9 June 2026

Colitta, Welcome Travel: «Il mercato è cambiato»

Dante Colitta

Il mercato è cambiato profondamente e l’ultima stagione ne è la riprova. Per Dante Colitta, direttore network di Welcome Travel Group, il bilancio resta positivo, ma ci sono alcuni segnali che devono far riflettere.

«Se la crescita totale di volumi di fatturato delle nostre agenzie si è attestata su un 10% circa, va detto che questi numeri sono il frutto del lavoro dei nostri partner più virtuosi, quelli che hanno sposato la nostra filosofia. Il cliente tende a non recarsi più  fisicamente in agenzia di viaggio, ma a chiedere di intrattenere con il dettagliante rapporti a distanza, sfruttando la tecnologia . Per questo Welcome Travel Group mira a offrire una serie di strumenti sempre più evoluti per gestire al meglio le richieste che arrivano in agenzia».

Un mare Italia diverso

Quest’anno poi «Il mare Italia non ha rivestito il tradizionale ruolo di ‘bene rifugio’ che gli veniva attribuito nei momenti di crisi, anzi. Prezzi esorbitanti e qualche errore nella comunicazione hanno allontanato un potenziale cliente, che non è più tornato sui suoi passi anche quando le tariffe sono diminuite per riempire i buchi del sotto data. Molti utenti hanno trovato soluzioni alternative, organizzandosi in modo diverso anche in relazione al timing e alla durata delle vacanze, non più necessariamente circoscritte al periodo luglio-agosto».

E se «quest’anno quasi tutte le nostre agenzie hanno  registrato numeri con il più, non bisogna abbassare la guardia». Occorre prestare la massima attenzione ai nuovi segnali di mercato, sfruttando ad esempio le potenzialità dell’IA. «E’ un acceleratore del web, che potrebbe essere pericoloso se non studiato e gestito con attenzione».

In tutto questo, il ruolo della persona resta per Colitta centrale: «Il valore del rapporto umano resta fondamentale, ma occorre automatizzare e velocizzare tutti quei passaggi che danno modo agli agenti di viaggio di sfruttare al meglio le proprie capacità di relazione».

 

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Ancora 9 agenzie di viaggio su 10 segnalano vendite in calo. “Il danno reale non è la guerra, ma la sua narrazione”. Ma c’è fiducia nella stabilizzazione o recupero nel prossimo trimestre per il 53% degli agenti: la crisi non è finita, ma almeno ha smesso di peggiorare. La rilevazione di maggio 2026 dell’Osservatorio Aidit su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale fotografa un settore sotto pressione: il 90% registra ancora vendite in diminuzione rispetto allo scorso anno e quasi la totalità (87,6%) indica nei media il principale fattore che frena la domanda. La fake news che ha fatto più danni? “Il carburante per gli aerei sta finendo. Probabilmente le scorte si esauriranno il 15 maggio.”. Le agenzie di viaggio italiane lavorano oggi in un clima segnato più dalla percezione del rischio che dal rischio reale. 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Gli italiani vogliono ancora partire “I nostri agenti non stanno raccontando una crisi della voglia di viaggiare: gli italiani vogliono ancora partire. Stanno raccontando una crisi di fiducia, alimentata da una narrazione spesso allarmistica e non verificata. Quando il 95% delle agenzie passa le giornate a smentire notizie false — dal carburante che finisce alle destinazioni ‘off limits’ — il danno economico è reale e misurabile. Chiediamo alle Istituzioni e ai media un’informazione responsabile e dati certi: è il modo più efficace per proteggere imprese, lavoro e il diritto delle persone a viaggiare in sicurezza.” ha dichiarato Domenico Pellegrino, presidente di Aidit La fotografia di maggio va letta dentro una traiettoria. L’Osservatorio misura il sentiment delle vendite su una scala da −2 (forte calo) a +2 (forte crescita). 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Al contrario, diversi mercati non Ue+ di dimensioni più ridotte hanno continuato a crescere fortemente, tra cui la Macedonia del Nord (+30,6%), l'Albania (+25,3%) e la Moldavia (+24,6%).\r\nItalia e Spagna in controtendenza\r\nTra i maggiori mercati del trasporto aereo dell’Ue+, la Spagna ha registrato la crescita più forte con il 3,7%, seguita dall’Italia con il 2,2%. La Germania ha registrato il calo più consistente con l’8,5%, mentre il volume di passeggeri è diminuito anche nel Regno Unito (-2,1%) e in Francia (-0,9%).\r\n\r\nIl problema Ees\r\n\r\n«La nostra preoccupazione più immediata - ha osservato Jankovec - rimane quella dei gravi disagi e delle difficoltà causati ai passeggeri dalle procedure di controllo alle frontiere legate all'Ees. A meno che alle autorità non venga concessa una maggiore flessibilità, compresa la sospensione totale del sistema laddove necessario dal punto di vista operativo, i disagi per i passeggeri sono destinati ad aumentare nei prossimi mesi. 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