22 febbraio 2024 13:46
Si apre con ottime prospettive il 2024 di Alpitour, che in questo primo scorcio di anno già registra una crescita di 120 milioni di euro rispetto al pari dato di 12 mesi or sono. “Tutti i nostri pillar stanno macinando ottimi risultati, con aumenti sopra al 20% per ognuno – racconta il direttore commerciale tour operating, Alessandro Seghi -. La crisi mediorientale sta certo avendo ripercussioni su alcune destinazioni, Israele e Giordania in primis. Così come l’Egitto, che però rimane il nostro prodotto più venduto. Ciò premesso, la riduzione dei volumi registrata in quest’area è oggi più compensata dalla crescita di tutte le altre mete”.
Nelle prime tre settimane di questo mese di febbraio, le prenotazioni segnano in particolare incrementi del 15% medio, con un’estate che è già a +27%. Nel dettaglio, a fronte di un Egitto a -20%, l’Italia viaggia con incrementi del 30%, le Canarie del 40%, le Baleari del 65% e la Grecia addirittura del 90%. Sul lungo raggio, da segnalare invece il +60% del Madagascar e il +50% della Repubblica Dominicana. “Stiamo in particolare osservando una maggiore richiesta dei gruppi sulle destinazioni greche: un grande ritorno dopo anni di flessione. Sta prendendo inoltre sempre più piede il pacchetto low cost più soggiorno di Eden: un’offerta competitiva quanto quella dell’online, ma con in più tutte le garanzie di un tour operator. Infine, importantissima è la possibilità di contare su una compagnia aerea in house come Neos, che ci consente di spostare con rapidità i collegamenti charter verso le mete a maggior richiesta“.
Al momento Alpitour non teme neppure troppo che si possa ripetere quanto accaduto nel 2023 quando, dopo un inizio d’anno estremamente promettente, il mercato si è un po’ raffreddato con l’avvicinarsi dell’estate. “Sicuramente ci aspettiamo un calo delle prenotazioni sotto data – spiega Seghi -. Il fenomeno advance booking è sempre più pronunciato ma siamo pure convinti che sia il mercato preso nel suo complesso a sostenere le vendite. Rispetto all’anno scorso, in particolare, la crescita del nostro fatturato non è sospinta solo dall’innalzamento delle tariffe: nel 2023 a un certo punto le due curve, quella dei volumi e quella dei prezzi, hanno quasi assunto direttrici divergenti. Quest’anno invece procedono di pari passo, mantenendo sostanzialmente la stessa pendenza. A confortarci, infine, c’è anche l’inverno appena trascorso, che ci ha dato grandi soddisfazioni”.
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[post_content] => Flessibilità. Questa la parola chiave che sta indirizzando l’attività di marketing di Alpitour World, costretto come tutti gli altri operatori del comprato a fare i conti con una situazione estremamente fluida e incerta. «Abbiamo dovuto rimodulare le campagne che avevamo programmato per il 2026 alla luce degli eventi internazionali – conferma Tommaso Bertini, chief corporate & tour operating marketing officer di Alpitour Word, incontrato in occasione della presentazione della mostra dedicata a Matisse al Mudec, di cui il gruppo Alpitour è sponsor -. Per questo abbiamo proposto un’immagine che richiamasse a quel concetto di serenità che oggi rappresenta uno dei valori più preziosi da associare alla vacanza». Serenità nel sapere che è sempre possibile far riferimento a persone in carne e ossa nel caso di qualsiasi disguido possa verificarsi durante il viaggio, e serenità di poter contare su un gruppo che grazie alla sua integrazione verticale offre una gamma di soluzioni amplissima.
«In questa fase, stiamo ancora ragionando sulle prossime mosse da compiere. Nel prossimo anno finanziario, in avvio il 1° novembre, dal punto di vista del marketing prevedo sosterremo in modo particolare i brand Bravo ed Eden, andando a sollecitare una fascia di mercato che ultimamente sta prenotando più sotto data».
Un altro aspetto segnalato dal manager è quello relativo al marchio-ombrello del gruppo. «Ci concentreremo anche sulla promozione del brand Alpitour World, in quanto vogliamo trasmettere in questa fase di incertezza il valore aggiunto che risiede nel gruppo. Questo perché il vero problema oggi è l’indecisione, l’attendismo di chi aspetta a prenotare perché teme che la situazione possa cambiare all’improvviso».
Inoltre, nel prossimo anno finanziario, i canali digitali cresceranno ed è in pista anche un importante progetto relativo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
La chiusura dell'anno
Le stime sulla chiusura dell’anno finanziario si mantengono comunque positive. «Penso archivieremo un anno su valori simili a quelli del 2025 – spiega Bertini -. Un risultato assolutamente soddisfacente, considerato il delicato contesto internazionale in cui si inserisce. Paradossalmente, il fatto di avere al nostro interno marchi affermati sia sul fronte trade sia su quello consumer potrebbe avvantaggiarci in un clima di generale insicurezza».
Per il futuro, molto dipenderà dal caro fuel: «Il costo del carburante è quasi raddoppiato. Se non intervengono novità, questo andrà a influire sul futuro costo dei pacchetti, con un rincaro di qualche punto percentuale e un inevitabile abbassamento della nostra marginalità».
Intanto, Alpitour World non si ferma e già la prossima settimana annuncerà un’importante novità per il brand Francorosso.
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Allo Shangri La di Roma, dove è stata recentemente completata una nuova palazzina dedicata alle camere degli ospiti, è prevista la prossima apertura al pubblico di un nuovo polo ristorativo concepito come uno spazio di design articolato tra bar, ristorante, grill e privé, con un’area esterna con piscina.
L'evoluzione
Negli ultimi anni Omnia Hotels ha ampliato il proprio perimetro: tra le tappe più recenti c’è l’apertura dell’Aria Palace accanto al Teatro dell’Opera di Roma, hotel completamente nuovo che ha portato nel portfolio una struttura contemporanea e il centro congressi polifunzionale allo Shangri La dell’Eur.
La crescita ha incluso anche molte riqualificazioni: l’hotel Imperiale in via Veneto è stato interessato da una completa ristrutturazione, così come il Rose Garden Palace a poca distanza, a seguito dell’acquisizione, senza dimenticare l’Hotel St. Martin, il perfetto esempio della riqualificazione di un edificio in disuso.
«Il nostro obiettivo non è semplicemente aumentare il numero delle strutture, ma continuare a far crescere il valore di ciò che abbiamo costruito - afferma Francesco Lazzarini, ceo di Omnia Hotels -. Lo Shangri La rappresenta bene questa filosofia: dopo il nuovo centro congressi, abbiamo ampliato la struttura con una nuova palazzina di camere e a breve potremo inaugurare il nuovo progetto dedicato alla ristorazione. Allo stesso tempo, l’apertura di nuovi hotel e gli interventi realizzati sugli altri dimostrano quanto sia importante per noi investire nella riqualificazione di edifici in luoghi strategici della città di Roma».
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«Per questo la nostra attenzione è rivolta tanto alle gateway city quanto a luoghi da scoprire che non sono ancora sulle rotte del turismo internazionale - sottolinea Sara Digesi, ceo di Bwh Hotels Italy & South-East Europe –. Stiamo crescendo a Roma, in Sicilia e anche in Campania, con particolare attenzione al segmento leisure. Tra i nuovi ingressi c’è il Sublimis Boutique Hotel a Camogli, una villa ottocentesca sul Golfo Paradiso per una clientela adults only. Tra le prossime aperture figurano l’hotel Savoia e Jolanda a Venezia - con 45 camere sulla Riva degli Schiavoni, a pochi passi da Piazza San Marco - Villa La Personala a Mirandola, una dimora storica nella campagna modenese e i due Procida Camp & Resort: le prime strutture italiane della collezione Backdrop dedicata all’ospitalità open-air, con glamping lodge, tiny house e airstream. Stiamo anche pensando alla Grecia, con il Collini Hotel Mykonos».
Il contatto con il territorio
Lo sguardo di Bwh Hotels è sempre più ampio e attento a un cliente abituato all’efficienza tecnologica e alla rapidità di risposta, ma che vuole anche trovare empatia e una calorosa accoglienza. «Nel tempo del viaggio il cliente cerca un valore e vuole incontrare le specificità del territorio - prosegue Digesi -.I flussi, le stagionalità e la durata dei soggiorni possono essere condizionati dall’attenzione ai costi, ma i viaggi restano una componente imprescindibile dei consumi, soprattutto per le giovani generazioni. Si passa dalle attrazioni iconiche per poi approdare in luoghi capaci di restare più autentici e godibili, per vivere momenti che lascino il segno e diano valore al tempo».
La ricerca di cure dedicate e di esperienze inedite è un elemento ricorrente in tutte le generazioni, attente al benessere, al design degli spazi e all'offerta gastronomica. «Il concept di ristorazione in hotel sta cambiando radicalmente: i ristoranti degli alberghi acquisiscono sempre più una propria identità, attraendo anche clienti esterni - conclude Sara Digesi analizzando le nuove tendenze del turismo -. Siamo anche attenti alla sostenibilità, un tema caro soprattutto ai viaggiatori più giovani. Seguiamo con un attento monitoraggio l’impatto delle strutture, in particolare in termini di impronta di Co₂, rifiuti e consumi idrici, quindi fissiamo obiettivi condivisi con tutto lo staff. Gli alberghi del gruppo sono impegnati in un percorso di certificazione: contiamo di chiudere l’anno con oltre 100 alberghi certificati in Italia. Oltre all’impegno ambientale, non perdiamo di vista l’impatto sulle comunità locali e la promozione di iniziative a loro beneficio».
(Chiara Ambrosioni)
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«Il Mudec è un partner d'eccellenza, che ci offre la possibilità di ampliare il discorso legato al viaggio. Viaggio che con Turisanda1924 si declina nell'esplorazione del diverso e nella curiosità verso culture nuove - spiega il direttore marketing di Alpitour World, Tommaso Bertini -. Alpitour World ha scelto il Mudec e il Museo Egizio di Torino proprio per l'approccio innovativo all'arte e alla storia offerto da queste due esposizioni, riconfermando il valore dell'esperienza e di un approccio multidisiplinare».
La collaborazione con 24Ore Cultura
La mostra dedicata a Matisse, realizzata grazie alla collaborazione con il gruppo Sole 24 Ore, ha offerto all'a.d. Federico Silvestri l'opporunità di rimarcare la collaborazione che da 12 anni lega il gruppo allo spazio espositivo milanese: «Sono stati 12 anni ricchi di stimoli, investimenti e progetti, che ci hanno portato a gestire 75 mostre e ad accogliere 3 milioni 300 mila visitatori. Lasciamo oggi un'eredità importante a chi ci seguirà, una sfida che deve continuare con quel coraggio che ha contraddistinto il nostro mandato». Il bando per la gestione del Mudec, in scadenza il prossimo marzo, è andato deserto e la speranza è che venga riformulato in modo tale da renderlo più attrattivo.
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Con più di 220 professionisti su oltre 5.000, quella italiana è la quinta nazionalità più rappresentata tra i piloti; a bordo operano inoltre oltre 900 assistenti di volo italiani, che collocano l’Italia al sesto posto tra le nazionalità del personale di cabina. Numeri che riflettono la qualità della formazione, la professionalità e la capacità di servizio riconosciute ai professionisti italiani.
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[post_content] => Carlson Wagolit ha deciso un taglio di 19o licenziamenti, in parole povere la metà della forza lavoro. Secondo alcuni dipendenti e i sindacati, il provvedimento sarebbero dovuti allo sviluppo dell'intelligenza artificiale che andrebbe a ricoprire quei posti tagliati. La proprietà dell'pazienda è da far risalire a Long Lake Management, che è una società di private equity e holding a lungo termine fondata nel 2023.
Nel 2026 ha completato l'acquisizione di American Express Global Business Travel (Amex GBT) , proprietaria di Carlson Wagonlit, per circa 6,3 miliardi di dollari, ritirandola ufficialmente dal mercato azionario e trasformandola in una società privata. L'operazione è stata descritta come una delle prime "AI take-private transaction" su larga scala nel settore dei viaggi d'affari.
Scandaloso
Il punto che appare scandaloso di questa vicenda è questo: si licenzia metà del personale a causa dell'intelligenza artificiale. E' chiaro che queste società di private equity delle persone importa ben poco, ma fino a questo non si erano mai spinti, almeno in Italia.
Fanno bene i sindacati e a mettere i bastoni fra le ruote. Perché questa non è solo una sconfitta dei lavoratori, è una sconfitta di un sistema che consente ai cittadini di lavorare e quindi di condurre una vita dignitosa. Naturalmente i fondi di private equity non hanno la minima idea di cosa sia una vita dignitosa. Tutto viene scaricato sui lavoratori.
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[post_content] => L'Italian Hospitality Investment Conference 2026 di Milano ha riunito 1547 partecipanti, 170 speaker, 160 aziende partner e 70 aziende espositrici, che hanno risposto all’invito "Accelerate your development in Italy" e hanno fatto il punto sugli investimenti alberghieri e sul settore immobiliare dell'ospitalità.
«Quest’anno Ithic si è trasferito a Milano perché è la città della finanza e del business - ha affermato Mauro Santinato, fondatore e organizzatore di Ithic e presidente di Teamwork -. Dopo essere cresciuti per 4 anni a Rimini ci siamo trasferiti a Roma, che era al centro dell’attenzione degli investitori stranieri. Oggi siamo a Milano, che rappresenta il punto di incontro tra tutti gli stakeholder e i soggetti coinvolti nella filiera dello sviluppo immobiliare alberghiero. Importante l’interesse per l'Italia e per tante destinazioni emergenti che in passato erano considerate secondarie, ma sono oggi al centro dell'attenzione dei grandi gruppi. Il segmento luxury sta trascinando la crescita e ci sono anche i resort, le piccole città d'arte e quell'Italia che ancora mancava di una dimensione internazionale in termini di domanda, trova ora grande interesse da parte di investitori provenienti, in particolare, da alcuni paesi emergenti dell'Estremo Oriente come la Thailandia e anche di fondi cinesi e indonesiani. L’Italia è un Paese in continua crescita dal punto di vista turistico, soprattutto grazie al mercato internazionale in primis americano, che trascina lo sviluppo dell'intero comparto. L'appeal dell'Italia non conosce crisi».
I panel
Nei panel di confronto tra ospiti di rilievo si è parlato di come cambiano i finanziamenti in un contesto macroeconomico complesso, analizzando le nuove politiche sul debito e il consolidamento bancario. Si è data grande attenzione al segmento del lusso, al riposizionamento degli asset alberghieri e alle strategie per massimizzare la redditività delle strutture, pensando anche ai giovani talenti under 35 del settore alberghiero e del real estate per favorire il ricambio generazionale.
Tra le proposte l’iniziativa di alta formazione di fondazione Hereditas Ets di Stresa: nata nel luglio scorso con il coinvolgimento di 11 soci fondatori - tra cui Bhw Hotels - e volta a formare la nuova generazione di manager e professionisti del settore del turismo e dell’ospitalità.
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(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Visit Valencia incontra il trade a Rimini per presenta i risultati registrati dal mercato italiano nel 2026 e le principali novità turistiche e culturali in programma per il 2027.
Ancora una volta l’Italia si conferma il primo mercato estero per numero di turisti nella città valenciana: gli italiani rappresentano il 17% dei turisti stranieri e l’11% del totale dei visitatori della Capitale del Turia. Nel periodo gennaio-agosto 2026, Valencia ha registrato 166.173 turisti italiani, registrando una crescita dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2025.
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Sul fronte sportivo, il 2027 vedrà Valencia protagonista di appuntamenti di primissimo piano a livello internazionale: la città ospiterà il Campionato Europeo di Atletismo, lo spettacolare SailGP, con i catamarani F50 che torneranno a trasformare La Marina in un palcoscenico d'eccezione, e la Copa del Rey di Basket.
Sul piano culturale, una delle novità più attese è l'apertura del Museo Sorolla, che troverà sede nello storico Palazzo del Marqués de Campo, l'attuale Museo de la Ciudad. Il nuovo spazio sarà dedicato a Joaquín Sorolla, uno degli artisti valenciani più universali.
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