, in questi tempi di uomini microscopici, sulla sua gestione del Ventaglio eccetera eccetera. Ma tutti sanno che quello che ha fatto è molto maggiore di ciò che non ha fatto. E questo è quello che conta.

Un pomeriggio d’estate di tre anni fa mi invitò insieme ad un collega a casa sua. Era una giornata molto calda. Lo trovammo in giardino immerso dalle carte. Ci offrì una bevanda fresca. Sotto gli alberi il caldo si era attenuato. Parlammo per quasi due ore. Lui parlò per quasi due ore. E mentre parlava sembrava che riuscisse a recuperare il tempo che gli era stato sottratto. Perché nel suo racconto tutto si teneva, era ancora padrone delle sue sue idee, e dei suoi sogni. Quando ci lasciammo ci venne ad accompagnare al cancello. Ci stringemmo la mano e appena svoltato l’angolo il collega disse: “Che mente che ha quest’uomo”. Esattamente: che mente. Che uomo.

Giuseppe Aloe

 

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