26 marzo 2020 15:09

Erminio Di Cioccio
Tutto è partito dalla manifestazione di Roma, organizzata autonomamente, in maniera spontanea, da un altrettanto spontaneo comitato formato da tre adv: Erminio Di Cioccio, abruzzese, Stefania Caliciotti e Vanessa Costantini di Roma.
«La cosa era iniziata per far sentire la nostra voce al ministero in quella manifestazione di inizio mese – spiega Di Cioccio – e devo dire che la coscienza professionale delle agenzie e dei partner, come NCC e guide ha fatto sì che le nostre fila si ingrossassero. Fondamentalmente quello che chiediamo è un po’ di equità per tutti, misure efficaci, almeno per non gravarci di obbligazioni che riteniamo inique, come ad esempio essere equiparati nella responsabilità ai to inadempienti, tanto per fare un esempio, oppure una serie di provvedimenti che tutelino il nostro lavoro che è sempre più a rischio, almeno con la stessa attenzione dedicata a dipendenti e assimilati».
Una piccola vis critica verso le associazioni di categoria.
«Non andiamo contro nessuno e nulla, posso affermare anche a nome delle colleghe – prosegue Di Cioccio – ma, se la protesta nasce spontanea al di fuori delle sigle associative che tutti conosciamo è perché queste non ci convincono totalmente, non riteniamo possano rappresentare il nostro tipo di petizione e abbiamo deciso di fare qualcosa in prima persona, non contro ma a fianco di esse. Forse è per questa tipicità di azione che abbiamo notato che non appena ci siamo affacciati con le nostre idee abbiamo raccolto molte adesioni ed oggi vi sono comitati spontanei attivissimi in Calabria, Lazio, Liguria, Abruzzo, Sicilia, Sardegna, Puglia e Basilicata, che cerchiamo di coordinare per dare un peso alla nostra voce che non ha sponsor o lobby alle spalle, ma semplicemente il desiderio di far udire un settore troppo spesso dimenticato. E non ultimo esprimiamo la necessità di essere coinvolti nelle decisioni che verranno prese e che ci riguarderanno».
Vi sono molte iniziative in ballo. Travel Quotidiano seguirà gli eventi per voi.
Massimo Terracina
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[post_content] => L’enoturismo entra sempre più nella vacanza estiva degli italiani, anche quando il viaggio non nasce esclusivamente per scoprire il vino. All’avvio della campagna vendemmiale 2026, quest’anno fortemente anticipata per ragioni climatiche, e mentre Calici di Stelle, in programma fino al 16 agosto con il clou degli eventi nel corso dell’ultima settimana, porta degustazioni, incontri con i produttori, passeggiate nei vigneti ed eventi culturali nelle cantine, nei borghi e nelle piazze italiane, il nuovo Rapporto “Gli italiani e le esperienze enoturistiche”, a cura di Roberta Garibaldi e in collaborazione con Ascovilo-Associazione dei Consorzi di Tutela dei Vini Lombardi e con The Data Appeal Company , fotografa una domanda che si amplia e si integra con il mare, il paesaggio, la gastronomia e la scoperta dei territori.
Il turismo enogastronomico coinvolge ormai una platea stimata di circa 18 milioni di italiani, 4,5 milioni in più rispetto al 2024. Ma è soprattutto la geografia a mostrare un cambiamento significativo: Cinque Terre e Salento sono le destinazioni enoturistiche più desiderate, entrambe indicate dal 20% dei turisti italiani, seguite dal Chianti, al 19%, dalla Costiera Amalfitana e dall’Etna, entrambe al 18%. Quattro delle prime cinque mete sono quindi costiere o situate in prossimità del mare . Seguono Montepulciano, al 16%, Montalcino, al 15%, Langhe-Barolo e Gallura – anche quest’ultima in prossimità del mare –, entrambe al 14%.
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La preferenza per le destinazioni costiere non appare casuale. Nella scelta di una meta enoturistica, i primi fattori considerati dagli italiani sono il rapporto qualità-prezzo, indicato dal 76%, la bellezza del paesaggio rurale, al 75%, e la prossimità geografica, al 65%.
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Soges Group ha siglato in data odierna un accordo quadro con Gilda per la futura gestione di un nuovo hotel di pregio situato nel Comune di Lerici, che verrà operato sotto il marchio Meliá Hotels International.
L'operazione segna l'ingresso di Soges Group in Liguria, dando concreta attuazione al piano di sviluppo presentato in sede di quotazione. Con questo progetto lasSocietà amplia il proprio portafoglio di strutture gestite, consolidando la presenza nelle principali destinazioni leisure italiane e rafforzando il proprio posizionamento nel segmento dell'hospitality di fascia alta. Il progetto porta a 13 il numero delle strutture in gestione della Società.
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Questa nuova rotta consolida il piano di espansione della compagnia, che prevede inoltre l'avvio delle operazioni verso El Salvador entro la fine dell'anno. La crescita del 2026 comprende anche i nuovi collegamenti, operativi dallo scorso giugno, tra Madrid e Oviedo, Siviglia, Ginevra e Johannesburg. I voli da Madrid partiranno ogni lunedì, venerdì e domenica alle ore 15:25, con arrivo a Barranquilla alle 19:35 (ora locale). I collegamenti dalla città colombiana decolleranno negli stessi giorni alle 21:35, con arrivo a Madrid alle 12:40 del giorno successivo.
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Rebecchi, presidente nazionale di Assoviaggi: “Il lieve calo settimanale non basta. Il carburante avio resta una variabile strutturale di rischio per agenzie e tour operator. Servono strumenti stabili di tutela per il turismo organizzato”
A poche settimane dal pieno della stagione estiva, il turismo organizzato continua a operare in un quadro di forte esposizione ai costi del trasporto aereo. Secondo l’ultimo aggiornamento disponibile del Jet Fuel Price Monitor Iata (31 luglio), il prezzo medio globale del jet fuel si è attestato a 158,77 dollari al barile, in lieve calo dello 0,8% rispetto alla settimana precedente, ma ancora sensibilmente superiore al valore di 141,64 dollari al barile rilevato nel Jet Fuel Watch Assoviaggi del 3 giugno scorso.
Formazione dei prezzi
Il prezzo del carburante avio rimane dunque su livelli elevati e continua a incidere sulla formazione dei prezzi, sui pacchetti turistici e sulla marginalità di agenzie di viaggio e tour operator.
“Il calo settimanale dello 0,8% è un segnale positivo solo in apparenza. Se allarghiamo lo sguardo all’intero mese di luglio, il quadro cambia radicalmente: dal 1° luglio all’ultimo dato disponibile il jet fuel è cresciuto di oltre il 36%, +34,9% se consideriamo l’effetto delle variazioni di cambio euro/dollaro. Questo conferma che il carburante avio resta una variabile strutturale di rischio per agenzie di viaggio e tour operator, con effetti diretti su tariffe, pacchetti e marginalità”, dichiara Gianni Rebecchi.
Medio e lungo raggio
“Una dinamica che pesa in modo particolare sui prodotti di medio e lungo raggio, dove la componente aerea incide maggiormente sul costo complessivo del pacchetto. Anche quando il prezzo del jet fuel registra correzioni al ribasso, gli effetti sulle tariffe aeree non sono immediati né automatici: gli aumenti accumulati nei mesi precedenti tendono infatti a essere già incorporati nei listini, nelle surcharge, nei contratti e nelle politiche commerciali dei vettori.
Volatilità
“La volatilità energetica – prosegue Rebecchi - non può più essere considerata un fattore eccezionale. Le imprese del turismo organizzato sono chiamate a gestire shock sempre più frequenti, spesso indipendenti dalla loro capacità di intervento: carburante, cambio, instabilità geopolitica, variazioni operative dei vettori. Per questo servono strumenti strutturali e non soltanto risposte emergenziali. È necessario proseguire il confronto con il Ministero del Turismo e con le istituzioni competenti per individuare misure dedicate al turismo organizzato, a partire da strumenti nazionali ed europei capaci di sostenere le imprese in presenza di shock esterni che incidano sui costi dei pacchetti, sulla domanda e sulla tenuta economica della filiera”.
“Il turismo organizzato rappresenta una componente essenziale dell’economia turistica italiana”, conclude Rebecchi. “Le agenzie di viaggio e i tour operator garantiscono consulenza, assistenza, sicurezza e tutela del consumatore. Ma per continuare a svolgere questo ruolo hanno bisogno di un quadro di maggiore stabilità e di strumenti proporzionati ai rischi che il comparto è chiamato ad affrontare. Il monitoraggio Assoviaggi Jet Fuel Watch proseguirà proprio con questo obiettivo: fornire agli operatori e alle istituzioni una lettura costante dell’impatto dei costi del trasporto aereo sul mercato dei viaggi organizzati”.
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All’aeroporto Catullo di Verona, l’estate 2026 di Volotea entra nel vivo e, con il decollo dei nuovi collegamenti per Malaga, Atene, Minorca e Karpathos, la compagnia aerea amplia il proprio network internazionale dalla città scaligera e dà il via all'operatività delle novità annunciate per la stagione estiva, rafforzando ulteriormente la propria offerta verso Grecia e Spagna.
Ad aprire il programma è stato il volo inaugurale per Malaga, partito lo scorso 1° agosto e operato con due frequenze settimanali, ogni martedì e sabato. Ieri, 2 agosto, è stata la volta dei voli inaugurali per Atene e Minorca, entrambe destinazioni che tornano a essere servite da Verona, disponibili con doppia frequenza settimanale, la domenica e il giovedì. Infine, il prossimo 5 agosto prenderà il via anche la nuova rotta per Karpathos, operata ogni mercoledì.
Le inaugurazioni di agosto si inseriscono in un 2026 già ricco di novità per Volotea al Catullo. Nei mesi scorsi, infatti, la compagnia ha avviato il collegamento per Comiso, che ha segnato il ritorno della destinazione nel network veronese, e la nuova rotta internazionale per Aalborg, rafforzando ulteriormente l'offerta dello scalo.
“L’avvio di un nuovo collegamento è sempre un momento significativo perché rappresenta il risultato di un investimento concreto sul territorio e offre ai passeggeri nuove opportunità di viaggio – ha commentato Valeria Rebasti, international market director di Volotea –. Siamo felici di inaugurare queste quattro destinazioni da Verona: Malaga, Atene, Minorca e Karpathos arricchiscono ulteriormente il nostro network internazionale e confermano l’impegno della compagnia nel proporre collegamenti diretti verso destinazioni molto richieste dal mercato leisure”.
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[post_content] => Nelle Fiandre il turismo slow passa anche dalla ferrovia. Tra i prodotti outdoor più rappresentativi della destinazione si distinguono infatti i Treinstappers, itinerari escursionistici che collegano una stazione ferroviaria all'altra, permettendo di organizzare l'esperienza senza utilizzare l'automobile e favorendo una fruizione sostenibile del territorio.
I percorsi si sviluppano lungo la rete dei Grote Routepaden, i grandi cammini fiamminghi, e rappresentano una formula che integra trasporto pubblico, attività all'aria aperta e scoperta del patrimonio culturale locale. Un'offerta che si inserisce nella più ampia strategia delle Fiandre di promozione del turismo lento, affiancando ai tradizionali city break esperienze capaci di valorizzare paesaggi naturali e piccoli centri.
Tra gli itinerari proposti figura il Treinstapper Hever-Eppegem, un percorso di 22,8 chilometri che segue le valli dei fiumi Dijle e Senne fino a Mechelen. L'itinerario alterna ambienti naturali e testimonianze della storia locale, attraversando il Volmolen, con il suo storico sistema di mulini ad acqua, e raggiungendo la Chiesa di Nostra Signora oltre il Dijle, che conserva anche il celebre dipinto La pesca miracolosa di Peter Paul Rubens. L'arrivo conduce nel cuore di Mechelen, tra la Grote Markt e la Cattedrale di San Rombaldo, dominata dalla torre che caratterizza lo skyline cittadino.
Il secondo percorso di riferimento collega Sint-Joris-Weert a Lovanio lungo un tracciato di 26 chilometri che attraversa il Parco Nazionale delle Brabantse Wouden. Il cammino costeggia il fiume Dijle e tocca alcuni dei luoghi più rappresentativi dell'area, tra cui il Parco del Castello di Arenberg, la storica Park Abbey e la foresta di Linden, prima di concludersi nel centro storico di Lovanio. Lungo il percorso trova spazio anche una sosta dedicata alla cultura brassicola locale con il birrificio De Coureur.
Grazie ai Treinstappers, le Fiandre propongono un modello di viaggio che mette al centro l'intermodalità e la sostenibilità, offrendo itinerari facilmente accessibili con il treno e capaci di combinare natura, patrimonio storico e cultura locale in un'unica esperienza. Un prodotto che amplia ulteriormente l'offerta outdoor della destinazione e che risponde alla crescente domanda di vacanze a basso impatto ambientale.
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dichiara Amedeo Conte, ceo di Worldtours e presidente di Sistema Trasporti Campania. «Il punto è che una stagione distribuita su dieci mesi non è una stagione lunga: è una stagione diversa, che richiede un'organizzazione diversa. Nel comparto dei servizi questo significa riprogrammare flotte, contratti e personale su un calendario che non ha più un centro».
Secondo l'indagine di Confindustria Alberghi tra le imprese associate, diffusa nei giorni scorsi, il tasso di occupazione medio atteso in Italia per agosto si colloca intorno al 71%, in crescita di oltre sei punti rispetto al 64,8% dello stesso periodo del 2025. Le destinazioni urbane restano sotto la media, al 68,6%, con il 41,7% delle strutture che segnala una flessione delle prenotazioni. Napoli si distingue con un'occupazione attesa dell'87%, che sale al 90% nella settimana di Ferragosto, sostenuta secondo la stessa rilevazione dalla componente italiana della domanda.
È su quest'ultimo elemento che si concentra la lettura di Worldtours. «Agosto a Napoli oggi tiene, e tiene bene, ma tiene grazie al mercato interno, mentre tutta la crescita di quest'anno è arrivata dall'estero», prosegue il ceo. «Il turista straniero è quello che si sta spostando con più decisione su aprile, maggio e settembre, e lo fa anche per ragioni climatiche. Se la programmazione della città insegue quel movimento e basta, agosto resta scoperto proprio nel segmento che cresce».
I dati dell'Osservatorio Turistico Urbano del Comune di Napoli indicano per gennaio 1.750.000 presenze e per febbraio 1.700.000, in mesi tradizionalmente di bassa stagione, mentre per settembre la stima è di circa 2,2 milioni. Sul piano nazionale l'indice StagioMetro elaborato da Demoskopika registra le presenze del periodo giugno-settembre in calo al 56,9% del totale, con i mesi primaverili e autunnali arrivati a raccogliere quasi il 30% delle preferenze.
«Su settembre c'è la Coppa America e c'è un'attenzione che si costruisce da sola. Agosto no: agosto è l'unico mese che nessun grande evento presidia e che nessuna promozione considera un problema, perché i numeri di adesso rassicurano», conclude Conte. «La destagionalizzazione è la sfida da affiancare all'America's Cup, non da contrapporle. Ma affrontarla significa anche decidere che cosa Napoli offre in un mese in cui il caldo penalizza la visita urbana e i grandi appuntamenti sono altrove»
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I dipendenti di Groundforce Barcellona inizieranno uno sciopero a tempo indeterminato il 4 agosto, una protesta che potrebbe avere ripercussioni sulle operazioni di compagnie aeree come Air Europa, Lufthansa, Air France, Qatar Airways, United Airlines e Turkish Airlines presso l'aeroporto di El Prat. Lo sciopero interesserà i servizi di assistenza a terra, check-in, imbarco passeggeri e coordinamento voli forniti dalla società.
La protesta è stata indetta dalla Cgt, il più grande sindacato dell'azienda, che la giustifica citando il "grave deterioramento della prevenzione dei rischi professionali e delle condizioni di salute sul lavoro". Secondo il sindacato, la carenza di personale costringe l'azienda a mantenere le attività operative con un organico insufficiente, aumentando il carico di lavoro e la pressione sui dipendenti.
Servizi
Groundforce fornisce servizi a più di venti compagnie aeree che operano nei terminal T1 e T2 dell'aeroporto di Barcellona. Tra queste, oltre ad Air Europa, Lufthansa, Air France e Qatar Airways, figurano compagnie come KLM, Etihad Airways, SAS, ITA Airways, Finnair, El Al, LOT Polish Airlines, Air China, Saudia Airlines, Air Transat e Luxair.
Nella sua dichiarazione, il sindacato sostiene che l'azienda opera "con un personale minimo, causando carichi di lavoro insostenibili e un elevato turnover dei dipendenti, che generano livelli estremi di affaticamento fisico, stress e rischio di incidenti". Inoltre, afferma che la decisione di indire lo sciopero è stata presa dopo diversi tentativi di negoziazione falliti.
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