28 March 2026

Burgio: è difficile a volte comprendere le mosse di Alitalia e Cdp

«Se avessero dato a noi un decimo del prestito da 900 milioni di euro che hanno dato ad Alitalia…». E’ un Gabriele Burgio piuttosto agguerrito quello che che incontriamo a Milano, a margine della presentazione del nuovo prodotto MyClinic, realizzato in collaborazione con Europe Assistance. Ce ne ha per tutti l’amministratore delegato di Alpitour. A cominciare proprio dalla ex compagnia di bandiera tricolore, di cui ammette di non capire il senso di un intervento statale praticamente a fondo perduto: «Mi riesce poi difficile comprendere perché mai, con tutte le destinazioni che ci sono nel mondo, debbano piazzare i loro aerei su due rotte come Cuba e le Maldive, dove operiamo già noi di Neos. Non è che se sull’isola caraibica i voli passano improvvisamente da tre a sei, i passeggeri italiani raddoppiano all’istante…».

E poi c’è il capitolo Cdp: «Mi piace che investa in immobili: asset che garantiscono redditività ai correntisti postali, al contempo fornendo un aiuto agli imprenditori alberghieri italiani. Mi riesce però ancora una volta difficile capire una Cassa Depositi e Prestiti che si metta a fare gestione, entrando nel capitale di player come Rocco Forte e Th Resorts. Sono infatti convinto che il ruolo dello Stato, in economia, si debba limitare alla creazione degli strumenti utili a sviluppare attività imprenditoriali, lasciando alle imprese la gestione delle stesse».

E Alpitour? Sta facendo bene, nota Burgio: «L’obiettivo dei 2 miliardi di euro di fatturato è alla nostra portata. Ma non è poi così importante. Oserei dire che è un traguardo di terzo livello. Prima ci sono le marginalità, che servono a recuperare capitali da investire nello sviluppo. Nel nostro caso in maniera integrale, visto che gli azionisti Alpitour non pretendono i dividendi. In questi ultimi anni li abbiamo utilizzati soprattutto per le acquisizioni alberghiere e le piattaforme tecnologiche».

E in un momento in cui il mercato europeo del tour operating è in chiara difficoltà (basti pensare che in circa un anno le azioni di Tui sono passate da 24 a poco più di 8 euro e quelle Thomas Cook da 1,5 a pochi decimali di euro), Alpitour pare seguire una direzione opposta: «Oggi i principali to del Vecchio continente non crescono o crescono poco. Noi continuiamo con orgoglio a farlo». I numeri sembrano peraltro dare ragione alla strategia dell’operatore italiano: «Gli investimenti in tecnologia e sviluppo ci hanno permesso in sette anni di moltiplicare proprio per sette i nostri risultati operativi: siamo passati da qualcosa sopra gli 11 milioni di euro a una previsione per il 2019 di un ebitda sempre a doppia cifra, ma con un sette davanti». E anche in termini di percentuale rispetto al fatturato totale, le stime per l’anno in corso dicono che il gruppo dovrebbe chiudere sugli stessi livelli del 2018, se non qualcosa in più.

Infine i piani per l’immediato futuro: la quotazione in Borsa è un’eventualità che al momento non viene presa in considerazione. Sia perché i mercati mostrano attualmente una certa diffidenza nei confronti del settore, come bene evidenziano gli andamenti di Tui e Thomas Cook, sia perché ci si quota «quando è utile a qualcosa. E noi a oggi non ne abbiamo bisogno». A livello operativo, dopo l’operazione “Turisanda Viaggi Inconfondibili dal 1924”, l’idea è quella di costituire un polo del lusso, che includa lo stesso nuovo nato in casa Eden Viaggi, insieme a Viaggidea e forse a qualche altro marchio del gruppo.

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L'andamento dagli Stati Uniti in particolare è molto solido, d'altra parte l'Italia rimane il secondo paese europeo nelle scelte degli americani per numero di passeggeri. Ma sono positivi anche i dati del point of sale locale». Certamente è più complicato allungare lo sguardo ai prossimi mesi: se è «difficile azzardare previsioni precise sul medio termine», la compagnia è pronta ad aprire l'ennesimo operativo estivo da record tra Europa e Stati Uniti, nonché il ruolo «di vettore leader dall'Italia verso gli Usa per numero di voli giornalieri e di posti offerti».\r\n\r\nSulla medesima lunghezza d'onda Eleonore Tramus, general manager East Mediterranean Air France-Klm: «L'andamento dell'advance booking per i mesi di aprile e maggio è stabile e almeno per ora non registriamo flessioni particolare della domanda di viaggio. Anche verso gli Stati Uniti. A fronte dell'inevitabile taglio di alcune destinazioni in Medio Oriente, abbiamo potenziato il network verso altre mete, ad esempio in Asia. Monitoriamo costante la situazione, giorno dopo giorno, ma certo, i costi sono altissimi».\r\nLa crescita di Delta in Italia\r\nSi diceve un'altra stagione «da record per Delta, come ormai accade da tre anni a questa parte a conferma del crescente interesse della compagnia a investire su quest'area geografica». Tanta Europa quindi ma anche e soprattutto tanta Italia: «Il mercato Italia ricopre un ruolo sempre più strategico e in continua evoluzione - prosegue Cristina Casati -. L'anno scorso abbiamo trasportato 1,6 milioni di passeggeri sulle rotte Italia-America, +10%. E quest'anno la capacità aumenta di un altro 10%, offrendo fino ad un massimo di 19 voli giornalieri da sei aeroporti italiani verso sei hub negli Usa».\r\n\r\nLe novità seguono l'investimento che mira a una copertura territoriale sempre più ampia: ecco quindi la Olbia-New York, dal 21 maggio, che si aggiunge all'altra new entry italiana, la Roma-Seattle (primo collegamento di Delta tra l'Italia e la costa Ovest Usa), dal 7 maggio. \r\n\r\nGrande focus poi, «sulla customer experience, migliorata e in linea con quello che è lo standard di eccellenza di Air France-Klm».\r\nAir France-Klm \r\n«L'Italia resta un mercato per noi fondamentale - riprende Eleonore Tramus -, dove operiamo da 15 aeroporti, da Nord a Sud. E per l'estate 2026 offriremo 14.500 frequenze verso i nostri hub di Amsterdam e Parigi, collegati a loro volta con oltre 300 destinazioni nel mondo». Tra gli aumenti di capacità previsti spiccano da Roma Fiumicino i 7 voli giornalieri per Parigi Cdg che si sommano ai 5 giornalieri per Amsterdam; da Firenze 7 voli giornalieri per Parigi Cdg, da Milano, 10 voli giornalieri per Parigi Cdg (da Malpensa e Linate) oltre ai 5 giornalieri sulla Linate-Amsterdam. Infine, da Cagliari il giornaliero per Amsterdam.\r\n\r\nDa notare come «alcuni di questi voli saranno operati dagli Airbus A220 e dagli A321neo, i gioielli del nostro programma di rinnovo della flotta, orientato alla sostenibilità, con evidenti riduzioni delle emissioni di CO2, nell'ordine del 20-25% in meno».","post_title":"Il presidio italiano di Air France-Klm e Delta Air Lines. «La domanda resta forte»","post_date":"2026-03-24T14:41:54+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1774363314000]}]}}