28 June 2026

Usa: le tappe dell’evoluzione turistica dal 1941 ad oggi

Fiere & Eventi

The Capitol Hill

Il turismo di “incoming” americano (e non solo quello) è di certo un esempio per molti paesi, in quanto muove numeri davvero importanti.
Basti pensare che solo dall’Italia, ogni anno, circa un milione di turisti si reca a visitare i 50 stati e un Distretto Federale che compongono gli Stati Uniti d’America, senza contare il turismo interno che è mostruosamente più grande. Un esempio? New York sta per sfondare il tetto dei 61 milioni di arrivi, dei quali circa il 21% “internazionali”. E così si può parlare di Orlando, Miami, Los Angeles, Chicago, Washington, Las Vegas.
Ma qual’è la “timetable” di questa attenzione che ha portato alla crescita dei numeri, facendo riferimento ai passi importanti compiuti nella presa di coscienza che il turismo è una industria molto importante in termini economici? Oggi in USA arrivano oltre 85 milioni di turisti stranieri l’anno.Il 1941 fu l’anno in cui la U.S. Travel Association fu fondata a Washington D.C.. La U.S. Travel è la associazione che raccoglie sotto il proprio ombrello i player del settore, e che si fa carico di interloquire con l’Amministrazione politica per far sì che il turismo sia un “importante asset” nel quadro economico. E’ titolare della manifestazione B2B per eccellenza del mercato, l’IPW (Internaional Pow Wow) giunto quest’anno alla cinquantesima edizione. Il presidente e ceo è attualmente il dinamico Roger Dow.

Nel 1960 il Presidente Eisenhower stabilì quell’anno come i “Visit the U.S.A. Year”. Grande enfasi all’embrione turistico con lo sviluppo del trasporto aereo e i collegamenti sempre più frequenti.

Nel 1963 J.F. Kennedy lanciò la campagna “See the U.S.A” per aumentare il desiderio di conoscere gli USA da parte non solo dei turisti ma anche dei cittadini americani, per sviluppare la conoscenza del proprio paese e l’interscambio culturale.

Il 1969 fu l’anno in cui si tenne la prima edizione del Pow Wow al Commodore Hotel, a NYC, 140 circa fra espositori e buyers stranieri da 13 paesi. Un embrione che avrebbe portato all’attuale kermesse che conta 6mila delegati da 70 paesi del mondo.

Nel 1981 il presidente Reagan dette vita al National Tourism Policy Act, al fine di incrementare la promozione per portare più turisti in America.

Il 1995 fu l’anno in cui il presidente, Bill Clinton ospitò alla Casa Bianca la conferenza su “travel & tourism”, un avallo molto importante del peso dell’industria turistica sull’economia statunitense.

Il 2010, su una operazione bi partisan, Barak Obama firmò il Travel Promotion Act, da cui, dopo anni di latitanza di un ente per la promozione centrale, fu istituito Brand USA, una organizzazione pubblico privata finanziata da una parte dei proventi dell’ESTA, con una partecipazione del Governo in ragione di un dollaro pubblico a fronte di ogni dollaro privato di sponsorizzazione che l’organizzazione presieduta da Chris Thompson raccoglie. Autorizzata su base quinquennale in base ai risultati ottenuti.

Infine il 2014 anno in cui Brand USA, in virtù del buon lavoro promozionale svolto, è stato nuovamente autorizzato ad operare con la proroga del TPA fino al 2020.

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