16 October 2021

Vetrina Toscana si rinnova, l’enogastronomia come esperienza legata al territorio e alla cultura

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La Toscana del turismo scommette ed investe ancora sull’enogastronomia, ambasciatrice di tanti territori e motivo stesso, più spesso di quanto si possa pensare, della scelta di un viaggio. Ma se in passato ad attrarre i turisti era soprattutto l’enogastronomia ‘da consumare’, quella che si limitava a deliziare il palato, oggi a far da traino è un’enogastronomia più complessa ed evoluta, fatta di esperienze: legata al paesaggio ad esempio (e alla sua salvaguardia, attraverso la sostenibilità dell’attività agricola e di trasformazione) o legata a doppio filo al territorio e alla sue vocazioni culturali. Enogastronomia figlia e madre di un turismo responsabile e sostenibile.

E così anche “Vetrina Toscana”, tenuta a battesimo nel 2000, si rinnova. «Un bellissimo traguardo per promuovere il proprio territorio  – sottolinea il presidente della Regione Eugenio Giani –  L’enogastronomia fa parte della nostra cultura, ogni piatto rappresenta una territorio e quindi racconta parte di quello che siamo. Può essere dunque un volano per promuovere la nostra regione all’estero e anche in casa nostra».

Il progetto di marketing territoriale di “Vetrina Toscana” compie giusto quest’anno ventuno anni ed ha saputo in tutto questo tempo, sotto la regia di Regione e Unioncamere per l’appunto, unire turismo, commercio al dettaglio, cultura e produzione agricola e costruirvi speciali itinerari con una campagna di comunicazione ad hoc.  Si tratta di una rete composta da oltre mille ristoranti, 320 botteghe e più di trecento produttori. La commissione europea ha selezionato “Vetrina Toscana” come ‘storia di  successo’. 

«Vetrina Toscana è stata una grande intuizione e vogliamo farne il veicolo e lo strumento del turismo enogastronomico toscano in ogni occasione e contesto, sia esso digitale o fisico, in Italia accogliendo i visitatori e negli eventi di promozione all’estero – spiega l’assessore regionale al turismo e all’economia, Leonardo Marras – Uno strumento – aggiunge – che ha il grande valore aggiunto di consentirci anzitutto di fare comunità».  

Fino ad oggi per entrare a far parte di “Vetrina Toscana” occorreva sottoscrivere un disciplinare: un’impostazione simile a quella dei consorzi di produzione.  Il manifesto è infatti un decalogo attraverso cui gli operatori si impegneranno a far capire ai turisti, anche attraverso il cibo, dove sono, un mette nero su bianco l’impegno al rispetto e alla promozione dei territori, della storia culinaria della regione e del suo paesaggio come bene comune da tutelare, al ‘ non spreco’ e alla cucina fatta di stagionalità e tipicità territoriali, una professione di fede nella qualità come valore e nella ricchezza costituita dall’ambiente che ci circonda, dalla cultura, dalla storia e dai prodotti che fanno di ogni territorio un unicum. 

D’ora in poi agriturismi, cantine, frantoi e tutte le realtà di produzione che permetteranno ‘esperienze’ potranno a far parte di “Vetrina Toscana, con un rafforzamento dell’interazione tra comparto agricolo e quello del commercio. «Gli agriturismi – spiega l’assessore all’agricoltura, Stefania Saccardi – vantano oramai in Toscana strutture di grandissima qualità ed accoglienza fatta di grande cura verso chi vuol conoscere a fondo un territorio.




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