9 luglio 2025 10:14
The Travel Expert, con una rete che sfiora quota 100 Personal travel expert, consolida ulteriormente la struttura organizzativa con l’inserimento di quattro nuove risorse strategiche.
Luigi Porro, ceo e co-founder The Travel Expert, dichiara: “Abbiamo scelto di puntare su un poker di donne, per rispondere ad un’esigenza concreta: gestire con efficienza la crescita in corso da inizio anno sia in termini di volumi sia di penetrazione in nuove aree di business. I dati parlano chiaro: nel primo semestre abbiamo già superato il budget di inizio anno, che prevedeva per il 2025 una crescita del 25%, dopo un già ottimo 2024 che si è chiuso a +65%. Siamo partiti dal commerciale, con l’ingresso di Michela Borellini in qualità di responsabile, per potenziare poi anche l’ufficio rete, il booking e l’amministrazione”.
Professionista con un’esperienza trentennale nel mondo della distribuzione turistica, la nuova responsabile commerciale di The Travel Expert, Michela Borellini, conosce a fondo il settore anche dal punto di vista imprenditoriale. È stata titolare per oltre dieci anni di un’agenzia di viaggi di Varese e, più recentemente, ha coordinato un piccolo network di consulenti di viaggio, gestendo con successo un modello operativo simile a quello di The Travel Expert. La manager risponderà direttamente a Luigi Porro e si occuperà delle strategie di vendita, delle partnership operative e del coordinamento dei fornitori.
L’ufficio Rete si arricchisce con l’ingresso di Isabella Villaca, laureata in Economia del Turismo presso l’Università degli Studi di Perugia, esperta di operation e customer service con esperienza in realtà internazionali come Amadeus e Lastminute.com, e Manuela Lofano, professionista con un background consolidato nel customer service e nella customer retention, a cui si affianca una quindicennale esperienza in ambito programmazione e booking presso importanti tour operator, come Columbus Viaggi e non solo.
A potenziare il reparto amministrativo, infine, è Lesly Gonzalez, giovane professionista con un solido percorso accademico alle spalle, specializzata nella gestione integrata dei processi aziendali. Dopo la laurea in Scienze del Turismo presso l’Università di Milano-Bicocca, ha recentemente conseguito un Master in Tourism Quality Management.
A restituire una fotografia chiara delle dinamiche evolutive di The Travel Expert, contribuiscono anche i dati relativi all’andamento delle destinazioni e delle aree di business nel primo semestre: sul fronte delle destinazioni più performanti, il Giappone si conferma per il terzo anno consecutivo al primo posto per tassi di crescita. Da registrare anche il buon andamento generale delle destinazioni asiatiche ed africane, Egitto incluso, e la sostanziale tenuta degli Stati Uniti, nonostante le iniziali aspettative di calo. Si dimostrano al momento particolarmente in crescita anche i Paesi del Medio Oriente: Emirati Arabi, Qatar, Oman e Giordania.
Il 2025 rappresenta inoltre l’anno di consolidamento di nuovi asset: le vacanze studio, introdotte recentemente, stanno già contribuendo al 5% del fatturato, mentre il comparto business travel e Mice, fino a poco tempo fa non presidiato, rappresenta attualmente tra il 10% e il 15% del volume d’affari complessivo. Soddisfazione infine per Stoviaggio, il brand di The Travel Expert nato dalla collaborazione tra Personal Travel Expert e travel blogger, che uniscono competenze e community per creare viaggi di gruppo tematici, con proposte esclusive e itinerari curati nei dettagli. In parallelo, l’azienda guarda con interesse a ulteriori investimenti in innovazione tecnologica e sviluppo di nuove verticali, con importanti annunci previsti per l’autunno.
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[post_content] => Emirates torna a reclutare piloti a Milano, e precisamente lunedì 2 marzo alle 10:00 e alle 13:00 e martedì 3 marzo alle 10:00, presso il Marriott Hotel, in via Giorgio Washington 66.
La compagnia aerea riconosce l'alto valore del capitale umano italiano: con un significativo contingente di oltre 200 piloti e oltre 900 membri di personale di bordo provenienti dall'Italia, il nostro Paese si posiziona con merito nella top five delle nazionalità più rappresentate all'interno della Compagnia aerea.
"Far parte del team Emirates significa lavorare su una delle flotte wide-body più avanzate al mondo, collegando i passeggeri a oltre 150 destinazioni - sottolinea Marco D’ilario, country manager di Emirates in Italia -. I nostri piloti, basati a Dubai, hanno accesso a una formazione di livello mondiale in centri d’eccellenza che li prepara ad affrontare sempre nuove sfide. In questa fase di forte crescita, siamo pronti a investire sul talento dei piloti italiani per rafforzare la nostra presenza e continuare a elevare gli standard dell’esperienza Emirates a livello globale”.
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[post_content] => Vola alto Ethiopian Airlines, con un fatturato semestrale di 4,5 miliardi di dollari, pari ad una crescita del 14% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nei sei mesi, la compagnia aerea ha trasportato 10,64 milioni di passeggeri e 451.000 tonnellate di merci.
Mesfin Tasew, ceo del gruppo, ha affermato: “In termini di ricavi, abbiamo generato 4,4 miliardi di dollari Usa durante la prima metà dell'anno fiscale in corso. I ricavi sono superiori del 2% rispetto al piano e hanno registrato una crescita del 14% rispetto ai dati dello stesso periodo dell'anno scorso”..
La compagnia aerea ha trasportato 10,64 milioni di passeggeri attraverso il network nazionale e internazionale durante il periodo di riferimento, a conferma della sua posizione di collegamento chiave tra l'Africa e il resto del mondo.
Ethiopian serve attualmente 145 destinazioni internazionali. Tuttavia, Tasew ha riconosciuto le crescenti pressioni operative: la carenza di aeromobili, le condizioni meteorologiche avverse, i conflitti geopolitici e la più ampia incertezza globale hanno pesato sul settore.
Il ceo ha inoltre sottolineato l'impatto delle policy sui visti di ingresso negli Stati Uniti della presidenza Trump, che hanno avuto un impatto significativo sui passeggeri, soprattutto quelli provenienti dall'Africa: “Le politiche statunitensi ci hanno costretto a riprogrammare i voli, riducendo il numero di frequenze su alcune rotte”, ha affermato, aggiungendo che anche le sfide alla sicurezza interna hanno influito sulle operazioni.
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Fabrizio Mezzo è il nuovo head of marketing, communication & events di Uvet Events con l’obiettivo di aiutare il gruppo a crescere nel campo della comunicazione, rafforzando la brand image. Uvet Events, da oltre 20 anni specializzata in eventi, negli ultimi anni si è focalizzata sulla produzione di grandi show ed eventi memorabili.
“È giunto il momento non solo del “fare bene”, ma anche del “comunicare” – dice Serena Martini, sales & cmmunication director Uvet Events- e per questo abbiamo voluto un professionista che potesse portare valore aggiunto. Fabrizio Mezzo è la persona che può fare la differenza; dovrà portarci a comunicare quello che facciamo e soprattutto ci regala in dote una grande esperienza nella creatività degli eventi e dei format, che sarà uno dei focus 2026».
Il nuovo ruolo
Il ruolo di Fabrizio Mezzo sarà fondamentale per supportare una nuova fase di sviluppo dell’area eventi e per generare nuovi contenuti, suggestioni e impatto reale per le aziende. Fabrizio Mezzo ha oltre 35 anni di esperienza nel mondo della comunicazione e dell’event management ed il suo back ground coniuga idee innovative, pensiero strategico, progettualità e capacità di storytelling.
«Uvet ha una storia trentennale fatta di grandi successi che molto spesso abbiamo comunicato poco. Siamo proprietari di format ed eventi unici - dice Luca Patané, presidente del gruppo Uvet -. Il nostro Biz Travel Forum, ad esempio, un'eccellenza di settore che raduna giornalisti, politici, manager delle maggiori aziende italiane. O la Fleet Manager Academy, l’evento e lo strumento strategico che consente di comprendere tutti gli andamenti fondamentali della flotta aziendale. Con Uvet Events gestiamo grandi convention, tour, lanci di prodotto, roadshow. Una figura come quella di Fabrizio Mezzo era strategica. Sono orgoglioso di guidare e far crescere il nostro gruppo e le nostre aziende inserendo manager di esperienza che possono portare idee e valore aggiunto ad un gruppo che ha necessità di penetrare il mercato anche in ambito di maggior visibilità».
Uvet Events ha deciso che il 2026 sarà un anno nel quale verranno portate in evidenza le forti competenze di settore che fino ad oggi non tutti i clienti ed i potenziali interessati conoscevano. Grazie all’ingresso di Fabrizio Mezzo, Uvet Events rilancerà inoltre il proprio posizionamento a livello social e di comunicazione, e prenderà parte a premi e manifestazioni, per far immediatamente percepire il valore di una struttura capace di chiudere il 2025 con oltre 75 eventi realizzati e un fatturato di oltre 20 milioni di euro.
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[post_content] => Guiness Travel consolida il proprio ruolo di riferimento nei viaggi verso l’Estremo Oriente, puntando i riflettori su Giappone, Cina e Corea.
La programmazione aggiornata, che va ad ampliare quella già esistente dall’inizio dello scorso autunno, consta di 15 itinerari in Giappone e 11 itinerari in Cina, con oltre 215 partenze garantite totali da marzo 2026 alla primavera 2027.
La programmazione copre tutte le stagioni, dalla fioritura dei ciliegi in primavera al foliage autunnale, fino a itinerari estivi e invernali, assicurando disponibilità anche nei periodi di maggiore richiesta e diversificando stagionalità e proposta. Sempre sul Giappone, sono previste inoltre date supplementari per Capodanno, per un totale di 8 partenze .
Linea Young
Gli itinerari Young, progettati per viaggiatori under 45, rappresentano la risposta di Guiness Travel a un pubblico dinamico, attento alle esperienze autentiche e desideroso di vivere le destinazioni in modo contemporaneo senza rinunciare alla qualità.
Il Giappone Young in 12 giorni combina le città iconiche con percorsi meno conosciuti, esperienze gastronomiche e cultura pop. Le partenze con accompagnatore sono programmate da Milano, Bologna, Roma e Napoli.
Cina – La Terra del Dragone Young è un tour di 10 giorni che unisce grandi metropoli e siti storici, tra modernità e tradizione.
Itinerari Luxury
I programmi Luxury sono pensati per viaggiatori selettivi, alla ricerca di esclusività, comfort assoluto ed esperienze di livello superiore, con attenzione a ogni dettaglio.
Il Giappone Luxury è un itinerario premium di 11 giorni che coniuga cultura, storia e natura, con soggiorni in hotel 5 stelle, Ryokan con onsen privato e voli business class Emirates. Il percorso permette di vivere città iconiche e angoli meno esplorati, con esperienze culturali esclusive pensate per chi cerca il massimo della qualità.
Cina Luxury è un itinerario di 13 giorni in business class Emirates dedicato alla scoperta approfondita della Cina, dalle metropoli alle regioni storiche. I partecipanti soggiornano in strutture di lusso come il Regent di Pechino, toccando destinazioni meno note ma in ascesa come Chongqing e Chengdu.
Grandi Combinati Cina- Giappone- Corea
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Cina & Giappone in 16 giorni offre il meglio delle due destinazioni in un unico viaggio.
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Il Principato di Monaco sta lavorando attivamente per superare i cliché di destinazione esclusiva e ultra-lusso, puntando a una trasformazione della sua immagine turistica per attrarre un pubblico più vasto.
L'obiettivo è dimostrare che Monaco non è solo sinonimo di jet set, ma un luogo che unisce fascino storico, glamour moderno ed esperienze accessibili e diversificate.
Guy Antognelli, general manager di Monaco governement tourist and convention authority, sottolinea la necessità di aggiornare la percezione comune del Principato: «L’immagine obsoleta del Principato come meta della "Monaco dei nonni” e dell’ultra-lusso è da superare, mettendo in luce una Monaco dal fascino storico del cinema e della famiglia reale, dal glamour moderno della Formula 1 e dai residenti famosi come Sinner e Leclerc; mostrando l'ampia offerta di esperienze di qualità accessibili a tutti i visitatori, specialmente al mercato italiano, considerato strategico e primo per soggiorni giornalieri, attraverso nuova comunicazione verso l'Italia che ha mantenuto un'immagine stereotipata di Monaco».
Esperienze diverse e accessibili
La strategia mira a incoraggiare soggiorni più lunghi, evidenziando la vitalità serale e le diverse attività sportive e culturali, oltre agli alberghi di lusso e al casinò. «Occorre far comprendere ai visitatori il valore di un soggiorno di più giorni, evidenziando la possibilità di fare esperienze diverse al di fuori dei soli alberghi di lusso e del casinò – ha spiegato -. Cambiare la percezione significa mostrare che Monaco non è solo lusso, ma un luogo dove camminare in sicurezza con un'offerta gastronomica variegata (inclusi 8 ristoranti stellati Michelin), con attività culturali per tutti e visite istituzionali: Il Palazzo del Principe (aperto da aprile a ottobre), il Casinò (visitabile anche senza giocare) e il Museo Oceanografico e un'offerta alberghiera varia, dalle 2 alle 5 stelle, garantendo sempre un'esperienza di qualità».
Il ruolo di sport e cinema come strumenti di marketing
Eventi di alto profilo come la Formula 1, la presenza di atleti famosi e show come Drive to Survive sono visti come potenti strumenti per attrarre una nuova tipologia di turisti, sfruttando la moderna visibilità mediatica. Il cineturismo, legato a film di James Bond, Iron Man e Grace Kelly, rappresenta un legame duraturo basato sulla storia del luogo.
Il fine è presentare Monaco come una destinazione internazionale e cosmopolita, ma con lo spirito di una cittadina che offre un'esperienza di alta qualità della vita, accessibile e diversificata unita alla cultura francese e alle radici italiane, pur mantenendo l'ultra-lusso e la sicurezza che la contraddistinguono.
«Spingere a vivere Monaco per godere appieno del Principato e della sua “dolce vita”, ideale anche per un city break».
(Anna Morrone)
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[post_content] => La Cina è un paese molto diverso rispetto all’Italia, sia per estensione del territorio sia per tecnologie. Chi vi si reca per lavoro o per visite di piacere sottovaluta spesso la necessità di munirsi di un’appropriata copertura dati per il proprio smartphone. Per poter ovviare a tale problema, sono in molti a scegliere come soluzione l’uso di eSIM per la Cina, sempre più rilevanti nel segmento in questione. Uno strumento che, per essere compreso a pieno, necessita di un’analisi delle criticità strutturali delle connessioni cinesi.
Di anno in anno crescono i numeri dei viaggiatori che scelgono la Cina come meta. In parte per la sua affascinante e millenaria storia, in parte per le rapide evoluzioni in ambito tecnologico che attraversano questa parte del mondo. Ma tra città che sembrano provenire dal futuro, come l’impressionante Chongqing, e quelle più salde nell’immaginario occidentale come Pechino, la Cina non è solo grossi agglomerati urbani. Gran parte delle esperienze più favolose si nascondono al di fuori di queste zone, in territori che potrebbero risultare più difficili da visitare senza aiuti tecnologici. E non è comunque l’unico problema che un italiano che va in Cina deve affrontare. Prima di organizzare un viaggio, quindi, è importante capire quale sia la situazione in termini di connessione dati e come premunirsi al meglio.
Il panorama delle connessioni in Cina
La Cina può vantare una delle infrastrutture di telecomunicazioni più avanzate dell’intero pianeta. In tutte le città principali è presente una copertura 5G che raggiunge oltre l’80% dei villaggi. Se questo è un bene per i locali, non si può dire lo stesso per i viaggiatori, soprattutto quelli provenienti da Occidente. Molte delle piattaforme che siamo soliti utilizzare sul web non sono disponibili in territorio cinese. Per esempio, tutti i servizi Google, app di messaggistica istantanea come WhatsApp, Facebook e persino Instagram. In Italia siamo abituati a sfruttare questi mezzi di comunicazione, quindi ritrovarsi in Cina senza accesso alle app di cui fruiamo costantemente è senz’altro problematico.
A ciò si aggiungono poi i costi elevati applicati dalle compagnie nostrane per i pacchetti roaming dati, creando una serie di criticità non di poco conto. Basti pensare che alcuni operatori possono applicare tariffe di 7€ al giorno per soli 500 MB di dati, facilmente esauribili in pochissimo tempo. Chi vive in Cina può acquistare facilmente delle SIM locali a un prezzo vantaggioso, superando così in parte questo ostacolo. Tuttavia, bisogna ricordare che in quanto viaggiatori, non si ha lo stesso status di un residente e l’accesso a SIM cinesi presenta, oltre alla prevedibile barriera linguistica, anche problemi legati alla compatibilità dei dispositivi.
Per i professionisti nel settore dei viaggi, si tratta di grossi limiti da superare. Offrire ai propri clienti la migliore esperienza possibile passa quindi attraverso una profonda conoscenza di queste problematiche. Le eSIM per la Cina, pensate per il territorio in questione, possono aiutare in molti casi differenti, rivelandosi un elemento strategico da includere, potenzialmente, nei propri servizi.
La soluzione delle eSIM per la Cina: di cosa si tratta?
La tecnologia eSIM è stata un vero e proprio “game changer” per il settore dei viaggi. A oggi, resta una delle opzioni più convenienti per visitare Paesi come la Cina, ottenendo copertura dati a prezzi vantaggiosi. Rispetto alle SIM tradizionali, queste sono attivabili direttamente su smartphone compatibili, senza la necessità di inserire alcuna scheda fisica. Consentono ai viaggiatori di attivare un piano dati in maniera digitale, spesso ancor prima della partenza stessa. Per gli esperti del settore dei viaggi è un’opzione sicura da raccomandare ai propri clienti.
Innanzitutto, gli utenti possono effettuare il setup della propria eSIM per la Cina direttamente da casa propria, in Italia, senza attese snervanti. A seguire, non c’è bisogno di operazioni tecniche come la sostituzione della SIM, che comporterebbe anche la mancanza di copertura nel Paese di partenza. Basta spesso far scaricare l’app dedicata sullo smartphone per gestire le eSIM. Infine, non va trascurato il fattore economico: il prezzo vantaggioso è dato da pacchetti prestabiliti che offrono numerosi GB.
Il “Grande Firewall” e le eSIM
Il Grande Firewall crea un parallelismo con la Grande Muraglia Cinese e, proprio come quest’ultima serviva a tenere fuori gli invasori in epoche passate, il Grande Firewall serve a bloccare servizi digitali provenienti da occidente e che non rispettano le regole imposte dal Paese. Purtroppo, questa è una brutta notizia per i viaggiatori italiani, che non possono accedere a servizi che in loco sarebbero molto utili per ottenere informazioni e spostarsi, come ad esempio Google Maps. Banalmente, rende difficile anche restare in comunicazione con la propria famiglia mentre si è in viaggio.
Una delle soluzioni a questo problema, che molti adottano in Cina, è l’uso di una VPN, un servizio che consente di cambiare il proprio IP per apparire come se ci si trovasse in un altro Paese. Una VPN offre un margine di operatività maggiore ma, allo stesso tempo, ha anche un costo che incide sul viaggio se lo si deve associare a un piano dati roaming. Inoltre, potrebbe necessitare di competenze tecniche maggiori da parte dell’utente.
Per gli operatori turistici vengono ancora una volta in aiuto le eSIM per la Cina che, in casi specifici, possono fungere anche da VPN, garantendo quindi l’accesso ai servizi Google e altri siti generalmente bloccati dal firewall, senza spese aggiuntive. Una soluzione che, proposta ai viaggiatori, è in grado di venire incontro alle loro esigenze economiche e operative.
i.pr
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[post_content] => La class action intentata dagli albergatori contro Booking.com, guidata dal gruppo di pressione europeo Hotrec con il supporto di oltre 30 associazioni nazionali, è ora in tribunale. Gli esperti che guidano la class action hanno depositato il ricorso presso il Tribunale distrettuale di Amsterdam.
Una fondazione olandese guiderà il processo per conto degli oltre 15.000 hotel che hanno aderito all'iniziativa. Si prevede inoltre che nel corso del 2026 aderiranno altre strutture colpite dagli abusi della piattaforma.
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Recupero
Gli hotel, rappresentati da un team di esperti composto da avvocati ed economisti con una vasta esperienza in contenziosi antitrust, intendono recuperare fino al 30% o più delle commissioni totali pagate a Booking.com tra il 2004 e il 2024, più gli interessi. In caso di successo, la piattaforma si troverebbe ad affrontare un risarcimento multimilionario, che si aggiungerà alle multe già inflitte in paesi come la Spagna, dove la Commissione nazionale per i mercati e la concorrenza le ha imposto il pagamento di 413 milioni di euro.
Gli avvocati che guidano la causa cercheranno di vincere facendo affidamento sulla sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea del 19 settembre 2024, che ha confermato che le clausole di parità utilizzate da Booking "violano il diritto della concorrenza dell'UE".
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[post_content] => Stranieri in impennata e un mercato italiano che comunque tiene bene: il 2025 di Bluserena si archivia a segno più e il nuovo anno si apre all'insegna di obiettivi ambiziosi. «Dal 2023 a oggi la componente di clientela straniera è cresciuta molto - conferma il ceo, Marcello Cicalò -. Basti pensare che dal 2% del 2022 siamo passati oggi al 16%». Nel 2026, ci sono richieste provenienti da 28 nazionalità diverse, un dato che rende realizzabile l'obiettivo di «arrivare al 30% di clientela straniera nel corso dei prossimi anni».
Cresce anche la percentuale di repeater: «Registriamo una media annule del 45% di clienti che tornano a scegliere le nostre strutture, ma la percentuale sfiora addirittura il 60% se consideriamo i dati relativi alle prenotazioni degli ultimi mesi”.
La strategia
Oltre che sull'espansione verso nuovi mercati internazionali, la strategia di sviluppo punta sull'estensione del periodo di apertura delle strutture: «Dai 128 giorni medi iniziali siamo passati ai 138 attuali, con l'obiettivo di arrivare a 150 giorni. Si tratta di un obiettivo raggiungibile considerando il nuovo trend della domanda, che vede anche la clientela italiana spostarsi verso le spalle di agosto, con buone performance anche nei mesi di luglio e settembre».
Novità 2026
Il 2026 di Bluserena si inaugura all'insegna della razionalizzazione dell'offerta, con il lancio di tre diverse formule di soggiorno: «Il nuovo modello Inclusive Made in Italy prevede tre nuove tipologie di soggiorno - Soft-Inclusive, All-Inclusive e Ultra-Inclusive -, che vanno ad intercettare altrettante esigenze segnalate dalla clientela per creare la "vacanza perfetta"».
Fra le novità di prodotto, il costante miglioramento dell'offerta: «Estenderemo a tutte le nostre strutture la presenza di una "Trattoria" dove verranno serviti piatti tipici regionali, in modo tale da intensificare il legame con la cultura del territorio. In primo piano anche il potenziamento della proposta sportiva, con attività rinnovate e istruttori di altissimo livello. Basti pensare ad esempio al grande paddle firmato Gianluca Zambrotta».
In futuro, il manager non esclude ulteriori ampliamenti della proposta: «Continuiamo a monitorare con attenzione alcune aree in Sardegna, Sicilia, Toscana ed Emilia Romagna, e non escludiamo nemmeno l'offerta della montagna. Valuteremo via via eventuali possibilità offerte dal mercato».
I numeri
Nel corso del 2025 il gruppo ha superato 1,2 milioni di presenze e registrato oltre 440.000 room nights. «Dal 2023 a oggi abbiamo registrato performance da record year on year - aggiunge Cicalò -. Quest'anno alziamo nuovamente l'asticella fino a una crescita prevista dell'8-10% quanto a fatturato e profittabilità, I driver saranno l'incremento dei volumi in bassa stagione, l'aumento dei clienti stranieri, il rinnovato rapporto con le agenzie di viaggio (dalle quali deriva un buon 30% del fatturato totale), l'attenzione al personale (Bluserena è stato certificato come "Great place to work"), il costante innalzamento del livello qualitativo dell'offerta». Miglioramento che passa anche dalla riqualificazione del prodotto, sulla quale Bluserena ha compiuto un investimento pari a 70 milioni di euro nel corso di tre anni.
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[post_content] => Il Colore dei Viaggi continua ad ampliare il proprio portfolio e punta su nuove destinazioni a forte potenziale. In occasione del Travel Open Village Evolution il t.o. fiorentino ha presentato tutte le novità ad una folta platea di agenti di viaggio.
Accanto ai grandi classici come Marocco, Tanzania, Kenya, Madagascar, Sri Lanka e Giappone, il tour operator ha annunciato l’ingresso del Libano, proposto come meta balneare, culturale ed enogastronomica: «Siamo davvero molto contenti dell’affluenza che c’è stata qui al Tove — racconta Giulia Boretti, titolare de Il Colore dei Viaggi -, gli agenti hanno mostrato grande interesse e curiosità verso il Libano, una destinazione che in tanti ancora non conoscono e in cui, visto il successo che abbiamo riscontrato al Tove fra le adv, organizzeremo sicuramente un fam trip per presentare loro questa meravigliosa destinazione». Le agenzie si sono dimostrate molto interessate anche al Madagascar «Una destinazione purtroppo non molto conosciuta, in cui noi operiamo con 34 guide in italiano».
In arrivo quest’anno anche Cina, Vietnam e Mongolia; nel frattempo per gli agenti è in programma un fam trip in Kenya che è già sold out mentre a marzo è in partenza un fam trip di 10 giorni nel sud ovest del Madagascar.
Un’offerta, quella de Il Colore dei Viaggi, costruita su viaggi individuali curati nel dettaglio, con guide parlanti italiano e assistenza in loco e telefonica - sempre in italiano - che punta su esperienze autentiche e distintive per ricordi di viaggio unici.
(Elisa Biagioli)
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