30 agosto 2019 14:29
Mentre si susseguono allarmanti le voci di una possibile nuova recessione europea in arrivo, con l’Italia che dovrebbe vedere il proprio pil nel 2019 aumentare appena dello 0,1% o addirittura non crescere affatto, esiste un comparto che va in netta controtendenza, continuando a registrare risultati più che positivi a dispetto di qualsiasi turbolenza politica e sociale. Stiamo parlando del turismo che, stando agli ultimi dati 2018 elaborati dal World Travel & Tourism Council (Wttc), sarebbe cresciuto in Italia del 3,2%. A un ritmo, cioè, di ben 2,3 punti percentuali superiore rispetto all’andamento del pil nazionale (+0,9%).
Non solo: l’industria dei viaggi rappresenta ormai il secondo settore economico più importante della nazione. L’anno scorso il turismo ha infatti prodotto ricchezza per 232 miliardi di euro, pari al 13,2% del pil nazionale, restando dietro solamente al comparto retail (14,4%). L’industria dei viaggi ha in altre parole superato settori da sempre considerati veri pilastri dell’economia tricolore, come le costruzioni (11,4%) e la salute (11,2%).
E lo scenario italiano non è poi tanto dissimile da quello globale, se è vero che il comparto nel 2018 ha contribuito per il 10,8% alla formazione del pil mondiale: una quota superiore di 1,4 volte rispetto a quella generato dall’agricoltura, nonché di 1,5 volte più alta in confronto al valore aggiunto garantito da settori come la finanza e l’automotive. Il turismo dà inoltre oggi impiego a 319 milioni di persone nel mondo, pari al 10% della forza lavoro globale. Ancora una volta una percentuale superiore a quella di settori prestigiosi come la finanza (9,1%) e la sanità (7,4%).
«La nostra ricerca non fa altro che confermare quanto già si sapeva – dichiara la presidente e ceo del Wttc, Gloria Guevara -: il turismo supporta una buona fetta dell’economia italiana, garantendo un ingente numero di posti di lavoro. Nonostante le difficoltà di budget nazionali, il Wttc si sente perciò di raccomandare al futuro governo tricolore di riconoscere finalmente l’importanza dell’industria dei viaggi, quale essenziale strumento per una crescita economica sostenibile e diffusa in tutto il Paese». Speriamo che questa volta chi ha orecchie per intendere, intenda…
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[post_content] => Una regione, la Campania Divina come recita il claim, da 5,5 miliardi di euro e in continua crescita rispetto al 2024, confermando inoltre una destagionalizzazione dei flussi e anche, grazie ad oculate politiche di programmazione ed eventi. «La Campania rappresenta oggi una delle principali economie turistiche del Mezzogiorno e dell'intero Paese - ha spiegato Vincenzo Schiavo presidente regionale e vicepresidente nazionale di Confesercenti, citando numeri significativi in occasione dell'appena conclusa Bmt: oltre 24 milioni di presenze turistiche, un fatturato di circa 5,5 miliardi di euro e una filiera che coinvolge più di 3 milioni di lavoratori tra diretti e indiretti, con oltre 200.000 imprese interessate. Dati che confermano il turismo come uno dei motori più dinamici dello sviluppo territoriale campano».
Tra le priorità il rapporto proficuo tra imprese e istituzioni, come conferma l'assessore regionale al turismo Enzo Maraio, promuovendo una collaborazione strutturata tra pubblico e privato capace di tradursi in politiche concrete di sviluppo. «L'obiettivo è offrire ai visitatori che scelgono la Campania un'esperienza sempre più completa e autentica tra accoglienza, cultura, enogastronomica e grandi eventi internazionali».
Al centro della promozione il tema degli appuntamenti internazionali che nei prossimi anni interesseranno la regione. L'America's Cup è stata indicata come straordinario volano di visibilità globale per Napoli e per l'intero territorio campano. A questo si aggiunge il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco e il ruolo crescente di Napoli nel panorama culturale e sportivo del Mediterraneo: un insieme di opportunità che, se governato con visione strategica, può consolidare l'attrattività della regione su scala internazionale.
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(Manuela Ippolito)
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Il turismo della salute come risorsa alla stagionalità e alla gentrificazione, le terme come motore di sviluppo territoriale, un sistema nazionale del benessere da costruire su nuove basi legislative e scientifiche. Alla Bmt di Napoli Federalberghi Terme ha lanciato il modello dell'economia del benessere integrata con i territori, evento aperto dall'intervento del Ministro del Turismo, Daniela Santanchè che ha richiamato anche il ruolo delle ZES come possibile strumento di valorizzazione del comparto.
Risultati positivi e incoraggianti per il settore nel 2025: il turismo termale italiano ha registrato 24 milioni di presenze per un valore complessivo di circa 5 miliardi di euro, di cui 2 miliardi legati alle strutture con alloggio e ristorazione, 2 miliardi di euro ai servizi accessori e al territorio, 1 miliardo di euro allo shopping.
Riforma strutturale
Oltre 300 stabilimenti attivi in tutta la penisola, "ma il comparto auspica una riforma strutturale, all'elevata domanda non sempre corrisponde un'offerta adeguata ai nuovi modelli di turismo e benessere - ha sottolineato Emanuele Boaretto, Presidente Federalberghi Terme - le terme devono essere destinazioni integrate capaci di rispondere ai nuovi stili di vita - inoltre, è necessario far conoscere la ricerca scientifica che c'è dietro il sistema termale e andare oltre l'offerta relax, deve diventare leva strategica per la valorizzazione delle aree interne e meno frequentate dai circuiti turistici tradizionali".
Nel corso dell’incontro la consigliera nazionale di Federalberghi Terme, Stefania Capaldo, ha sottolineato la necessità di una governance più efficiente per il settore, illustrando un disegno di legge dedicato alla riorganizzazione del sistema termale.
Proposta
La proposta è stata presentata alla presenza del vicepresidente del Senato Gianmarco Centinaio che sta lavorando ai Distretti Termali, affrontando il rapporto tra terme, architettura e archeologia del patrimonio italiano, evidenziando come il sistema termale possa rappresentare non solo un motore economico ma anche uno strumento di valorizzazione culturale dei territori.
I panel della manifestazione hanno affrontato il tema del rilancio del comparto termale, spicca la proposta di Annamaria Colao, titolare della Cattedra Unesco Chair on Health Education and Sustainable Development, che ha delineato l’ipotesi di un Sistema Nazionale del Turismo della Salute, fondato su una strategia integrata tra benessere, sostenibilità, sport e corretti stili di vita.
Nel dibattito sono intervenuti anche il vicepresidente dell’Ancot – Associazione Nazionale Comuni Termali e sindaco di Latronico, Alberto Di Maria, l’assessore regionale al turismo della Campania, Enzo Maraio, e l’assessora al turismo del Comune di Napoli, Teresa Armato, che ha citato come esempio di rilancio le Terme di Agnano.
(Manuela Ippolito)
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[post_content] => Salute, ospitalità e impresa sono tre asset che, se inseriti all’interno di un processo condiviso, possono realmente costruire valore per il turismo e per l’economia dei territori.
Wellness, longevità e prevenzione non sono più comparti distinti, ma tasselli di una filiera integrata che parla sempre più il linguaggio della domanda contemporanea: qualità della vita, sostenibilità e benessere diffuso.
In questo scenario, prende forma un cambio di paradigma che interessa direttamente il sistema travel. Dalla medicina preventiva all’ospitalità, dall’alimentazione alla beauty industry, fino ai retreat dedicati al benessere, si consolida un ecosistema capace di generare nuove opportunità di business e posizionamento per destinazioni e operatori. Non si tratta più di aggiungere servizi, ma di ripensare l’offerta in chiave sistemica.
A interpretare questa evoluzione nasce Welligence™ Think Lab, primo laboratorio italiano che osserva e analizza come i principali player del settore stanno ridefinendo modelli, linguaggi e strategie. Il progetto è ideato da Roberta Farinola, founder di FARO Comunicazione, e si propone come piattaforma di confronto tra industria della salute, hospitality e wellness economy.
Il Think Lab porterà in scena dodici realtà italiane che stanno già anticipando questo cambio di passo, coinvolgendo operatori della sanità, protagonisti della longevità e gruppi dell’ospitalità. Un confronto trasversale che riflette una tendenza chiara: la contaminazione tra settori come leva competitiva e driver di innovazione.
«Il wellness non è più un segmento, ma una chiave di lettura trasversale», spiega Farinola. «Oggi assistiamo a una convergenza tra ambiti che fino a ieri dialogavano poco: prevenzione, turismo, nutrizione, bellezza. È in questa intersezione che si crea valore per le imprese e per i territori».
Un passaggio che evidenzia come la comunicazione diventi leva strategica per dare forma e coerenza a questo nuovo racconto industriale.
La prima edizione di Welligence, realizzata in collaborazione con Travel Hashtag Advisory, è in programma il 16 aprile 2026 all’Hotel I Portici di Bologna. Un format a porte chiuse che riunirà 35 top manager tra CEO, medici, imprenditori e direttori marketing, con l’obiettivo di delineare le linee guida di un settore in piena trasformazione.
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[post_content] => La Spagna del turismo non perde tempo e affronta le conseguenze della crisi mediorientale con richieste specifiche al governo. Sono le associazioni di categoria Uniòn de agencias de viajes (Unav) e Federaciòn Empresarial de Asociaciones territoriales de agencias de viajes espanolas (Fetave) a chiedere ai ministeri del turismo e dell'economia un piano di salvataggio da 400 milioni di euro per proteggere le agenzie di viaggio dalla crisi in Medio Oriente .
La proposta, come riporta Hosteltur, mira a far fronte alle perdite dovute a cancellazioni inevitabili, rimborsi non rimborsabili da parte dei fornitori internazionali e all'aumento dei costi delle rotte verso l'Asia e l'Africa che prevedono scali nel Golfo . Il settore richiede un programma di prestiti dell'Istituto Ufficiale di Credito da 250 milioni di euro a tasso zero e un fondo di compensazione da 120 milioni di euro per evitare che le aziende debbano sopportare da sole i costi di una crisi al di fuori del loro controllo.
Il conflitto armato in Medio Oriente ha cessato di essere un problema localizzato ed è diventato una minaccia per la sopravvivenza delle agenzie di viaggio in Spagna. In risposta, Unav e Fetave hanno elaborato una tabella di marcia con otto azioni chiave. La necessità di questo aiuto è giustificata dall'effetto domino che sta avendo un impatto sulla connettività aerea globale. L'impatto della crisi non si limita alle zone di conflitto; le interruzioni delle rotte stanno gravemente compromettendo i voli verso Asia, Africa e Oceania.
La proposta al governo
Il pilastro economico della proposta si concentra sull'alleviamento delle pressioni sulla liquidità. Le associazioni propongono la creazione di una linea di credito straordinaria di 250 milioni di euro da parte dell'Istituto Ufficiale di Credito, con un tasso di interesse agevolato dello 0% e garantita dallo Stato. Questa misura consentirebbe alle agenzie di gestire rimborsi immediati ai clienti e riprenotazioni dei viaggiatori senza compromettere il loro flusso di cassa. Le adv chiedono inoltre un fondo di compensazione di 120 milioni di euro. Questo capitale verrebbe utilizzato per coprire le spese dei viaggiatori bloccati (alloggio e pasti) e, soprattutto, i servizi prenotati a destinazione, come hotel o tour operator, i cui costi non possono essere recuperati dall'agenzia dopo la cancellazione.
Nell'ambito della tutela dell'occupazione, il settore chiede l'istituzione di uno specifico regime di cassa integrazione temporanea (Erte) per le imprese la cui attività è stata significativamente ridotta dal conflitto. Tale misura sarebbe accompagnata da agevolazioni fiscali, come adeguamenti all'imposta sul reddito delle società e la possibilità di dedurre i costi derivanti da cancellazioni eccezionali.
Oltre al sostegno finanziario, Unav e Fetve chiedono certezza giuridica. Propongono la creazione di un protocollo per la gestione delle cancellazioni che standardizzi i criteri e distribuisca equamente le responsabilità tra tutti gli attori del settore turistico. Sollecitano inoltre il ripristino dei "voucher di viaggio" o delle modifiche volontarie delle date, analogamente a quanto fatto durante la pandemia per evitare ingenti rimborsi in denaro. Allo stesso modo, le associazioni dei datori di lavoro chiedono un canale di coordinamento permanente con i ministeri del Tturismo e degli affari esteri per avere informazioni aggiornate e facilitare l'assistenza in tempo reale ai viaggiatori colpiti all'estero.
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[post_content] => Xenia Hôtellerie Solution ha firmato un accordo vincolante per l'acquisto di ramo d'azienda di hotel La Ruota 4 stelle di Pianfei, in provincia di Cuneo, e per un contratto "rent to buy" per la componente immobiliare. Si tratta di un albergo con 65 camere, dotato di sale meeting, ristorante e piscina. La location a pochi chilometri da Prato Nevoso e dal confine con la Francia consentirà al gruppo Phi Hotels di potenziare la propria presenza sia in Piemonte che a livello nazionale. L'operazione ha un valore complessivo di 3 milioni di euro, inclusivi del prezzo di acquisto del ramo d'azienda e del corrispettivo del rent to buy immobiliare. Non saranno acquisite passività.
Il closing è previsto entro il 30 aprile 2026, con efficacia operativa al 1° settembre 2026. La società target ha realizzato ricavi, sulla base dell'ultimo bilancio disponibile, pari a circa 1,3 milioni di euro, con un Ebitda di circa 130 mila euro (margine circa 10%), in linea con i parametri delle strutture alberghiere di posizionamento premium già presenti nel portafoglio di Phi Hotels. La società ha finanziato l'operazione interamente con fondi già presenti nelle proprie disponibilità, senza ricorso a nuova leva finanziaria.
Strategia di crescita
Questa acquisizione – la seconda del 2026, dopo quella relativa al resort Alla Corte delle Terme di Viterbo, si inserisce nella strategia di crescita e consolidamento del brand Phi Hotels prevista nel piano industriale 2025–2028, riconfermato nell'investor & industry forum. Con questa operazione, il portafoglio alberghiero del gruppo Phi Hotels sale a 19 strutture, avvicinando l'obiettivo delle 25 strutture previsto dal piano industriale. L'acquisizione rafforza il posizionamento del gruppo nelle destinazioni più interessanti della provincia italiana e incrementa la diversificazione geografica e di offerta del portafoglio.
Ercolino Ranieri, amministratore delegato di Xenia Hotellerie Solutions, dichiara: «Questa operazione conferma la traiettoria del nostro piano industriale 2025–2028 e ottimizza la nostra proposta di ospitalità in Piemonte. Con ulteriori 65 camere, sale meeting e un nuovo punto di ristorazione, miglioriamo sia la qualità dell'offerta che le prospettive di ricavi e marginalità, avvicinandoci agli obiettivi di fine piano. La proprietà della struttura, la famiglia Rosso, ha compiuto un lavoro eccellente in questi anni e questo ci consente di avere un ottimo punto di partenza».
Davide Rosso e Monica Rosso, amministratori della Immobiliare Pianfei e Silvana Giuliano, rappresentanti della famiglia proprietaria, aggiungono: «La nostra famiglia ha costruito, avviato e reso l'hotel La Ruota un punto di riferimento nella nostra area. Riteniamo che oggi un brand e un gruppo come Phi Hotels e Xenia sappiano far crescere il nostro progetto originario, voluto e creato dal nostro papà Emilio, dando anche continuità alle relazioni e ai rapporti con i nostri collaboratori e Cclienti a cui va il nostro grazie».
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[post_content] => Il governo si mobilita a seguito della crisi che sta interessando il Medio Oriente e non solo. Il ministro del turismo, Daniela Santanché, ha convocato un tavolo di confronto per giovedì 19 marzo alle 11, in risposta alle criticità che l'attuale situazione di conflitto in Medio Oriente sta generando nel comparto del turismo organizzato.
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[post_content] => Una Italian Hospitality stringe un rapporto di collaborazione con il Fai, che nasce da una visione condivisa: promuovere la bellezza italiana come valore identitario, leva culturale e motore di sviluppo sostenibile dei territori.
Un impegno che per Una Italian Hospitality rappresenta la naturale evoluzione del suo posizionamento: un brand profondamente radicato in Italia, che fa dell’attaccamento al territorio, dell’arte e della cultura i pilastri della propria filosofia di accoglienza, promuovendoli con i propri ospiti attraverso una proposta di esperienze studiate appositamente per ogni destinazione.
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La collaborazione
Il sodalizio mira a creare un dialogo diretto tra strutture alberghiere e beni Fai, trasformando l’esperienza di soggiorno in un’occasione di scoperta culturale. All’interno degli hotel e resort del gruppo verranno distribuite mappe personalizzate dedicate ai beni Fai delle città coinvolte, con contenuti editoriali, approfondimenti valoriali sulla collaborazione e un codice sconto riservato agli ospiti di Una Italian Hospitality per l’ingresso ai siti. Parallelamente, verrà lanciata una campagna di comunicazione online dal gruppo alberghiero con l’obiettivo di raccontare la collaborazione e il proprio sostegno alla fondazione.
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[post_content] => Wizz Air rafforza la presenza a Venezia e, insieme al gruppo Save, annuncia una nuova fase di sviluppo per la base dell’aeroporto Marco Polo. Da settembre 2026 in arrivo il quarto Airbus A321neo a Venezia, con un investimento strategico che consolida il ruolo dello scalo veneziano nel network europeo della compagnia.
Il posizionamento del nuovo aeromobile permetterà di incrementare ulteriormente la capacità operativa della compagnia nello scalo, generando 500.000 posti aggiuntivi. L’espansione contribuirà anche allo sviluppo dell’economia locale con 40 nuovi posti di lavoro diretti, che si aggiungeranno agli oltre 120 dipendenti Wizz Air già basati a Venezia, e con il supporto a più di 350 posti di lavoro indiretti lungo la filiera locale.
L’investimento della compagnia si traduce inoltre nel lancio di cinque nuove rotte che rafforzeranno ulteriormente la connettività dello scalo veneziano verso scali internazionali. I collegamenti verso Bilbao e Malaga inizieranno il 14 settembre 2026, mentre Alicante e Siviglia decolleranno dal 15 settembre 2026. Infine, una nuova rotta domestica che connetterà la città lagunare a Napoli che opererà dal 1° dicembre 2026, ampliando ulteriormente i collegamenti nazionali della compagnia e contribuendo a rafforzare la connettività tra Nord e Sud Italia.
Le nuove rotte
In dettaglio, le nuove rotte operate da Wizz Air saranno quella su Napoli (11 frequenze settimanali, tutti i giorni della settimana dal 1° dicembre 2026), quella su Bilbao (4 voli settimanali, ogni lunedì, mercoledì, venerdì e domenica durante la stagione estivae martedì, giovedì, sabato e domenica durante quella invernale dal 14 settembre 2026), quella su Malaga (4 voli settimanali, ogni lunedì, mercoledì, venerdì e domenica dal 14 settembre 2026), quella su Alicante (3 voli settimanali, operativi martedì, giovedì e sabato dal 15 settembre 2026), quella su Siviglia (3 voli settimanali, operativi martedì, giovedì e sabato dal 15 settembre 2026).
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Obiettivo puntato su Gnv Aurora, la seconda nave della flotta Gnv alimentata a gnl e quarta unità della prima serie di traghetti di ultima generazione realizzati presso il cantiere Gsi di Guangzhou.
Si è infatti svolto a Genova un incontro fra Matteo Catani, amministratore delegato di Gnv, e i rappresentanti delle principali istituzioni e partner industriali coinvolti. Tra gli altri, Matteo Paroli, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, il capitano di Vvascello Marco Nobile, capo reparto tecnico-amministrativo in rappresentanza della capitaneria diporto di Genova e Simone Rodolfi, head of origination di Axpo Italia.
Come già avvenuto lo scorso dicembre con Gnv Virgo, l’operazione di bunkeraggio con gnl è stata resa possibile grazie alla stretta collaborazione tra Adsp, Gnv, la capitaneria di porto di Genova e il partner energetico Axpo. Il bunkeraggio rappresenta molto più di un’operazione tecnica: è il simbolo dell’ingresso del trasporto marittimo nell’era del gnl, in prospettiva un primo passo fondamentale verso la decarbonizzazione del comparto.
Le fasi del progetto
Con l’occasione, Matteo Paroli e Gnv hanno annunciato che entro l’estate sarà effettuato il primo test di cold ironing su un traghetto Gnv nel porto di Genova. Il cold ironing rappresenta una soluzione tecnologica strategica per ridurre le emissioni nelle aree portuali.
«L’operazione di oggi rappresenta un momento fondamentale per Gnv e per il porto di Genova - ha dichiarato Catani -. Non si tratta solo di un bunkeraggio: è la conferma concreta del percorso di innovazione intrapreso dalla compagnia, con nuove navi a gnl che riducono significativamente le emissioni, aprono la strada al cold ironing e rafforzano l’impegno verso la sostenibilità ambientale. Questa transizione è strutturale, non episodica, e valorizza concretamente il lavoro quotidiano delle persone che operano sulle navi e nei porti».
«Investire nel gnl - ha aggiunto Catani - è una scelta strategica per Gnv e per il gruppo Msc, fondamentale per ridurre le emissioni e innovare il trasporto marittimo. La volatilità dei prezzi energetici riguarda oggi l’intero mercato dei carburanti, non solo il gnl. In questo scenario, la nostra appartenenza al gruppo Msc e le solide collaborazioni con i partner della filiera ci consentono di affrontare con solidità queste dinamiche, gestendone gli effetti lungo tutta la catena del valore e garantendo continuità operativa. Il trasporto via traghetto resta inoltre una delle soluzioni più efficienti e sostenibili per la mobilità di persone e merci nel Mediterraneo».
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L’Italia devo dire sconcerta. Ognuno cerca di interpretare lo sviluppo ed in particolare quello sull’asset del Turismo, il più complesso, a sua immagine e somiglianza.
Quello che è stato fatto all’estero non importa a nessuno. Si consideri che ci sono più variabili nel creare flussi turistici che andare sulla luna. È come se uno decidesse di farsi una matematica per conto proprio anziché studiarla. Sono anni che si promuove il mare facendo lo stesso errore di sempre tra l’altro sanzionato dall’Unione Europea perché il mare è un pretesto poi ci sono una miriade di attività collegate che sono quelle che poi creano occupazione, ma è necessario pianificarle. Piccoli progetti per lo più clientelari senza agganciarli ad un progetto strategico per cui non può funzionare. C’è da fare altresì molta attenzione perché un sol furbo fa crollare il mercato e gli onesti devono lasciare spazio agli imbroglioni.
I tassisti palermitani erano conosciuti a livello internazionale per i loro imbrogli. All’uscita dell’aeroporto si vedeva il servizio navetta partire, lasciando i passeggeri a terra (chi viaggia spesso, non è cretino, capisce cosa c’è dietro) per cui dovevi prendere un Taxi con un tassametro coperto dal giornale e dovevi litigare. Cose da bambini. Riguardo il tragitto, pagavi più di Taxi che di aereo, per il lungo percorso che ti facevano fare. Ricordo che ero stato invitato a Mondello per una conferenza e lo dichiarai.
Ora che il danno è fatto, molti non ci vogliono più tornare, per cui i tassisti si sono organizzati mettendo ben chiaro sulle portiere dei loro Taxi il prezzo tutto incluso. Forse mi avranno ascoltato, ma quanto ci ha perso la Sicilia tutta? Non era l’unico aeroporto, ce n’erano altri in giro per il mondo, tanto che ora nella progettazione degli aeroporti i Tassisti non sono più previsti. Quello di Madrid è uno di quelli. Al contrario a Singapore è un piacere andare all’aeroporto in Taxi così come spostarti nonostante ci sia una bellissima metropolitana. Tutto è stato pianificato con intelligenza ed il Turismo funziona meglio di qualsiasi luogo cosi come i taxi.
Piccole cose. Si pensi solo alle seconde case che uccidono il Turismo, oppure ai supermercati vicini ai centri storici che fanno morire i piccoli commerci, per cui poca occupazione e niente turisti. Finalmente si comincia ad intravedere che il Turismo non è una promozione (non so quanti miliardi di danni sono stati fatti) ma una componente urbana. Il mercato è cambiato per cui si erogano molti soldi alle compagnie aeree, in analogia del parco tematico, dove si entra con un biglietto a poco prezzo e si spende tanto al suo interno con reciproca soddisfazione di tutti. Tuttavia, non essendo le città pronte con le loro attrazioni (culturali, mare, servizi, pulizia, sicurezza, ecc.) è evidente che viene meno l’interesse e il turista non ci torna più. Il passa parola crea danni all’immagine del luogo, ma restano le spese contrattuali con le compagnie aeree che sono da pagare e con l’amministratore di turno che si giustifica dicendo che ha speso molti soldi per la promozione, come aveva promesso in campagna elettorale.
Ora che in tutta Italia ci sono circa 5.000 Comuni destinati al degrado e all’abbandono, si sta ricorrendo ai ripari riqualificando alcuni beni immobili di pregio dopo che i vari Sindaci con le loro amministrazioni hanno distrutto il territorio concedendo licenze di costruzione sul nuovo anziché riqualificare il vecchio che rappresenta l’identità del luogo. Cosa succederà ora? Che si erogano fondi per ricuperare manufatti di pregio come è già stato fatto per i mulini, lavatoi, masserie e altro, ma non mettendoli a sistema con un piano strategico di cui alla slide per cui gli stessi resteranno opere isolate, pochi o nessuno le andrà a visitare per mancanza di un intorno e quindi di un sistema virtuoso che genera occupazione e conseguentemente mancheranno i soldi per la manutenzione. Tutto il progetto andrà in malora così come è stato sino ad ora con gli alberghi diffusi, percorsi religiosi, percorsi della cultura, della gastronomia e chissà chi lo sa, …. Spero di sbagliarmi perché amo la Sicilia.
Quanto segue l’ho pubblicato in un mio libro, dove cerco di spiegare come si è sviluppata la Francia con i suoi 36.000 Comuni rispetto ai nostri 8.000 di cui vi consiglio di verificare il loro stato di degrado presso il sito dell’ISPRA che essendo governativo rileva i problemi, ma io vorrei che qualcuno prestare attenzione su come risolversi.
En France, le territoire fait son entrée sur la scène de l’action publique depuis la mise en place d’une action d’État en faveur de l’aménagement du territoire en 1950. Retenons la définition que donne Eugène Claudius-Petit de cette nouvelle politique :
« L’aménagement du territoire, c’est la recherche dans le cadre géographique de la France d’une meilleure répartition des hommes en fonction des ressources naturelles et de l’activité économique. »
– Pour un plan national d’aménagement du territoire, 1950
Trois idées sont contenues dans cette définition :
L’aménagement du territoire apparaît comme une exigence de justice spatiale : la correction des disparités (depuis Paris et le désert français de Jean-François Gravier, livre marquant de 1947, qui a un écho dans tout l’appareil d’État.)
L’aménagement du territoire apparaît aussi comme une exigence économique.
L’aménagement du territoire introduit l’idée d’une spécialisation fonctionnelle des territoires (« en fonction de… »).
Rappresento in Italia, una Organizzazione internazionale leader nel mondo per lo sviluppo nonché la voce più autorevole dell’Urbanistica a livello internazionale.
Praticamente dibattiamo sulle briciole ed io regalo miliardi in termini di grandi lavori a mezzo mondo così come in strategie Paese per costruire il Turismo. Un vero peccato che nessuno in questi ultimi trent’anni, se ne sia mai accorto.
progetti.
http://www.glistatigenerali.com/uncategorized/come-si-crea-lo-sviluppo-di-un-paese/
http://www.forumpachallenge.it/soluzioni/un-nuovo-rinascimento-italiano
https://www.slideshare.net/MauroParilli/inu-format-pannello-completo
https://www.slideshare.net/MauroParilli/inu-format-pannello-immagini