Dignità
20 aprile 2009 12:31
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[post_content] => Club Med prevede di inaugurare circa quaranta nuovi resort entro il 2035. Per sostenere questa crescita, che porterà il numero dei resort da 61 a 100 in questo periodo, il gruppo aprirà per la prima volta le proprie porte alle agenzie di viaggi online (ota) dalla sua fondazione nel 1950.
“Per sostenere le nostre ambizioni, ci affideremo ai nostri canali di vendita tradizionali, diversificando al contempo la distribuzione digitale. Inizieremo la distribuzione tramite le ota a partire dal primo trimestre del 2027, in modo selettivo”, ha dichiarato a L’Écho touristique Caroline Launois Beaurain, vicepresidente digital sales product di Club Med. "Siamo interessati a diverse tipologie di OTA: globali, locali, specializzate", spiega Caroline Launois Beaurain.
La decisione di collaborare con le ota è "ormai definitiva", aggiunge. "Stiamo valutando diverse agenzie online. L'identità delle piattaforme che sceglieremo sarà rivelata entro la fine dell'anno."
Canali diretti e semi diretti
Attualmente, il marchio con il tridente afferma che il 72% delle vendite avviene tramite canali diretti e semi-diretti (attraverso i suoi affiliati).
Nella distribuzione tradizionale, Club Med adotta da molti anni un approccio selettivo. Il gruppo lo definisce "distribuzione scelta", avvalendosi di poco più di 700 agenzie in Francia che rivendono i suoi prodotti.
Con 100 centri vacanze previsti entro il 2035, la direzione intende ampliare la selezione delle agenzie partner tradizionali? "Non abbiamo l'obiettivo di espandere la nostra rete di distribuzione", risponde Caroline Launois Beaurain. "La nostra priorità è fare affidamento sui nostri partner attuali e continuare a rafforzare i rapporti con loro."
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[post_content] => Lavoratori del turismo e povertà. Questo giornale l'ha scritto sempre e da sempre si è battuti affinché fosse chiaro che nel turismo lo sfruttamento del lavoratore è intollerabile. E questo perché i "datori di lavoro", lo metto fra virgolette perché in questo caso sono solo sfruttatori, pensano esclusivamente al profitto e non lo vogliono redistribuire fra i lavoratori. Questo è lo schifo dell'eccesso di capitalismo che fa ricche 3 persone e ne danneggia migliaia.
Infatti il 50% delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nei settori del terziario, del turismo e dei servizi percepisce una retribuzione annua pari o inferiore a 13.950 euro, soglia di povertà salariale che sale al 60% della retribuzione media, 14.800 euro per chi ha lavorato almeno dodici settimane nell’anno.
È quanto emerge dal focus sul lavoro povero commissionato da Filcams, anticipazione di un Report sull’occupazione di prossima pubblicazione.
Circa il 70% di chi lavora nel settore resta sotto la soglia di povertà, percentuale che al Sud e nelle Isole sale oltre l’80%, quattro lavoratori su cinque. Seguono i servizi, dove pulizie, multiservizi e ristorazione collettiva portano l’incidenza a oltre il 50%, anche tra chi lavora con continuità, e il terziario, superiore al 30%. “Il part-time involontario è ormai una condizione strutturale -dichiara Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil- che impone salari bassi e una condizione di precarietà costante”.
Emergenza
“Siamo davanti a una vera e propria emergenza - aggiunge Fabrizio Russo - quasi una persona su due guadagna meno di 15mila euro l’anno, un dato che rivela scelte organizzative precise, modelli d’impresa tarati sulla compressione del costo del lavoro e un’assenza di presidio contrattuale che dura da troppo tempo. È troppo facile sbandierare numeri e proclami nei contesti pubblici, se poi ai tavoli negoziali si lasciano milioni di lavoratrici e lavoratori senza adeguamenti salariali adeguati al costo della vita".
Secondo Russo, "Cgil Cisl e Uil stanno discutendo con le associazioni datoriali per giungere a un modello contrattuale e di rappresentanza che innovi e garantisca la tenuta dei salari. Il rinnovo dei contratti nazionali resta infatti il primo argine contro il lavoro povero: è da lì che ripartiamo nella prossima stagione contrattuale, che nel 2027 ci vedrà al tavolo per tutto il settore del terziario distributivo e dei servizi, con la responsabilità di restituire dignità e riconoscimento alle persone che rappresentiamo".
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[post_content] => Aruba porta i Caraibi in tour in Italia e rafforza il dialogo con il trade italiano.
Aruba Tourism Authority ha riunito tour operator, media specializzati e partner dell’isola in diversi appuntamenti dedicati alla destinazione, nell’ambito del progetto 'Aruba Loves You Back'.
Il format ha puntato su un approccio immersivo, pensato per far vivere l’atmosfera della One Happy Island prima ancora di raccontarla. All’appuntamento romano erano presenti Amsterdam Manor Beach Resort, Bucuti & Tara Beach Resort, Courtyard by Marriott & De Palm Tours, Divi & Tamarijn e Divi Resorts, Hilton Aruba Caribbean Resort & The Westerly e Manchebo Beach Resort & Spa, coinvolti in momenti di formazione individuale, condivisione di materiali, aggiornamenti e novità.
L’iniziativa si inserisce in una fase di evoluzione del posizionamento dell’isola, sempre più orientata verso un turismo di qualità, attento all’esperienza del visitatore, alla tutela dell’ambiente e al benessere della comunità locale. A sostegno di questa visione anche il rebranding della campagna Feel The Aruba Effect, oggi declinata nel messaggio Ama Aruba e lei ti ricambierà, affiancata dalla Promessa per Aruba, che invita gli ospiti a rispettare natura, fauna e patrimonio dell’isola.
«Il mercato italiano continua ad avere un grande potenziale per Aruba, soprattutto perché il viaggiatore cerca esperienze autentiche, contatto con il territorio e una vacanza costruita con attenzione - spiega Cecilia Rignanese, marketing e digital specialist per l’Isola di Aruba -. Per questo il ruolo di agenzie di viaggio e tour operator resta centrale: il trade non è solo un canale di vendita, ma un partner strategico per raccontare l’isola nella sua evoluzione, tra nuova ospitalità, sostenibilità, cultura locale e attenzione alla comunità».
Il peso della distribuzione organizzata è confermato dai dati: il 48,8% delle prenotazioni passa da agenzie di viaggio e tour operator, il 20,5% dai canali diretti di hotel e compagnie aeree, il 26,2% da altri siti web e il 4,5% risulta non specificato. Klm si conferma il principale vettore dagli arrivi italiani, con una quota del 28% via Amsterdam, seguita da American Airlines, Delta, United, JetBlue, Latam e Avianca.
Lombardia, Campania e Lazio guidano la classifica delle regioni italiane per numero di arrivi. Agosto e settembre concentrano il 51% dei flussi, con il solo agosto al 33%. La permanenza media è di 7,6 giorni e la fascia più rappresentata è quella tra i 30 e i 39 anni.
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[post_content] => Il turismo del benessere e termale rappresenta oggi uno dei comparti più promettenti dell’intera filiera turistica italiana.
Crescono infatti i viaggiatori alla ricerca di esperienze orientate alla salute, al benessere, alla prevenzione e alla qualità della vita, generando nuove opportunità per strutture ricettive, centri termali e operatori del settore.
Per accompagnare questa evoluzione nasce la Scuola di Alta Formazione per l’Innovazione e l’Eccellenza nel Turismo del Benessere e Termale, un progetto finanziato dal Ministero del Turismo e inserito nel Polo Nazionale Strategico del Turismo di Alta Formazione. L’iniziativa è realizzata da w.academy in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Università degli Studi di Roma Foro Italico, UNIDAV – Università Telematica Leonardo da Vinci, Federterme e Associazione Italiana Confindustria Alberghi.
L’obiettivo è sviluppare competenze avanzate e altamente specialistiche per rispondere alle nuove esigenze del mercato, favorendo la crescita professionale degli operatori già attivi nel settore e creando nuove opportunità per chi desidera intraprendere una carriera nel mondo dell’hospitality, del wellness e del turismo termale.
L’offerta formativa comprende 9 percorsi completamente gratuiti, progettati in linea con gli obiettivi del Piano Strategico del Turismo 2023-2027. I corsi sono erogati in modalità blended, attraverso lezioni in live streaming, contenuti fruibili on demand e momenti di formazione esperienziale presso strutture d’eccellenza come Terme di Saturnia e Terme di Chianciano.
Tra i percorsi disponibili c’è il Master Universitario di I Livello in Wellness & SPA Hospitality Management, che consente di conseguire 60 CFU e ottenere il relativo titolo accademico universitario e i Corsi di Alta Formazione in Wellness SPA Specialist, Addetto Booking, Chef de Rang e Front Office Agent. Completano l’offerta i Corsi Specialistici in Hospitality Digital Marketing, Customer Service, Front Office Management, Wellness & Medical SPA Management.
I programmi sono stati sviluppati per fornire competenze immediatamente spendibili nel mercato del lavoro, integrando aspetti manageriali, organizzativi, digitali e operativi. I partecipanti avranno accesso a una piattaforma formativa dedicata, materiali didattici specialistici, attività di tutoring e mentoring e al confronto diretto con professionisti, manager ed esperti del settore.
«La crescita del turismo del benessere richiede figure professionali sempre più preparate e specializzate, capaci di interpretare i cambiamenti del mercato e contribuire allo sviluppo di un’offerta innovativa e competitiva», spiega Giulio Guidi – CEO di w.academy ente capofila della Scuola di Alta Formazione per l’Innovazione e l’Eccellenza nel Turismo del Benessere e Termale.
Le candidature ai percorsi formativi sono aperte fino al 30 giugno 2026. Ogni corso prevede un numero limitato di partecipanti, con l’obiettivo di garantire un’esperienza formativa di elevata qualità e un efficace trasferimento delle competenze.
Per maggiori informazioni e per candidarsi visita la nostra pagina
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[post_title] => Turismo del benessere e termale: al via 9 percorsi gratuiti per formare i professionisti del turismo
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[post_content] => Entrare in un cantiere navale come Meyer Turku in Finlandia, è già un’esperienza. Assistere dal vivo alla cerimonia di consegna di un gigante del mare come Legend of the Seas ne fa un’esperienza memorabile.
E’ successo a Turku, dove il gruppo Royal Caribbean ha festeggiato insieme a 1.200 fra membri dell’equipaggio e partner la consegna della terza nave di Icon Class, Legend of the Seas, ora pronta per il debutto del 4 luglio con crociere di 7 notti nel Mediterraneo occidentale prima di dirigersi verso Fort Lauderdale, in Florida, nel novembre 2026.
Festa "di famiglia"
A fare gli onori di casa il presidente e ceo del gruppo Royal Caribbean, Jason Liberty, giunto a Turku insieme al presidente e ceo di Royal Caribbean, Michael Bayley, accolti dal ceo di Meyer Turku, Casimir Lindholm.
"La consegna di Legend of the Seas rappresenta un'altra importante pietra miliare nella nostra ambizione di ridefinire l'esperienza di vacanza - ha detto Liberty alla folta platea riunita a bordo di Legend of the Seas -. Questa nuova nave riflette la solidità dell'ecosistema per le vacanze che stiamo costruendo, combinando navi all'avanguardia, tecnologie innovative ed esperienze uniche per i nostri ospiti. È un risultato possibile solo grazie alla collaborazione e competenza di Meyer Turku e alle migliaia di persone la cui creatività e dedizione continuano ad aiutarci a progettare il futuro delle vacanze".
Dedizione testimoniata dai lunghi applausi tributati a Mario Broocks Pecou, "Aka Bingo", l'houskeeping manager premiato da Bayley per la professionalità dimostrata negli anni trascorsi a bordo di Royal Caribbean.
"Siamo orgogliosi di presentare Legend of the Seas e di proseguire nel piano di sviluppo della rivoluzionaria classe Icon – ha sottolineato Bayley -. Questo non sarebbe possibile senza le tante persone di talento che si sono unite per realizzare quella che è davvero la vacanza in famiglia per eccellenza. Il debutto di Legend quest'estate sarà davvero un evento leggendario".
La consegna rientra nell'ambito dell'accordo quadro a lungo termine stipulato tra la compagnia e Meyer Turku, che garantisce al gruppo la capacità di costruzione navale fino al 2036, inclusi l'ordine di Icon 5, la cui consegna è prevista per il 2028, e la sesta e la settima nave della classe Icon, rispettivamente programmate per il 2029 e il 2030.
Il debutto
A breve, Legend of the Seas partirà da Turku per Cadice, dove Royal Caribbean apporterà gli ultimi ritocchi prima che i clienti salpino per le crociere estive di 7 notti nel Mediterraneo occidentale, con partenza da Barcellona e Civitavecchia. A novembre la nave arriverà a Fort Lauderdale per offrire vacanze di 6 notti nei Caraibi occidentali e di 8 notti nei Caraibi meridionali. Stay tuned, la nave dei record è arrivata!
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[post_content] => Neanche il ponte del 2 giugno ravviva il turismo organizzato. Ancora 9 agenzie di viaggio su 10 segnalano vendite in calo. “Il danno reale non è la guerra, ma la sua narrazione”. Ma c’è fiducia nella stabilizzazione o recupero nel prossimo trimestre per il 53% degli agenti: la crisi non è finita, ma almeno ha smesso di peggiorare.
La rilevazione di maggio 2026 dell’Osservatorio Aidit su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale fotografa un settore sotto pressione: il 90% registra ancora vendite in diminuzione rispetto allo scorso anno e quasi la totalità (87,6%) indica nei media il principale fattore che frena la domanda. La fake news che ha fatto più danni? “Il carburante per gli aerei sta finendo. Probabilmente le scorte si esauriranno il 15 maggio.”.
Le agenzie di viaggio italiane lavorano oggi in un clima segnato più dalla percezione del rischio che dal rischio reale. È questo il dato centrale che emerge dalla rilevazione di maggio dell’Osservatorio Aidit, l’indagine continuativa con cui l’Associazione Italiana Distribuzione Turistica raccoglie ogni mese, dall’inizio della guerra in Iran , la voce diretta delle agenzie — oltre 1.300 risposte complessive raccolte nelle diverse rilevazioni.
Business in calo
Il quadro congiunturale è netto. Nelle ultime quattro settimane il 74,7% delle agenzie dichiara un business in calo, e per quasi metà del campione (48%) si tratta di un calo “forte”. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, 9 agenzie su 10 (90%) segnalano vendite in diminuzione. Tra chi è in flessione, la contrazione di fatturato si concentra nella fascia tra il –10% e il –25% (34,1%), ma quasi un terzo (31,8%) stima una perdita superiore al –25%.
A pesare non è la disponibilità di spesa in sé, ma un’incertezza diffusa che modifica i comportamenti di acquisto. Oggi i clienti cercano soprattutto sicurezza (77,4%), prezzo (55,5%) e flessibilità (24,1%); il 73% è meno fiducioso nel prenotare rispetto a un mese fa; servono più preventivi per chiudere una vendita (per il 75% delle agenzie il numero è aumentato) e si prenota molto più sotto data (il 78% rileva un accorciamento dell’anticipo). In altre parole: la domanda non è sparita, ma è diventata più lenta, più prudente e più difficile da convertire.
Il vero moltiplicatore della crisi: l’informazione allarmistica.
Il punto su cui le agenzie sono più compatte riguarda il ruolo dei media. L’87,6% indica che i media stanno influenzando “moltissimo” e in modo negativo la domanda (il 98,9% almeno “abbastanza”). E il lavoro di rassicurazione è ormai quotidiano: il 94,5% degli agenti si trova “sempre” (58,8%) o “spesso” (35,7%) a dover smentire informazioni non corrette ai propri clienti.
Tra i canali percepiti come più responsabili dell’allarmismo svettano i telegiornali nazionali (86,9%), seguiti dai social network (52,9%) e dai quotidiani online (29,2%). La disinformazione più frequente da smentire è stata, in modo nettissimo, la notizia secondo cui “il carburante per gli aerei sta finendo” (71,2%), davanti al generico “è pericoloso viaggiare a causa della guerra” (14,6%).
Prospettive e richieste al sistema
Lo sguardo sui prossimi tre mesi resta cauto: il 47,3% prevede prenotazioni in calo, il 31,9% stabili ma il 20,9% in crescita. Di fronte a questo scenario la richiesta delle agenzie è chiara: il 60,1% chiede prima di tutto supporto e riconoscimento dalle Istituzioni, il 24% linee guida ufficiali da condividere con i clienti, a conferma che la principale emergenza percepita è oggi quella comunicativa e reputazionale, prima ancora che operativa.
Gli italiani vogliono ancora partire
“I nostri agenti non stanno raccontando una crisi della voglia di viaggiare: gli italiani vogliono ancora partire. Stanno raccontando una crisi di fiducia, alimentata da una narrazione spesso allarmistica e non verificata. Quando il 95% delle agenzie passa le giornate a smentire notizie false — dal carburante che finisce alle destinazioni ‘off limits’ — il danno economico è reale e misurabile. Chiediamo alle Istituzioni e ai media un’informazione responsabile e dati certi: è il modo più efficace per proteggere imprese, lavoro e il diritto delle persone a viaggiare in sicurezza.” ha dichiarato Domenico Pellegrino, presidente di Aidit
La fotografia di maggio va letta dentro una traiettoria. L’Osservatorio misura il sentiment delle vendite su una scala da −2 (forte calo) a +2 (forte crescita). L’indice, positivo in autunno (+0,20 a ottobre 2025), è scivolato in territorio negativo in inverno (−0,35 a dicembre) e ha toccato il minimo storico ad aprile 2026 (−1,65), in coincidenza con l’acuirsi della crisi mediorientale e dell’ondata di notizie allarmistiche. A maggio si registra un primo, parziale assestamento (−1,10): il clima resta fortemente negativo, ma la curva interna risale di oltre mezzo punto rispetto al punto più basso, segnale di una possibile stabilizzazione ancora tutta da consolidare.
L’indice “andamento vendite” (la dinamica corrente) migliora ad maggio rispetto ad aprile (da −1,65 a −1,10), mentre l’indice “vendite rispetto all’anno precedente” resta sostanzialmente ancorato sul fondo (da −1,33 a −1,28). Tradotto: la ripartenza congiunturale di brevissimo periodo non ha ancora colmato il divario accumulato su base annua. La crisi, insomma, non è finita; al massimo ha smesso di peggiorare.
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Il binomio treno-turismo vive una nuova stagione, complice sì la situazione geopolitica internazionale che spinge i viaggiatori a considerare alternative su mezzi e mete di vacanza, ma non solo.
Ormai da tempo, infatti, le persone scelgono di vivere i weekend o ferie in modo diverso, dove il treno diventa protagonista. E' quanto emerge dalle cifre illustrate da Trenord in occasione dell'evento "Il modello Gite in treno. Il treno come leva sostenibile per la crescita del turismo regionale", che ieri a Milano ha coinvolto Fondazione Fs Italiane, Milano&Partners, Fondazione Varese Welcome, Visit Brescia, Visit Cremona e la Ferrovia Retica.
Sono 3,3 milioni i passeggeri che nel primo trimestre 2026 hanno viaggiato con Trenord nel weekend e nei festivi verso destinazioni turistiche in regione e appena fuori confine: +6% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, anno in cui complessivamente i passeggeri leisure che hanno scelto Trenord sono stati oltre 11 milioni, mentre le “Gite in treno” hanno centrato il dato record di 124.000 pacchetti venduti.
E non è tutto: nel 2025 sono stati venduti oltre 124.000 biglietti ideati da Trenord per il tempo libero: di questi, 81mila per le proposte treno+esperienza verso le destinazioni turistiche. Nel 2026, dei 27.000 clienti che hanno scelto le proposte di Trenord per il tempo libero, oltre 24.000 hanno optato per gli itinerari treno+esperienza. Le destinazioni preferite si confermano i laghi, dal Lario al Garda, al Maggiore al lago d’Iseo a quello di Lugano – per 17.000 ticket venduti.
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"Registriamo un +20% rispetto all'anno scorso e questo anche sull'onda delle Olimpiadi, che hanno contribuito a farci raggiungere numeri importanti, ma anche per ciò che la Lombardia può dare al leisure e al turismo nazionale e internazionale - ha sottolineato il direttore generale di Trenord, Emanuele De Santis -. Non sono soltanto gli elementi di geopolitica internazionale a condizionare il modo di spostarsi le persone, ma anche il rinnovo della flotta che stiamo portando avanti - altri 20 treni dovrebbero arrivare per il prossimo anno - e l'innovazione costante del servizio. La Lombardia ha molto da offrire e possibilità incredibili, e per questo occorre lavorare insieme per creare una sinergia e un prodotto trasporto+esperienza per aumentare i passeggeri che scelgono il treno".
«Il treno in Lombardia è un alleato strategico per il turismo e il turismo è un ulteriore volano per convincere sempre più persone a scegliere il treno, tanto più nella regione che registra i più alti volumi di traffico ferroviario – ha commentato Leonardo Cesarini, direttore commerciale di Trenord -. Lavoriamo intensamente con il territorio per incoraggiare l’uso del treno nel tempo libero, verso le mete più famose e destinazioni meno note; ai clienti offriamo un’esperienza d’acquisto totalmente digitale e personalizzabile. Le ultime novità? Il biglietto via WhatsApp e l’acquisto tramite WeChat Pay, per i viaggiatori cinesi».
Il treno diventa un primo attore del mondo dei viaggi, soprattutto come "integrazione per creare segmenti turistici", un ruolo che fa perno su "quattro 'T' - ha proseguito Cesarini -: la prima è la T di treno, 2.503 convogli ogni giorni trasportano oltre 800.000 lombardi; poi la T di territori, con i quali collaboriamo e costruiamo il prodotto, l'esperienza turistica, cui si aggiunge la Navigazione dei Laghi, una collaborazione nata circa 7-8 anni fa con il primo biglietto integrato treno+navigazione dei laghi. Oggi questi biglietti integrati sono oltre 50.000.
"La terza terza T è naturalmente quella di tecnologia, perché è un prodotto turistico senza tecnologia al giorno d'oggi non potrebbe penetrare il target del turismo: infatti, tutte le imprese ferroviarie, anche Trenitalia sono sulle principali piattaforme turistiche, con pari dignità rispetto all'aereo, ma 10 anni fa non era così. Quindi questo è importante anche per pacchettizzare il prodotto treno, come accade con il nostro partner Discovera.
L'ultima T è quella di tavola: abbiamo lanciato la guida Fuori Stazione che ispira le persone a scoprire non solo la Lombardia in treno ma anche le proposte enogastronomiche di questa bellissima regione. Ecco allora ristoranti e itinerari a portata di 420 stazioni lombarde, dove degustare in tutta tranquillità anche alzando qualche calice in più perché poi in treno si viaggia tranquilli".
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[post_content] => Una situazione «articolata». Questa la definizione data a caldo dal direttore commerciale di Quality Group, Marco Peci, chiamato ancora una volta a confrontarsi con uno scenario delicato e in costante evoluzione.
«A oggi, i dati sulle partenze dei primi sei mesi del 2026 indicano un calo globale nell’ordine del 7% - spiega il manager -. Un risultato meno negativo del previsto, specie considerando che quest’anno non abbiamo potuto beneficiare dei ponti del “ferraprile”».
L’anno era partito nel migliore dei modi, «con un +20% registrato in gennaio. Anche i mesi successivi tuttavia, per certi versi in modo inaspettato, hanno tenuto botta». Gli obiettivi preventivati a inizio anno andranno ritarati in base alla portata dell'atteso “effetto rimbalzo” a crisi conclusa. «Abbiamo già superato il break even. Una previsione ottimistica indica un -15% globale sul partito 2026, ovviamente variabile in base ai diversi marchi parte del consorzio».
Il trend dell'estate
Intanto però bisogna fare i conti con la prossima estate. «Il mercato italiano si sta muovendo in modo molto prudente sulle prenotazioni estive. Stiamo registrando un forte rallentamento su luglio e agosto e l’obiettivo è ormai puntato su una ripartenza da settembre in poi». Se la guerra è sicuramente l’evento cruciale di questo periodo, il forte calo registrato nelle prenotazioni «è un problema tutto italiano. L’informazione allarmistica genera paura nel cliente finale. Paura di non riuscire a rientrare nei tempi previsti, non timore legato alla sicurezza – precisa Peci -. Anche perché sono moltissime – la maggior parte – le mete che non risentono in alcun modo dei problemi legati al conflitto».
Fra le destinazioni che continuano a essere richieste, in primo piano Cina, Giappone, Nord Europa e Sudamerica. «Il Nordafrica, con Egitto, Marocco e Tunisia, continua a tenere. In particolare, il Marocco sta crescendo rispetto all’anno scorso». Bene anche il Canada, mentre gli Stati Uniti continuano a registrare una flessione del 18% circa, frutto di una sorta di “antipatia” verso la destinazione manifestata dai clienti italiani già ben prima dello scoppio del conflitto. «La crisi oltre al Medio Oriente tocca purtroppo anche mete come India e Indocina, che nulla hanno a che vedere con la guerra».
Investimenti costanti
Ancora una volta, è il momento di «tenere i nervi ben saldi» e concentrarsi sulle attività che possano favorire la ripartenza quando, inevitabilmente, si verificherà l’atteso “effetto rimbalzo”. «In Quality Group continuiamo a investire sulla formazione, sia del personale sia dei nostri partner agenzie di viaggio. Proseguiamo inoltre lungo la via dell’innovazione del prodotto e dello sviluppo tecnologico».
Velocità di risposta, elasticità e capacità di gestire al meglio le criticità si riconfermano i driver fondamentali per traghettare oltre la crisi. «Il fatturato tiene e in questa fase c’è un’elevata percentuale di concretizzazione dei preventivi richiesti. Chi entra in agenzia vuole realmente partire e tendenzialmente mira a concludere l’acquisto del viaggio».
Il nuovo scenario
Sarà comunque necessario confrontarsi con uno scenario nuovo: «L’aumento dei costi energetici inevitabilmente va a influire sul prezzo dei voli. Finita la fase critica, si potrebbe assistere a un ridimensionamento dei costi, anche se ritengo che, come ogni crisi, anche quella attuale determinerà nuovi equilibri difficilmente modificabili».
Grande è lo sforzo per mantenere prezzi ragionevoli senza scaricare i rincari sul consumatore. «Specie quando il calo della domanda estiva degli italiani crea problemi nei rapporti con i fornitori, che continuano a ricevere prenotazioni e a bloccare allotment per i viaggiatori provenienti dagli altri mercati internazionali».
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Human Company inaugura la stagione 2026 con la riapertura di tutte le sue strutture in Toscana, Veneto, Lazio e Lussemburgo targate hu openair. «Apriamo la nuova stagione con un importante piano di investimenti, oltre 21 milioni di euro destinati all’evoluzione delle nostre strutture, dal rinnovamento case mobili all’ampliamento dei servizi - afferma Valentina Fioravanti, chief marketing & communication officer Human Company ., Oggi il turismo open air è guidato da nuove priorità: personalizzazione, libertà di scelta e attenzione all’impatto sociale e ambientale. Offrire esperienze su misura, dare agli ospiti maggiore libertà nel vivere il proprio soggiorno e generare un contributo positivo per persone e territori sono elementi sempre più centrali nella creazione di valore. In questo scenario, ascoltare gli ospiti e interpretarne i bisogni è per noi un elemento strategico. Per questo, abbiamo lavorato anche al disegno di un nuovo modello di ascolto, capace di cogliere i cambiamenti nelle abitudini e nelle aspettative dei viaggiatori e di trasformarli in insight utili per migliorare l’esperienza, con il supporto di competenze verticali, digitalizzazione e intelligenza artificiale, senza perdere il valore della relazione umana. In un comparto che conferma la propria centralità nel turismo italiano, con 68,1 milioni di presenze registrate nel 2025 nei campeggi e villaggi del Paese, guardiamo con fiducia alla stagione 2026, pronti ad accogliere una domanda sempre più dinamica e consapevole».
I dati
Nei primi quattro mesi del 2026, il gruppo ha registrato un andamento positivo delle prenotazioni, a conferma del crescente interesse verso l’offerta en plein air, evidenziando una crescita del 5% nei ricavi e un incremento significativo dei volumi pari al 10%; i primi dati evidenziano anche un aumento della durata media del soggiorno degli ospiti del 3%.
All’interno dell'investimento di 21,1 milioni previsto, il t.o. ha destinato una quota significativa pari a 6 milioni di euro al parco accommodation. L’intervento ha previsto l’installazione di 108 nuove case mobili, progettate con particolare attenzione al design, al comfort abitativo e alla selezione di materiali sostenibili. Le nuove unità sono state realizzate con dimensioni più ampie, per rispondere a una domanda crescente di standard qualitativi e livelli di comfort sempre più elevati. Tra le soluzioni adottate, spicca l’utilizzo di rivestimenti in fibrocemento ecologico, scelti per garantire durabilità, efficienza e un ridotto impatto ambientale.
Prosegue inoltre l’impegno dell’azienda nel monitoraggio e nella riduzione dei consumi energetici attraverso l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate. In particolare, il Digital Twin, uno strumento digitale che consente di creare una replica virtuale del villaggio, permette di monitorare in tempo reale i principali parametri legati all’efficienza energetica delle singole unità abitative e allo stato di funzionamento degli asset presenti all’interno della struttura. Le attività di monitoraggio ed efficientamento sono rese possibili da un’infrastruttura IoT integrata con dispositivi Bluetooth, in grado anche di rilevare la presenza degli ospiti all’interno delle case mobili tramite beacon dedicati.
Il gruppo ha poi deciso di consolidare ulteriormente l’offerta di servizi pet-friendly. Per la nuova stagione sono stati ampliati i servizi dedicati, con l’obiettivo di garantire un’esperienza di soggiorno sempre più confortevole e inclusiva. In quest’ottica, particolare attenzione è stata riservata al “Love Pet Pack” disponibile in tutte le strutture, pensato per accogliere gli animali da compagnia come parte integrante della vacanza e offrire agli ospiti soluzioni pratiche per vivere il soggiorno insieme al proprio pet con maggiore comfort e serenità. Parallelamente, è proseguito il potenziamento delle aree e delle dotazioni dedicate agli animali domestici presenti nei village e nei camping in town. Continuano a crescere nel 2026 anche i Nature Hub, gli spazi interattivi dedicati alla scoperta dell’ambiente e della biodiversità. Il progetto, già presente presso lo hu Altomincio village, lo hu Montescudaio village e lo hu Park Albatros village, approda quest’anno anche allo hu Birkelt village.
Si riconfermano tra i temi centrali dell’ospitalità di hu openair anche la relazione con il territorio, il coinvolgimento delle realtà locali e la valorizzazione delle destinazioni. In questo contesto si sviluppa il palinsesto degli eventi della stagione 2026. Tra le iniziative tornano i “local days”, appuntamenti ospitati nei village che anticipano e raccontano gli eventi delle destinazioni vicine, portando atmosfere, tradizioni e sapori direttamente in struttura. La nuova stagione vedrà, ad esempio, l’esordio del Carnevale del Mare allo hu Park Albatros village di San Vincenzo e una giornata interamente dedicata al tortellino valeggiano, simbolo del territorio in cui si trova hu Altomincio village. Accanto a queste occasioni, sono confermati anche gli “special days”, giornate tematiche distribuite lungo tutta la stagione, durante le quali le strutture aprono le porte alla comunità locale.
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Nel 2026, dei 27.000 clienti che hanno scelto le proposte di Trenord per il tempo libero, oltre 24.000 hanno optato per gli itinerari treno+esperienza. Le destinazioni preferite si confermano i laghi, dal Lario al Garda, al Maggiore al lago d’Iseo a quello di Lugano – per 17.000 ticket venduti.\r\n\r\n[caption id=\"attachment_514851\" align=\"alignright\" width=\"300\"] Emanuele De Santis, direttore generale Trenord[/caption]\r\n\r\n\"Registriamo un +20% rispetto all'anno scorso e questo anche sull'onda delle Olimpiadi, che hanno contribuito a farci raggiungere numeri importanti, ma anche per ciò che la Lombardia può dare al leisure e al turismo nazionale e internazionale - ha sottolineato il direttore generale di Trenord, Emanuele De Santis -. Non sono soltanto gli elementi di geopolitica internazionale a condizionare il modo di spostarsi le persone, ma anche il rinnovo della flotta che stiamo portando avanti - altri 20 treni dovrebbero arrivare per il prossimo anno - e l'innovazione costante del servizio. La Lombardia ha molto da offrire e possibilità incredibili, e per questo occorre lavorare insieme per creare una sinergia e un prodotto trasporto+esperienza per aumentare i passeggeri che scelgono il treno\".\r\n\r\n«Il treno in Lombardia è un alleato strategico per il turismo e il turismo è un ulteriore volano per convincere sempre più persone a scegliere il treno, tanto più nella regione che registra i più alti volumi di traffico ferroviario – ha commentato Leonardo Cesarini, direttore commerciale di Trenord -. Lavoriamo intensamente con il territorio per incoraggiare l’uso del treno nel tempo libero, verso le mete più famose e destinazioni meno note; ai clienti offriamo un’esperienza d’acquisto totalmente digitale e personalizzabile. Le ultime novità? Il biglietto via WhatsApp e l’acquisto tramite WeChat Pay, per i viaggiatori cinesi». \r\n\r\nIl treno diventa un primo attore del mondo dei viaggi, soprattutto come \"integrazione per creare segmenti turistici\", un ruolo che fa perno su \"quattro 'T' - ha proseguito Cesarini -: la prima è la T di treno, 2.503 convogli ogni giorni trasportano oltre 800.000 lombardi; poi la T di territori, con i quali collaboriamo e costruiamo il prodotto, l'esperienza turistica, cui si aggiunge la Navigazione dei Laghi, una collaborazione nata circa 7-8 anni fa con il primo biglietto integrato treno+navigazione dei laghi. 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","post_title":"Trenord: la scommessa vincente del viaggio in treno abbinato all'esperienza","post_date":"2026-05-22T08:45:32+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1779439532000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"514594","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Una situazione «articolata». Questa la definizione data a caldo dal direttore commerciale di Quality Group, Marco Peci, chiamato ancora una volta a confrontarsi con uno scenario delicato e in costante evoluzione.\r\n\r\n«A oggi, i dati sulle partenze dei primi sei mesi del 2026 indicano un calo globale nell’ordine del 7% - spiega il manager -. Un risultato meno negativo del previsto, specie considerando che quest’anno non abbiamo potuto beneficiare dei ponti del “ferraprile”».\r\n\r\nL’anno era partito nel migliore dei modi, «con un +20% registrato in gennaio. Anche i mesi successivi tuttavia, per certi versi in modo inaspettato, hanno tenuto botta». Gli obiettivi preventivati a inizio anno andranno ritarati in base alla portata dell'atteso “effetto rimbalzo” a crisi conclusa. «Abbiamo già superato il break even. Una previsione ottimistica indica un -15% globale sul partito 2026, ovviamente variabile in base ai diversi marchi parte del consorzio».\r\nIl trend dell'estate\r\nIntanto però bisogna fare i conti con la prossima estate. «Il mercato italiano si sta muovendo in modo molto prudente sulle prenotazioni estive. Stiamo registrando un forte rallentamento su luglio e agosto e l’obiettivo è ormai puntato su una ripartenza da settembre in poi». Se la guerra è sicuramente l’evento cruciale di questo periodo, il forte calo registrato nelle prenotazioni «è un problema tutto italiano. L’informazione allarmistica genera paura nel cliente finale. Paura di non riuscire a rientrare nei tempi previsti, non timore legato alla sicurezza – precisa Peci -. Anche perché sono moltissime – la maggior parte – le mete che non risentono in alcun modo dei problemi legati al conflitto».\r\n\r\nFra le destinazioni che continuano a essere richieste, in primo piano Cina, Giappone, Nord Europa e Sudamerica. «Il Nordafrica, con Egitto, Marocco e Tunisia, continua a tenere. In particolare, il Marocco sta crescendo rispetto all’anno scorso». Bene anche il Canada, mentre gli Stati Uniti continuano a registrare una flessione del 18% circa, frutto di una sorta di “antipatia” verso la destinazione manifestata dai clienti italiani già ben prima dello scoppio del conflitto. «La crisi oltre al Medio Oriente tocca purtroppo anche mete come India e Indocina, che nulla hanno a che vedere con la guerra».\r\nInvestimenti costanti\r\nAncora una volta, è il momento di «tenere i nervi ben saldi» e concentrarsi sulle attività che possano favorire la ripartenza quando, inevitabilmente, si verificherà l’atteso “effetto rimbalzo”. «In Quality Group continuiamo a investire sulla formazione, sia del personale sia dei nostri partner agenzie di viaggio. Proseguiamo inoltre lungo la via dell’innovazione del prodotto e dello sviluppo tecnologico».\r\n\r\nVelocità di risposta, elasticità e capacità di gestire al meglio le criticità si riconfermano i driver fondamentali per traghettare oltre la crisi. «Il fatturato tiene e in questa fase c’è un’elevata percentuale di concretizzazione dei preventivi richiesti. Chi entra in agenzia vuole realmente partire e tendenzialmente mira a concludere l’acquisto del viaggio».\r\nIl nuovo scenario\r\nSarà comunque necessario confrontarsi con uno scenario nuovo: «L’aumento dei costi energetici inevitabilmente va a influire sul prezzo dei voli. 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Offrire esperienze su misura, dare agli ospiti maggiore libertà nel vivere il proprio soggiorno e generare un contributo positivo per persone e territori sono elementi sempre più centrali nella creazione di valore. In questo scenario, ascoltare gli ospiti e interpretarne i bisogni è per noi un elemento strategico. Per questo, abbiamo lavorato anche al disegno di un nuovo modello di ascolto, capace di cogliere i cambiamenti nelle abitudini e nelle aspettative dei viaggiatori e di trasformarli in insight utili per migliorare l’esperienza, con il supporto di competenze verticali, digitalizzazione e intelligenza artificiale, senza perdere il valore della relazione umana. 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Peci, Quality Group: «Il calo della domanda è un problema soprattutto italiano»
