27 June 2026

Enit pensa (finalmente) in digitale

enit_bto«In fondo Enit è un brand e come tutti i brand ha bisogno di fiducia. Questa fiducia è da ricostruire, per troppi anni Enit non ha fatto niente». Roberta Milano, direttore marketing di gitale di Enit non intende nascondersi dietro un dito e, dal palco del Bto di Firenze, ribadisce i (pochi) punti di forza dell’agenzia e i (tanti) punti di debolezza ai quali porre rimedio soprattutto in campo digitale.

«Non stiamo pensando a una strategia digitale ma ad una strategia da adottare nell’era digitale – puntualizza la direttrice -. Enit per molto tempo ha difettato nella comunicazione perché di attività, a dire il vero, ne fa molte». Un esempio lampante è la copertura che l’agenzia ha dato in merito alle olimpiadi della scorsa estate, narrando l’evento attraverso l’enogastronomia e gli usi e i costumi dei territori d’origine degli atleti.
La grande incognita della nuova gestione di Enit, per il rilancio digitale, passa inevitabilmente dal tanto criticato sito Italia.it.
«In accordo con il Mibact è stato presentato un progetto per rivedere il portale, almeno come ispirazione – osserva Milano -. Il nuovo portale, visto che l’era digitale è in costante evoluzione, sarà pensato in linea di principio come un aggregatore di contenuti dal territorio e dalle regioni: Enit sarà il grande aggregatore delle diversità dell’Italia».
Valorizzare i territori e ridare vitalità a un brand che deve essere guida e cappello delle diversità italiane.
«Non voglio fare fuochi d’artificio – interviene il direttore esecutivo, Gianni Bastianelli -, voglio fare cose durature, che rimangono. Stiamo facendo un lavoro importante all’estero, non solo sul prodotto, ma sullo stile di vita, che è quello che rappresentiamo per molti paesi. La Francia sta spendendo 100 miliardi di euro per spalmare il turismo su tutto il territorio. Pensiamo invece che nell’incoming italiano le regioni del Sud pesano solo il 14%. C’è un approccio poco industriale al turismo».

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