17 March 2026

Centinaio: in Italia servono più turisti alto-spendenti

Un protocollo per il rafforzamento degli strumenti finanziari di debito ed equity a favore dell’industria del turismo e dell’agroalimentare. E’ quello che hanno firmato davanti a un platea di investitori e rappresentanti di istituti di credito il ministro delle Politiche agricole e del turismo, Gian Marco Centinaio, e l’amministratore delegato del Gruppo Cdp, Fabrizio Palermo, in occasione dell’evento di presentazione del progetto di riqualificazione dell’ex Ospedale a Mare del Lido di Venezia.

Il documento, per la verità, contiene ben poche indicazioni concrete, al di là di generici impegni, da parte del ministero, di fornire il necessario supporto istituzionale alle iniziative. Il tutto consolidato dalla promessa, da parte di Cassa Depositi e Prestiti, di attivare tutti gli strumenti a propria disposizione per aiutare le aziende a reperire i capitali necessari all’avvio di progetti di sviluppo e riqualificazione.

La firma vuole tuttavia segnare plasticamente il rinnovato impegno delle istituzioni nei confronti di due settori di vitale importanza per l’economia tricolore. Soprattutto per il turismo incoming, che giusto in queste settimane sta vivendo una fase d’incertezza sulle previsioni del Mare Italia per la prossima estate: «Ci svegliamo adesso dopo cinque anni. Ma in questo periodo cosa ha fatto il nostro Paese per rendere più competitiva la propria offerta? – ha dichiarato in particolare un Centinaio decisamente agguerrito -. Siamo andati in giro a ripetere semplicemente che siamo una destinazione sicura. Persino durante il mio ultimo viaggio in Cina, mi hanno suggerito di dire che da noi ci si può muovere con più tranquillità, perché non ci sono i gilet gialli come in Francia. Ma questa non è una strategia accettabile…».

Secondo il ministro, la ricetta ideale per la destinazione Italia è quella di intercettare il turismo alto-spendente, una domanda che oggi «ci sfiora solamente». Per riuscirci, però, occorrono servizi all’altezza. A partire dalle strutture ricettive, per cui togliere il tax credit riqualificazioni «è stato un errore», ha ribadito Centinaio. Ma anche le infrastrutture devono crescere. Soprattutto gli aeroporti, che non possono più fare a meno di un’offerta à la carte, se si punta a raggiungere determinati target di clientela. Non solo: «Servono anche porti adeguati, perché molti dei nostri si stanno insabbiando. Altrimenti l’hub del Mediterraneo sarà sempre più rappresentato dalle Baleari, piuttosto che dalla Sicilia, come sarebbe invece naturale che fosse data la sua posizione strategicamente centrale».

Infine, il tema della formazione, che Centinaio intende affrontare creando una task force ad hoc in collaborazione con il ministero dell’Istruzione. Il gruppo di lavoro inizierà a operare a partire dal prossimo 1° di luglio, toccando tutti i gradi della scuola: dalle superiori fino ai corsi post-universitari. L’idea è anche quella di inserire la materia dei viaggi e dell’ospitalità all’interno dei percorsi di studio degli istituti agricoli, per favorire lo sviluppo di un turismo rurale di qualità, agriturismi inclusi. L’obiettivo, ha concluso il ministro, è quello di arrivare con delle proposte concrete entro il prossimo autunno.

 

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