5 maggio 2020 13:01
Non ci sono regole precise a cui attenersi per ripartire. Il grido d’allarme degli operatori del settore è unanime: per riprendere le attività, oltre a un ulteriore miglioramento della situazione contagi occorre una normativa chiara, che consenta alle aziende del turismo di fare affidamento su protocolli di sicurezza affidabili ed economicamente sostenibili. Lo ha ripetuto, in occasione della sessione di presentazione della maratona – competizione online Hack for the Travel Industry, anche l’amministratore delegato del gruppo Alpitour, Gabriele Burgio: “Nessun Paese è riuscito fino a oggi a definire una piattaforma di regole adeguate alle nostre attività. Senza parlare delle linee aeree, per cui le limitazioni sui posti disponibili sono a oggi troppo stringenti in termini di costi”.
Ciononostante, la voglia di ripartire c’è dopo il lungo periodo di lockdown: “Stando ad alcune nostre analisi interne – ha proseguito Burgio – il 74% dei nostri clienti desidererebbe rimettersi in movimento non appena questo sarà possibile. Chiaramente c’è l’effetto rimbalzo, dopo tante settimane costretti a casa. Ma per poterlo fare, c’è bisogno di regole chiare”, ha ribadito ancora una volta l’amministratore delegato di Alpitour.
Come sempre, ha infine sottolineato Burgio, i momenti di crisi possono anche essere l’occasione per cogliere opportunità da tempo trascurate: “La domanda per l’Italia è forte e sempre lo sarà. Ma il nostro sistema Paese manca di competitività e ha una struttura costi inefficiente. Tutto ciò ci ha fatto perdere alcune posizioni a livello globale. Questo virus potrebbe quindi essere l’occasione per ragionare tutti insieme sulle cose che non funzionano. A partire dal tema della sostenibilità ambientale: una leva competitiva sempre più importante per i turisti internazionali. L’Italia è il primo Paese al mondo per l’esportazione di prodotti bio e ha una cultura enogastronomica di prodotti del territorio invidiata ovunque. Eppure su questi aspetti la sensibilità di molti operatori e proprietari alberghieri è spesso scarsissima se non nulla. Non bastano gli incentivi fiscali. Per diffondere la consapevolezza di quanto i comportamenti eco siano importanti, serve che tutti comprendano quanto tali valori possano garantire un recupero di competitività delle nostre mete e siano soprattutto in grado di giustificare, agli occhi del mercato, l’inevitabile sovrapprezzo che la nostra offerta sconta nei confronti di molte destinazioni competitor”.
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[post_content] => Il 17 dicembre 2026 comincerà la nuova era di Korean Air come compagnia di bandiera integrata, a conclusione del percorso di acquisizione con Asiana Airlines che, al contempo, cesserà di esistere.
Oggi, dopo un iter di oltre cinque anni, i consigli di amministrazione di Korean Air e Asiana Airlines hanno infatti approvato l'accordo di fusione, mentre la firma formale del contratto è prevista per domani, 14 maggio.
L'intesa è successiva all'accordo iniziale di sottoscrizione delle azioni firmato nel novembre 2020: Korean Air assorbirà tutte le attività, le passività, i diritti, gli obblighi e il personale di Asiana Airlines.
Il governo sudcoreano e i creditori statali hanno fornito ad Asiana Airlines un sostegno di liquidità pari a 3,6 trilioni di Krw per stabilizzare il settore dell'aviazione nazionale a seguito delle perdite causate dalla pandemia. Korean Air ha gestito la ristrutturazione finanziaria e operativa di Asiana durante il processo di acquisizione, che ha incluso il rimborso completo dei fondi pubblici.
Dopo la firma, Korean Air presenterà una richiesta di fusione al Ministero del Territorio, delle Infrastrutture e dei Trasporti: a giugno la compagnia richiederà una modifica delle specifiche operative (OpSpecs) per uniformare la flotta e i sistemi di sicurezza di Asiana Airlines al Coa già in possesso di Korean Air.
Una volta ottenute le approvazioni nazionali, Korean Air procederà con le successive richieste di autorizzazione presso le autorità aeronautiche internazionali per allineare i sistemi di gestione della sicurezza e i protocolli operativi in tutta la rete globale ampliata.
L'integrazione rafforzerà la presenza di Korean Air sul mercato globale e consoliderà l'aeroporto di Incheon come hub di primo piano, grazie a una connettività di rete ottimizzata e a una maggiore efficienza dei collegamenti in transito. Korean Air sta inoltre completando il processo di consolidamento del programma fedeltà, in coordinamento con la Commissione coreana per la concorrenza e le autorità competenti, al fine di garantire una transizione fluida per i passeggeri.
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Parchi che rientrano tra i principali motori del turismo negli Stati Uniti e rappresentano la destinazione su cui gli operatori turistici concentrano solitamente i propri itinerari domestici.
«Le prenotazioni internazionali per i nostri tour nei parchi nazionali statunitensi sono in calo del 42% per il 2026, con quelle canadesi in calo dell'86%: cifre che riflettono il più ampio calo dei viaggi internazionali verso gli Stati Uniti quest'anno”, ha affermato Leigh Barnes, presidente di Intrepid per le Americhe.
Globus sta vivendo quello che il direttore marketing Steve Born ha descritto come un “modesto” calo, con le prenotazioni nei parchi in calo di circa il 10% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Born collega il calo all'incertezza geopolitica che sta influenzando i mercati internazionali. I potenziali viaggiatori sarebbero infatti stati scoraggiati dalle preoccupazioni relative a possibili interruzioni dei servizi nei parchi a seguito dei tagli al personale effettuati l'anno scorso dall'amministrazione Trump per il National Park Service.
D'altro canto, le prenotazioni nazionali per i parchi sono aumentate per alcuni operatori, poiché un numero maggiore di americani, riluttanti a viaggiare all'estero a causa della guerra con l'Iran, ha deciso di trascorrere le vacanze estive negli Stati Uniti.
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[post_content] => Protocollo d’intesa firmato oggi a Roma tra l’Anci e l’Associazione Dimore storiche italiane sottoscritto dal presidente dell'Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi e dalla presidente nazionale delle Dimore storiche, Maria Pace Odescalchi. L’accordo punta a riconoscere le dimore storiche come parte integrante dell’identità culturale italiana e come leva strategica per la crescita economica, sociale e turistica dei territori, in particolare nei borghi e nei comuni delle aree interne.
Il Protocollo prevede iniziative congiunte per favorire il turismo sostenibile e la destagionalizzazione dei flussi turistici, attraverso l’integrazione delle dimore storiche nei piani culturali e turistici locali, la creazione di itinerari dedicati, la promozione di eventi culturali condivisi e la realizzazione di progetti con scuole e università, programmi di volontariato culturale e iniziative di apertura al pubblico.
“L’accordo tra Anci e Dimore storiche - dichiara il presidente dell'Anci Gaetano Manfredi - punta a trasformare le dimore storiche in una leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. Abbiamo un duplice obiettivo: da un lato promuovere un turismo lento e di qualità per contrastare lo spopolamento dei borghi e delle aree interne; dall’altro sensibilizzare i comuni ad adottare, laddove possibile, politiche di semplificazione e agevolazione fiscale per chi custodisce questo patrimonio. Vogliamo che palazzi, ville e giardini storici siano sempre più integrati nella vita delle comunità, diventando tappe imprescindibili di itinerari culturali che valorizzino l’intera filiera territoriale, dai musei civici alle eccellenze artigiane. Proteggere queste realtà e la memoria storica significa investire nel futuro economico e sociale dei nostri territori”.
“La collaborazione con Anci - spiega da parte sua la presidente delle Dimore storiche Maria Pace Odescalchi - nasce in modo naturale: i dati dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato evidenziano infatti che il 30% delle dimore storiche si trova in comuni con meno di 5.000 abitanti. La firma di questo Protocollo rappresenta un passo significativo per valorizzare le dimore storiche come presìdi culturali e motori di sviluppo territoriale, con l’obiettivo di metterle a sistema, sostenerle e integrarle nelle strategie di sviluppo locale e turistico, a beneficio dell’intero Paese”.
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CartOrange si confronta con lo scenario geopolitico attuale partendo da un avvio d’anno positivo: nei primi mesi del 2026 il gruppo ha registrato una crescita del volume di affari dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025, in continuità con un esercizio precedente favorevole.
Nell’anno fiscale compreso tra il 1° settembre 2024 e il 31 agosto 2025, il giro d’affari ha superato i 40 milioni di euro, in crescita dell’11% rispetto all’esercizio precedente ed il gross travel margin ha raggiunto circa 6,8 milioni di euro, con una marginalità pari al 17% sul travel value: i risultati riflettono la gestione efficace del pricing, accanto a una selezione attenta dei fornitori nel comparto tour operating e alla solida collaborazione con i partner sul fronte dell’intermediazione. L’Ebitda si è posizionato intorno al 5%. CartOrange presenta una posizione finanziaria netta solida, non registra esposizioni nei confronti del sistema bancario e può contare su una struttura dei costi leggera. Una configurazione resa possibile dal proprio modello organizzativo, fondato sulla relazione stretta tra il centro dell’azienda e una rete capillare di 450 consulenti per viaggiare presenti sul territorio, a diretto contatto con il cliente finale.
No agli allarmismi
Gianpaolo Romano, amministratore delegato di CartOrange, spiega: «Arriviamo a questa fase di mercato dopo mesi molto positivi e un esercizio 2024-2025 che ha confermato la qualità del nostro percorso di crescita. I risultati economici raggiunti ci consegnano un’azienda solida, liquida e con una struttura agile. È una condizione che oggi ci consente di affrontare una fase complessa con realismo, ma senza allarmismi, continuando a sostenere la rete dei consulenti per viaggiare e a garantire ai clienti un presidio consulenziale forte e continuativo».
Il contesto geopolitico internazionale sta modificando il comportamento dei viaggiatori: cresce la prudenza nelle prenotazioni e la domanda si orienta verso mete percepite come più stabili, comprese destinazioni long haul considerate più lineari sotto il profilo operativo.
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CartOrange continuerà, quindi, a supportare la propria rete di consulenti per viaggiare attraverso strumenti, competenze e riposizionamento dell’offerta, facendo leva anche sul contributo del tour operator interno e sul dialogo costante con partner e fornitori.
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[post_content] => Ita Airways rilancia sull'intermodalità con la sigla di un nuovo protocollo di intesa con Italo che consentirà, da luglio, la vendita di un biglietto combinato (aereo e treno) tramite un unico acquisto.
Le due aziende puntano così a "ottimizzare un prodotto integrato, rendendo il viaggio più fluido e confortevole, e permettendo ai passeggeri di usufruire di soluzioni di trasporto coordinate e di alto livello, con tempi di attesa ridotti al minimo".
Nel dettaglio, la proposta intermodale si articolerà oltre che nella vendita del biglietto aereo+treno (tramite agenzie di viaggio e travel manager - sistema gds - e sul sito della compagnia ita-airways.com; nella proposta di un prodotto integrato e flessibile, con soluzioni che permetteranno di utilizzare le tariffe più adatte alle esigenze del viaggiatore. Inoltre, la customer experience sarà al centro del nuovo servizio intermodale, per garantire un’esperienza di viaggio in aereo e in treno di qualità, semplice, integrata e senza complicazioni.
Tasselli
“Grazie alla partnership con Italo aggiungiamo un ulteriore tassello nella nostra offerta di connessioni e servizi di qualità – ha dichiarato Joerg Eberhart, ad e direttore generale di Ita Airways - Questa collaborazione è frutto di una visione condivisa sul futuro della mobilità e mira a offrire ai viaggiatori un’esperienza di viaggio integrata e sostenibile, valorizzando l’interconnessione tra trasporto aereo e ferroviario, oltre a garantire connessioni sempre più capillari sul territorio italiano e sulle destinazioni internazionali del network di Ita”.
Gianbattista La Rocca, ad e direttore generale di Italo ha aggiunto: “Prosegue il nostro investimento nell’intermodalità. Crediamo che in futuro la mobilità sia sempre più condivisa e sostenibile, per questo da anni integriamo le nostre soluzioni di viaggio in treno con altri mezzi di trasporto: prima i bus, poi le navi e a breve anche gli aerei.
Con Ita Airways saremo in grado di offrire un servizio dedicato e costruito sulle esigenze dei viaggiatori, offrendo qualità, capillarità e ampia possibilità di scelta. Un’intesa che nasce da una visione strategica comune, che mette il passeggero al centro della strategia grazie a un’esperienza di viaggio sempre più efficiente, flessibile e sostenibile, in linea con i condivisi impegni Esg”.
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Una «notizia positiva in uno scenario complicato». Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto "l'effetto Cts" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta.
L'analisi di Curzi
Cts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».
Inoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».
Al momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».
Tutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro
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[post_content] => L'Italia rimane uno dei mercati turistici strategici principali per la Grecia. La conferma viene dalla direttrice dell'ente nazionale ellenico per il turismo in Italia, Kyriaki Boulasidou, che spiega come il nostro mercato occupi stabilmente la terza posizione in termini di arrivi e flussi, preceduto solo da Germania e Regno Unito.
«Per quanto riguarda l'andamento delle prenotazioni per la stagione 2026 - spiega la manager - il quadro è dinamico. E' innegabile che all'inizio dello scorso mese, in concomitanza con l'escalation del conflitto in Medio Oriente, si sia registrato un temporaneo rallentamento dei flussi di prenotazione verso la Grecia. Tuttavia, i dati e i feedback costanti ricevuti dai principali t.o.indicano che non si è trattato di una perdita di interesse verso la destinazione, quanto piuttosto di una fase di "wait and see". I potenziali turisti non stavano scegliendo mete alternative, ma attendevano una maggiore stabilità del quadro internazionale. Attualmente, con una parziale stabilizzazione della situazione, stiamo assistendo a una ripresa decisa delle prenotazioni. Sebbene sia prematuro fornire dati definitivi sull'intero anno a causa dell'imprevedibilità geopolitica, i segnali attuali per il 2026 sono molto incoraggianti».
I dati 2025
L'andamento positivo si inserisce nel solco di un 2025 che ha segnato il successo del mercato italiano. «Gli arrivi sono passati da 2.025.900 nel 2024 a 2.200.500 nel 2025, registrando un incremento dell'8.62%. Si osserva, inoltre, una crescita distribuita lungo tutto l'arco dell'anno, in particolare nei mesi di bassa stagione. Parallelamente all'aumento degli arrivi, anche le entrate turistiche dall'Italia hanno messo a segno un indicatore positivo, passando da un miliardo 225 milioni 500 mila euro del 2024 a un miliardo 285 milioni 700 mila euro del 2025, con un incremento del 4,91%. In lieve flessione invece la durata media del soggiorno, passata a 6,6 giorni». Infine, la spesa media per notte «è di circa 90 euro».
Il futuro
Per il futuro, «osserviamo un fenomeno interessante: il desiderio di viaggiare è ormai diventato una necessità incomprimibile. Nonostante il contesto macroeconomico, il pubblico non sembra intenzionato a rinunciare alle proprie vacanze, ma sta modificando le proprie abitudini di consumo. La domanda si sta orientando verso destinazioni di prossimità e mercati considerati sicuri e stabili, come la Grecia. Questa tendenza al "short haul travel" risponde a un bisogno di sicurezza psicologica e la Grecia si posiziona come una scelta privilegiata».
Sul fronte prezzi, «Gli aumenti più significativi riguardano i trasporti aerei. Per quanto riguarda invece le strutture alberghiere, non si prevedono rincari drastici. Gli albergatori greci stannoc ercando di assorbire gran parte dei costi energetici e operativi per non gravare sul cliente finale».
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[post_content] => Come ridisegnare la relazione tra destinazioni, prodotto e distribuzione in questo momento chiave per le dinamiche del travel? Se ne è parlato a Travel Re-Code, evento che ha analizzato modelli, processi e linguaggi dell’offerta turistica.
Alcune tra le figure più rappresentative dell’ecosistema turistico e digitale hanno preso parte al workshop per esplorare come i brand del turismo possano ricodificare la propria offerta valorizzando l’identità delle destinazioni, co-creando prodotti flessibili e data-driven e integrando canali distributivi fisici e digitali in un ecosistema fluido e omnicanale.
«Secondo la definizione dei Megatrends 2026 di Skift oggi il mondo del turismo è “restless and resigned” - spiega Mirko Lalli, imprenditore specializzato nell'integrazione Tea Ai e dati -: non si ferma, nonostante la guerra e continua a crescere. L’elemento che ha rivoluzionato la nostra epoca è stato il tweet di Sam Altman che annunciava la nascita di ChatGpt. Da quel momento ha preso il via una rivoluzione profondamente antropologica, ancor prima che tecnologica, che ha impattato in tanti aspetti della nostra vita. Il settore del turismo è in primo piano, perché gli utenti hanno scoperto un superpotere: la possibilità di fare cose prima impossibili. È molto importante capire quale sia l'impatto sul viaggiatore dell’Ai, che ha dei tassi di crescita inarrivabili in qualsiasi altra industria».
Nell'era TikTok
Giuseppe Suma, director of consumer services di Tik Tok Italia, ha ricordato che il nostro Paese è il quarto più visitato al mondo, ma è solo del 40% la penetrazione su TikTok dei player del turismo, che non sono ancora presenti dove ogni giorno c'è la più alta attenzione di pubblico. «Le grandi realtà del mondo del turismo devono presidiare la piattaforma per far sentire la propria voce e competenza. Perché se non sarà l’adv o l'ente del turismo a raggiungere il pubblico, lo farà il creator. TikTok sta lanciando TikTok Go, la versione di TikTok Shop per il mondo del travel e della ristorazione. Offriamo a Ota, adv e rappresentanti del settore l'opportunità di essere integrati nella nostra piattaforma e di permettere agli utenti che si lasciano ispirare su TikTok di acquistare direttamente le esperienze di viaggio; diventeremo un emailer per migliorare il customer journey».
Domenico Pellegrino ha offerto la propria esperienza nella duplice veste di ceo di Bluvacanze e di presidente di Aidit: «Spesso parliamo di travel intendendo la vacanza, ma il travel è molto di più: è uno spostamento, è legato alla mobilità. Quindi bisogna chiedersi perché le persone si muovono e poi capire come aiutarle e qual è il ruolo dell’Ai. Io sognavo il suo arrivo da 30 anni: inizialmente il mondo del turismo temeva di non sopravvivere. All’interno di Bluvacanze ho voluto da subito chiarire che l’Ai è solo uno strumento: intelligentissimo ed efficiente, ma comunque una macchina. Questa percezione ha creato un approccio diverso, la consapevolezza di poter “usare” l’Ai a proprio vantaggio. Per coniugare l’elemento umano Bluvacanze ha scelto di mettere su TikTok i propri influencer. Attraverso una sorta di talent abbiamo individuato due giovani che conoscessero il linguaggio dei social e amassero viaggiare e li abbiamo assunti. Sono nati così i Blupeople, che Bluvacanze manda in giro per il mondo per vivere diversi viaggi e poi raccontarli. Con la logica “dell’ibridazione” usiamo i social, il nuovo, attraverso dei testimoni umani».
Ha infine completato la panoramica offerta da Travel Re-Code Kyriaki Boulasidou, presidente di Adutei e direttrice per l'Italia dell’ente nazionale ellenico per il turismo, che ha offerto uno sguardo molto diretto sul tema, sottolineando l’importanza dell'elemento umano nel realizzare un itinerario di viaggio: «Perché l’esperienza dev’essere vissuta e poi raccontata. Una persona lo farà sempre con più emozione dell’Ai, un servizio che, bisogna sottolinearlo, dev’essere pagato per essere sostenibile».
Luca Romozzi ha concluso il workshop Travel Re-Code ricordando che: «Oggi il vero lusso del viaggio è il tempo e sono in molti ad affidare il proprio tempo a un “agente” dell’Ai. La dimensione umana avrà sempre un grande valore, ma il consumatore/viaggiatore dovrà utilizzare sia piattaforme di ispirazione che piattaforme agentiche, ovvero capaci di pianificare ed eseguire autonomamente azioni complesse».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Ita Airways ha cancellato «circa il 38% del proprio operativo» previsto per oggi a seguito della «proclamazione di azioni di sciopero che coinvolgono il settore del trasporto aereo in Italia (...) della durata di 8 ore (dalle 10:00 alle 18:00)».
Sulla pagina web della compagnia aerea è possibile consultare la lista dei voli cancellatiThe link will be opened in a new browser tab.
Ita invita inoltre «tutti i viaggiatori che hanno acquistato un biglietto per la giornata dello sciopero, a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, sul sito ita-airways.com, nella sezione Stato del volo, oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto».
Il vettore ricorda che «i passeggeri che hanno acquistato un biglietto Ita Airways per viaggiare l’11 maggio, in caso di cancellazione o di modifica dell'orario del proprio volo, potranno cambiare la prenotazione senza alcuna penale o chiedere il rimborso del biglietto (solo se il volo è stato cancellato o ha subito una partenza anticipata di oltre 60 minuti o un ritardo pari o maggiore di 5 ore) entro e non oltre il 18 maggio chiamando il numero +39 06 85960020 dall'Italia e dall'estero, oppure contattando l'agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto».
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