5 February 2026

Burgio, Alpitour: la voglia di viaggiare c’è, ma mancano i protocolli per ripartire

Non ci sono regole precise a cui attenersi per ripartire. Il grido d’allarme degli operatori del settore è unanime: per riprendere le attività, oltre a un ulteriore miglioramento della situazione contagi occorre una normativa chiara, che consenta alle aziende del turismo di fare affidamento su protocolli di sicurezza affidabili ed economicamente sostenibili. Lo ha ripetuto, in occasione della sessione di presentazione della maratona – competizione online Hack for the Travel Industry, anche l’amministratore delegato del gruppo Alpitour, Gabriele Burgio: “Nessun Paese è riuscito fino a oggi a definire una piattaforma di regole adeguate alle nostre attività. Senza parlare delle linee aeree, per cui le limitazioni sui posti disponibili sono a oggi troppo stringenti in termini di costi”.

Ciononostante, la voglia di ripartire c’è dopo il lungo periodo di lockdown: “Stando ad alcune nostre analisi interne – ha proseguito Burgio – il 74% dei nostri clienti desidererebbe rimettersi in movimento non appena questo sarà possibile. Chiaramente c’è l’effetto rimbalzo, dopo tante settimane costretti a casa. Ma per poterlo fare, c’è bisogno di regole chiare”, ha ribadito ancora una volta l’amministratore delegato di Alpitour.

Come sempre, ha infine sottolineato Burgio, i momenti di crisi possono anche essere l’occasione per cogliere opportunità da tempo trascurate: “La domanda per l’Italia è forte e sempre lo sarà. Ma il nostro sistema Paese manca di competitività e ha una struttura costi inefficiente. Tutto ciò ci ha fatto perdere alcune posizioni a livello globale. Questo virus potrebbe quindi essere l’occasione per ragionare tutti insieme sulle cose che non funzionano. A partire dal tema della sostenibilità ambientale: una leva competitiva sempre più importante per i turisti internazionali. L’Italia è il primo Paese al mondo per l’esportazione di prodotti bio e ha una cultura enogastronomica di prodotti del territorio invidiata ovunque. Eppure su questi aspetti la sensibilità di molti operatori e proprietari alberghieri è spesso scarsissima se non nulla. Non bastano gli incentivi fiscali. Per diffondere la consapevolezza di quanto i comportamenti eco siano importanti, serve che tutti comprendano quanto tali valori possano garantire un recupero di competitività delle nostre mete e siano soprattutto  in grado di giustificare, agli occhi del mercato, l’inevitabile sovrapprezzo che la nostra offerta sconta nei confronti di molte  destinazioni competitor”.

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