26 June 2026

Medio Oriente protagonista delle Guide Moizzi: ora è la volta di Israele e le Terre Palestinesi

Prosegue il percorso di approfondimento delle Guide Moizzi tra i Paesi del Medio Oriente. Dopo la tappa in Iran, esce nelle librerie e in tutti gli store online la nuova edizione di Israele e Territori Palestinesi scritta da Carla Diamanti. Strumento indispensabile per prepararsi a partire, è una bussola per orientarsi nella complessità del Paese e coglierne tutta la ricchezza. Il territorio è stato considerato per intero dal punto di vista geografico, storico, archeologico e naturalistico. Arricchita dalle illustrazioni e dalla carta estraibile firmate da
Andrea Angeli. Con al suo interno utili Qrcode per rimanere aggiornati in tempo reale.

La terra contesa da Egizi e Nabatei, Fenici e Filistei, Greci, Romani, Bizantini, oltre Israeliti, Musulmani, Cristiani desiderosi di dominare la porta commerciale sul Mediterraneo, di sfruttare le miniere di rame o i terreni fertili della valle del Giordano, esercita un forte richiamo anche per i viaggiatori moderni. La maestosità spirituale delle preghiere ritmate ai piedi del muro, sui tappeti della moschea di Al Aqsa o nella grotta della Natività, sono solo alcuni momenti di un’esperienza globale, dovuta al fascino magnetico di questa terra che tutti, almeno una volta, dovrebbero vivere. Indipendentemente dal proprio credo, dalle proprie origini e dalle proprie convinzioni.

“Un aneddoto che mi piace ricordare – racconta la stessa Carla Diamanti – è legato alla prima stesura della guida. Per una singolare serie di coincidenze avevo telefonato a una persona diversa da quella che dovevo effettivamente incontrare nei dintorni di Beer Sheva. Ci siamo dati appuntamento in una stazione di servizio nel cuore del deserto del Negev, dove sarei arrivata in bus e dove lui sarebbe venuto a prendermi. Quando ha parcheggiato davanti casa sua ci siamo resi conto dell’equivoco: io non ero una turista che voleva affittare la sua stanza e lui non era il tour operator che viveva nel kibbutz di cui dovevo scrivere. Mi ricordo di essermi seduta sugli scalini e di essere scoppiata a piangere. Lui mi ha offerto di fermarmi sua ospite per la notte e il giorno dopo mi ha accompagnato a destinazione. Abbiamo parlato di fratellanza, di palestinesi e di israeliani, di differenze e di uguaglianza, di deserto e di viaggi. Le amicizie nate in seguito a quell’episodio accompagnano ancora la mia vita professionale e personale”.

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