13 May 2026

GfK: la vacanza “attiva” è sempre più attrattiva. Anche per gli italiani

Secondo un’indagine internazionale GfK – che ha coinvolto oltre 22.000 persone di 17 paesi – oltre la metà (59%) delle persone preferirebbe passare “una vacanza rilassante, dove mi prendo del tempo per me”. Al contrario, poco più di un terzo degli intervistati (35%) preferirebbe “una vacanza attiva, dove faccio o vedo molte cose”. In leggera controtendenza le risposte degli italiani: nel nostro Paese infatti si registra la percentuale più alta di persone (45%) che quando è in vacanza preferisce dedicarsi ad attività di vario tipo. Quelli che vogliono passare delle vacanze rilassanti sono ancora la maggioranza (50%), mentre il restante 5% non ha una preferenza precisa. La predisposizione per le vacanze attive – quelle in cui si fanno e si vedono molte cose – è particolarmente alta tra le donne. Considerando solo questo segmento, infatti, la percentuale di italiane che ama fare delle vacanze dinamiche (48%) è addirittura maggiore rispetto a quella che aspira al relax (46%). Tra gli uomini invece, la vacanza rilassante vince con un 54% di preferenze, contro il 41% della vacanza attiva.

Anche l’età dell’intervistato influenza il tipo di vacanza più apprezzata. La fascia d’età che ama maggiormente le vacanze attive è quella compresa tra i 20 e i 29 anni (50%), seguita dai teenager con il 47% e dai trentenni con il 45%. Al contrario, gli over 60 sono quelli che amano maggiormente le vacanze all’insegna del relax: il 56% le preferisce, contro il 39% che ama le vacanze attive.

Infine, guardando alle famiglie con figli, emerge come chi ha figli piccoli (fino a 6 anni) opta più facilmente per una vacanza rilassante. Al contrario, quando i figli crescono si sente il bisogno di una vacanza più attiva: ne sono convinti il 48% di chi ha figli tra i 6 e i 12 anni e il 46% di chi ha figli adolescenti.

I risultati dell’indagine a livello internazionale

Lo studio ha messo in luce alcune differenze tra i Paesi rispetto al tipo di vacanza preferita. Come abbiamo già visto, l’Italia è il Paese con la più alta percentuale di persone (45%) che preferisce vivere una vacanza attiva, seguita nella classifica da Francia (44%) e Spagna (43%). Al contrario, il Brasile (71%), la Corea del Sud e il Giappone (entrambi con il 66%) sono le nazioni dove si registrano le percentuali più alte di persone che amano le vacanze all’insegna del relax. A livello internazionale, non si registrano grandi differenze nelle preferenze espresse da uomini e donne sul tema vacanze. Gli uomini sembrano essere leggermente più pigri – rispetto alle donne – nella scelta della loro vacanza ideale: il 60% degli uomini preferirebbe un viaggio rilassante, contro il 58% delle donne.

Teenager e famiglie con figli adolescenti amano le vacanze attive Dallo studio emerge come l’età dell’intervistato condizioni in maniera significativa il tipo di vacanza preferita: in linea di massima, con l’aumentare dell’età, cresce anche la percentuale di persone che quando viaggia preferisce rilassarsi. Gli adolescenti (15-19 anni) sono la fascia d’età che ama maggiormente le vacanze attive (43%), mentre la percentuale più bassa si registra tra gli intervistati con più di 60 anni. Tuttavia, la fascia d’età che ama maggiormente fare delle vacanze all’insegna del relax è quella dei quarantenni, con ben il 64% di preferenze.

Le famiglie con bambini sotto i 12 anni preferiscono passare le proprie vacanze in contesti rilassanti, dove possono staccare un po’ dalla vita di tutti i giorni (62%). Quando i figli crescono, però, aumenta la propensione nei confronti delle vacanze attive: tra le famiglie con figli adolescenti il 39% dichiara di preferire i viaggi nei quali si possono fare e vedere molte cose.

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L'occupazione complessiva nei due settori cresce di 351.000 unità (+8,4%), ma il saldo positivo è interamente trainato dal lavoro dipendente, che aumenta di 528.000 addetti (+18%), mentre quello autonomo arretra del 14,1%.\r\n\r\nL'indagine mostra come a pesare di più sul saldo negativo sia il commercio al dettaglio, che in sei anni perde 135.762 tra imprenditori, collaboratori e altri professionisti (-16,6%). In contrazione anche la ristorazione, con 45.523 autonomi in meno (-11,9%); stabili le agenzie di viaggio (-0,4%), mentre cresce l'alloggio: +3.766 indipendenti (+7,4%), un aumento - spiega l'associazione - legato all'affermarsi di forme di ospitalità diffusa, dalle case vacanza ai b&b.\r\n\r\nIl calo degli indipendenti, spiega la Confesercenti, interessa tutto il territorio. In valore assoluto le riduzioni più consistenti si registrano in Lombardia (-25.098), Lazio (-22.963), Veneto (-17.792), Emilia-Romagna (-16.037) e Toscana (-15.309) mentre n termini percentuali, le flessioni più marcate sono nelle Marche (-25%), nel Lazio (-20,4%), in Veneto (-18%), Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna (entrambe intorno al -17%).\r\n\r\n«Il dato segnala una tendenza che va contrastata - commenta il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi -, un tessuto diffuso di piccole imprese e lavoratori autonomi svolge una funzione economica essenziale: sostiene la densità produttiva dei territori, alimenta concorrenza e pluralismo dell'offerta, crea occupazione e circolazione locale del reddito. Il lavoro autonomo - spiega - si sta riducendo per l'effetto combinato di più fattori: pressione fiscale e amministrativa, costi energetici, esplosi dopo la pandemia, locazioni commerciali, difficoltà di accesso al credito, squilibri competitivi con grandi operatori e piattaforme digitali. Una somma di vincoli che rende sempre più difficile avviare, mantenere o trasferire un'attività».\r\n\r\nL'associazione chiede «interventi macro, sui costi dell'energia per i piccoli e per riequilibrare la concorrenza e garantire il pluralismo. Sarebbero necessari però anche - conclude - sostegni agli investimenti privati e incentivi per il ricambio generazionale, che oggi è un punto critico per molte piccole imprese. Sono necessarie anche più tutele e strumenti di welfare, che per imprenditori e imprenditrici resta una questione lasciata alle proprie forze. Solo così tornare a mettersi in proprio potrà essere di nuovo una prospettiva sostenibile».  ","post_title":"Confesercenti: 177.000 autonomi in meno in 6 anni nel commercio e turismo","post_date":"2026-05-11T11:33:50+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1778499230000]}]}}