6 February 2026

Parkhotel Holzner, le proposte e i plus per una vacanza ecosostenibile

La posizione del Parkhotel Holzner permette di godere comodamente e in modo sostenibile del territorio circostante. L’ospite qui vive la vacanza che preferisce, contribuendo a rispettare l’ambiente e a salvaguardare la bellezza della natura altoatesina per il futuro.  Il Trenino del Renon, che si trova appena fuori dal Parkhotel Holzner, regala un tour suggestivo nell’altipiano del Renon con un panorama mozzafiato sulla vallata, ma anche un tuffo nel passato. A pochi passi dall’hotel si trova la stazione a monte della Funivia del Renon con corse effettuate durante tutto il giorno. Protagonista del Parkhotel Holzner è la natura altoatesina, esaltata dalla posizione dell’hotel che sorge in una terrazza naturale con una splendida vista su tutta la vallata. Non stupisce quindi che tra le attenzioni del Parkhotel Holzner figuri tra i primi posti anche l’ambiente. Già nel 2007 si è deciso per una conversione alle energie rinnovabili. A partire dal 2008, tutto l’hotel, l’area wellness, le piscine interne ed esterne, così come gli edifici privati della famiglia Holzner sono alimentati da una caldaia biologica alimentata con i trucioli di legno provenienti dai boschi della regione.

Questo ha permesso di ottenere il premio Condé Nast Award of Excellence 2016 “Best for green practices”. Successivamente l’impianto è stato ulteriormente ampliato per rifornire di energia pulita anche le nuove aree della struttura. A tutti gli ospiti viene consegnata all’arrivo in hotel la RittenCard che permette l’utilizzo gratuito dei mezzi pubblici, l’ingresso libero in circa 80 musei e collezioni in Alto Adige, la partecipazione a programmi culturali ed escursionistici sull’altipiano del Renon. Un vantaggio per tutti gli ospiti, naturalmente per quelli che arrivano con i mezzi pubblici e che potranno continuare a spostarsi comodamente all’interno dell’Alto Adige anche durante la vacanza.  Ma anche per i turisti che arrivano in auto e che poi potranno tranquillamente lasciarla in garage per tutta la durata del soggiorno, godendosi il meritato riposo. Infine per chi viaggia con l’auto elettrica potrà contare su numerose stazioni di ricarica presenti nel territorio. Per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, il Parkhotel Holzner mette a disposizione il pacchetto “Mobilità sostenibile”: agli ospiti che scelgono il treno per il loro viaggio, l’hotel offre il trasporto dei bagagli, occupandosi di prelevarli direttamente a casa e farli trovare in camera all’arrivo. Che si scelga di arrivare in treno o in auto, numerose sono le proposte per una vacanza all’insegna del relax e del comfort. Dal 9 al 29 settembre 2018 ad esempio si può scegliere il pacchetto “Liberty Feeling”, una pausa per fare il pieno di energia, tornare a casa rigenerati e profondamente rilassati. L’offerta comprende: 4 notti in mezza pensione con ricca colazione a buffet e menu gourmet a scelta di 4 o 5 portate, libero accesso all’area benessere con piscina interna ed esterna, lettini sommersi per l’idromassaggio e ampio parco con sdraio, libero accesso alla nuova LibertySpa con hammam, saune, sale relax e angolo del tè con benefiche tisane alle erbe e succhi freschi, inoltre 2 ore di trattamenti benessere a scelta. Compreso nel pacchetto anche kit Spa, libero accesso all’area fitness, ai campi da tennis e bocce, noleggio di mountain-bike, escursioni guidate, RittenCard, posto auto coperto o garage. Il tutto a partire da 664 euro a persona.

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È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.\r\n\r\nUn appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.\r\n\r\nUn approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. 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Un modello circolare che si sviluppa su 700 ettari, con 265 ettari di uliveti – il più grande della regione – e una produzione a km zero che alimenta i cinque ristoranti del resort, trasformando l’agricoltura in esperienza turistica ed economia reale.\r\n\r\nDal fronte istituzionale, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha evidenziato come «il binomio agricoltura e turismo abbia una potenzialità altissima e ancora inespressa», sottolineando il ruolo crescente della dop economy nella costruzione di nuove destinazioni. «Non esiste sostenibilità ambientale senza quella economica e sociale», ha aggiunto, richiamando la formazione manageriale come pilastro per la competitività del settore. Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.\r\nA proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”. \r\n\r\nLa riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.\r\n\r\nAmpio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».\r\n\r\nIl tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.\r\n\r\nA rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. 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