18 June 2026

Viaggio tra i filari: le nuove rotte del turismo del vino

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turismo del vino

Il turismo del vino sta vivendo una nuova stagione d’oro. Sempre più viaggiatori scelgono di scoprire territori vitivinicoli non solo per degustare etichette pregiate, ma anche per vivere esperienze tra vigne, cantine, storia e cultura locale. Il connubio tra enogastronomia, paesaggio e ospitalità rurale si afferma come una delle tendenze più significative del settore turistico internazionale.

L’evoluzione del turismo enogastronomico

Negli ultimi anni, il turismo enogastronomico si è trasformato da nicchia per appassionati a fenomeno globale. Le cantine non sono più solo luoghi di produzione, ma vere e proprie destinazioni, spesso progettate da archistar o immerse in contesti paesaggistici d’eccezione.

Dalla Toscana al Piemonte, dalla Champagne alla Rioja, il viaggio tra i filari offre oggi itinerari esperienziali che abbracciano degustazioni guidate, corsi di cucina, percorsi trekking tra i vigneti e soggiorni in agriturismi di charme. A ciò si aggiunge la crescente attenzione alla sostenibilità, con molte aziende vinicole che propongono percorsi a impatto zero o visite in e-bike.

Esperienze tra gusto e cultura

Il viaggio tra i vigneti si arricchisce di attività che vanno oltre la semplice degustazione. Visite guidate nei borghi storici, partecipazione alla vendemmia, concerti tra le vigne, percorsi d’arte contemporanea e laboratori sensoriali sono solo alcune delle proposte offerte dalle cantine più innovative.

Il turismo esperienziale del vino è anche occasione per comprendere la cultura di un territorio, attraverso i racconti dei vignaioli, la scoperta di antiche tecniche di vinificazione e l’abbinamento con i piatti tipici locali. In molti casi, l’esperienza si conclude con l’acquisto di un prodotto d’eccellenza da portare a casa, come una bottiglia di champagne Deutz, simbolo di un momento memorabile.

Le destinazioni emergenti del vino

Accanto alle grandi capitali del vino, stanno emergendo nuove mete capaci di sorprendere i visitatori. In Italia, aree come il Sannio in Campania, la Val d’Orcia senese o l’Etna in Sicilia stanno conquistando un posto di rilievo nel panorama del turismo del vino.

Anche in Europa si registrano interessanti novità: la Slovenia con la regione di Brda, la Moldavia con la Strada del Vino, e il Portogallo con la valle del Douro attirano viaggiatori curiosi e attenti alle esperienze autentiche. In questi territori, è possibile scoprire piccole produzioni d’eccellenza e vini autoctoni poco noti, spesso accompagnati da una calda ospitalità familiare.

L’importanza della narrazione del territorio

Raccontare il vino significa raccontare il territorio. Per questo motivo, le realtà più dinamiche del settore investono nella comunicazione del paesaggio, nella valorizzazione delle tradizioni locali e nel coinvolgimento diretto dei visitatori.

Il marketing del vino si fonde con lo storytelling, creando connessioni emotive che trasformano un semplice assaggio in un’esperienza da ricordare e condividere. Il vino diventa ambasciatore del luogo in cui nasce, capace di evocare atmosfere, memorie e suggestioni.

Un’opportunità per territori e viaggiatori

Le nuove rotte del turismo del vino rappresentano un’opportunità concreta per la valorizzazione di aree interne e rurali, contribuendo allo sviluppo economico locale e alla tutela del paesaggio. Per i viaggiatori, si tratta di un’occasione unica per connettersi con la terra, conoscere da vicino i processi produttivi e riscoprire il piacere della lentezza.

Nel panorama del turismo contemporaneo, il viaggio tra i filari si impone come un’esperienza completa, sostenibile e ricca di significato. Un invito a scoprire il mondo del vino con occhi nuovi, passo dopo passo, calice dopo calice.

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L'iniziativa riprende il percorso avviato durante il Covid per valorizzare le aree meno conosciute del Piemonte, riproponendolo oggi in una formula rinnovata.\r\n«Per certi aspetti la situazione del turismo oggi è simile a quella del periodo post-Covid», osserva Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte. «Per questo il turismo di prossimità è un segmento che ci interessa particolarmente. In un momento geopolitico delicato e soggetto a continui cambiamenti, anche chi è tradizionalmente orientato all'outgoing deve saper cogliere le opportunità offerte dai territori vicini».\r\nL'obiettivo è mettere a disposizione il know-how del turismo organizzato per creare connessioni concrete tra operatori, produttori e destinazioni. In questo contesto il cibo diventa uno strumento privilegiato di narrazione del territorio: attraverso sapori, profumi, tradizioni e storie è possibile entrare in contatto con l'identità più autentica di un luogo e trasformare una visita in un'esperienza.\r\nProtagonisti dell'incontro, organizzato in collaborazione con Verticalife, tour operator specializzato nel turismo outdoor, sono stati i vertici del Distretto, a cominciare dal presidente Franco Cominetto e seguiti da imprenditori e aziende delle filiere agroalimentari che valorizzano le eccellenze del Canavese. Dietro ogni prodotto sono emerse storie familiari, tradizioni tramandate da generazioni, ma anche nuove intuizioni imprenditoriali che contribuiscono a costruire un'offerta turistica originale e distintiva. 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