24 June 2026

Le tradizioni di Abruzzo e Molise nei tour di Baino Viaggi

mistero-campobassoDalle vacanze di Pasqua ai ponti di primavera, dai mesi estivi fino all’autunno e ai mercatini di Natale, Baino Viaggi propone una serie di tour di gruppo a date fisse alla scoperta del patrimonio culturale e delle tradizioni di regioni splendide ma ancora poco conosciute come Marche, Abruzzo e Molise. Gli itinerari sono stati ideati per offrire ai visitatori l’opportunità di assistere a manifestazioni focloristiche che da sole valgono il viaggio, ma possono essere proposti in qualsiasi periodo dell’anno sostituendo all’evento un’altra visita. Si comincia con Pasqua in Abruzzo (4 giorni/3 notti), con la celebre processione del Venerdì Santo dio Chieti; segue il tour dell’Abruzzo (4 giorni 3 notti) tra Sulmona, Scanno e Cocullo, per assistere il 1° maggio alla celebre Festa dei Serpari; poi il Molise (25-29 luglio) per la Festa del grano di Jelsi; il tour dell’Abruzzo (19-22 maggio) per la Festa dei Banderesi che si svolge a Bucchianico; il tour Molise e Isole Tremiti sulle orme dei pastori e sulle rotte dei pescatori (24-28 maggio), che ha il suo momento clou nella suggestiva processione della Carrese di Larino, composta di circa 120 carri che sfilano accompagnati da una fiaccolata notturna, per concludersi sulla “Costa dei Trabocchi” (macchine da pesca simili a una ragnatela di assi, pali e reti a bilancia, collegate alla terraferma mediante passerelle di legno. Dal 15 al 18 giugno Baino Viaggi torna in Molise per un itinerario tra i borghi storici che consente di assistere alla processione dei Misteri di Campobasso (nella foto): nelle vie della città sfilano una serie di carri allegorici su cui sono esposti i misteri della Bibbia. I personaggi sono reali, e per ragioni di peso la maggior parte dei personaggi sono bambini. Dall’8 all’11 settembre è invece previsto il tour “La festa dell’uva di Riccia e borghi molisani”, che ha per protagonista la sagra dell’uva di Riccia, un piacevole centro del Molise immerso in un ambiente incontaminato e ricco di boschi. Per informazioni: 0872 710019 – info@baino.it

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Un gruppo di imprenditori locali capì, però, l’importanza del passaggio di una rete ferroviaria internazionale: bisognava dare a chi arrivava a Bergün un motivo per fermarsi».\r\nAnno 1906\r\n«Venne allora costruito il Kurhaus Hotel: era il 1906. Inizialmente venne aperto come Grand Hotel di lusso destinato all’alta borghesia. C’erano la luce elettrica e l’acqua calda corrente, un sistema di riscaldamento centralizzato e anche qualche camera oscura per sviluppare le fotografie. Ma le cose non andarono bene: il treno era troppo conveniente, poi esplose la Prima Guerra Mondiale, seguita dalla Depressone degli anni Venti e dalla Seconda Guerra Mondiale. Bergün non riuscì mai a decollare. Nel 1949 un incendio devastò parte dell’hotel e fu la sua fine. Allora la comunità di Bergün acquistò l’edificio, lo rimise in ordine e lo vendette a una compagnia specializzata in family-holiday. L’hotel venne suddiviso in appartamenti di diverse dimensioni. C’erano addirittura 200 letti e, per aggiungerne altri, venne eliminato anche il ristorante; il progetto ha funzionato per 50 anni, fino al 2002».\r\n\r\n«A causa della mancanza di fondi, non è mi stata fatta manutenzione, quindi l’edificio si è ben preservato - continua Steiner –. Risale al 2002 la trasformazione successiva: i proprietari non erano più in grado di mantenere l’hotel e lo vendettero agli ospiti che lo frequentavano con le loro famiglie. Questi formarono una s.p.a. e vendettero le azioni. Ancora oggi il Kurhaus Hotel è una s.p.a. condivisa da 900 azionisti che prendono insieme ogni decisione. L’obiettivo comune è quello di preservare una forma di accoglienza fondata su tre pilastri: l’Hotel, i Family Apartments e la Location dove organizzare per eventi di ogni tipo. Le nostre 68 camere, che possiamo trasformare in appartamenti da 3,4 spazi, sono le stesse di 120 anni fa: semplici ma autentiche. Abbiamo poi 30 cucine che si possono aggiungere alle camere. Durante le vacanze scolastiche lavoriamo soprattutto con ospiti che usano l’hotel come family-apartments: possono accedere al nostro ristorante o servirsi della cucina (nelle vicinanze c’è un supermercato); è come avere un appartamento, ma all’interno di un hotel di cui si possono usare i servizi. Abbiamo per l’86% ospiti svizzeri, per il resto olandesi, italiani e britannici; per la maggior parte sono ospiti europei - conclude Steiner -. Durante l’anno chiudiamo solo ad aprile - perché il tempo non è bello - e due settimane a novembre».\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"517156,517163,517165\"]","post_title":"Svizzera: un viaggio nel tempo al Kurhaus Hotel Bergün","post_date":"2026-06-22T13:16:53+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1782134213000]}]}}