2 March 2024

Sabre e Amadeus a confronto in Bit su distribuzione globale e digitalizzazione

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Paola De Filippo

Sabre e Amadeus sono stati fra i protagonisti in Bit del panel “Aviation tra picchi di domanda, pricing e offerta sotto stress. Come fare quadrare il cerchio?”. Paola De Filippo, general manager di Sabre Italia ha osservato che «C’è un grande numero di informazioni e dati che si disperdono e quindi tutto diventa meno efficiente. Sia per il viaggiatore che per l’adv è difficile fare un confronto tra i vari itinerari e le tariffe. Una soluzione può essere una partnership con gli albergatori di terze parti, che hanno la tecnologia per leggere i vari linguaggi e per ampliare la gamma di informazioni che possono fornire. È necessario che ci sia un unico punto di quality of sales che renda accessibili le informazioni e permetta una certa efficienza da parte degli operatori».

Francesca Benati, senior vp Travel Sellers Europe&managing director Italy di Amadeus, parlando delle soluzioni innovative per crescere e viaggiare, ha affermato che «Dal punto di vista degli aeroporti l’automatizzazione e le nuove tecnologie stanno aiutando molto. Il primo tema fondamentale riguarda le compagnie aeree e il digital retailing, perché le airlines stanno utilizzando la digitalizzazione a 360°. Amadeus ha lanciato una piattaforma di digital retailing per accompagnarle dalla gestione del network a quella della costumer experience. Negli aeroporti Amadeus ha lavorato molto sulla necessità di ottimizzare i flussi di passeggeri. Se si considera il costumer-journey, ancor prima di entrare in aeroporto, sono diventati fondamentali tutti i meccanismi di digital identity – su cui si sta concentrando l’industria – e la parte di touch e di automation: dal check-in al baggage-drop. Oggi il mercato del biometrico vale già 90 miliardi di dollari e la maggior parte degli aeroporti europei si sta muovendo in questa direzione. C’è poi l’importante tema delle tecnologie che aiutano a spingere il concetto di sostenibilità. – prosegue Benati – Tutta la filiera si sta impegnando, portando a un’accelerata nelle tecnologie e nella costumer experience».

Francesca Benati

La situazione non è uguale in tutto il mondo. Alcuni aeroporti sono molto più avanti nell’adozione di queste tecnologie. «Il biometrico va a toccare tutta una serie di elementi della costumer experience, – conclude Benati – quindi c’è una differenza tra il self check-in (che sarà disponibile nel 90% degli aeroporti nel 2025) e il self baggage drop, che diventerà un must-have. Ci sono poi aspetti più scottanti che toccano l’etica digitale. Si prevede che il 60% degli aeroporti avrà questi automated board al gate e che, nel 2025, il 40% adotterà l’automated board control agli arrivi per tutta la parte dei voli no-Shenghen. L’utilizzo della digital identity velocizzerà i passaggi, permettendo di godere l’esperienza dell’aeroporto».

Ricordando che, come sottolinea De Filippo, l’esperienza “umana” resterà centrale: «L’intelligenza è artificiale, ma la passione è umana. È importante sottolineare un cambiamento in corso in questo 2024 e rilevato dai sondaggi: i viaggi leisure vengono prenotati fino a 3 mesi prima, mentre quelli di lavoro 2 o 3 settimane prima. La tecnologia generativa offre oggi anche degli strumenti nel post-vendita e, grazie al machine-learning del viaggiatore, potremo fornire informazioni in modo puntuale, efficiente e comprensibile. Attraverso la tecnologia e lo studio delle abitudini potremo rendere il viaggio più fruibile anche riguardo al tema delle disabilità nascoste, generando meno attriti ai passeggeri».

 

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